Lettera a Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della Repubblica Italiana
Carlo Azeglio Ciampi, lettera a...
Mercoledí 06 luglio del 2005
Lettera a Carlo Azeglio Ciampi.
Signor Presidente della Repubblica Italiana,
dopo aver letto la Sua allocuzione al Parlamento Europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo, desidero scriverLe quanto segue.
Mi sembra che il Suo messaggio sia dettato da una convinzione genuina e coerente e uno non saprebbe dove non essere d’accordo con Lei, dopo aver letto la Sua elocuente analisi della situazione paneuropea.
Tuttavia, detto questo, una domanda sorge, e precisamente; perché malgrado i numerosi validi argomenti da Lei elencati, la Francia e l’Olanda hanno detto NO! Alla Costituzione paneuropea?
Sicuramente che di ragioni ce ne sono molte. Personalmente se dovessi votare nuovamente, questa volta, al contrario della prima voteri per il no.
Per quale ragione?
Ho vissuto per dodici anni nella cittá dominicana di Puerto Plata, di circa 80-100 mila abitanti, e considerata dagli stessi dominicani (giornalisti, ecc.) la piú corrota dell’intero paese.
A seguito dell’intervento USA in Haití, nel 1994 feci vari viaggi in quel paese e come risultato inviai un progetto turístico alla Ministro per il Turismo di Haití, Maryse Penette, (maggio 1995).
Inviai copia dello stesso alle principali Ambasciate accredítate a Santo Domingo, (USA, Canada, Francia, Germania, Spagna, Italia, Giappone) ed ai principali giornali.
Personalmente ne consegnai una copia alla segretaria dell’Ambasciatore dell’Unione Europea per la Rep. Dominicana, che nel maggio del 1995 era un italiano. Tale progetto é anche in Internet nel capitolo dedicato ad Haití del mio libro Triste Caribe. Vedere pagina Web, www.tristecaribe.8k.com
Silenzio totale! Nessuno disse niente ....fino a sei anni dopo, quando sul principale giornale dominicano (Listín Diario) si pubblicó detto progetto, (il mio progetto), il cui autore non appariva e si diceva soltanto che era un progetto dell’Unione Europea.
Nel 2002 ho portato personalmente due lettere (successive) all’Ambasciatore dell’Unione Europea di Santo Domingo, il portoghese Dr. Miguel Amado, nelle quali chiedevo spiegazioni al riguardo.
Non mi ha mai risposto.
Sempre nell’estate del 2002 arrivó a Santo Domingo il Commissario dell’Unione Europea per gli Aiuti Umanitari, il danese Poul Nielson.
Seppi dai giornali che nel suo programa o agenda c’era anche la visita al progetto Cap Haitien – Dajabon, ossia il mio.
Cercai tramite le Ambasciate dell’Unione Europea e Italiana di avere un breve colloquio col signor Nielson, richiesta che fu disattesa e che provocó parecchia ilaritá,....come dire, ma cosa centra lei signor rompiscatole?
Faccio anche notare che il mio progetto é stato copiato grezzamente, da veri “apprendisti stregoni”. Infatti, le prioritá come creare posti di lavoro ecc., neanche vengono prese in considerazione.
Al contrario, si va subito “al sodo”, proponendo una strada faraónica di 4 corsie del costo di 140 milioni di dollari US...
Se ció fosse vero é una vera indecenza e prova di corruzione. Perché? Perché la strada esiste da forse cento anni ormai. E abbastanza buona (80 km), si sviluppa su terreno pianeggiante ed é praticamente retta.
Il traffico, quandi ci andavo io, era di uno due veicoli ogni ora. Penso che al presente saranno una dozzina o poco piú. Quello che ha bisogno é di essere asfaltata e riparare due piccoli ponti. Probabilmente, con 15-20 milioni di dollari US si puó sistemare bene.
Il resto dei soldi, se ci sono, impiegarli in altre opere come per esempio nel riorganizzare la ex piantagione USA di sisal o juta (che appartiene allo Stato) di una superficie di trenta mila ettari e che é attraversata dalla strada.
Come soluzione minima la si potrebbe rimboschire di eucaliptus, visto che l’acqua di due piccoli fiumi si perde nel Mar dei Caraibi.
A suo tempo, quella piantagione faceva vivere all’intera regione, impiegando migliaia di lavoratori.
In veritá che tutto il mondo é paese se pensiamo che al tedesco Peter Eigen venne l’idea di fondare Transparency International, quando era Direttore per l’East Africa della Banca Mondiale, (Nairobi, Kenia).
Racconta, che in un’occasione si oppose alla costruzione di una diga; sia per l’eccessivo costo che per la sua inutilitá.
Vinse la corruzione, e la Francia facilitó i cento milioni di dollari US per la sua costruzione.
Qualche anno dopo fu chiaro ed evidente che tale opera, non solo non era utile, ma addirittura dannosa. E con l’aggravante che era stata costruita contro la volontá delle popolazioni locali.
Tornando alla cittá di Puerto Plata, ricordo nuovamente che esiste un Foro Sociale pagato dall’UE.
Dopo la provincia di Puerto Plata, andando verso Haití, ci sono sette provincie molto piú povere e bisognose....Se non é prova di corruzione questa!
Sempre a Puerto Plata, le tre ultime amministrazioni municipali (dei sindaci Troche e Ortiz) si sono presi (rubati) i terreni municipali (demaniali) antistanti il porto turístico, che é abbandonato.
A suo tempo, (dieci anni fa) arrivavano giornalmente le navi da crociera i cui turisti davano da vivere a qualche centinaia di famiglie occupate in piccoli commerci e servizi.
Nel 2002 in una lettera pubblicata nel piú difuso giornale dominicano (Ultima Hora) proposi all’allora Presidente della Repubblica Mejía di riabilitare (gratuitamente) il porto turístico in soli otto giorni. Non ebbi nessuna risposta!
Recentemente rifeci la stessa proposta all’attuale Presidente Fernández, che nemmeno lui ha risposto. Vedere Blog,
http://blogs.ya.com/actualizacion-d-a-r/
Giorni fa i giornali dominicani esultavano informando che l’Unione Europea donerá 250 milioni di Euro per iniziative dirette a cittadini bisognosi, ecc., ecc., e che naturalmente finiranno maggiormente nelle tasche dei non bisognosi.
Osservando tutto questo, allibito e perplesso, mi dico; e tutto questo enorme disordine viene assecondato da certi eurocrati di turno da strapazzo, Ambasciatori vari ecc.!
Gran parte dell’attuale eurocrazia regala a piene mani quello che non é loro, anche quando si dimostra che c’é di mezo la corruzione
Tali personaggi altolocati sono organizzati su un livello o compartimento stagno completamente isolato dal livello sottostante, quello dei contribuenti. Non c’é modo di comunicare con loro, sí, propio cosí, non esiste il ben che minimo contatto tra i due livelli.
Siccome, per il poco che ho potuto osservare, quello che racconto non sono casi o sgradevoli incidenti isolati, ma la norma, ad uno viene il dubbio che tale norma sia stata stabilita di propósito e che si faccia di tutto perche rimanga tale e si consolidi.
Ed é chiaro che a una simile Unione Europea bisogna dire di NO!
Rimane molta strada da fare perche si arrivi alla vera Unione Europea, quella dei popoli e non quella dei burocrati o eurocrati.
A questo punto chiedo venia, (e col dovuto rispetto) per parafrasare quanto da Lei espresso. “Che cosa giá chiede con urgenza l’avvenire alla nostra Europa? Chiede innanzitutto, per dirla con Ortega y Gasset, che l’Unione sia vertebrata”....da cittadini o paneuropei che credano in essa (e non solo per propio vantaggio come fanno troppi eurocrati).
Plasmare una coscienza paneuropea tale che renda l’individuo capace di sacrificare la propia vita nella difesa dell’Unione Europea, richiederá di generazioni. Ed é giusto che sia cosí. Ogni cosa o situazione abbisogna del suo tempo.Un fungo cresce in una notte. Una quercia, no! Si confonde fácilmente tecnología con civiltá.
Puó darsi che gli affari e le oportunita, anche lodevoli, possano crescere con la velocitá o ritmo dei funghi, sia dentro dell’amplio spazio paneuropeo che mondiale.
E inpensabile peró pretendere che la coscienza sociale paneuropea segua quel ritmo. Oltretutto sarebbe anche dannoso e ne risulterebbe una coscienza superficiale e fragile, non “maturata” e collaudata nel tempo.
Non c’é dubbio che la “Patria” paneuropea é ancora da venire!
Perché tale gestazione si sviluppi o evolva in modo ottimale é indispensabile che chi dirige o lidera non si isoli nel suo artificiale Olimpo di “eletti”.
Isolandosi gli euroburocrati perdono il contatto con la realtá e confondono desideri con fatti. Allora, si sorprendono di non essere capiti o compresi, e peggio, se dipendesse da loro affretterebbero il parto della “Patria” paneuropea, con una metaforica cesarea innecesaria e dannosa.
Per tutto questo, (e altro), dico NO! all’Unione Europea degli euroburocrati che con la loro arroganza rischiano di farla “abortire.”
Al contrario, dico SI! all’Unione Paneuropea dei Popoli, chiamati a partecipare attivamente come cittadini protagonisti, nella costruzione del propio destino, e non a semplicemente delegare coi loro suffragi chi deve pensare per loro.
Saluta attentamente, Valerio Tonolli
Questa lettera c’é anche nel Blog, http://blogs.ya.com/ciampi-unioneuropea
Mercoledí 06 luglio del 2005
Lettera a Carlo Azeglio Ciampi.
Signor Presidente della Repubblica Italiana,
dopo aver letto la Sua allocuzione al Parlamento Europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo, desidero scriverLe quanto segue.
Mi sembra che il Suo messaggio sia dettato da una convinzione genuina e coerente e uno non saprebbe dove non essere d’accordo con Lei, dopo aver letto la Sua elocuente analisi della situazione paneuropea.
Tuttavia, detto questo, una domanda sorge, e precisamente; perché malgrado i numerosi validi argomenti da Lei elencati, la Francia e l’Olanda hanno detto NO! Alla Costituzione paneuropea?
Sicuramente che di ragioni ce ne sono molte. Personalmente se dovessi votare nuovamente, questa volta, al contrario della prima voteri per il no.
Per quale ragione?
Ho vissuto per dodici anni nella cittá dominicana di Puerto Plata, di circa 80-100 mila abitanti, e considerata dagli stessi dominicani (giornalisti, ecc.) la piú corrota dell’intero paese.
A seguito dell’intervento USA in Haití, nel 1994 feci vari viaggi in quel paese e come risultato inviai un progetto turístico alla Ministro per il Turismo di Haití, Maryse Penette, (maggio 1995).
Inviai copia dello stesso alle principali Ambasciate accredítate a Santo Domingo, (USA, Canada, Francia, Germania, Spagna, Italia, Giappone) ed ai principali giornali.
Personalmente ne consegnai una copia alla segretaria dell’Ambasciatore dell’Unione Europea per la Rep. Dominicana, che nel maggio del 1995 era un italiano. Tale progetto é anche in Internet nel capitolo dedicato ad Haití del mio libro Triste Caribe. Vedere pagina Web, www.tristecaribe.8k.com
Silenzio totale! Nessuno disse niente ....fino a sei anni dopo, quando sul principale giornale dominicano (Listín Diario) si pubblicó detto progetto, (il mio progetto), il cui autore non appariva e si diceva soltanto che era un progetto dell’Unione Europea.
Nel 2002 ho portato personalmente due lettere (successive) all’Ambasciatore dell’Unione Europea di Santo Domingo, il portoghese Dr. Miguel Amado, nelle quali chiedevo spiegazioni al riguardo.
Non mi ha mai risposto.
Sempre nell’estate del 2002 arrivó a Santo Domingo il Commissario dell’Unione Europea per gli Aiuti Umanitari, il danese Poul Nielson.
Seppi dai giornali che nel suo programa o agenda c’era anche la visita al progetto Cap Haitien – Dajabon, ossia il mio.
Cercai tramite le Ambasciate dell’Unione Europea e Italiana di avere un breve colloquio col signor Nielson, richiesta che fu disattesa e che provocó parecchia ilaritá,....come dire, ma cosa centra lei signor rompiscatole?
Faccio anche notare che il mio progetto é stato copiato grezzamente, da veri “apprendisti stregoni”. Infatti, le prioritá come creare posti di lavoro ecc., neanche vengono prese in considerazione.
Al contrario, si va subito “al sodo”, proponendo una strada faraónica di 4 corsie del costo di 140 milioni di dollari US...
Se ció fosse vero é una vera indecenza e prova di corruzione. Perché? Perché la strada esiste da forse cento anni ormai. E abbastanza buona (80 km), si sviluppa su terreno pianeggiante ed é praticamente retta.
Il traffico, quandi ci andavo io, era di uno due veicoli ogni ora. Penso che al presente saranno una dozzina o poco piú. Quello che ha bisogno é di essere asfaltata e riparare due piccoli ponti. Probabilmente, con 15-20 milioni di dollari US si puó sistemare bene.
Il resto dei soldi, se ci sono, impiegarli in altre opere come per esempio nel riorganizzare la ex piantagione USA di sisal o juta (che appartiene allo Stato) di una superficie di trenta mila ettari e che é attraversata dalla strada.
Come soluzione minima la si potrebbe rimboschire di eucaliptus, visto che l’acqua di due piccoli fiumi si perde nel Mar dei Caraibi.
A suo tempo, quella piantagione faceva vivere all’intera regione, impiegando migliaia di lavoratori.
In veritá che tutto il mondo é paese se pensiamo che al tedesco Peter Eigen venne l’idea di fondare Transparency International, quando era Direttore per l’East Africa della Banca Mondiale, (Nairobi, Kenia).
Racconta, che in un’occasione si oppose alla costruzione di una diga; sia per l’eccessivo costo che per la sua inutilitá.
Vinse la corruzione, e la Francia facilitó i cento milioni di dollari US per la sua costruzione.
Qualche anno dopo fu chiaro ed evidente che tale opera, non solo non era utile, ma addirittura dannosa. E con l’aggravante che era stata costruita contro la volontá delle popolazioni locali.
Tornando alla cittá di Puerto Plata, ricordo nuovamente che esiste un Foro Sociale pagato dall’UE.
Dopo la provincia di Puerto Plata, andando verso Haití, ci sono sette provincie molto piú povere e bisognose....Se non é prova di corruzione questa!
Sempre a Puerto Plata, le tre ultime amministrazioni municipali (dei sindaci Troche e Ortiz) si sono presi (rubati) i terreni municipali (demaniali) antistanti il porto turístico, che é abbandonato.
A suo tempo, (dieci anni fa) arrivavano giornalmente le navi da crociera i cui turisti davano da vivere a qualche centinaia di famiglie occupate in piccoli commerci e servizi.
Nel 2002 in una lettera pubblicata nel piú difuso giornale dominicano (Ultima Hora) proposi all’allora Presidente della Repubblica Mejía di riabilitare (gratuitamente) il porto turístico in soli otto giorni. Non ebbi nessuna risposta!
Recentemente rifeci la stessa proposta all’attuale Presidente Fernández, che nemmeno lui ha risposto. Vedere Blog,
http://blogs.ya.com/actualizacion-d-a-r/
Giorni fa i giornali dominicani esultavano informando che l’Unione Europea donerá 250 milioni di Euro per iniziative dirette a cittadini bisognosi, ecc., ecc., e che naturalmente finiranno maggiormente nelle tasche dei non bisognosi.
Osservando tutto questo, allibito e perplesso, mi dico; e tutto questo enorme disordine viene assecondato da certi eurocrati di turno da strapazzo, Ambasciatori vari ecc.!
Gran parte dell’attuale eurocrazia regala a piene mani quello che non é loro, anche quando si dimostra che c’é di mezo la corruzione
Tali personaggi altolocati sono organizzati su un livello o compartimento stagno completamente isolato dal livello sottostante, quello dei contribuenti. Non c’é modo di comunicare con loro, sí, propio cosí, non esiste il ben che minimo contatto tra i due livelli.
Siccome, per il poco che ho potuto osservare, quello che racconto non sono casi o sgradevoli incidenti isolati, ma la norma, ad uno viene il dubbio che tale norma sia stata stabilita di propósito e che si faccia di tutto perche rimanga tale e si consolidi.
Ed é chiaro che a una simile Unione Europea bisogna dire di NO!
Rimane molta strada da fare perche si arrivi alla vera Unione Europea, quella dei popoli e non quella dei burocrati o eurocrati.
A questo punto chiedo venia, (e col dovuto rispetto) per parafrasare quanto da Lei espresso. “Che cosa giá chiede con urgenza l’avvenire alla nostra Europa? Chiede innanzitutto, per dirla con Ortega y Gasset, che l’Unione sia vertebrata”....da cittadini o paneuropei che credano in essa (e non solo per propio vantaggio come fanno troppi eurocrati).
Plasmare una coscienza paneuropea tale che renda l’individuo capace di sacrificare la propia vita nella difesa dell’Unione Europea, richiederá di generazioni. Ed é giusto che sia cosí. Ogni cosa o situazione abbisogna del suo tempo.Un fungo cresce in una notte. Una quercia, no! Si confonde fácilmente tecnología con civiltá.
Puó darsi che gli affari e le oportunita, anche lodevoli, possano crescere con la velocitá o ritmo dei funghi, sia dentro dell’amplio spazio paneuropeo che mondiale.
E inpensabile peró pretendere che la coscienza sociale paneuropea segua quel ritmo. Oltretutto sarebbe anche dannoso e ne risulterebbe una coscienza superficiale e fragile, non “maturata” e collaudata nel tempo.
Non c’é dubbio che la “Patria” paneuropea é ancora da venire!
Perché tale gestazione si sviluppi o evolva in modo ottimale é indispensabile che chi dirige o lidera non si isoli nel suo artificiale Olimpo di “eletti”.
Isolandosi gli euroburocrati perdono il contatto con la realtá e confondono desideri con fatti. Allora, si sorprendono di non essere capiti o compresi, e peggio, se dipendesse da loro affretterebbero il parto della “Patria” paneuropea, con una metaforica cesarea innecesaria e dannosa.
Per tutto questo, (e altro), dico NO! all’Unione Europea degli euroburocrati che con la loro arroganza rischiano di farla “abortire.”
Al contrario, dico SI! all’Unione Paneuropea dei Popoli, chiamati a partecipare attivamente come cittadini protagonisti, nella costruzione del propio destino, e non a semplicemente delegare coi loro suffragi chi deve pensare per loro.
Saluta attentamente, Valerio Tonolli
Questa lettera c’é anche nel Blog, http://blogs.ya.com/ciampi-unioneuropea
Lettera al Ministro degli Esteri G. Fini
Venerdí, 07 gennaio del 2005-
Lettera al Ministro degli Esteri, On. Gianfranco Fini
Signor Ministro,
augurándoLe un Buon Anno 2005, la informo che in una lettera dell’Ambasciatore italiano in Costa Rica, Gioacchino Trizzino, datata il 29 ottobre del 2003 mi si dice, tra l’altro, che; “Desidero poi informarLa che l’Amb.re Sfara (in Rep. Dominicana) ha intenzione – se non ci saranno fatti nuovi entro due mesi – di inviare una protesta formale al Ministero degli Esteri locale.”
Ergo, dalla data della lettera sono passati due mesi (fine 2003), piú altri oltre 12 mesi per arrivare alla data odierna, ossia piú di 14 mesi......
La mia situazione é brevemente riassunta al punto, Lettera al Direttore dell’Espresso. Una documentazione molto piú esauriente si trova al sito Web www.tristecaribe.8k.com
Faccio presente che non ho la pensione e che tutti i miei risparmi sono investiti nella cittá di Puerto Plata, in Rep. Dominicana, dove arrivai nel 1991 con trecentomila (300.000) US dollari, piú un container di 40 piedi o 15 metri di lunghezza, coi miei effetti personali, tra i quali un laboratorio completo per la fusione in metallo di oggetti artigianali.
Passando al pratico, ribadisco che la soluzione della mia situazione é politica ed affatto legale.
Infatti io ho esaurito da tempo ogni possibile via legale in mio potere.
Per riassumere brevemente questa situazione puro stile “Macondo”, s’immagini che qualcuno (in questo caso il sindaco di Puerto Plata, Ramón Ortíz) entri a casa Sua, butti giú col buldozer un piccolo deposito in cemento, e Le dica che quella porzione é di lui.....e senza nessun documento in mano.......
Si é arrivati a questo perché il sindaco Ortíz é ben cosciente che le autoritá italiane in Dominicana, per lunga tradizione ormai, non faranno niente.
Ed infatti, il vice-console italiano di Puerto Plata, ing. Paolo Costa (Schio-Veneto) non ha mai fatto niente e peggio ha preso le difese del “beneficiario” del lotto rubatomi e del sindaco. L’ing. Paolo Costa ha “ereditato” la carica di vice-console da suo papá, Aldo Costa, deceduto.
A questo proposito il mio ex dirimpettaio ed amico nel quartiere La Atlántica di Puerto Plata, Tony Durand, ex diputato, ex Governatore della provincia di Puerto Plata ed attuale Senatore della repubblica dominicana per la stessa provincia, non si stancava di ripetermi che se l’Ambasciata Italiana non faceva il suo dovere, io ero perduto....cotto e rifritto!
A suo tempo, (circa tre anni fa) presentai una denuncia al Fiscale Sign. Persio, contro il sindaco Ortíz, che non ha mai fatto niente. Probabilmente l’ha cestinata. Il Fiscale Persio é dello stesso partito politico del sindaco Ortíz (PRD) e perció....”lupo non mangia lupo”.
Siccome con la mia famiglia dobbiamo pur mangiare e pagare l’affitto, ho chiesto che almeno mi si pagassero i ventimila (20.000) US dollari che é il prezzo di mercato piú che buono, del terreno rubatoci dal sindaco Ortíz.
Qui pure si dimostra la mala fede del vice-console Paolo Costa nei nostri confronti, se si tien conto che in un’occasione andó a spaventare mia moglie (io ero nascosto per sette mesi nella capitale di Santo Domingo), consigliandola che scappassimo via e che per il lotto rubato ci accontentassimo di ricevere la settima parte del suo valore, ossia tremila (3.000) dollari US.
Il “beneficiario” del lotto, Freddy Vásquez e la sua concubina tedesca Claudia Kroll, (presidente della zona industriale di Puerto Plata) hanno come unico “documento” (legale?), da parte del sindaco Ortíz un “contratto d’affitto”. Da notare che tale “documento” non porta la firma di nessuno dei cinque funzionari municipali a capo dei vari reparti e che sarebbero tenuti a firmarlo e nemmeno la firma del sindaco Ortíz. Sí, propio cosí,tale “documento” é in bianco.....
Se Freddy Vásquez ci paga i ventimila dollari US al piú presto, gli terremmo una certa considerazione per il fatto che sul lotto rubatoci si é intestardito di costruirvi (anche con la protezione della Polizia Nazionale agli ordini del generale Betances e del colonnello Vásquez) in completa mala fede, un edificio commerciale.....che secondo le leggi domenicane e di tutti i paesi di diritto ci appartiene....LEX DURA LEX....
RingraziandoLa per la Sua attenzione, saluta attentamente,
Dr. Valerio Tonolli
Lettera al Ministro degli Esteri, On. Gianfranco Fini
Signor Ministro,
augurándoLe un Buon Anno 2005, la informo che in una lettera dell’Ambasciatore italiano in Costa Rica, Gioacchino Trizzino, datata il 29 ottobre del 2003 mi si dice, tra l’altro, che; “Desidero poi informarLa che l’Amb.re Sfara (in Rep. Dominicana) ha intenzione – se non ci saranno fatti nuovi entro due mesi – di inviare una protesta formale al Ministero degli Esteri locale.”
Ergo, dalla data della lettera sono passati due mesi (fine 2003), piú altri oltre 12 mesi per arrivare alla data odierna, ossia piú di 14 mesi......
La mia situazione é brevemente riassunta al punto, Lettera al Direttore dell’Espresso. Una documentazione molto piú esauriente si trova al sito Web www.tristecaribe.8k.com
Faccio presente che non ho la pensione e che tutti i miei risparmi sono investiti nella cittá di Puerto Plata, in Rep. Dominicana, dove arrivai nel 1991 con trecentomila (300.000) US dollari, piú un container di 40 piedi o 15 metri di lunghezza, coi miei effetti personali, tra i quali un laboratorio completo per la fusione in metallo di oggetti artigianali.
Passando al pratico, ribadisco che la soluzione della mia situazione é politica ed affatto legale.
Infatti io ho esaurito da tempo ogni possibile via legale in mio potere.
Per riassumere brevemente questa situazione puro stile “Macondo”, s’immagini che qualcuno (in questo caso il sindaco di Puerto Plata, Ramón Ortíz) entri a casa Sua, butti giú col buldozer un piccolo deposito in cemento, e Le dica che quella porzione é di lui.....e senza nessun documento in mano.......
Si é arrivati a questo perché il sindaco Ortíz é ben cosciente che le autoritá italiane in Dominicana, per lunga tradizione ormai, non faranno niente.
Ed infatti, il vice-console italiano di Puerto Plata, ing. Paolo Costa (Schio-Veneto) non ha mai fatto niente e peggio ha preso le difese del “beneficiario” del lotto rubatomi e del sindaco. L’ing. Paolo Costa ha “ereditato” la carica di vice-console da suo papá, Aldo Costa, deceduto.
A questo proposito il mio ex dirimpettaio ed amico nel quartiere La Atlántica di Puerto Plata, Tony Durand, ex diputato, ex Governatore della provincia di Puerto Plata ed attuale Senatore della repubblica dominicana per la stessa provincia, non si stancava di ripetermi che se l’Ambasciata Italiana non faceva il suo dovere, io ero perduto....cotto e rifritto!
A suo tempo, (circa tre anni fa) presentai una denuncia al Fiscale Sign. Persio, contro il sindaco Ortíz, che non ha mai fatto niente. Probabilmente l’ha cestinata. Il Fiscale Persio é dello stesso partito politico del sindaco Ortíz (PRD) e perció....”lupo non mangia lupo”.
Siccome con la mia famiglia dobbiamo pur mangiare e pagare l’affitto, ho chiesto che almeno mi si pagassero i ventimila (20.000) US dollari che é il prezzo di mercato piú che buono, del terreno rubatoci dal sindaco Ortíz.
Qui pure si dimostra la mala fede del vice-console Paolo Costa nei nostri confronti, se si tien conto che in un’occasione andó a spaventare mia moglie (io ero nascosto per sette mesi nella capitale di Santo Domingo), consigliandola che scappassimo via e che per il lotto rubato ci accontentassimo di ricevere la settima parte del suo valore, ossia tremila (3.000) dollari US.
Il “beneficiario” del lotto, Freddy Vásquez e la sua concubina tedesca Claudia Kroll, (presidente della zona industriale di Puerto Plata) hanno come unico “documento” (legale?), da parte del sindaco Ortíz un “contratto d’affitto”. Da notare che tale “documento” non porta la firma di nessuno dei cinque funzionari municipali a capo dei vari reparti e che sarebbero tenuti a firmarlo e nemmeno la firma del sindaco Ortíz. Sí, propio cosí,tale “documento” é in bianco.....
Se Freddy Vásquez ci paga i ventimila dollari US al piú presto, gli terremmo una certa considerazione per il fatto che sul lotto rubatoci si é intestardito di costruirvi (anche con la protezione della Polizia Nazionale agli ordini del generale Betances e del colonnello Vásquez) in completa mala fede, un edificio commerciale.....che secondo le leggi domenicane e di tutti i paesi di diritto ci appartiene....LEX DURA LEX....
RingraziandoLa per la Sua attenzione, saluta attentamente,
Dr. Valerio Tonolli
Carta a Paul Nielson, Commissario Paneuropeo per gli Aiuti Umanitari
Poul Nielson, carta a..
San José de Costa Rica, jueves 21 de octubre del 2004.
Señor Poul Nielson
Comisionado para el Desarrollo y la Ayuda Humanitaria de la Unión Europea.
Estimado Señor Nielson,
esperando se encuentre bien, quiero informar a usted de lo siguiente.
Mi nombre es Valerio Tonolli, italiano, de 66 años de edad , de profesión empresario social y que ha vivido doce años en República Dominicana, de 1991 al 2002.
En verano del 2002 usted ha visitado a República Dominicana y, entre otros, ha ido a ver un proyecto patrocinado por la Unión Europea que beneficiará sea a Haití que a República Dominicana. Se trata de la región Noreste de Haití, comprendida entre la ciudad de Cap Haitien y Dajabón, en la frontera dominico-haitiana.
Por lo poco que explicaba el periódico dominicano “Listin Diario” a propósito de ese proyecto, lo he reconocido y quiero decirle que ese proyecto lo hice yo hacen nueve años, como podrá verificar en la parte dedicada a Haití y precisamente en; “A la Secretaria de Turismo de Haití” de mi libro “Triste Caribe”, ver sitio Web www.tristecaribe.8k.com
Entregué copias del mismo a varias Embajadas en Santo Domingo, entre ellas, a la de los USA, Canadá, Alemania, Italia, España, Gran Bretaña, Haití y a los principales periódicos nacionales.
También entregué una copia a la secretaria del Embajador de la Unión Europea en R. Dominicana, (italiano en ese tiempo).
Nunca nadie me comunicó o contestó nada. Y es que, por lo que se refiere a la prensa dominicana, estaba yo adelantado de años siendo que 9 años atrás, es decir en el 1995, era inconcebible proponer proyectos en común, haitianos-dominicanos. Haciendo eso uno se arriesgaba a ser considerado una especie de traidor, que enlodaba al honor dominicano, que debería rebajarse a tratar con un interlocutor tan insignificante.
Entonces, después de siete años, la sorpresa en ver “copiado” mi proyecto en la prensa dominicana.
Sin embargo, deseo subrayar, que esa copia está muy mal hecha y es por eso que en Italia un proverbio popular dice que; “el Diablo sabe hacer la olla, pero no la tapa”. He pedido por escrito, en varias ocasiones, al actual Embajador de la Unión Europea en Santo Domingo, Dr. Miguel Amado, copia y autoría de ese proyecto y......naturalmente nunca me ha contestado.
Parece ser una “Ley natural” que no puede existir ninguna comunicación vertical entre “comunes mortales” y altos funcionarios.
Ellos se comunican solamente con sus “pares” y horizontalmente, bien que algunos de ellos puedan ser unos pillos como él o los que me “robaron” o “copiaron” mi proyecto.
No quiero quitarle más tiempo, pero, siendo usted un técnico, tome en consideración cuanto sigue.
Entre las pocas y confusas noticias que daba el “Listín Diario” en relación al proyecto, se hablaba de construir una súper-carretera (turística?) entre Cap Haitien y Dajabón, de cuatro carriles y con un costo de ciento cuarenta (140) millones de dólares US.
Si eso fuera verdad, es un tremendo error, en cuanto entre Cap Haitien y Dajabón hay una carretera bastante buena,(de aprox. ochenta kilómetros) que no presenta mayores dificultades siendo que se desarrolla en terreno plano y es prácticamente recta, sin contar que actualmente el tráfico es prácticamente inexistente, talvez una docena de vehículos cada hora. Habría sí que reconstruir dos pequeños puentes (de unos veinte metros de largo) y asfaltarla, siendo que en parte es de gravilla. Todo eso costaría mucho, pero mucho menos que los $140 millones mencionados. Pienso que la décima parte de eso, es decir $14 millones serían suficientes.
Para saber más de mi proyecto original ver en el capitulo dedicado a Haití de mi libro “Triste Caribe” la carta dirigida; (ya mencionada) “A la Secretaria (Ministro) de Turismo de Haití”.(Señora Maryse Penette) www.tristecaribe.8k.com
Termino informando usted que la ciudad de Puerto Plata, en Rep. Dominicana, en la que he residido los 12 años, se beneficia desde años ya de un Foro Social (para obras comunitaria a los necesitados), pagado por los contribuyentes de la Unión Europea.
Como indicado en mi carta al Embajador de la U. E. Dr. Miguel Amado (ver en este mismo sitio Web www.caribetriste.100megas.com eso no es justo y es pura corrupción si se toma en cuenta que hacia la frontera con Haití hay siete provincias mucho más pobres y necesitadas que la de Puerto Plata. Al decir de famosos periodistas dominicanos también, Puerto Plata y su provincia es sin duda alguna la región más corrupta de República Dominicana
Agradeciendo por su atención, saluda atentamente
Dr. Valerio Tonolli
San José de Costa Rica, jueves 21 de octubre del 2004.
Señor Poul Nielson
Comisionado para el Desarrollo y la Ayuda Humanitaria de la Unión Europea.
Estimado Señor Nielson,
esperando se encuentre bien, quiero informar a usted de lo siguiente.
Mi nombre es Valerio Tonolli, italiano, de 66 años de edad , de profesión empresario social y que ha vivido doce años en República Dominicana, de 1991 al 2002.
En verano del 2002 usted ha visitado a República Dominicana y, entre otros, ha ido a ver un proyecto patrocinado por la Unión Europea que beneficiará sea a Haití que a República Dominicana. Se trata de la región Noreste de Haití, comprendida entre la ciudad de Cap Haitien y Dajabón, en la frontera dominico-haitiana.
Por lo poco que explicaba el periódico dominicano “Listin Diario” a propósito de ese proyecto, lo he reconocido y quiero decirle que ese proyecto lo hice yo hacen nueve años, como podrá verificar en la parte dedicada a Haití y precisamente en; “A la Secretaria de Turismo de Haití” de mi libro “Triste Caribe”, ver sitio Web www.tristecaribe.8k.com
Entregué copias del mismo a varias Embajadas en Santo Domingo, entre ellas, a la de los USA, Canadá, Alemania, Italia, España, Gran Bretaña, Haití y a los principales periódicos nacionales.
También entregué una copia a la secretaria del Embajador de la Unión Europea en R. Dominicana, (italiano en ese tiempo).
Nunca nadie me comunicó o contestó nada. Y es que, por lo que se refiere a la prensa dominicana, estaba yo adelantado de años siendo que 9 años atrás, es decir en el 1995, era inconcebible proponer proyectos en común, haitianos-dominicanos. Haciendo eso uno se arriesgaba a ser considerado una especie de traidor, que enlodaba al honor dominicano, que debería rebajarse a tratar con un interlocutor tan insignificante.
Entonces, después de siete años, la sorpresa en ver “copiado” mi proyecto en la prensa dominicana.
Sin embargo, deseo subrayar, que esa copia está muy mal hecha y es por eso que en Italia un proverbio popular dice que; “el Diablo sabe hacer la olla, pero no la tapa”. He pedido por escrito, en varias ocasiones, al actual Embajador de la Unión Europea en Santo Domingo, Dr. Miguel Amado, copia y autoría de ese proyecto y......naturalmente nunca me ha contestado.
Parece ser una “Ley natural” que no puede existir ninguna comunicación vertical entre “comunes mortales” y altos funcionarios.
Ellos se comunican solamente con sus “pares” y horizontalmente, bien que algunos de ellos puedan ser unos pillos como él o los que me “robaron” o “copiaron” mi proyecto.
No quiero quitarle más tiempo, pero, siendo usted un técnico, tome en consideración cuanto sigue.
Entre las pocas y confusas noticias que daba el “Listín Diario” en relación al proyecto, se hablaba de construir una súper-carretera (turística?) entre Cap Haitien y Dajabón, de cuatro carriles y con un costo de ciento cuarenta (140) millones de dólares US.
Si eso fuera verdad, es un tremendo error, en cuanto entre Cap Haitien y Dajabón hay una carretera bastante buena,(de aprox. ochenta kilómetros) que no presenta mayores dificultades siendo que se desarrolla en terreno plano y es prácticamente recta, sin contar que actualmente el tráfico es prácticamente inexistente, talvez una docena de vehículos cada hora. Habría sí que reconstruir dos pequeños puentes (de unos veinte metros de largo) y asfaltarla, siendo que en parte es de gravilla. Todo eso costaría mucho, pero mucho menos que los $140 millones mencionados. Pienso que la décima parte de eso, es decir $14 millones serían suficientes.
Para saber más de mi proyecto original ver en el capitulo dedicado a Haití de mi libro “Triste Caribe” la carta dirigida; (ya mencionada) “A la Secretaria (Ministro) de Turismo de Haití”.(Señora Maryse Penette) www.tristecaribe.8k.com
Termino informando usted que la ciudad de Puerto Plata, en Rep. Dominicana, en la que he residido los 12 años, se beneficia desde años ya de un Foro Social (para obras comunitaria a los necesitados), pagado por los contribuyentes de la Unión Europea.
Como indicado en mi carta al Embajador de la U. E. Dr. Miguel Amado (ver en este mismo sitio Web www.caribetriste.100megas.com eso no es justo y es pura corrupción si se toma en cuenta que hacia la frontera con Haití hay siete provincias mucho más pobres y necesitadas que la de Puerto Plata. Al decir de famosos periodistas dominicanos también, Puerto Plata y su provincia es sin duda alguna la región más corrupta de República Dominicana
Agradeciendo por su atención, saluda atentamente
Dr. Valerio Tonolli
Lettera al Direttore dell'Espresso
letterealdirettore@espressoedit.it
Martedi 20 luglio del 2004
Lettera al Sign. Direttore dell’Espresso.
Quale Europa, quale Italia, quale futuro....che fare?
Nelle recenti elezioni europee si é notato il poco entusiasmo degli elettori paneuropei. Per fortuna in Italia lo smacco dato al Cavalliere, “pare la rivincita di un’Italia seria ed onesta, sull’Italietta cialtrona, esibizionista e volgare della telepolitica.”
Il Presidente Ciampi, degno rappresentante di quest’Italia “seria ed onesta” non risparmia energie “nel suo meritorio sforzo di cementare una visione comune della nostra storia nazionale che ci accompagni nella faticosa costruzione dell’identitá europea”.
Cementare, costruire, identitá europea ecc., ci fanno pensare a come dovrebbe essere la struttura portante della futura Europa.
Nelle decisioni fondamentali é indispensabile ci sia unanimitá. Per questo che la costruzione europea si fará probabilmente su due livelli. Uno piú propiamente congiunturale, nel quale ogni paese membro cercherá di difendere i propri interessi (ed egoismi) che, essendo a volte contrastanti non potranno godere dell’unanimitá, ma saranno soggetti alla volontá della maggioranza.
Al contrario, l’altro livello o strutturale, per forza di cose dovrebbe avere il consenso totale od unanime. Perché ció sia possibile sarebbe necessario stabilire ben chiaro che certi mali che corrodono le istituzioni vanno evidenziati e combattuti fin dall’inizio. Facendo cosí, non si correrá il rischio che col passar del tempo le colonne portanti della nuova Europa vengano intaccate, corrose e sgretolate.
Senza utopía non c’é futuro. Puó darsi che non sará mai raggiunta, peró il solo desiderarla ci fa camminare in una certa direzione.
Probabilmente, il peggior male che mina le istituzioni sia la corruzione. Per certi politici e gente della strada non é nessun male, ma un modo come un altro (strategia o tattica) per farsi strada. E questo non dovrebbe essere accettato!
In certe occasioni, un patrimonio di incalcolabile valore come l’essenza della civiltá greco-romana é rimasto appeso ad un sottilissimo filo, rischiando di perdersi, e ci é stato tramandato quasi per caso dai monaci medioevali di Montecassino, Cluny e suoi simili. Le cattedrali gotiche con le loro vetrate come quelle di Chartres, sono state concepite dall’utopía.
Ma ritornando su questa Terra, la corruzione ed il suo dilagare é una specie di invasione barbarica che tutto sommerge ed avvilisce, imbarbarendo, contaminando e intorbidendo quanto di limpido, diafano o cristallino tanti sforzi generazionali sono riusciti a creare e consolidare guidati dall’utopia o dall’illusione.
Per l’Italia, quest’imbarbarimento é rappresentato negli ultimi dieci anni dal furbismo berlusconiano o berluscofurbismo.
Dopo quest’introduzione, valga il mio caso personale per illustrare, almeno in parte, come funziona il Potere che pretende guidare lo Stato, quando si tratta di difendere un’anonimo cittadino.
Emigrato nel 1991 nella Repubblica Dominicana, sette anni fa, (1997) le autoritá della cittá di Puerto Plata cercano di farmi incarcerare, con calunnie varie, per appropriarsi di una mia proprietá. Ne il vice-console italiano di Puerto Plata ne l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo muovono un dito. Un coraggioso articolo del capo-redazione del giornale “El Caribe”, mi salva dalla galera...e che galera!
Passa il tempo, mi ammalo gravemente di depressione (tre anni) e due anni fa, il sindaco di turno di Puerto Plata mi ruba un terreno in piena cittá e sotto gli occhi di tutti. Chiedo (educatamente) spiegazioni al “beneficiato” del lotto, che mi minaccia con una pistola. Lo denuncio, va due notti in prigione, ma pochi giorni dopo é scagionato di tutto...automaticamente il colpevole divento io e mi chiede danni per duecento settantamila (270.000) dollari US...oltre a tenersi il mio terreno, naturalmente.
Mi cercano per incarcerarmi e mi nascondo per sette mesi nella capitale di Santo Domingo e scrivo un primo libro raccontando la faccenda. Praticamente, non intervenendo, vice-console ed Ambasciata d’Italia danno ragione al sindaco. Anzi, criminalmente, d’accordo con lui, fanno di tutto perché ritorni a Puerto Plata per finire in carcere ...”e pagare il mio debito con la giustizia” mi suggerisce la Console Generale. Mi assicura che ci penserá lei a tirarmi fuori. Cosciente che (criminalmente) son tutti d’accordo, e che della mia innocenza puó testimoniare l’intera cittá di Puerto Plata, decido di abbandonare la Repubblica Dominicana. Da notare che la tresca essendo puramente locale, ossia tra il sindaco di Puerto Plata, il generale della polizía, il fiscale ed il vice-console italiano, non c’é nessun impedimento d’uscita dal paese nei miei confronti.
Abbandono tutto e me ne vado in Costa Rica dove per circa un anno non ottengo nessuna risposta ai miei numerosi e-mail inviati simultaneamente a tre uffici della Farnesina ed alle Ambasciate d’Italia in Repubblica Dominicana ed in Costa Rica. L’ambasciatore italiano in Costa Rica si nega a ricevermi. Sblocco la situazione (dopo quasi un anno) approfittando della gaffe del Cavalliere nel suo esordio presidenziale semestrale europeo e mi presento davanti all’Ambasciata d’Italia con un gran cartello appeso al collo dicente, “Berlusconi, un indiziato di corruzione non puó liderare l’Europa”. In pochi minuti l’ambasciatore mi riceve...peró dopo poche settimane, andato a chiedere un piccolo prestito di cent’ottanta (180) dollari mi fa arrestare di fronte all’ambasciata dalla polizía dell’Ufficio Migrazione, essendo scaduto il permesso di soggiorno di 90 giorni. Mi portano in carcere, (prima volta nei miei 66 anni di vita) e si redige un ordine di deportazione al quale ho fatto appello.
Ritornando al futuro europeo, italiano ecc., giustamente la costituzione paneuropea sembra si centri sulla sua gente. Speriamo che sia vero, perché nel mio piccolo si dimostra che lo Stato Italiano ignora e sacrifica completamente alla Ragión di Stato (in questo caso la corruzione) il cittadino. Vedere anche, (in spagnolo) www.tristecaribe.8k.com
Ringrazia e porge cordiali saluti,
Dr. Valerio Tonolli
Martedi 20 luglio del 2004
Lettera al Sign. Direttore dell’Espresso.
Quale Europa, quale Italia, quale futuro....che fare?
Nelle recenti elezioni europee si é notato il poco entusiasmo degli elettori paneuropei. Per fortuna in Italia lo smacco dato al Cavalliere, “pare la rivincita di un’Italia seria ed onesta, sull’Italietta cialtrona, esibizionista e volgare della telepolitica.”
Il Presidente Ciampi, degno rappresentante di quest’Italia “seria ed onesta” non risparmia energie “nel suo meritorio sforzo di cementare una visione comune della nostra storia nazionale che ci accompagni nella faticosa costruzione dell’identitá europea”.
Cementare, costruire, identitá europea ecc., ci fanno pensare a come dovrebbe essere la struttura portante della futura Europa.
Nelle decisioni fondamentali é indispensabile ci sia unanimitá. Per questo che la costruzione europea si fará probabilmente su due livelli. Uno piú propiamente congiunturale, nel quale ogni paese membro cercherá di difendere i propri interessi (ed egoismi) che, essendo a volte contrastanti non potranno godere dell’unanimitá, ma saranno soggetti alla volontá della maggioranza.
Al contrario, l’altro livello o strutturale, per forza di cose dovrebbe avere il consenso totale od unanime. Perché ció sia possibile sarebbe necessario stabilire ben chiaro che certi mali che corrodono le istituzioni vanno evidenziati e combattuti fin dall’inizio. Facendo cosí, non si correrá il rischio che col passar del tempo le colonne portanti della nuova Europa vengano intaccate, corrose e sgretolate.
Senza utopía non c’é futuro. Puó darsi che non sará mai raggiunta, peró il solo desiderarla ci fa camminare in una certa direzione.
Probabilmente, il peggior male che mina le istituzioni sia la corruzione. Per certi politici e gente della strada non é nessun male, ma un modo come un altro (strategia o tattica) per farsi strada. E questo non dovrebbe essere accettato!
In certe occasioni, un patrimonio di incalcolabile valore come l’essenza della civiltá greco-romana é rimasto appeso ad un sottilissimo filo, rischiando di perdersi, e ci é stato tramandato quasi per caso dai monaci medioevali di Montecassino, Cluny e suoi simili. Le cattedrali gotiche con le loro vetrate come quelle di Chartres, sono state concepite dall’utopía.
Ma ritornando su questa Terra, la corruzione ed il suo dilagare é una specie di invasione barbarica che tutto sommerge ed avvilisce, imbarbarendo, contaminando e intorbidendo quanto di limpido, diafano o cristallino tanti sforzi generazionali sono riusciti a creare e consolidare guidati dall’utopia o dall’illusione.
Per l’Italia, quest’imbarbarimento é rappresentato negli ultimi dieci anni dal furbismo berlusconiano o berluscofurbismo.
Dopo quest’introduzione, valga il mio caso personale per illustrare, almeno in parte, come funziona il Potere che pretende guidare lo Stato, quando si tratta di difendere un’anonimo cittadino.
Emigrato nel 1991 nella Repubblica Dominicana, sette anni fa, (1997) le autoritá della cittá di Puerto Plata cercano di farmi incarcerare, con calunnie varie, per appropriarsi di una mia proprietá. Ne il vice-console italiano di Puerto Plata ne l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo muovono un dito. Un coraggioso articolo del capo-redazione del giornale “El Caribe”, mi salva dalla galera...e che galera!
Passa il tempo, mi ammalo gravemente di depressione (tre anni) e due anni fa, il sindaco di turno di Puerto Plata mi ruba un terreno in piena cittá e sotto gli occhi di tutti. Chiedo (educatamente) spiegazioni al “beneficiato” del lotto, che mi minaccia con una pistola. Lo denuncio, va due notti in prigione, ma pochi giorni dopo é scagionato di tutto...automaticamente il colpevole divento io e mi chiede danni per duecento settantamila (270.000) dollari US...oltre a tenersi il mio terreno, naturalmente.
Mi cercano per incarcerarmi e mi nascondo per sette mesi nella capitale di Santo Domingo e scrivo un primo libro raccontando la faccenda. Praticamente, non intervenendo, vice-console ed Ambasciata d’Italia danno ragione al sindaco. Anzi, criminalmente, d’accordo con lui, fanno di tutto perché ritorni a Puerto Plata per finire in carcere ...”e pagare il mio debito con la giustizia” mi suggerisce la Console Generale. Mi assicura che ci penserá lei a tirarmi fuori. Cosciente che (criminalmente) son tutti d’accordo, e che della mia innocenza puó testimoniare l’intera cittá di Puerto Plata, decido di abbandonare la Repubblica Dominicana. Da notare che la tresca essendo puramente locale, ossia tra il sindaco di Puerto Plata, il generale della polizía, il fiscale ed il vice-console italiano, non c’é nessun impedimento d’uscita dal paese nei miei confronti.
Abbandono tutto e me ne vado in Costa Rica dove per circa un anno non ottengo nessuna risposta ai miei numerosi e-mail inviati simultaneamente a tre uffici della Farnesina ed alle Ambasciate d’Italia in Repubblica Dominicana ed in Costa Rica. L’ambasciatore italiano in Costa Rica si nega a ricevermi. Sblocco la situazione (dopo quasi un anno) approfittando della gaffe del Cavalliere nel suo esordio presidenziale semestrale europeo e mi presento davanti all’Ambasciata d’Italia con un gran cartello appeso al collo dicente, “Berlusconi, un indiziato di corruzione non puó liderare l’Europa”. In pochi minuti l’ambasciatore mi riceve...peró dopo poche settimane, andato a chiedere un piccolo prestito di cent’ottanta (180) dollari mi fa arrestare di fronte all’ambasciata dalla polizía dell’Ufficio Migrazione, essendo scaduto il permesso di soggiorno di 90 giorni. Mi portano in carcere, (prima volta nei miei 66 anni di vita) e si redige un ordine di deportazione al quale ho fatto appello.
Ritornando al futuro europeo, italiano ecc., giustamente la costituzione paneuropea sembra si centri sulla sua gente. Speriamo che sia vero, perché nel mio piccolo si dimostra che lo Stato Italiano ignora e sacrifica completamente alla Ragión di Stato (in questo caso la corruzione) il cittadino. Vedere anche, (in spagnolo) www.tristecaribe.8k.com
Ringrazia e porge cordiali saluti,
Dr. Valerio Tonolli
Carta al Embajador de la UE en Rep. Dominicana, Dr. Miguel Amado
Carta al Embajador de la Unión Europea en Rep. Dominicana, Dr. Miguel Amado, o cuando las corrupciones se suman.
Enero del 2004.
Señor,
Recientemente en un Foro de alto nivel en Santo Domingo, usted atacó justamente a la corrupción en Rep. Dominicana.
A continuación, le expongo un caso de ella, caso en el que se funden y suman la corrupción de la Unión Europea a la de Rep. Dominicana y en el cual usted tiene el poder de intervenir para corregir el daño.
Como usted sabe muy bien, Puerto Plata es la única provincia del país en tener un Foro Social para proyectos y ayudas sociales, generosamente pagado, desde años ya, por la Unión Europea. Para mayor información, ver también la contra portada de mi libro TRISTE CARIBE, www.tristecaribe.8k.com
Eso me huele, y siempre me holió mucho a quemado. Y es que especialmente hacia la “linea” o la frontera con Haití, hay provincias mucho, pero mucho más necesitadas que la de Puerto Plata. Como decir, que se hace llover sobre lo mojado! Se eligió a Puerto Plata porque en ese entonces era Ordenador de Lomé para Rep. Dominicana el Dr. Max Puig, político puertoplateño, y que encargó a su hermano, cuñada, esposa, mamá, amigos varios, etc., de dirigir dicho Foro.
Siendo que Puerto Plata está sin ninguna duda (al decir también de reconocidos periodistas dominicanos) a la cabeza en cuanto a corrupción en Rep. Dominicana, me imagino que pasarán muchas cosas raras con la ayuda de los contribuyentes europeos. Es verdad, que más de una “auditoría” ha declarado que era ejemplar la manera de cómo se utilizaban dichos recursos. Pero eso no vale, en cuanto los “auditores” eran los mismos que eligieron a Puerto Plata. Es decir que son “juez y parte”. ¿Qué le parece?
Pero, si con travesuras y mañas varias, se lograra demostrar que no hubo corrupción, y que no es cierto cuanto afirmado por mi, aun así, la evidencia está bajo la mirada de todos, es decir, como decía más arriba, que hay varias provincias mucho más necesitadas que la de Puerto Plata.
Por lo tanto, usted Su Excelencia Embajador Miguel Amado, debería como mínimo hacer quitar la ayuda paneuropea al Foro Social de Puerto Plata, para dirigirla adonde más se necesita, y de no hacerlo, no acuse a Rep. Dominicana de corrupción, que en este asunto es igual de corrupta que la Unión Europea.
Atentamente, Dr. Valerio Tonolli
Enero del 2004.
Señor,
Recientemente en un Foro de alto nivel en Santo Domingo, usted atacó justamente a la corrupción en Rep. Dominicana.
A continuación, le expongo un caso de ella, caso en el que se funden y suman la corrupción de la Unión Europea a la de Rep. Dominicana y en el cual usted tiene el poder de intervenir para corregir el daño.
Como usted sabe muy bien, Puerto Plata es la única provincia del país en tener un Foro Social para proyectos y ayudas sociales, generosamente pagado, desde años ya, por la Unión Europea. Para mayor información, ver también la contra portada de mi libro TRISTE CARIBE, www.tristecaribe.8k.com
Eso me huele, y siempre me holió mucho a quemado. Y es que especialmente hacia la “linea” o la frontera con Haití, hay provincias mucho, pero mucho más necesitadas que la de Puerto Plata. Como decir, que se hace llover sobre lo mojado! Se eligió a Puerto Plata porque en ese entonces era Ordenador de Lomé para Rep. Dominicana el Dr. Max Puig, político puertoplateño, y que encargó a su hermano, cuñada, esposa, mamá, amigos varios, etc., de dirigir dicho Foro.
Siendo que Puerto Plata está sin ninguna duda (al decir también de reconocidos periodistas dominicanos) a la cabeza en cuanto a corrupción en Rep. Dominicana, me imagino que pasarán muchas cosas raras con la ayuda de los contribuyentes europeos. Es verdad, que más de una “auditoría” ha declarado que era ejemplar la manera de cómo se utilizaban dichos recursos. Pero eso no vale, en cuanto los “auditores” eran los mismos que eligieron a Puerto Plata. Es decir que son “juez y parte”. ¿Qué le parece?
Pero, si con travesuras y mañas varias, se lograra demostrar que no hubo corrupción, y que no es cierto cuanto afirmado por mi, aun así, la evidencia está bajo la mirada de todos, es decir, como decía más arriba, que hay varias provincias mucho más necesitadas que la de Puerto Plata.
Por lo tanto, usted Su Excelencia Embajador Miguel Amado, debería como mínimo hacer quitar la ayuda paneuropea al Foro Social de Puerto Plata, para dirigirla adonde más se necesita, y de no hacerlo, no acuse a Rep. Dominicana de corrupción, que en este asunto es igual de corrupta que la Unión Europea.
Atentamente, Dr. Valerio Tonolli
Lettera ai capi di Stato e di Governo dell'Unione Europea
Capi de Stato e di Governo, lettera ai...
San José de Costa Rica, giovedí 11 settembre del 2003
Lettera ai capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea.
Signore, Signori,
con questa lettera voglio protestare per la generale tacita accettazione da parte di tutti Voi, dell’attuale Presidente di turno dell’Unione Europea, Cavaliere Silvio Berlusconi, Capo del Governo Italiano.
Come Voi sapete, quel signore, investigato per corruzione, ha dovuto farsi fare in tutta fretta una tunica modello “immunitá” da una parte del Parlamento Italiano, per poter “liderare” senza correre il pericolo di essere processato per corruzione.
Come dire che ancora una volta, il Cavaliere, l’ha fatta franca o per dirla in termini ludici, ha “driblato” la Giustizia.
Capisco che formalmente il Primo Ministro italiano ha il diritto di “liderare” l’Unione Europea per quello che rimane di quest’anno.
Peró! E nella sostanza?
Se osserviamo il modo di governare del “Presidente” Berlusconi in Italia, noteremo che la sua opera somma consiste nel lasciare lo Stato Italiano aparentemente intatto, ma, se uno osserva dettagliatamente, quello Stato corre il pericolo di trasformarsi in una facciata o guscio svuotato delle migliori conquiste e valori ereditati, tra l’altro, dalla Resistenza della Seconda Guerra Mondiale.
Il potere di Berlusconi é tale che stá trasmettendo all’intero corpo politico italiano una specie di metastasi berlusconiana, e peggio, sotto gli occhi dell’indifferenza generale.
Che questi sono affari interni italiani? Certamente! Peró, non dobbiamo nemmeno dimenticare che l’Unione Europea non puó essere una semplice somma dei suoi membri. Quello non puó essere!
L’Unione Europea debe porre le basi que la facciano un’entitá al di sopra dei giochi di Potere ai quali siamo abbituati in alcuni dei suoi paesi membri. E una di quelle basi é sapere dire no alla corruzione.
La futura Unione Europea deve cercare di guidarsi dall’intelligenza e non dalla furbizia che conduce a qualsiasi compromesso. Se accettiamo certi compromessi, corriamo il rischio che la “cancrena” di un “lider” di turno si trasmetta all’intera Unione.
Se l’Unione Europea si pronuncia contraria a un tal procedere, invierá indirettamente un avviso ai rispettivi elettori paneuropei, che saranno condizionati da esso. Allora, sapranno in anticipo che se decidono votare per un Le Pen, sará perche “lideri” la Francia soltanto e lo stesso nel caso della vittoria dell’ultra destra austriaca.
Se Voi accettate silenziosi al Presidente Europeo di turno Berlusconi, non potete pretendere di essere migliori di lui e potreste perfino essere accusati d’ipocrisia e connivenza.
Cosa ve ne sembra? Nel dubbio, cercate di rispondere alla seguente domanda. A cosa servirono i cinquanta milioni di morti della Seconda Guerra Mondiale? Per questo che nel prendere le Vostre decisión, dovreste saper inmaginare alle Vostre spalle un’immane anfiteatro con tutte quelle vittime che vi osservano, e trattare di capire quello che cercano di dirvi...
Atentamente, Valerio Tonolli
San José de Costa Rica, giovedí 11 settembre del 2003
Lettera ai capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea.
Signore, Signori,
con questa lettera voglio protestare per la generale tacita accettazione da parte di tutti Voi, dell’attuale Presidente di turno dell’Unione Europea, Cavaliere Silvio Berlusconi, Capo del Governo Italiano.
Come Voi sapete, quel signore, investigato per corruzione, ha dovuto farsi fare in tutta fretta una tunica modello “immunitá” da una parte del Parlamento Italiano, per poter “liderare” senza correre il pericolo di essere processato per corruzione.
Come dire che ancora una volta, il Cavaliere, l’ha fatta franca o per dirla in termini ludici, ha “driblato” la Giustizia.
Capisco che formalmente il Primo Ministro italiano ha il diritto di “liderare” l’Unione Europea per quello che rimane di quest’anno.
Peró! E nella sostanza?
Se osserviamo il modo di governare del “Presidente” Berlusconi in Italia, noteremo che la sua opera somma consiste nel lasciare lo Stato Italiano aparentemente intatto, ma, se uno osserva dettagliatamente, quello Stato corre il pericolo di trasformarsi in una facciata o guscio svuotato delle migliori conquiste e valori ereditati, tra l’altro, dalla Resistenza della Seconda Guerra Mondiale.
Il potere di Berlusconi é tale che stá trasmettendo all’intero corpo politico italiano una specie di metastasi berlusconiana, e peggio, sotto gli occhi dell’indifferenza generale.
Che questi sono affari interni italiani? Certamente! Peró, non dobbiamo nemmeno dimenticare che l’Unione Europea non puó essere una semplice somma dei suoi membri. Quello non puó essere!
L’Unione Europea debe porre le basi que la facciano un’entitá al di sopra dei giochi di Potere ai quali siamo abbituati in alcuni dei suoi paesi membri. E una di quelle basi é sapere dire no alla corruzione.
La futura Unione Europea deve cercare di guidarsi dall’intelligenza e non dalla furbizia che conduce a qualsiasi compromesso. Se accettiamo certi compromessi, corriamo il rischio che la “cancrena” di un “lider” di turno si trasmetta all’intera Unione.
Se l’Unione Europea si pronuncia contraria a un tal procedere, invierá indirettamente un avviso ai rispettivi elettori paneuropei, che saranno condizionati da esso. Allora, sapranno in anticipo che se decidono votare per un Le Pen, sará perche “lideri” la Francia soltanto e lo stesso nel caso della vittoria dell’ultra destra austriaca.
Se Voi accettate silenziosi al Presidente Europeo di turno Berlusconi, non potete pretendere di essere migliori di lui e potreste perfino essere accusati d’ipocrisia e connivenza.
Cosa ve ne sembra? Nel dubbio, cercate di rispondere alla seguente domanda. A cosa servirono i cinquanta milioni di morti della Seconda Guerra Mondiale? Per questo che nel prendere le Vostre decisión, dovreste saper inmaginare alle Vostre spalle un’immane anfiteatro con tutte quelle vittime che vi osservano, e trattare di capire quello che cercano di dirvi...
Atentamente, Valerio Tonolli





