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LE STREGHE BRUCIATE DI TRENTO....
LE STREGHE BRUCIATE DI TRENTO.

Trento, Città del Concilio, lunedì 09 aprile del 2007

Questo capitolo è stato scritto in data mercoledì 29 novembre del 2006.

LE STREGHE BRUCIATE DI TRENTO.

Nell’Anno, (del Signore?), 1505 il principe-vescovo di Trento Udalrico IV di Liechtenstein faceva bruciare vive su un enorme rogo un gruppo di povere donne innocenti della valle di Fiemme, (Cavalese), accusate di stregoneria.

Sono passati poco più di 500 anni, più che sufficienti per “dimenticare e perdonare” come direbbe l’ex papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla.

Per me, al contrario, 500 anni sono ben poca cosa. Perché? Vedete, mia madre ne ha cento di anni, e se prima di lei mettiamo “in fila”, altre quattro persone centenarie, arriviamo a 500….veramente poca cosa!

Quanto poi al tanto caro “dimenticare e perdonare” di papa Wojtyla e quelli come lui, mi viene un’altra domanda.
Perdonare chi e perché?
A parte il fatto che io non perdonerei mai a chi abbia torturato atrocemente e poi bruciate vive a delle povere donne innocenti, e che potevano essere a seconda dei casi, nonne, madri, mogli, sorelle, figlie, ecc., tuttavia a chi sia in vena di perdonare chiedo.
Ma il perdono no sottintende il sincero pentimento e ammendamento? E allora? E allora che mi provino se quel criminale di principe-vescovo di Trento, Udalrico IV di Liechtenstein si sia mai ravvisato dei suoi delitti, riconoscendoli come tali anche per iscritto.
E i suoi satanici ispiratori? Che si sappia, si sono mai ravvisati delle loro nefandezze? Sono mai stati sconfessati o rinnegati dalle loro Santità i papi loro successori nella direzione di Santa, Apostolica, Cattolica. Romana Chiesa? Non mi risulta! Sono sempre tutti lì nella lunghissima galleria dei papi.
Di chi sto parlando?
Parlo delle loro Santità il papa Gregorio IX che istituì la Santa Inquisizione e del sadico genovese Sinibaldo Fieschi, ossia Sua Santità Innocenzo IV, che volendolo superare, (con santo zelo?), vi aggiunse la tortura sistematica, d’ufficio o obbligatoria….Che sia stramaledetto!!!!
Ironia della Storia, uno che si fa chiamare Innocenzo e poi è il promotore della tortura sistematica, ossia un abbietto e sadico criminale, peggio ancore degli stessi escrementi di Satana, da lui tanto temuto. Per me che il vero Satana era lui, travestito da Santità, se mi attengo al detto evangelico, “l’albero si riconosce dai suoi frutti”
LA TRAGEDIA DELLE POVERETTE DI CAVALESE.

La tragedia delle poverette della Val di Fiemme, (Cavalese), è stata romanzata dai giornalisti Maria Antonietta Serena e Nino Berruti, che hanno scritto l’interessante libro, “PROCESSO PER MAGIA”.

Sottolineano tuttavia, che tale romanzo o narrazione, “è basata sui verbali originali conservati presso la Biblioteca Comunale di Trento. Gli Autori hanno ricostruito le vicende umane dei personaggi rispettandone nomi, cognomi, luoghi e l’iter processuale consacrato dal notaio-cancelliere.”

E sempre a questo proposito perché, al contrario di Santa Romana Chiesa che non ha mai sconfessato ne rinnegato le loro criminali e sadiche Santità, assieme al vescovo Udalrico, perché la Provincia Autonoma di Trento non fa RIABILITARE tutte quelle povere sventurate, innocente e poi arse vive sul rogo?
E’ il minimo che si possa fare, il riabilitarle, per poi fare erigere un gran monumento sul posto del rogo, per futura memoria.

Che non ci sono i soldi? In Provincia i soldi ci sono sempre, e tanti, se si tratta di aumenti ai vari assessori, o per le consulenze d’oro completamente inutili, o per le tante iniziative strampalate come IL FESTIVAL DELL’ECONOMIA, VERA GRANDE “CAZZATA”, e che a suo dovuto tempo spiegherò il perché.

ACCUSE MOSSE DAI SATANICI TORTURATORI DELLA SANTA INQUISIZIONE ALLE POVERETTE…

Tra l’altro, si dava per scontato che tutte volavano o si trasferivano al posto delle orge, montate su manici di scopa. Naturalmente che avevano avuto non si sa quanti rapporti sessuali con Satana in persona. Un Satana dalle zampe di caprone, grandi corna e molto odorante di zolfo, visto che non usava deodorante.
Ma il sadismo di quei “santi uomini di Dio” non aveva limiti. Nemmeno serviva cercare di resistere ai tormenti della tortura, tanto era completamente inutile. Una di quelle poverette dice; “se confessi sei una strega, ma se non confessi sei una strega lo stesso, perché dicono che è il Diavolo a impedirti di parlare.”
Poi, il “copione o libretto o manuale delle confessioni” doveva essere nello stile di quei sadici, abbietti, degenerati Inquisitori.

UN ESEMPIO TRA I TANTISSIMI….

In una occasione una poveretta, (Ottilia), ammise sotto tortura di avere partecipato alla seguente scena. “Una notte andai con il Diavolo e la sua compagnia de Bartholomeo de Zuan che aveva la moglie in cinta. Il Diavolo estrasse il bambino dal ventre della madre e sul focolare lo arrostì sulle brace e lo mangiammo. Poi il Demonio lo ricomponeva con ossa e tutto e le donne fecero rientrare il bambino come prima, dentro il ventre della madre, ungendola con un unguento.”
E continua; “ Sempre quella notte le streghe fecero morire due mucche, una dello Scario e una del Vicario e al monte di Pampiago mangiammo un bue di un certo Ronka. Alcuni uomini stranieri portarono un gran barile di vino tolto dalla cantina del signor Vigilio. Non ho altro da dire se non che la carne dei bambini è molto dolce.”

MA “CONFESSARE” NON ERA SAUFFICIENTE….

Bisognava, sempre sotto i tormenti della tortura, coinvolgere e denunciare anche altre persone innocenti. E queste persone non potevano essere inventate. I nomi dovevano essere di persone reali conosciute e con le quali si avevano avuti dei contatti, come vicini di casa, parenti ecc.
Proprio così, per (eventualmente), sfuggire alla tortura era necessario diventare bugiardi e calunniatori.

MA I ZELANTI SATANICI CARNEFICI ANDAVANO BEN PIU LONTANO….

Sì, proprio così, i zelanti rappresentanti di Sua Santità Papa Giulio II, arrivavano ben più lontano.
Come nel caso di Orsola che resistette alle torture, continuando a dichiararsi innocente, per giorni.
Orbene, secondo le norme processuali del tempo, avrebbe avuto il diritto di essere prosciolta avendo vittoriosamente sostenuto la prova delle torture, ma né gli Inquisitori e nemmeno i giurati ritennero valida l’ordalia, (giudizio di Dio), e continuarono a tormentarla, visto che la sua resistenza era opera del Demonio. Dopo giorni di tormenti atroci anche l’Orsola cedette e “confessò” tra le tante cose, che si era accoppiata con Satana,…. che con altre donne avevano rapito un bambino, che gli avevano succhiato il sangue…., che un unguento nero spalmato su una panca la fa volare….che un’altra donna arrivava sempre a cavallo di un gatto nero, ossia Satana….che una volta il, Demonio sotto forma di un cane nero la portò su una montagna per una orgia”….ecc., ecc., ecc.,…
Arrestarono anche una mamma molto anziana, (quasi ottantenne), con sua figlia in cinta.
Valeria Zirola morì per le torture e, poveretta, nonostante i suoi 78 anni suonati resistette due giorni alla tortura. Diceva di essersi riunita anche con delle persone che non ricordava il nome e chiedeva scusa a “lor Signori”, perché la memoria non la sorreggeva più tanto.
Alla figlia gravida di Valeria Zirola, ossia Margherita Zirola, come preambolo alle torture ecc., l’Inquisitore disse, (mentendo), che sua madre, in punto di morte, l’aveva accusata di stregoneria. (Non v’è il minor dubbio che gli Inquisitori erano meno che gli stronzi di Satana!)
Margherita cercò di resistere, ma le torture la fecero “confessare.” “Ho rinnegato Dio ed ho promesso al Diavolo di servirlo circa sette anni fa. Mi sono accoppiata con lui venti volte”, e così di seguito….

OBBLIGARE A COINVOLGERE ALTRE INNOCENTI..

Un’altra poveretta, Serafina, su istanza del Vicario e sotto minaccia di altra tortura, coinvolse altre valligiane; Anna Trotter e la Vanzina di Tesero e Dorotea Zini di Predazzo. Dorotea Zini, per compiacere Satana aveva bollito ed arrostito il proprio marito per mangiarlo in allegra compagnia con altre; poi Satana aveva rimesso le ossa nella pelle e lo aveva risuscitato.
Dorotea Zini di ottanta anni morì sotto i tormenti della tortura. “IL DIAVOLO L’HA SOFFOCATA”, sentenziò Virgilio da Firmian. Aveva proprio ragione il Firmian, solo che il Diavolo era lui assieme agli altri Inquisitori.

CAPOLAVORO DEGLI “ESCREMENTI DI SATANA”, OSSIA GLI INQUISITORI….E I PAPI LORO ISPIRATORI….

Barbara Marostiga resistette più di tutte e fu torturata per ben 13 giorni. Morì al tredicesimo giorno di essere torturata, dichiarando poco prima di esalare l’ultimo sospiro. “Male se non mi riconosco colpevole, ma peggio se mi riconosco!”

Margherita Sovèr, vedova Fedrigo, 30 anni, minuta, con la lunga treccia di capelli neri che le scendevano fino alle reni. La più bella di tutte senza ombra di dubbio. Anche per lei le solite accuse….”accoppiamenti col Demonio, voli con la scopa ecc., ecc.
Dopo diversi giorni di torture non cedeva, malgrado il suo aspetto apparentemente fragile.
Siccome, tra l’altro aveva le braccia spezzate, polsi gonfi ecc., e perciò non poteva essere sottomessa ad ulteriori tratti di fune, (ossia tirata in alto con grossi pesi legati ai piedi), si fece appello al “regolamento” stabilito e scritto dallo stesso papa Sua Santità Innocenzo IV, (vero concentrato della merda di Satana), che, “caritatevole e compassionevole” nonché Buon Pastore del Gregge Cristiano affidatogli da Gesù, per tali casi aveva “misericordiosamente” previsto di ricorrere al fuoco.

Detto e fatto. Margherita di Fedrigo fu legata ad una panca e dopo che sulle caviglie e sui piedi le venne spalmato grasso di porco, fu avvicinata alla fiamma….”Dite la verità” le urlava l’Inquisitore Zen alla poveretta che urlava con i piedi in fiamme. Siccome non “confessò” neanche così….”E’ un incanto di Satana diceva furibondo l’Inquisitore. E’ lui, satana, che le impedisce di ammettere la sua sudditanza.”

Malgrado tutto, Margherita Sovèr continuò a dichiarare la sua assoluta estraneità a quanto le veniva imputato. Poi si impiccò alla inferriata della cella di isolamento con una striscia di stoffa strappata dalla gonna.

Da non dimenticare che Margherita Sovèr era quella che aveva più beni di tutti, (casa, stalle, poderi), e che secondo le sagge leggi cristiane dell’epoca, tutto veniva confiscato a favore dell’autorità costituita, ossia il Principe Vescovo di Trento.

Sarebbe una bellissima tesi di laurea se qualcuno facesse le dovute indagini e ricerche per stabilire se nell’attuale patrimonio curiale trentino, (molto, ma molto corposo), non ci sia anche “l’eredità” confiscata a quella poveretta. Se non ci sono più eredi, scorporarla e restituirla a dei bisognosi sarebbe il minimo da fare.

Naturalmente che anche il suicidio di Margherita Sovèr fu la riprova del cinico potere di Satana.
E così fu dettato anche il verbale, che diceva. “Margherita Sovèr, vedova di Zanin di Fedrigo, è morta in carcere per opera di Satana. L’ha uccisa il Diavolo perché non rivelasse le sue malefatte. Del resto è stata riconosciuta dai testimoni come una strega e ne conosciamo i delitti senza la sua ammissione.”

Il suo cadavere minuto martoriato venne introdotto in una piccola botte che venne gettata di notte ed in gran segreto nel fiume Avisio.

ARSE VIVE SUL ROGO….

Per il rogo delle sopravvissute si dovette fare venire il carnefice da Merano, mastro Zillio. Infatti, nessuno della valle aveva voluto prendere il suo ufficio anche se la paga era assai allettante.

Una enorme folla accorsa da tutte le vallate assistette al rogo a Cavalese.
Quando si spense, si raccolsero le ceneri fumanti in un barile ed il boia scese a gettarlo nel fiume Avisio.
Correva l’anno del Signore 1505, (15 marzo).

Tre giorni dopo ricominciò nella vicina Fiemme la caccia alle streghe. Vennero bruciate tre di loro il 20 aprile del 1505.
La terza retata coinvolse altre cinque “colpevoli”

Con loro cinque fu anche arsa viva Margherita Zirola, che come gia visto, era stata processata nel primo procedimento e tenuta in carcere, (per essere in cinta), fino alla nascita del figlio. Che sensibilità e compassione da parte dei rappresentanti di nostra Santa Romana, Cattolica, Apostolica, Madre Chiesa….CHE SIATE STRAMALEDETTI PER L’ETERNITA’….
PERDONARE E DIMENTICARE PERCHE’ ERANO ALTRI TEMPI?

Non è vero, perché in tanti altri Paesi del mondo non succedevano tali nefandezze che la Chiesa Cattolica Romana sosteneva non per la difesa della Fede, ma per la difesa del suo Potere Temporale, ossia ancora una volta per la difesa della “ROBA”.
Senza poi dimenticare che nella Grecia, (pagana?), di Pericle del V secolo avanti Cristo, ossia ben venti secoli prima della Santa Inquisizione, si viveva con molta tolleranza e decenza. O addirittura nella civiltà di Creta, di due mila anni prima di Pericle, ossia ben quattro mila anni prima della Santa Inquisizione, dove anche lì si viveva con tolleranza e parità di diritti anche per le donne.

La lista dei santi cattolici andrebbe rivista e certi santi cancellati da essa, se si pensa che lo stesso San Carlo Borromeo di Milano, (famoso per la sua opera tra gli appestati), difendeva e approvava la Santa Inquisizione con le sue torture ed efferatezze.

Il parossismo degenerato, malvagio, crudele, depravato, delle alte gerarchie ecclesiastiche raggiunse il girone più basso di questo Inferno sulla Terra con un Papa che non ricordo il nome.
Pensate che nel suo abominio, a lui ormai non facevano più nessun effetto le bellissime ragazze o bellissime donne…in quanto, per belle che fossero, praticando il sesso con loro non riusciva a raggiungere l’orgasmo.
E siccome quella Santità, all’orgasmo ci voleva arrivare a tutti i costi, c’era un solo modo per raggiungerlo…
Quale? Dei carnefici dovevano torturare in sua presenza e fino alla morte delle povere vittime innocenti….e solo così quel Santo Padre arrivava all’orgasmo!

PAPA WOJTYLA NON SARA’ MAI SANTO….!!!!

Papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, non può essere santificato perché anche lui è tra quelli che tengono nascosta la verità, facendo di tutto perché certe nefandezze delle alte gerarchie cattoliche non si vengano a sapere….e così facendo da ragione al poeta universale William Shakespeare quando scrive che, “NULLA INCORAGGIA DI PIU AL MALVAGIO NELLA SUA OPERA, CHE LA POSSIBILITA’ DI ESSERE PERDONATO!”

LA CHIESA CATTOLICA ROMANA, COME E’ OGGI,
DEVE SCOMPARIRE!!!

Tante persone di bene durante secoli si sono augurate la scomparsa e distruzione della Chiesa Cattolica così come è organizzata oggi.
Con ragione che certe alte gerarchie ecclesiastiche hanno affermato e risposto che la distruzione della Chiesa Cattolica Romana era impossibile per il semplice fatto che se non erano riusciti a distruggerla dal suo interno certi Papi….dall’esterno era proprio impossibile!

Tuttavia, la Chiesa fondata da Gesù Cristo è scomparsa da secoli ormai. Quello che ne rimane è solo la forma, l’apparenza, la menzogna.

Lo spirito o luce di Gesù che diede vita ed illuminò alla Chiesa primitiva è come la luce di quelle stelle lontanissime….ma ormai spente….e che la loro luce continua ad arrivarci, ma non per sempre….visto che la fonte si è estinta.

Naturalmente che parlo delle alte gerarchie della Chiesa cattolica Romana, che non sono che una piccolissima parte della Chiesa e che la gestiscono da veri dittatori.

L’immenso “gregge” o popolo della Chiesa Cattolica è tutto un altro mondo, compatto e vitale e che andrebbe sostenuto, consolidato e salvato, salvato proprio da tante iniziative suicide delle alte gerarchie ecclesiastiche, che la stanno portando all’abisso.

UNA SIMBOLICA LEVA….

Da qualche parte nella Chiesa Cattolica Romana si nasconde una simbolica leva. Chi riesca a trovare ed azionare quella leva, farà crollare d’un colpo tutta la falsa impalcatura che rappresenta alle alte gerarchie ecclesiastiche.

Crollata quella impalcatura, “il gregge” rimarrà libero di “pascolare i verdi pascoli e di bere alle fonti cristalline” senza quella vera e propria masnada di parassiti che le succhiano in continuazione il sangue e la linfa vitale.
Cardinali e Nunzi, strumenti politici della Chiesa, debbono scomparire assieme allo Stato del Vaticano.

Quella che deve rinascere è la nuova chiesa diretta dai vescovi, non come Stato temporale, ma come comunità spirituale simile a quella concepita e fondata da Gesù.

Dr. Valerio Tonolli

Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante

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