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Il Presidente Ciampi e l'Unione Europea.
Il destino dell'Unione Europea secondo il Presidente Carlo Azeglio Ciampi
Sindicación
 
RE TRAVICELLO il presidente Ciampi?
RE TRAVICELLO ?

Trento, mercoledì 23 novembre del 2005

Quarta lettera diretta al presidente Carlo Azeglio Ciampi o, “Re Travicello” il presidente Ciampi?

Sempre “avvolto” o “sommerso” nella perplessità, continuo a pormi domande circa la reale salute istituzionale dello Stato Italiano.
Perché? Perché, malgrado questa sia la mia quarta lettera diretta al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, “non c’è niente di nuovo sul fronte Centroamericano (Costa Rica)”.
Come si può leggere al Blog, http://blogs.ya.com/ciampi-unioneuropea il problema ora si riduce a che Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia nel Costa Rica, Dr. Gioacchino Trizzino, trova qualsiasi scusa pur di non concedere il visto a mia moglie Belkis Bautista in Tonolli, perché possa accompagnare nel loro viaggio in Italia alle nostre due figlie di 12 e 11 anni.

L’Ambasciatore Trizzino, col tacito accordo del Ministero degli Esteri (Farnesina), si mette doppiamente nell’illegalità.
a) Per primo, negando un diritto riconosciuto dalle leggi italiane e decidendo a Sua discrezione come procedere. Tra l’altro, un tale atteggiamento appartiene al vastissimo campo della corruzione, dove la Legge è spinta da parte dal giudizio personale o di parte.
b) Secondo, infrange doppiamente le leggi italiane l’Ambasciatore Trizzino per il semplice fatto che, come indicato al punto 22 della mia seconda e lunghissima lettera al presidente Ciampi, si può leggere che, volutamente ed in mala fede, la richiesta per l’ottenimento della cittadinanza italiana di mia moglie, presentata da me tre anni e mezzo fa a Santo Domingo, è rimasta nei cassetti dell’Ambasciata d’Italia in Repubblica Dominicana per ben due anni. Ciò è quanto ha scoperto la ex Cancelliere Maria Paola Salvini quando era alla testa del Consolato Italiano in Costa Rica.
Siccome il Ministero degli Interni Italiano ha bisogno di due anni per completare la pratica, si può pacificamente concludere che, in teoria, mia moglie dovrebbe essere in possesso della cittadinanza italiana, da un anno e mezzo ormai. Ergo, se così fosse, o se si avesse adempiuto alla Legge, non avrebbe bisogno proprio di nessun visto concesso “discrezionalmente” dall’Ambasciatore Trizzino.

Però, come ampliamente dimostrato in altra sede, sia le Ambasciate d’Italia in Repubblica Dominicana che nel Costa Rica, (in conserva con la Farnesina) hanno fatto e fanno di tutto per arrecare danno o magari distruggere la mia famiglia. Per questo che ci troviamo alla situazione che siamo.

Valga questo preambolo quale introduzione per arrivare al nocciolo di questa mia quarta lettera al presidente Ciampi.
La mia domanda è. Il presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, sarebbe ritenuto da certe persone soltanto come un simbolico “Re Travicello”?

Chiarisco subito che facendo questa domanda, la mia intenzione è ben lungi dal voler mancare di rispetto al nostro caro presidente Ciampi, e meno ancora di offenderlo.

E allora? Sempre ricorrendo alla metafora, tutti sappiamo che quello che vale è l’idea che si ha di una persona o istituzione, cosa rappresenta per noi, cosa ci aspettiamo da lei e, coerentemente con questo, come desideriamo che sia e si comporti. Se tutto ciò è sincero da parte nostra, e non soltanto un atteggiamento circostanziale di comodo, lo si dimostra soltanto alla prova dei fatti.

E allora? Allora, è impensabile che un Ambasciatore d’Italia, nella fattispecie il Dr. Gioacchino Trizzino, (e con lui la Farnesina), ignorino completamente ben tre lettere dirette al presidente Ciampi e che gli coinvolge direttamente.

Un tale atteggiamento e non fa che rafforzare quanto gia detto in altra sede, ossia, che tutti loro sono le cartine di tornasole che rivelano lo sfacelo del Ministero degli Esteri Italiano.

Loro, delle lettere di un cittadino al presidente Ciampi se ne infischiano, o meglio, se ne fregano, tenendo conto di come la pensano. Ci faranno sopra delle grasse e sonore risate, perché loro sono dell’opinione che di lettere ne posso scrivere quante ne voglio in quanto, il loro Potere ha gia prestabilito che si perderanno nell’immenso oceano burocratico e con ciò non fanno che dimostrare che per loro il Presidente della Repubblica Italiana, ( in questo caso Ciampi, ma potrebbe essere anche un altro) è un “Re Travicello”, che non può nuocere e che perciò non è da temere.
Che non è vero? Portate pazienza! A sostegno di questa loro credenza, basti pensare che se fosse per il Cavaliere Berlusconi, loro Direttore d’Orchestra, lui al Presidente della Repubblica Italiana lo vorrebbe, cieco, sordo e muto, ossia un vero Re Travicello al 100% o DOC, e in questo modo continuare a farsi fare, indisturbato, le leggi su misura con la stessa facilità che si fa fare un paio di scarpe nuove.

Arrivati a questo punto, per rendere meglio l’idea, e sempre metaforicamente, mi si consenta di accedere allo strabiliante scenario o palcoscenico politico sociale italiano. Siccome nessuno mi ha eletto, mi devo eleggere io stesso. Come? Ardua risposta! (ma non da lasciare ai posteri).
Se si tiene in conto che tale scenario è gia di per sé affollatissimo, sia di “prime donne” che di comparse, dovrò cercare di accedervi inosservato e con l’ausilio dell’astuzia.
Questo perché, gelosi come sono dei loro privilegi e prerogative, tutti quelli “attori” odiano la “concorrenza” e se si accorgessero che sono riuscito a salire sulla “loro” scena, mi ributterebbero giù a spintoni e a calci nel sedere.
Cosa fare? Pensandolo e ripensandolo bene, arrivo alla conclusione che forse potrò sopravvivere in questo immenso, caotico, turbolento, variopinto, imprevedibile, ecc., ecc., palcoscenico della “Commedia all’italiana”, (e piena di colpi di scena), scegliendo per me stesso un ruolo umile e poco in vista (che nessuno vuole), ossia, quello di ….Bertoldo.

A Bertoldo, tra l’altro e proprio per essere Bertoldo, gli si permette di esprimersi (e senza causare scandalo) in termini popolari, in verità un tanto distanti dal linguaggio raffinato e protocollare del Potere, ma più comprensibile al “popolo”, ossia alla grandissima maggioranza.

Chiarito questo, in quanto Bertoldo, torno a fare la stessa domanda al Cavaliere e a chi la pensa come lui, come il Dr. Trizzino e colleghi della Farnesina.
Usando termini “bertoldiani”, rivolgo loro la stessa domanda. Invece di chiedere se preferiscono (eventualmente) un Presidente d’Italia “Re Travicello”, chiedo loro se preferiscono un Presidente innocuo o al contrario, “uno con i santissimi come Dio comanda”, ossia, (sempre simbolicamente), “con le palle che ancor gli girino o con le palle ferme”.

Chiarito questo, spero di non venir frainteso e, ribadisco, lontanissimo dal volere mancare di rispetto al presidente Ciampi, che ammiro e apprezzo moltissimo, concludo parafrasando Amleto che, col suo ben più trascendentale “essere o non essere” cercava una risposta alla sua domanda esistenziale.

Nel caso che ci riguarda, la domanda, (con la sua risposta), è molto più semplice da rispondere, si potrebbe dire, proprio terra a terra, ossia, gli italiani, come lo vogliamo il nostro Presidente della Repubblica? (presente e futuri). “Con le palle che girino ancora, o con le palle ferme”?

Porge cordiali saluti (Bertoldo)

Dr. Valerio Tonolli

P.S.
Sempre a questo proposito, un nostro bravo giullare o menestrello odierno, Lauzi se non erro, ha una bellissima canzone dedicata a Bartali.
Chiedo venia per poter parafrasare anche quella a favore del presidente Ciampi.

Ta ra ra rà, ta ra ra rà, ta ra ra, ra ra ra rà…..
Quanta strada ha fatto Bartali (Ciampi…)
Che le palle ancor gli girano….
Bertoldo

Per quel poco che possa valere l’opinione di Bertoldo, Lei, Cavaliere Silvio non sarà mai il Presidente della Repubblica Italiana, per il semplice fatto che, fino a prova contraria, non è una carica in vendita al miglior offerente.

E per non far torto a nessuno, o peggio, essere accusato di parzialità, a continuazione una canzoncina dedicata al Cavaliere Silvio

Guarda u Silviu quantu è bello
Dopo il “lifting” che s’è fatto
Che anche George resta ammirato
Mentre Blair resta a guardà
Ecc., ecc.,

No, non ci provar
Non darci stu turmentu
Fammi contento
e al Quirinal,
lascialo star…!
(da canterellare, (eventualmente) usando l’aria di “Torna a Surrientu”

Bertoldo
P.S.
Coraggio, presidente Ciampi, faccia altri sette anni, impedendo così il preteso “arrembaggio” del Quirinale del pirata (per la bandana) di Arcore Silvio
B.
Per chi volesse consigliare Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia, Dr. Gioacchino Trizzino, circa il da farsi per via del visto a mia moglie, tenga presente che;
1) I numeri telefonici dell’Ambasciata d’Italia nel Costa Rica sono:
506 (prefisso) 224 6574 506 234 2326 506 224 1082
Numero di fax: 506 225 82 00
2) E-mails ambitcr@racsa.co.cr (Ambasciata)
uffconsit@mail.powernet.co.cr (Consolato)
info@farnesina.it (Farnesina. Roma)

Da notare che tra l’Italia e il Costa Rica ci sono sette ore di differenza nel fuso orario.
Per chiamare tra le 9:00 e le 12:00 (apertura al pubblico) nel Costa Rica, dovreste chiamare da qui in Italia tra le 16:00 e le 19:00 ore.
Questa lettera è in Internet al Blog,
http://blogs.ya.com/ciampi-unioneuropea
 
Lettera al Dottor Pancheri
Pancheri

Trento, martedì 22 novembre del 2005.

Dottor Francesco Pancheri
Dirigente Ufficio Emigrazione della Provincia Autonoma di Trento
Trento
E per conoscenza alla “Trentini nel Mondo”

Egregio Dottor Pancheri,
a seguito della nostra conversazione di ieri mattina, lunedì 21 del presente mese, desidero precisare quanto segue.
1) Sono venuto da Lei per farLe presente che, visto che la Trentini nel Mondo mi ha anticipati circa 5.500 (cinquemila cinquecento) euri per le spese di rientro in Italia della mia famiglia, chissà Lei avrebbe potuto anticiparmi 1.500 (mille cinquecento) per le spese di trasloco.
Lei, irremovibile, che neanche parlarne, e che una simile richiesta neanche va presa in considerazione…..perché la Legge è la Legge e, per rafforzare maggiormente la Sua tesi, mi ha fatto anche notare che mai la Provincia ha anticipati contributi, ecc., ecc., ossia, in parole povere, se fosse per le Leggi della Provincia Autonoma di Trento riguardo l’Emigrazione, io potrei morire in santa pace con Dio in America Centrale.
Probabilmente, chi ha fatto quelle Leggi, sono dei bravissimi teorici che mai hanno toccato con mano la dura, pura e cruda realtà di certe situazioni.

2) All’inizio di questo mese di novembre 2005, parlai con la signorina Mirella della Trentini nel Mondo circa la mia situazione.
Anche Lei mi fece notare che la Provincia Autonoma di Trento non anticipava fondi per i rientri in Italia, in quanto la legge proibiva tale procedere. In poche parole, pur essendoci i soldi non potevano essere anticipati perché la legge lo proibiva, ossia, come dire che ciò era impossibile che accadesse. Le feci subito notare, provocando la Sua ilarità, che certamente era impossibile spostare di un po’ il Dos Trent o magari il Monte Bondone, ma che per le Leggi non esisteva l’impossibile e che si potevano anche modificare, se ciò era conveniente.
Tuttavia, mi tranquillizzò immediatamente dicendomi che, sempre eventualmente, con l’avvallo della Provincia, la Trentini nel Mondo mi avrebbe potuto anticipare i soldi per il rientro. Così si fece, e questo scoglio fu superato.

3) Come dicevo sopra, le Leggi si possono anche modificare. Rimanga chiaro però, che con questo non intendo dire che si proceda a modificare una legge per far comodo all’uno a all’altro. Se così fosse, si passerebbe dall’istituzionale o Legge, al discrezionale o mancanza di essa. E personalmente, questo indiscusso primato lo lascio molto volentieri al Cavaliere Berlusconi che è maestro (mago?) nel farsi fare le “Leggi” su misura, con la stessa facilità che si fa fare un vestito nuovo.
4) Lo sbaglio della Provincia Autonoma di Trento in questo caso, Dottor Pancheri, è di mettere la legge prima dell’uomo o individuo con la sua situazione. Gli uomini sono esistiti per tantissimi millenni senza le Leggi. Col tempo, si sono resi conto che conveniva avere delle regole (leggi) per una migliore convivenza per tutti. E, si fecero le Leggi. Ma ribadisco, le Leggi sono fatte per gli uomini e non il contrario.

5) Per questo che la legge provinciale che mi riguarda è semplicemente assurda.
Assurda perché allo stesso tempo che mi dice, “i soldi ci sono”, immediatamente aggiunge….”ma non gli puoi prendere!” Conclusione, sparisce o si annulla per se stessa tale legge.

6) Su questo scenario a dir poco surrealistico, per fortuna, metaforicamente, entra in scena un altro personaggio, ossia la Trentini nel Mondo, che salva la situazione. Messo in termini evangelici, la Trentini nel Mondo è del parere che l’asino va tirato fuori dal pozzo anche in giorni festivi, mentre la Legge pensa che magari bisogna aspettare il giorno lavorativo, col rischio di tirar fuori non l’asino, ma il suo cadavere.

7) La Trentini nel Mondo, (come è giusto che sia) senza dimenticare la Legge, le antepone l’individuo col suo problema. Ossia, analizza caso per caso, e questo non per “favorire” a tizio o a caio, ma bensì per trovare una soluzione, cosa ben diversa. Allora, si spreme le meningi e fa come quel contadino barcaiolo che dovendo traghettare su una barchetta piccola, piccola, lupo, capra e cavolo, escogita un ingegnoso procedere e ci riesce.

8) Per concludere o, morale della favola, ricordo che senza i soldi del trasloco, non ci sarà trasloco da parte mia. Tra l’altro, come descritto nella mia seconda lettera al presidente Ciampi, oltre ad aver subito in Costa Rica la “distruzione” di tutto quello messo insieme in tutta una vita, dovrò anche abbandonare quel poco di indispensabile per andare avanti, riunito in questi ultimi tre anni….e tutto ciò, malgrado i soldi ci siano….

Ringraziando per l’attenzione data alla presente, porge cordiali saluti,


Dr. Valerio Tonolli

E-mail tonollivalerio@hotmail.com
Questa lettera si trova anche in Internet, al Blog,
http://blogs.ya.com/ciampi-unioneuropea


 
Terza ettera a Ciampi
Aggiornamento…. o terza lettera al Presidente Ciampi.

Trento, lunedì 07 novembre del 2005

A Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia nel Costa Rica, Dr. Gioacchino Trizzino.

E per conoscenza a:
1 Assessorato Emigrazione e Sviluppo della Provincia di Trento.
2 Assessorato Attività Sociali della Provincia di Trento.
3 Associazione Trentini nel Mondo di Trento.
4 Monsignore Ernesto Meneghini, Curia Arcivescovile di Trento.
5 FORUM di Rita dalla Chiesa, Studi Elios, via Tiburtina, Roma.
6 Lettere al Direttore dell’Espresso (settimanale).
7 Forum dell’Espresso, diretti a Giorgio Bocca ed Enzo Biagi.
8 A tre uffici della Farnesina.
9 Ambasciata d’Italia nella Repubblica Dominicana.
10 Al signor Pier Giorgio Tonolli.

La mia perplessità e sgomento, gia di per se grandissimi, non fanno che aumentare. Allo stesso tempo anche il mistero cresce. Perché? Perché, proprio non riesco a capire come personaggi così squallidi come Lei Ambasciatore d’Italia Trizzino nel Costa Rica, possano rappresentare lo Stato Italiano in quelle latitudini.
Per me, sia Lei che l’ex Ambasciatore d’Italia, Dr. Canavesio in Repubblica Dominicana, ( e chissà quanti altri), sono le metaforiche cartine di tornasole che rivelano lo sfascio e livello più che deplorevole del nostro Ministero degli Esteri.
Perché? Perché, malgrado quello gia ampliamente spiegato nella mia seconda e lunghissima lettera al Presidente Ciampi, succede quanto segue.

In data 23/10/2005, ho inviato il seguente E-mail all’Ambasciata d’Italia nel Costa Rica, e che trascrivo integro a continuazione.

Verona,23 ottobre del 2005

All’Ambasciata d’Italia di San Josè del Costa Rica.

RICHIESTA DI VISTO PER MIA MOGLIE BELKIS BAUTISTA F.

All’Incaricata, (o) responsabile del Consolato Italiano di San Josè del Costa Rica.

Signora, Signore,
io sottoscritto Valerio Tonolli, cittadino italiano, nato ad Albiano (TN), Italia, il 17/3/1938, passaporto No D912120 e domiciliato a Montorio Veronese, in via dei Biancospini 17, chiede a questo Consolato venga concesso, al più presto possibile, alla moglie Belkis N. Bautista F. in Tonolli, il rispettivo visto, che le permetta di accompagnare in Italia alle figlie Maria del Carmen Tonolli Bautista di 12 anni d’età, e Valerie Sara Tonolli Bautista di 11 anni d’età, con il fine di poter riunire la famiglia.

Ringrazia e porge cordiali saluti,

Dr. Valerio Tonolli.

A continuazione…….
a) Avendo inviato questo stesso E-mail anche a mia moglie, in spagnolo, mi informa che le hanno detto che lo devo firmare, ossia inviare un fax, cosa che ho fatto con indicato anche il No di volo Iberia No 6300 con partenza il venerdì 16 dicembre del 2005, ore 18:30, con scalo a Madrid e destinazione finale a Milano.

b) Torna a telefonare mia moglie all’Ambasciata e questa volta le chiedono di portare in Ambasciata i biglietti d’aereo del viaggio. A parte il fatto che proprio non capisco cosa centri tutto ciò, voglio precisare che per il momento ho soltanto potuto fare le dovute prenotazioni (confermate da documento), in attesa che la Provincia di Trento o per essa, il responsabile per l’Emigrazione Dr. Pancheri, mi dia i soldi per pagarli.

c) Inca….volato nero per tutte queste angherie e prese in giro, mercoledì 02 novembre 2005, telefono all’Ambasciata d’Italia nel Costa Rica, per chiarire questa surrealistica situazione. Mi risponde il sempre molto attento e gentile centralinista signor Ovidio, che informa l’Ufficio Consolare…..che messo al corrente che Tonolli chiama dall’Italia, mettono la solita musichetta d’attesa di fondo (nella fattispecie “l’Entertainer” degli USA). Metto giù e richiamo. Per altre tre volte mi rimettono la musichetta d’attesa. Nella 5° o 6° prova, sento che Paola gli grida al signor Ovidio di dirmi che hanno gia avvisato mia moglie che passi per il visto. Devo richiamare perché desidero anche sapere dove è andata a finire la mia denuncia per furto del mio passaporto e la mia patente di guida, denuncia fatta presso la Polizia della città di Heredia del Costa Rica, denuncia portata all’Ambasciata perché venisse inviata in Italia. Devo richiamare altre due tre volte e…..finalmente, credo che alla decima telefonata, Paola si degna di prendere il telefono e di concedermi il grande onore di rispondermi personalmente. Mi dice che mia moglie può andare tranquillamente all’Ambasciata per il visto e che la mia denuncia è stata inoltrata alla Questura di Trento, che, ci tengo a precisare, quando sono andato a vedere non ne sanno un bel niente. Avendo urgente bisogno di un duplicato della mia patente rubata, per motivi di lavoro, per fortuna che accettano la fotocopia della denuncia in spagnolo come prova e che avevo fatto presso la Polizia del Costa Rica della città di Heredia, e si sistema tutto. Ancora una volta, se era per l’Ambasciata d’Italia del Costa Rica non avrei sistemato niente e senza patente, niente lavoro. Faccio anche notare che chi dubitasse di quanto asserito, come prova, esiste eventualmente il tabulato della Compagnia Telefonica del Costa Rica, dove sono segnate tutte le chiamate, e se si va a vedere quelle arrivate all’Ambasciata d’Italia nel giorno 02/11/2005, tra le ore 11:00 e 12:00 , ci saranno tutte le mie dieci telefonate.

d) Fatto questo, chiamo immediatamente mia moglie per tranquillizzarla e informarla di andare a farsi mettere il visto. Mia moglie, molto agitata e preoccupata, neanche mi lascia parlare e mi spiega che sono ben tre giorni che cerca di mettersi in contatto telefonico con l’Ambasciata d’Italia. Mi riferisce che il primo giorno, (31/10/2005) gli hanno detto che erano troppo occupati per poter attenderla, e questo naturalmente dopo diverse telefonate andate a vuoto. Il secondo giorno, (01/11/2005), e sempre dopo molti tentativi, rispondono e le dicono che non lavorano, benché l’Ambasciata sia aperta, e di richiamare all’indomani. Il terzo giorno, (02/11/2005), dopo i numerosi tentativi obbligati, le dicono anche a lei che è tutto a posto e di andare col passaporto per il visto. Fissano l’appuntamento per il venerdì 04/11/2005.

e) Puntualmente, il venerdì 04/11/2005 mia moglie si reca all’Ambasciata d’Italia, (tre ore di andata e tre ore per il ritorno, ossia che si spende una giornata) e,…..SORPRESA!!!!!!, ora vogliono sapere dove arriverà l’aereo della Iberia quando atterri a Milano, se a Linate o alla Malpensa. ERGO, NIENTE VISTO!!!!! Faccio anche notare che se ciò avesse una qualsiasi importanza (che non ce l’ha) possono chiedere in loco alla stessa Iberia dove finisce il volo Iberia no 6300 in partenza da San Josè del Costa Rica il venerdì 16 dicembre del 2005, delle ore 18:30 con destino a Madrid e conclusione a Milano. Per la cronaca, atterra alla Malpensa. Da Madrid si prosegue col volo No 3642 del 17/11/2005 dall’aeroporto Barajas, con partenza alle ore 15:45 e arrivo alla Malpensa alle 17:45.
En passant, credo che negli USA sarebbe proibito (dopo l’11 settembre, e forse anche prima) fornire e pubblicare tutti questi dati di carattere personale o privato.

f) Da come si sta sviluppando questa faccenda, non mi meraviglierei che le nostre due figlie di 11 e 12 anni, dovessero viaggiare da sole e malgrado non parlino l’italiano, e questo per merito di Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia Trizzino.

f) Rammento anche a Sua Eccellenza Trizzino che, malgrado i grandi sforzi del Cavaliere, in Italia, non è come nel Costa Rica. Perché? Perché nel Costa Rica, anche se in teoria la Costituzione mi riconosceva il diritto di manifestare pubblicamente di fronte all’Ambasciata d’Italia, poi, nella pratica, Lei Dr. Trizzino chiamava la Polizia che mi faceva sloggiare al più presto. Recentemente ho approfittato nell’osservare una piccola manifestazione pacifica di rifugiati del Darfur (Sudan), in Piazza Duomo a Milano. Ho parlato con un ufficiale della Polizia presente che mi ha molto gentilmente spiegato che protestare era un loro diritto e che se io (pacificamente) volevo fare altrettanto, non solo lo potevo fare per un’ora, (come nel Costa Rica, prima che arrivasse la Polizia chiamata da Lei) ma per un giorno, un mese, un anno ecc., ecc.
Perché, Eccellenza Trizzino, ci tengo a ribadire che, malgrado i grandi sforzi di Berlusconi, l’Italia non è ancora diventata una riserva di caccia di Silviou (come lo chiama Bush) e nemmeno una Berlusconi-Italia Spa.
L’Italia, per fortuna è, malgrado tanti problemi, ancora la promettente patria di tanti italiani onesti, contrapposta a l’Italietta cialtrona ed affaristica , desiderata e sognata dal Cavaliere.
Ergo, la invito a rileggersi la Costituzione, se l’avesse mai letta. L’Ambasciata d’Italia, Eccellenza Trizzino, non è di Sua proprietà, come Lei pretende o come Berlusconi vorrebbe per l’Italia.
Perciò, Lei non può concedere o negare un visto guidato dalla Sua discrezionalità. Lei si deve guidare dalla Legge, ossia dalla Costituzione.
Pertanto, siccome non è valsa la mia prima richiesta, ora Le ordino di voler concedere il rispettivo visto a mia moglie, Belkis Bautista in Tonolli, glie lo ordino non a nome mio, che non ho nessun “potere”, ma in nome di quella Costituzione e Legge che è costata immani tragedie con tanti morti e sacrifici ad intere generazioni “sacrificate”, perché noi oggi ne godessimo i benefici.

Abbasso l’Italietta dei cialtroni, dei corrotti, dei disonesti e dei “mercanti del Tempio” di turno e viva l’Italia pervasa dalla speranza e che guarda al futuro con fiducia, degli italiani onesti.

Attentamente,


Dr. Valerio Tonolli

E-mail tonollivalerio@hotmail.com


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