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PAPIRUS
diario dibujante.acta diurna del capataz de los cargadores.
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italo/français/espagnol. worksinprogress. dessins. comics.fables grotesques. enigmes ironiques. diario dibujante. acta diurna del capataz de los cargadores. espressione sequenziale.
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1287


GIORNALE DI BORDO.GIORNATA(1.287)

Favole Grottesche/libro secondo: "333 aveva sete..."

LA SECONDA PARTE, in ritardo, ma sai com'è...










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TRECENTOTRENTATRE'[333] aveva sete...(parte 2)

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(...)In quel mentre -proprio- giungeva la carovana di una sposa
strombettando di gaiezza. Giusto l'auto di questa, prima

"purtroppo", pur in piena frenata schiaccio' il formichiere cosi'

orribilmente ch'era tremendo da vedersi. Le altre macchine che

la seguivano le si incastrarono sul retro, una dopo l'altra.

Uno sfacelo. La sposa, una martora tutta di bianco vestita, sorse

urlando come pazza schizzando dal finestrino, tendendo le virginali
braccia al Cielo e per chiedergli: "S'era proprio il

caso di "regalarle" un si'aspro disastro PROPRIO nel suo più

bel giorno di donna!" MA gli dei sono distratti, E considerano

poco queste pochezze umane, sopratutto nei giorni in cui bevono

troppo d'ambrosia, il Whiskey a 180° o a 360°. (Per altro, nessuno

ignora che farsi calpestare violentemente da una vettura da

sposa PORTA DISGRAZIA.)

Intanto, il René si batteva mica male, gli avversari gli rompevano

sedia dopo sedia in sul dosso MA egli restava intatto, e fiero

d'aver ragione. I suoi quattro bottiglioni, che maneggiava

solerte, eran diventati resti di bottiglia assai taglienti e il

sangue colava a fiotti nelle vicinanze e intorno a lui. L'orso

patron beffardo continuava a sparare, cartuccia dopo cartuccia,

mirando in alto, poiché aveva paura dell"ergastolo, e schioppettava

con astuzia, con "il senno del poi" usato prima.

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Fuori, irritati dal gridolinare della sposa e martora ancora

vergine, 24 buoi da bistecca che attraversavano la piazza per

recarsi al Macello Comunale dove erano convocati, "presero

ombra" e impazzirono incurabilmente. Mentre tutti li' in giro

correvano -come formiche che han perso il Nord- in ogni senso,

essi aggiunsero confusione alle confusioni: Quintali Carnosi

di Forza Scatenata galoppavano goffamente, come fanno i bovini

innervositi e se "dan' fuor' di brutto", schiacciando vecchie e

bambini, spaccando arti e pance con i loro zoccoli paurosi.

Il sagrestano allora, individuando i paradigmi catastrofici, si

mise a suonare grezzamente le campane a stormo, ma caoticamente,

da cuoco improvvisato, visto che non trovava il campanaro di

mestiere a portata di mano. Questa confusione enorme pose in

stato d'allarme 0-1 la vicina base N.A.T.O. da dove -subito-

nella convinzione d'un attacco russo- partirono ben presto gran

quantità di missili -"purtroppo" programmati per distruggere

l'Iran (il CHE già non è malaccio, poiché gli iraniani son

popolo malsano, MA, i russi -ancora una volta...- se la cavano

per il rotto della cuffia, con il loro CULO pazzesco...).

Intanto, il René si batteva mica male, E si permetteva pure di

cantare a squarciagola il proprio Inno "Nazionale", da apatride,

E in modo impeccabile pur se un po' spezzato in certi punti:

"333 trentini trottavano trottando andando a Trento tutti e

333 tritando trigonella e triglie trinciando." MA cominciava

pure a sentirsi un po' stanchetto... "ED ECCO!", che proprio in

quel mentre 4 buoi bovini da macello scatenati irrompono dentro

il baretto -non si sa se per bere una grappa o se per caso...-

e compiono una vera strage! Allora, analizzando correttamente

la situazione il nostro amico scelse la Linea Giusta di Partito:

nel gran bordello sanguinolento egli prese la fuga per la porta

del retro, che dava su un cortiletto e versi i campi e la boscaglia,

NON SENZA aver lanciato un calcio formidabile sulla figa in mezzo alle
gambe dell'orsa moglie del patron che tentava, nella sua poca
intelligenza, di sbarrargli la sortita...

René trecentotrentatré(333), che aveva SOPRATUTTO conservato

i propri occhiali a LORO posto (fatto insigne), dopo un bel

correre, si ritrovo' con il cuore scosso ma calmantesi fuori

de paese in tumulto e "per caso" giusto davanti una

fontanella campestre dove poté dissettarsi e lavarsi il sangue,

suo e di altri, che gli si coagulava indosso.(...)

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