ESPOSTO CONTRO GLI SPRECHI DELLA FONDAZIONE BRUNO KESSLER....(ENNESIMA SUB-MANGIATOIA DELLA PAT?)
Fond.bru.kessler
Trento, Città del Concilio, lunedì 12 novembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore Capo della Repubblica in Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO
ESPOSTO
Io, Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/1938 e residente a Trento, accuso e denuncio alla Fondazione Bruno Kessler, ex Istituto Trentino di Cultura, di inutili sprechi dei denari pubblici.
A sostegno di questa particolare accusa riproduco a continuazione l’articolo apparso su “l’Adige” di Domenica 11/11/2007, a pagina 22 e che molto probabilmente deriva da una mia anteriore denuncia in Internet, dal titolo “Unisphere” e che allego al presente esposto.
Fondazione, interrogazione di Delladio
“SOLDI SPRECATI IN FBK”
Mauro Delladio, consigliere provinciale di Forza Italia, fa le pulci alla ricerca trentina. In un’interrogazione presentata al presidente della giunta Lorenzo Dellai, Delladio chiede: quanto è costata la cerimonia di presentazione della neo-costituita
Fondazione Bruno Kessler (Fbk), ex Itc; quanto è stato pagato lo studio per la realizzazione del nuovo logo; a chi è stato affidato l’incarico di organizzare la manifestazione e con quale criterio è avvenuta la scelta; quale è stato il costo complessivo della sfarzosa manifestazione (buffet, riprese televisive, gadget, ecc.,) di presentazione del marchio e di parte dell’attività scientifica. “Trattandosi di ente finanziato con soldi pubblici è necessaria la trasparenza sui dati del bilancio, cresciuto del 16, 67%”.
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Si desidera altresì di essere informato ai sensi dell’articolo 408 CPP della richiesta di archiviazione della presente.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante, e
Aspirante Capo Controllore dei Controllanti
Questo esposto è in Internet ai blogs,
blogs.ya.com/progetto-trento
blogs.ya.com/informaalternativa
Trento, Città del Concilio, lunedì 12 novembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore Capo della Repubblica in Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO
ESPOSTO
Io, Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/1938 e residente a Trento, accuso e denuncio alla Fondazione Bruno Kessler, ex Istituto Trentino di Cultura, di inutili sprechi dei denari pubblici.
A sostegno di questa particolare accusa riproduco a continuazione l’articolo apparso su “l’Adige” di Domenica 11/11/2007, a pagina 22 e che molto probabilmente deriva da una mia anteriore denuncia in Internet, dal titolo “Unisphere” e che allego al presente esposto.
Fondazione, interrogazione di Delladio
“SOLDI SPRECATI IN FBK”
Mauro Delladio, consigliere provinciale di Forza Italia, fa le pulci alla ricerca trentina. In un’interrogazione presentata al presidente della giunta Lorenzo Dellai, Delladio chiede: quanto è costata la cerimonia di presentazione della neo-costituita
Fondazione Bruno Kessler (Fbk), ex Itc; quanto è stato pagato lo studio per la realizzazione del nuovo logo; a chi è stato affidato l’incarico di organizzare la manifestazione e con quale criterio è avvenuta la scelta; quale è stato il costo complessivo della sfarzosa manifestazione (buffet, riprese televisive, gadget, ecc.,) di presentazione del marchio e di parte dell’attività scientifica. “Trattandosi di ente finanziato con soldi pubblici è necessaria la trasparenza sui dati del bilancio, cresciuto del 16, 67%”.
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Si desidera altresì di essere informato ai sensi dell’articolo 408 CPP della richiesta di archiviazione della presente.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante, e
Aspirante Capo Controllore dei Controllanti
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INUTILI SPRECHI DEI SOLDI DEI CONTRIBUENTI
Unisphere
Trento, Domenica 21 ottobre del 2007
Presidente (Governatore) Dellai,
ieri sabato 20/10/2007 abbiamo parlato brevemente alla chiusura della Conferenza del Volontariato Trentino a Mezzocorona.
Tornato a casa, sfoglio l’Adige ed a pagina 23 leggo del nuovo logo della Fondazione Bruno Kessler, che è stilizzato e vi mancano gli elementi verticali delle lettere F b k. E’ piaciuto anche a te “perché attira l’attenzione”.
Con simili criteri, se quei “creatori” fossero stati al posto del Padre Eterno quando creò Adamo, magari gli avrebbero sistemate le palle sopra la testa, le orecchie sui gomiti,ecc., ecc.
Personalmente lo trovo un vero “pugno nell’occhio”. Peggio ancora quello che è costata la “creazione” del logo, ossia 37.000 euro.
Poi si accede al regno dell’assurdo nel leggere che tale “creazione” o marchio (un vero obbrobrio), “è il frutto di un lavoro iniziato nell’autunno del 2006, reso possibile grazie alla collaborazione di un gruppo di lavoro della fondazione”.
Ma la Fbk (Fondazione B. Kessler) è l’ennesima “sub-magnadora”, visto che viene sostenuta dalla PAT con 21 milioni di euro?
Non mi posso trattenere dal pensare che “quelli erano altri tempi”! Perché?
Pensa un po’ tu che nello stesso modo come Antonio Meucci inventò il telefono, invento rubatogli da Alexander Bell, così il diciassettenne Valerio Tonolli (il sottoscritto) disegnò nel lontano 1955 al UNISPHERE, che poi mi copiò e realizzò l’architetto Gilmore D. Clarke.
Tale globo fu costruito per la Fiera Mondiale di New York del 1964-1965. Si può ammirare su Google di Internet cercando la voce unisphere. Che te ne pare? Se per il nuovo marchio della Fbk si son pagati 37 mila euro, cosa mi dareste per il mio disegno-progetto unisphere?
Il bisogno aguzza l’ingegno, dice il proverbio, e giustamente tale idea (con altre copiate anche quelle, come quelle che mi continuate a copiare voi politici qui in Trentino) mi venne quando vivevo in Cile dove eravamo stati inviati allo sbaraglio dai politici trentini corrotti di allora. Il lupo perde il pelo ma non il vizio….
Buona giornata.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante e,
Aspirante Capo Controllore dei Controllanti.
Questa lettera è in Internet al blog,
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Trento, Domenica 21 ottobre del 2007
Presidente (Governatore) Dellai,
ieri sabato 20/10/2007 abbiamo parlato brevemente alla chiusura della Conferenza del Volontariato Trentino a Mezzocorona.
Tornato a casa, sfoglio l’Adige ed a pagina 23 leggo del nuovo logo della Fondazione Bruno Kessler, che è stilizzato e vi mancano gli elementi verticali delle lettere F b k. E’ piaciuto anche a te “perché attira l’attenzione”.
Con simili criteri, se quei “creatori” fossero stati al posto del Padre Eterno quando creò Adamo, magari gli avrebbero sistemate le palle sopra la testa, le orecchie sui gomiti,ecc., ecc.
Personalmente lo trovo un vero “pugno nell’occhio”. Peggio ancora quello che è costata la “creazione” del logo, ossia 37.000 euro.
Poi si accede al regno dell’assurdo nel leggere che tale “creazione” o marchio (un vero obbrobrio), “è il frutto di un lavoro iniziato nell’autunno del 2006, reso possibile grazie alla collaborazione di un gruppo di lavoro della fondazione”.
Ma la Fbk (Fondazione B. Kessler) è l’ennesima “sub-magnadora”, visto che viene sostenuta dalla PAT con 21 milioni di euro?
Non mi posso trattenere dal pensare che “quelli erano altri tempi”! Perché?
Pensa un po’ tu che nello stesso modo come Antonio Meucci inventò il telefono, invento rubatogli da Alexander Bell, così il diciassettenne Valerio Tonolli (il sottoscritto) disegnò nel lontano 1955 al UNISPHERE, che poi mi copiò e realizzò l’architetto Gilmore D. Clarke.
Tale globo fu costruito per la Fiera Mondiale di New York del 1964-1965. Si può ammirare su Google di Internet cercando la voce unisphere. Che te ne pare? Se per il nuovo marchio della Fbk si son pagati 37 mila euro, cosa mi dareste per il mio disegno-progetto unisphere?
Il bisogno aguzza l’ingegno, dice il proverbio, e giustamente tale idea (con altre copiate anche quelle, come quelle che mi continuate a copiare voi politici qui in Trentino) mi venne quando vivevo in Cile dove eravamo stati inviati allo sbaraglio dai politici trentini corrotti di allora. Il lupo perde il pelo ma non il vizio….
Buona giornata.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante e,
Aspirante Capo Controllore dei Controllanti.
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AUTOGOL PER L'INDUSTRIA DEL PORFIDO DOC TRENTINO? ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA.
Porfido
Trento, Città del Concilio, venerdì 02 novembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore Capo della Repubblica di Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO
ESPOSTO
Io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/38 e residente a Trento, accuso e denuncio a Flavio Stenico, General Manager della ditta Porfidi International Srl, Fraz. Mochena,4 di Civezzano (TN).
RAGIONI DELLA DENUNCIA
Leggo su “l’Adige” del venerdì 26 ottobre del 2007, pagina 42, quanto segue.
PRECEDENTI
OPERE PUBBLICHE
A “Porfido misto”.
–
La lista delle opere finanziate con denaro pubblico realizzate in Trentino utilizzando porfido proveniente dall’estero, è già assai lunga anche se certamente non completa, visto che – pur dichiarando che non c’è nulla di male ad utilizzarlo – chi lo fa si guarda bene dal dichiararlo se non debitamente “stuzzicato”.
Ma veniamo all’elenco, iniziando dalla fontana di Baselga di Pinè, costruita con materiale importato dalla Cina, per proseguire con il Mart, l’ospedale S. Chiara ed il cortile di Giurisprudenza realizzati sempre con porfido d’importazione. Il miscuglio di porfido trentino ed estero è stato utilizzato per il ponte dei Cavalleggeri, piazza Silvio Pellico e via Perini a Trento e per la ristrutturazione di Maso Franch a Lavis. Il top (fino ad oggi) era però la rampa d’accesso all’Assesssorato provinciale all’Industria pavimentato con porfido cinese.
Qui finisce il riassunto del giornale, e chi denuncia, ossia il sottoscritto, aggiunge che per quanto riguarda specialmente la rampa d’accesso all’Assessorato provinciale all’Industria è proprio il caso di dire che “il lupo (assessorato) è messo a guardia dell’ovile (porfido trentino)” O se si preferisce un’altra metafora, “un cavallo di Troia di porfido” in campo trentino, od in termini bellici, “una quinta colonna” nel bel mezzo di un prodotto DOC trentino; (in guerra le quinte colonne vengono fucilate!)
Sempre alla stessa pagina 42 di “l’Adige”, scrive Pietro Gottardi.
Fornace.
Chi pensava che il porfido cinese usato per pavimentare la rampa d’accesso all’Assessorato all’Industria di Trento fosse il colmo dei colmi per il porfido trentino si prepari a ricredersi.
Eh già, perché difficilmente si troverà qualche altro esempio in grado di scalzare dalla nuova vetta dei suddetti “colmi”, la scoperta che il rifacimento dell’arredo urbano della piazza di ingresso a Fornace – capitale mondiale del porfido assieme ad Albiano – è stato eseguito utilizzando pietra argentina “sapientemente” mixata con quella locale.
Chissà cosa ne penseranno dall’alto dei cieli i ventisei caduti delle due guerre mondiali di Fornace, morti per difendere la loro terra e ricordato con il monumento collocato al centro di quella piazza dal 1966, ora circondato (seppur parzialmente) da “suolo straniero”. Ipotizziamo un sentimento di forte commiserazione per i loro figli e nipoti…
Battute a parte, la vicenda suscita in noi viventi, osservatori della realtà del porfido nel suo complesso, sentimenti più sanguigni a metà strada tra l’indignazione e la rabbia visto che neanche nella patria del porfido trentino si è riusciti a mettere al riparo questo prodotto dalle speculazioni di quanti tengono un piede in due staffe difendendo a parole (e traendo vantaggi dalla Provincia) il porfido locale e commerciando poi quello straniero.
SINDACO CARESIA, CHE CI FA IL PORFIDO ARGENTINO NELLA PIAZZA DI FORNACE?
“Bisogna distinguere: i cubetti sono tutti di porfido locale. E’ vero peraltro che in minima parte l’area lastricata ha visto la posta di piastre argentine”.
PERCHE’? VOLEVATE RISPARMIARE?
“No. E’ stata una decisione del direttore lavori, per diversificare il disegno”.
CHI ERA IL DIRETTORE DEI LAVORI?
“L’architetto Lanfranco Fietta, anche se voglio precisare che prima di procedere ci aveva chiesto se come amministrazione eravamo d’accordo e noi avevamo dato l’assenso”.
IN REALTA’ IL RISULTATO ANCHE DAL PUNTO DI VISTA ESTETICO, NON è’ STATO GRANCHE’. AL PARI DI TUTTA LA PIAZZA, MURO “BAGNATO” COMPRESO…
“Un conto è il materiale usato per la pavimentazione e per il muro, e un conto è il giudizio sull’intervento nel suo complesso, che può piacere o non piacere”.
I LAVORI CHI LI HA SVOLTI?
L’appalto se l’era aggiudicato la Lagorosso che poi aveva sub-appaltato la posa della piazza ad una ditta che non ricordo (dovrebbe trattarsi la Ibraimi Mevlan di Riva del Garda, ndr) e le opere di fornitura con posa del rivestimento murario alla Porfidi International di Civezzano.
LA DITTA DELL’EX SINDACO MARCO STENICO, GIUSTO?
“Si”.
E DA CHI E’ STATO ACQUISTATO IL PORFIDO ARGENTINO? MAGARI DALLO STESSO STENICO?
“Questo non lo so. Non spetta al Comune andare a sindacare da chi l’appaltatore comperi la materia prima: basta che essa sia conforme al capitolato. E comunque c’era la richiesta del direttore lavori”.
C’E’ ALTRO PORFIDO ARGENTINO IN OPERE PUBBLICHE DEL SUO COMUNE?
“Per quanto mi risulta, non in quelle successive alla piazza, vedi ad esempio il marciapiede delle scuole materna ed elementare”. Risposta prudente e corretta quella del sindaco, visto che è del 2003 un’interrogazione della minoranza che chiedeva lumi sull’utilizzo di porfido estero nei lavori di ristrutturazione di Palazzo Salvatori e Casa Roccabruna…
GIUSTIFICAZIONE DELLA DENUNCIA
Dopo letto quanto sopra voglio precisare che il General Manager e padrone della Porfidi International di Civezzano (TN) signor Flavio Stenico ha interessi ( o magari ne è addirittura l’unico proprietario), in due giacimenti di porfido all’estero. Uno in Messico e l’altro in Argentina.
E allora? Allora che gli eventuali estremi di reato potrebbero consistere nel fatto che la Porfidi International Srl, con Flavio Stenico abbiano beneficiato di contributi provinciali inerenti all’attività del porfido e che questi contributi (magari indirettamente o per vie traverse) abbiano agevolato in qualche modo l’importazione del porfido argentino (o messicano e cinese) spiazzando quello DOC trentino. E, ironia della sorte, proprio nella capitale mondiale del porfido. Un gran bel autogol combinato anche con la collaborazione dell’Assessorato all’Industria, la Camera di Commercio, ecc., ecc.
RISVOLTO COMICO DELLA SITUAZIONE.
Sì, è il caso di dirlo; c’è poi anche il risvolto comico della situazione.
Qualche settimana fa ho incontrato per la prima volta al signor Flavio Stenico in un incontro organizzato dalla Trentino Sprint a Palazzo o Casa Roccabruna.
Il tema dello stesso erano le possibilità per le industrie trentine di esportare in Messico.
Padrone di casa e patrocinatore dell’incontro era il Dr. Molon, direttore della Trentino Sprint, (ennesima “sub-magnadora” derivata dalla Camera di Commercio).
La presentazione principale (impeccabile e professionale) la fece il direttore dell’Istituto per il Commercio Estero (ICE) in Messico.
Quella, se vogliamo era la parte “teorica”, alla quale doveva seguire la “pratica”.
Ed è qui che viene la comicità, in questa seconda parte della conferenza, nella quale la parte del leone la fa proprio il signor Flavio Stenico, quale operatore economico protagonista di riferimento in Messico. Ne spiega le modalità, i vantaggi, i rischi, come evitare essere imbrogliati, ecc., ecc.
Va da sé che si guarda bene dallo spiegare come eventualmente anche IMPORTARE dal Messico o dall’Argentina e la Cina.
(Magari il Dr. Molon organizza un’altra conferenza dove il signor Flavio Stenico spieghi i vari “trucchi” per l’IMPORTAZIONE).
Per finire e coronare tale brillante esposizione, il signor Flavio Stenico, è poi stato invitato a cena dal Dr. Molon e soci.
Penso che indagare un po’ sugli eventuali contributi presi dalla PAT dalla Porfidi International Srl, o altre attività del settore porfidi collegate ad essa (Steinex Srl, di Levico che produce macchine ed impianti per lo spacco delle pietre) potrebbe essere e rivelarsi di una certa utilità.
Per chi denuncia (il sottoscritto) non vi è il minimo dubbio che troppa dirigenza imprenditoriale, industriale, politica, religiosa, istituzionale trentina (Camera di Commercio, Associazione Industriali, Trentino Export, Assessorato all’Industria trentina, Trentino Sprint, ecc., ecc.,) offre un quadro a dir poco surrealistico e che la mediocrità, la faciloneria e l’assenza di professionalità vera, sono di rigore.
Una prova tra le tante? Basti pensare alla recente gran carnevalata o assemblea annuale degli industriali trentini (500?), con Montezemolo come invitato d’onore e "star" di prima grandezza. Come se si trattasse di un meeting politico modello Berlusconi; slogans, invettive, accuse contro i politici, “che devono rimanere fuori dall’industria” ecc., ecc.
Orbene, davanti a una scena così degradata non si sa se piangere o ridere. Perché?
Perché, tutti sappiamo che molta “industria” trentina, senza i contributi provinciali sarebbe spazzata via (se confrontata ad armi pari) dalla concorrenza foranea. E non parlo di eventuale concorrenza cinese, indiana o dei Paesi dell’Est europeo. No! Parlo di quella dei nostri vicini e cugini veneti, tanto per fare solo un esempio, già fatto notare in altra sede.
Con questo tipo de leadership, (furba ma non intelligente) la comunità trentina si avvia velocemente all’estinzione o nel migliore dei casi a diventare la prima minoranza in casa propria!
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante e
Aspirante Capo Controllore dei Controllanti
Questa denuncia è in Internet al blog,
blogs.ya.com/informaalternativa
Trento, Città del Concilio, venerdì 02 novembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore Capo della Repubblica di Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO
ESPOSTO
Io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/38 e residente a Trento, accuso e denuncio a Flavio Stenico, General Manager della ditta Porfidi International Srl, Fraz. Mochena,4 di Civezzano (TN).
RAGIONI DELLA DENUNCIA
Leggo su “l’Adige” del venerdì 26 ottobre del 2007, pagina 42, quanto segue.
PRECEDENTI
OPERE PUBBLICHE
A “Porfido misto”.
–
La lista delle opere finanziate con denaro pubblico realizzate in Trentino utilizzando porfido proveniente dall’estero, è già assai lunga anche se certamente non completa, visto che – pur dichiarando che non c’è nulla di male ad utilizzarlo – chi lo fa si guarda bene dal dichiararlo se non debitamente “stuzzicato”.
Ma veniamo all’elenco, iniziando dalla fontana di Baselga di Pinè, costruita con materiale importato dalla Cina, per proseguire con il Mart, l’ospedale S. Chiara ed il cortile di Giurisprudenza realizzati sempre con porfido d’importazione. Il miscuglio di porfido trentino ed estero è stato utilizzato per il ponte dei Cavalleggeri, piazza Silvio Pellico e via Perini a Trento e per la ristrutturazione di Maso Franch a Lavis. Il top (fino ad oggi) era però la rampa d’accesso all’Assesssorato provinciale all’Industria pavimentato con porfido cinese.
Qui finisce il riassunto del giornale, e chi denuncia, ossia il sottoscritto, aggiunge che per quanto riguarda specialmente la rampa d’accesso all’Assessorato provinciale all’Industria è proprio il caso di dire che “il lupo (assessorato) è messo a guardia dell’ovile (porfido trentino)” O se si preferisce un’altra metafora, “un cavallo di Troia di porfido” in campo trentino, od in termini bellici, “una quinta colonna” nel bel mezzo di un prodotto DOC trentino; (in guerra le quinte colonne vengono fucilate!)
Sempre alla stessa pagina 42 di “l’Adige”, scrive Pietro Gottardi.
Fornace.
Chi pensava che il porfido cinese usato per pavimentare la rampa d’accesso all’Assessorato all’Industria di Trento fosse il colmo dei colmi per il porfido trentino si prepari a ricredersi.
Eh già, perché difficilmente si troverà qualche altro esempio in grado di scalzare dalla nuova vetta dei suddetti “colmi”, la scoperta che il rifacimento dell’arredo urbano della piazza di ingresso a Fornace – capitale mondiale del porfido assieme ad Albiano – è stato eseguito utilizzando pietra argentina “sapientemente” mixata con quella locale.
Chissà cosa ne penseranno dall’alto dei cieli i ventisei caduti delle due guerre mondiali di Fornace, morti per difendere la loro terra e ricordato con il monumento collocato al centro di quella piazza dal 1966, ora circondato (seppur parzialmente) da “suolo straniero”. Ipotizziamo un sentimento di forte commiserazione per i loro figli e nipoti…
Battute a parte, la vicenda suscita in noi viventi, osservatori della realtà del porfido nel suo complesso, sentimenti più sanguigni a metà strada tra l’indignazione e la rabbia visto che neanche nella patria del porfido trentino si è riusciti a mettere al riparo questo prodotto dalle speculazioni di quanti tengono un piede in due staffe difendendo a parole (e traendo vantaggi dalla Provincia) il porfido locale e commerciando poi quello straniero.
SINDACO CARESIA, CHE CI FA IL PORFIDO ARGENTINO NELLA PIAZZA DI FORNACE?
“Bisogna distinguere: i cubetti sono tutti di porfido locale. E’ vero peraltro che in minima parte l’area lastricata ha visto la posta di piastre argentine”.
PERCHE’? VOLEVATE RISPARMIARE?
“No. E’ stata una decisione del direttore lavori, per diversificare il disegno”.
CHI ERA IL DIRETTORE DEI LAVORI?
“L’architetto Lanfranco Fietta, anche se voglio precisare che prima di procedere ci aveva chiesto se come amministrazione eravamo d’accordo e noi avevamo dato l’assenso”.
IN REALTA’ IL RISULTATO ANCHE DAL PUNTO DI VISTA ESTETICO, NON è’ STATO GRANCHE’. AL PARI DI TUTTA LA PIAZZA, MURO “BAGNATO” COMPRESO…
“Un conto è il materiale usato per la pavimentazione e per il muro, e un conto è il giudizio sull’intervento nel suo complesso, che può piacere o non piacere”.
I LAVORI CHI LI HA SVOLTI?
L’appalto se l’era aggiudicato la Lagorosso che poi aveva sub-appaltato la posa della piazza ad una ditta che non ricordo (dovrebbe trattarsi la Ibraimi Mevlan di Riva del Garda, ndr) e le opere di fornitura con posa del rivestimento murario alla Porfidi International di Civezzano.
LA DITTA DELL’EX SINDACO MARCO STENICO, GIUSTO?
“Si”.
E DA CHI E’ STATO ACQUISTATO IL PORFIDO ARGENTINO? MAGARI DALLO STESSO STENICO?
“Questo non lo so. Non spetta al Comune andare a sindacare da chi l’appaltatore comperi la materia prima: basta che essa sia conforme al capitolato. E comunque c’era la richiesta del direttore lavori”.
C’E’ ALTRO PORFIDO ARGENTINO IN OPERE PUBBLICHE DEL SUO COMUNE?
“Per quanto mi risulta, non in quelle successive alla piazza, vedi ad esempio il marciapiede delle scuole materna ed elementare”. Risposta prudente e corretta quella del sindaco, visto che è del 2003 un’interrogazione della minoranza che chiedeva lumi sull’utilizzo di porfido estero nei lavori di ristrutturazione di Palazzo Salvatori e Casa Roccabruna…
GIUSTIFICAZIONE DELLA DENUNCIA
Dopo letto quanto sopra voglio precisare che il General Manager e padrone della Porfidi International di Civezzano (TN) signor Flavio Stenico ha interessi ( o magari ne è addirittura l’unico proprietario), in due giacimenti di porfido all’estero. Uno in Messico e l’altro in Argentina.
E allora? Allora che gli eventuali estremi di reato potrebbero consistere nel fatto che la Porfidi International Srl, con Flavio Stenico abbiano beneficiato di contributi provinciali inerenti all’attività del porfido e che questi contributi (magari indirettamente o per vie traverse) abbiano agevolato in qualche modo l’importazione del porfido argentino (o messicano e cinese) spiazzando quello DOC trentino. E, ironia della sorte, proprio nella capitale mondiale del porfido. Un gran bel autogol combinato anche con la collaborazione dell’Assessorato all’Industria, la Camera di Commercio, ecc., ecc.
RISVOLTO COMICO DELLA SITUAZIONE.
Sì, è il caso di dirlo; c’è poi anche il risvolto comico della situazione.
Qualche settimana fa ho incontrato per la prima volta al signor Flavio Stenico in un incontro organizzato dalla Trentino Sprint a Palazzo o Casa Roccabruna.
Il tema dello stesso erano le possibilità per le industrie trentine di esportare in Messico.
Padrone di casa e patrocinatore dell’incontro era il Dr. Molon, direttore della Trentino Sprint, (ennesima “sub-magnadora” derivata dalla Camera di Commercio).
La presentazione principale (impeccabile e professionale) la fece il direttore dell’Istituto per il Commercio Estero (ICE) in Messico.
Quella, se vogliamo era la parte “teorica”, alla quale doveva seguire la “pratica”.
Ed è qui che viene la comicità, in questa seconda parte della conferenza, nella quale la parte del leone la fa proprio il signor Flavio Stenico, quale operatore economico protagonista di riferimento in Messico. Ne spiega le modalità, i vantaggi, i rischi, come evitare essere imbrogliati, ecc., ecc.
Va da sé che si guarda bene dallo spiegare come eventualmente anche IMPORTARE dal Messico o dall’Argentina e la Cina.
(Magari il Dr. Molon organizza un’altra conferenza dove il signor Flavio Stenico spieghi i vari “trucchi” per l’IMPORTAZIONE).
Per finire e coronare tale brillante esposizione, il signor Flavio Stenico, è poi stato invitato a cena dal Dr. Molon e soci.
Penso che indagare un po’ sugli eventuali contributi presi dalla PAT dalla Porfidi International Srl, o altre attività del settore porfidi collegate ad essa (Steinex Srl, di Levico che produce macchine ed impianti per lo spacco delle pietre) potrebbe essere e rivelarsi di una certa utilità.
Per chi denuncia (il sottoscritto) non vi è il minimo dubbio che troppa dirigenza imprenditoriale, industriale, politica, religiosa, istituzionale trentina (Camera di Commercio, Associazione Industriali, Trentino Export, Assessorato all’Industria trentina, Trentino Sprint, ecc., ecc.,) offre un quadro a dir poco surrealistico e che la mediocrità, la faciloneria e l’assenza di professionalità vera, sono di rigore.
Una prova tra le tante? Basti pensare alla recente gran carnevalata o assemblea annuale degli industriali trentini (500?), con Montezemolo come invitato d’onore e "star" di prima grandezza. Come se si trattasse di un meeting politico modello Berlusconi; slogans, invettive, accuse contro i politici, “che devono rimanere fuori dall’industria” ecc., ecc.
Orbene, davanti a una scena così degradata non si sa se piangere o ridere. Perché?
Perché, tutti sappiamo che molta “industria” trentina, senza i contributi provinciali sarebbe spazzata via (se confrontata ad armi pari) dalla concorrenza foranea. E non parlo di eventuale concorrenza cinese, indiana o dei Paesi dell’Est europeo. No! Parlo di quella dei nostri vicini e cugini veneti, tanto per fare solo un esempio, già fatto notare in altra sede.
Con questo tipo de leadership, (furba ma non intelligente) la comunità trentina si avvia velocemente all’estinzione o nel migliore dei casi a diventare la prima minoranza in casa propria!
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante e
Aspirante Capo Controllore dei Controllanti
Questa denuncia è in Internet al blog,
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