LOTTA ALLA PEDOFILIA CLERICALE ENDEMICA TRENTINA! ESPOSTO CONTRO L'ARCIVESCOVO BRESSAN, LA CURIA ECC.,...
Pedofilia clericale trentina
Trento, Città del Concilio, sabato 24 novembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore Capo della Repubblica in Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO
ESPOSTO
Io, Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/1938 e residente a Trento, accuso e denuncio all’Arcivescovo di Trento, Mons. Luigi Bressan, a Mons. Ernesto Menghini, a Mons. Ivan Maffeis, Direttore del settimanale della Curia trentina “Vita Trentina”, alla Curia di Trento, coi tanti bravi, zelanti, bigotti, ipocriti cattolici che li difendono e sostengono, accuso tutti loro di fare poco, e in certi casi niente, per combattere la pedofilia endemica che si alberga nel seno del clero cattolico trentino.
Questa denuncia è analoga a quella presentata in questa sede contro Sua Santità il Papa Benedetto XVI, e sempre a proposito della pedofilia clericale cattolica, ma a livello ecumenico. La si può leggere in Internet al blog,
blogs.ya.com/lettere-ai-papi
Ricordo e reitero a tutti loro che il Vangelo di Matteo 18 è addirittura per la pena di morte con riferimento alla pedofilia, se si pensa che il mite Gesu dice chiaro e tondo che; “ meglio che scandalizzare anche uno solo di questi piccoli che hanno fiducia in me, sia legato al collo del colpevole una macina di molino, mossa da asino, e gettato negli abissi del mare”
Per richiamare l’attenzione su questo problema e cercare di “sfondare” questo metaforico muro di omertà, ho recentemente fondato l’associazione col nome “Lotta alla clero-pedofilia trentina” e che si trova anche in Internet al blog,
blogs.ya.com/cleropedofiliatrento
Il fatto che mi sprona a decidermi nel prendere questa iniziativa, è la tragedia e distruzione della famiglia trentina di Sara Bolner, del marito Elio Concadoro e della loro figlioletta di sei anni, Marialisa Concadoro Bolner.
Con riferimento all’uccisione della piccola Marialisa da parte della madre, si sono dette e scritte molte cose, e che anche per mancanza di spazio, non si farà riferimento in questa denuncia.
Tuttavia, circostanze e “dettagli” apparentemente “banali”, in molti casi si rivelano il metaforico cappio della matassa da sbrogliare.
E per forza di cose, anche qui entra in ballo la pedofilia, sicuramente non come certezza, ma senz’altro come possibilità.
Leggo a questo proposito su “l’Adige” del venerdì 09 novembre del 2007, a pagina 30, l’articolo titolato; “I nipoti del prete diffamato, in una lettera: “Pura fantasia”.
Bolner, prima a Borgo e poi in cura ad Arco.
A circa metà articolo si legge:
E mentre per questa mamma si cerca la via migliore per uscire dal dramma interiore, si scopre che c’è ancora tanto dolore attorno alla vicenda. “Sara Bolner, dopo aver ucciso la figlia, dichiara di aver subito abusi sessuali da uno zio sacerdote, ormai defunto, ma perché non parlare prima?” si chiedono in una lettera pubblicata sull’ultimo numero di Vita Trentina, alcuni nipoti del religioso. “Gli psichiatri la dichiarano “incapace di intendere e volere” per giustificare l’omicidio della figlia, però ritengono vero che abbia subito abusi. Gli altri nipoti del sacerdote però non la pensano così. Egli è sempre stato ed è tuttora un uomo stimato da tutti, con un animo buono, gentile e generoso, di grande cultura, visti anche i suoi successi nella vita scolastica. Sicuramente se fosse ancora in vita, cercherebbe di capire il perché di queste false accuse, rimanendo vicino a Sara”.
I nipoti vorrebbero che i familiari difendessero quest’uomo: “ Se veramente avesse fatto cose così terribili – impossibili secondo noi – come hanno fatto, la madre, le sorelle e i fratelli di Sara, ad accoglierlo in casa, ammirarlo, stimarlo e lodarlo per tutti quegli anni? Perché se sapevano non denunciare tutto prima? Perché questo non è emerso nel 1994 quando Sara è stata ricoverata nel reparto di psichiatria dell’ospedale rotaliano? Abbiamo cercato invano con loro dei chiarimenti. C’è solo una risposta a tutti questi perché….perché questa è solo fantasia di una povera mamma, disperata per aver ucciso a coltellate la figlia”.
“Ma perché non parlare prima” si chiedono i parenti del prete in questione. Come se parlare fosse così facile, specialmente nel seno di una società farisaica ed ipocrita come quella trentina.
Infatti, il dramma della stragrande maggioranza degli abusati è che, o non hanno il coraggio di parlare, o che hanno paura di farlo, per svariate ragioni.
Continuano i parenti; “ se veramente avesse fatto cose così terribili – impossibili secondo noi - ….”
Se quei parenti si lasciassero guidare dall’umiltà, potrebbero almeno dire…” improbabili secondo noi”
No! Loro hanno la certezza assoluta (divina?) dell’innocenza del prete “diffamato”. Un tale modo di pensare mi immagino sarà (per deduzione logica?) condiviso anche dell’Arcivescovo Bressan, i monsignori Ernesto Meneghini, Ivàn Maffeis, il Papa Benedetto XVI, in conserva coi cattolici farisaici e bigotti.
E tale modo di fare, piaccia o non piaccia, va smesso! Dobbiamo smetterla di guardare dall’altra parte di fronte a tante tragedie….a volte evitabili!
Da non dimenticare poi, che la legislazione italiana, nei confronti della pedofilia, è veramente “di manica larga”. Basti pensare che per una condanna fino a tre anni, esiste la sospensione condizionale della pena.
E per illustrare in concreto cosa significhi una tale “leggerezza”, leggiamo un altro articoletto, pubblicato sempre su “l’Adige” del venerdì 16 novembre 2007, a pag. 5.
TEOLOGO DI BRESSANONE. (Teologo!?!?!?) Pedofilia: prete condannato.
“Siracusa. Nell’ambito della mega-inchiesta “Video privè”, che nel 2005 coinvolse 186 indagati, il Tribunale di Siracusa ha ieri condannato alla pena di un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa) e a 2000 euro di multa uno dei tre sacerdoti indagati per pedofilia, don Rigger Hansjorg, decano dello studio teologico accademico di Bressanone, dove è professore ordinario. Il sito scoperto dall’inchiesta conteneva films di abusi e torture su bambine tra i 4 e gli 8 anni.”
Avete letto bene. Un simile delinquente è tranquillamente in giro o in casa a guardare su Internet tali nefandezze. Chissà come sarà dispiaciuto di non essere vissuto qualche secolo fa e di aver potuto fare parte dei Tribunali della Santa Inquisizione che, tra l’altro, torturavano sistematicamente o “d’ufficio” visto che se le povere vittime confessavano era il Demonio che le consigliava, mentre che se non confessavano era sempre il Demonio…. IN QUANTO AI TORTURATORI DI BAMBINE DI 4 E 8 ANNI POI, PENA DI MORTE SU TUTTA LA TERRA! E’ il monito dello stesso Gesù Cristo!
Ma per tornare a Sara Bolner, il minimo che si dovrebbe fare è,
a) rivelare il nome di quel prete
b) indagare se ci sono state altre vittime e trarne le dovute conclusioni.
Vale anche fare presente il caso di Ivana Merlo, condannata al carcere-manicomio di Castiglione delle Stiviere (MN), “quale persona pericolosa”.
L’accusa per tale condanna era di aver calunniato un sacerdote professore di religione al Liceo Prati di Trento, che avrebbe abusato sessualmente di varie studentesse minorenni. Recentemente la signora Merlo è stata assolta.
Nella primavera scorsa (2007) chi denuncia o il sottoscritto, ha manifestato, nel pieno centro città di Trento, per ben tre settimane, con cartelli giganti, raccolta di firme, ecc., contro tale abuso da parte della nostra giustizia.
Ho anche scritto una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e una a Sua Santità Benedetto XVI. Silenzio (istituzionale?) totale!
Cosa chiedevo? Visto che Ivana Merlo è una persona che si vede subito al primo incontro, che non può fare male a una mosca, cha da “pericolosa” si spostasse dal manicomio criminale unico in Italia di Castiglione delle Siviere, dove sono rinchiuse donne condannate per infanticidio ecc., ecc., che si spostasse la signora Merlo a una delle tante strutture alternative disponibili in Trentino, mantenendole l’accusa di calunnia se si voleva…ma non accusarla di “pericolosità”.
Per me che in quella severissima crudele e ingiusta condanna ci entrava la mano lunga della Curia trentina, che mandava un esplicito avviso a chi si azzardava ad “infangare” la cristallina innocenza del clero nostrano…che come nel recente “scaricamento” del Monsignore gay Tommaso Stenico, il Vescovo Luigi Bressan, asseriva che lui (Stenico) non era dei nostri (perché lavora a Roma)….e che “il clero trentino era a posto”.
E si, che per essere originario della Valle di Fassa, Monsignor Stenico è altrettanto trentino DOC come lo può essere un buon piatto di polenta con crauti e lucaniche.
Devo anche dire che non capisco il grande scandalo sollevato dai giornali locali circa l’essere gay di monsign. Stenico. Che si sappia ha avuto a che fare con persone di maggiore età e consenzienti, per motivi economici o altri. Mica è un pedofilo!
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Si desidera altresì di essere informato ai sensi dell’articolo CPP della richiesta di archiviazione della presente.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante.
Questa denuncia è in Internet ai blogs,
blogs.ya.com/cleropedofiliatrento
blogs.ya.com/lettere-ai-papi
Trento, Città del Concilio, sabato 24 novembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore Capo della Repubblica in Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO
ESPOSTO
Io, Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/1938 e residente a Trento, accuso e denuncio all’Arcivescovo di Trento, Mons. Luigi Bressan, a Mons. Ernesto Menghini, a Mons. Ivan Maffeis, Direttore del settimanale della Curia trentina “Vita Trentina”, alla Curia di Trento, coi tanti bravi, zelanti, bigotti, ipocriti cattolici che li difendono e sostengono, accuso tutti loro di fare poco, e in certi casi niente, per combattere la pedofilia endemica che si alberga nel seno del clero cattolico trentino.
Questa denuncia è analoga a quella presentata in questa sede contro Sua Santità il Papa Benedetto XVI, e sempre a proposito della pedofilia clericale cattolica, ma a livello ecumenico. La si può leggere in Internet al blog,
blogs.ya.com/lettere-ai-papi
Ricordo e reitero a tutti loro che il Vangelo di Matteo 18 è addirittura per la pena di morte con riferimento alla pedofilia, se si pensa che il mite Gesu dice chiaro e tondo che; “ meglio che scandalizzare anche uno solo di questi piccoli che hanno fiducia in me, sia legato al collo del colpevole una macina di molino, mossa da asino, e gettato negli abissi del mare”
Per richiamare l’attenzione su questo problema e cercare di “sfondare” questo metaforico muro di omertà, ho recentemente fondato l’associazione col nome “Lotta alla clero-pedofilia trentina” e che si trova anche in Internet al blog,
blogs.ya.com/cleropedofiliatrento
Il fatto che mi sprona a decidermi nel prendere questa iniziativa, è la tragedia e distruzione della famiglia trentina di Sara Bolner, del marito Elio Concadoro e della loro figlioletta di sei anni, Marialisa Concadoro Bolner.
Con riferimento all’uccisione della piccola Marialisa da parte della madre, si sono dette e scritte molte cose, e che anche per mancanza di spazio, non si farà riferimento in questa denuncia.
Tuttavia, circostanze e “dettagli” apparentemente “banali”, in molti casi si rivelano il metaforico cappio della matassa da sbrogliare.
E per forza di cose, anche qui entra in ballo la pedofilia, sicuramente non come certezza, ma senz’altro come possibilità.
Leggo a questo proposito su “l’Adige” del venerdì 09 novembre del 2007, a pagina 30, l’articolo titolato; “I nipoti del prete diffamato, in una lettera: “Pura fantasia”.
Bolner, prima a Borgo e poi in cura ad Arco.
A circa metà articolo si legge:
E mentre per questa mamma si cerca la via migliore per uscire dal dramma interiore, si scopre che c’è ancora tanto dolore attorno alla vicenda. “Sara Bolner, dopo aver ucciso la figlia, dichiara di aver subito abusi sessuali da uno zio sacerdote, ormai defunto, ma perché non parlare prima?” si chiedono in una lettera pubblicata sull’ultimo numero di Vita Trentina, alcuni nipoti del religioso. “Gli psichiatri la dichiarano “incapace di intendere e volere” per giustificare l’omicidio della figlia, però ritengono vero che abbia subito abusi. Gli altri nipoti del sacerdote però non la pensano così. Egli è sempre stato ed è tuttora un uomo stimato da tutti, con un animo buono, gentile e generoso, di grande cultura, visti anche i suoi successi nella vita scolastica. Sicuramente se fosse ancora in vita, cercherebbe di capire il perché di queste false accuse, rimanendo vicino a Sara”.
I nipoti vorrebbero che i familiari difendessero quest’uomo: “ Se veramente avesse fatto cose così terribili – impossibili secondo noi – come hanno fatto, la madre, le sorelle e i fratelli di Sara, ad accoglierlo in casa, ammirarlo, stimarlo e lodarlo per tutti quegli anni? Perché se sapevano non denunciare tutto prima? Perché questo non è emerso nel 1994 quando Sara è stata ricoverata nel reparto di psichiatria dell’ospedale rotaliano? Abbiamo cercato invano con loro dei chiarimenti. C’è solo una risposta a tutti questi perché….perché questa è solo fantasia di una povera mamma, disperata per aver ucciso a coltellate la figlia”.
“Ma perché non parlare prima” si chiedono i parenti del prete in questione. Come se parlare fosse così facile, specialmente nel seno di una società farisaica ed ipocrita come quella trentina.
Infatti, il dramma della stragrande maggioranza degli abusati è che, o non hanno il coraggio di parlare, o che hanno paura di farlo, per svariate ragioni.
Continuano i parenti; “ se veramente avesse fatto cose così terribili – impossibili secondo noi - ….”
Se quei parenti si lasciassero guidare dall’umiltà, potrebbero almeno dire…” improbabili secondo noi”
No! Loro hanno la certezza assoluta (divina?) dell’innocenza del prete “diffamato”. Un tale modo di pensare mi immagino sarà (per deduzione logica?) condiviso anche dell’Arcivescovo Bressan, i monsignori Ernesto Meneghini, Ivàn Maffeis, il Papa Benedetto XVI, in conserva coi cattolici farisaici e bigotti.
E tale modo di fare, piaccia o non piaccia, va smesso! Dobbiamo smetterla di guardare dall’altra parte di fronte a tante tragedie….a volte evitabili!
Da non dimenticare poi, che la legislazione italiana, nei confronti della pedofilia, è veramente “di manica larga”. Basti pensare che per una condanna fino a tre anni, esiste la sospensione condizionale della pena.
E per illustrare in concreto cosa significhi una tale “leggerezza”, leggiamo un altro articoletto, pubblicato sempre su “l’Adige” del venerdì 16 novembre 2007, a pag. 5.
TEOLOGO DI BRESSANONE. (Teologo!?!?!?) Pedofilia: prete condannato.
“Siracusa. Nell’ambito della mega-inchiesta “Video privè”, che nel 2005 coinvolse 186 indagati, il Tribunale di Siracusa ha ieri condannato alla pena di un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa) e a 2000 euro di multa uno dei tre sacerdoti indagati per pedofilia, don Rigger Hansjorg, decano dello studio teologico accademico di Bressanone, dove è professore ordinario. Il sito scoperto dall’inchiesta conteneva films di abusi e torture su bambine tra i 4 e gli 8 anni.”
Avete letto bene. Un simile delinquente è tranquillamente in giro o in casa a guardare su Internet tali nefandezze. Chissà come sarà dispiaciuto di non essere vissuto qualche secolo fa e di aver potuto fare parte dei Tribunali della Santa Inquisizione che, tra l’altro, torturavano sistematicamente o “d’ufficio” visto che se le povere vittime confessavano era il Demonio che le consigliava, mentre che se non confessavano era sempre il Demonio…. IN QUANTO AI TORTURATORI DI BAMBINE DI 4 E 8 ANNI POI, PENA DI MORTE SU TUTTA LA TERRA! E’ il monito dello stesso Gesù Cristo!
Ma per tornare a Sara Bolner, il minimo che si dovrebbe fare è,
a) rivelare il nome di quel prete
b) indagare se ci sono state altre vittime e trarne le dovute conclusioni.
Vale anche fare presente il caso di Ivana Merlo, condannata al carcere-manicomio di Castiglione delle Stiviere (MN), “quale persona pericolosa”.
L’accusa per tale condanna era di aver calunniato un sacerdote professore di religione al Liceo Prati di Trento, che avrebbe abusato sessualmente di varie studentesse minorenni. Recentemente la signora Merlo è stata assolta.
Nella primavera scorsa (2007) chi denuncia o il sottoscritto, ha manifestato, nel pieno centro città di Trento, per ben tre settimane, con cartelli giganti, raccolta di firme, ecc., contro tale abuso da parte della nostra giustizia.
Ho anche scritto una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e una a Sua Santità Benedetto XVI. Silenzio (istituzionale?) totale!
Cosa chiedevo? Visto che Ivana Merlo è una persona che si vede subito al primo incontro, che non può fare male a una mosca, cha da “pericolosa” si spostasse dal manicomio criminale unico in Italia di Castiglione delle Siviere, dove sono rinchiuse donne condannate per infanticidio ecc., ecc., che si spostasse la signora Merlo a una delle tante strutture alternative disponibili in Trentino, mantenendole l’accusa di calunnia se si voleva…ma non accusarla di “pericolosità”.
Per me che in quella severissima crudele e ingiusta condanna ci entrava la mano lunga della Curia trentina, che mandava un esplicito avviso a chi si azzardava ad “infangare” la cristallina innocenza del clero nostrano…che come nel recente “scaricamento” del Monsignore gay Tommaso Stenico, il Vescovo Luigi Bressan, asseriva che lui (Stenico) non era dei nostri (perché lavora a Roma)….e che “il clero trentino era a posto”.
E si, che per essere originario della Valle di Fassa, Monsignor Stenico è altrettanto trentino DOC come lo può essere un buon piatto di polenta con crauti e lucaniche.
Devo anche dire che non capisco il grande scandalo sollevato dai giornali locali circa l’essere gay di monsign. Stenico. Che si sappia ha avuto a che fare con persone di maggiore età e consenzienti, per motivi economici o altri. Mica è un pedofilo!
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Si desidera altresì di essere informato ai sensi dell’articolo CPP della richiesta di archiviazione della presente.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante.
Questa denuncia è in Internet ai blogs,
blogs.ya.com/cleropedofiliatrento
blogs.ya.com/lettere-ai-papi
LA PEDOFILIA STRUTTURALE CLERICALE VA COMBATTUTA. ESPOSTO CONTRO BENEDETTO XVI...
Pedofilia
Trento, Città del Concilio, venerdì 16 novembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore Capo della Repubblica in Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO (Italia)
ESPOSTO
Io, Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/1938 e residente a Trento, accuso e denuncio a Sua Santità il Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, di ipocrisia, indifferenza, ambiguità, connivenza, omertà e di poca chiarezza e determinazione nel condannare chiaramente e apertamente, dirigendosi a tutto il mondo cattolico (urbis et orbis?), i casi di pedofilia che si verificano in continuazione in seno alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana ecumenica o universale, e precisamente nelle parrocchie, scuole e ambienti vari, dove preti, suore e laici cattolici sono in contatto con bambini ed adolescenti.
In questo contesto, “i fatti giudiziari finora affiorati (a livello mondiale) evidenziano una chiara, tragica e triste realtà, ossia, che non si tratta di casi singoli (isolati?), bensì di un vero iceberg di molestie e violenze sessuali perpetrate da preti, suore e laici cattolici su scolari e studenti, minori e non, di orfanotrofi, scuole e seminari da loro gestiti”.
Questo ed altro è quanto si riassume e si può leggere nella gran bella ed illustrativa lettera al direttore di Piergiorgio Odifreddi, da vedere in Internet, cercando su GOOGLE la voce – Pedofilia e pretofilia. Tale lettera è allegata alla presente denuncia.
Con riferimento alla puntata ANNOZERO del 31 maggio 2007 diretta da Michele Santoro, il signor Odifreddi ci ricorda, tra l’altro, che;
a) al contrario di quanto afferma monsignor Fisichella (mastino guardiano di papa Ratzinger?) il caso dei preti, suore e laici cattolici pedofili non si riduce (purtroppo!) a “quattro delinquenti isolati”, ma a un “quattro per cento” di tutti i religiosi e laici cattolici.
b) Di conseguenza, questa innegabile e dimostrata constatazione evidenzia il fatto che la pedofilia nel seno del simbolico “sale della Terra” cattolico, apostolico, romano non è un fenomeno epidemico (o congiunturale) ma bensì endemico o strutturale (fisiologico?).
c) Le denuncie e violenze sessuali in generale, e sui minori in particolare, riguardano solo una piccola parte dei crimini che vengono invece commessi (è soltanto la punta di un’enorme iceberg).
d) “E’ poi singolare che, di fronte a un fenomeno di proporzioni appunto fenomenali, monsignor Fisichella e il Vaticano abbiano preferito chiudersi in una difesa cavillosa, invece di aprirsi a un mea culpa evangelico: soprattutto per quanto riguarda la sistematica connivenza coi colpevoli, in molti casi semplicemente trasferiti ad altre istituzioni ( cioè, in pratica, a nuovi vivai per le loro malversazioni”. Chi denuncia, ossia il sottoscritto, aggiunge che, in poche parole, “il lupo o lupi” invece di venire isolati perché non continuino a sbranare le malcapitate pecorelle di turno (sacrifici fisiologici inevitabili?), come detto, i “lupi” sono sapientemente, saggiamente, ipocritamente, “omertamente”, criminalmente, ecc., ecc., spostati ad altri “ovili”, perché continuino indisturbati la loro opera satanica con la tolleranza delle alte autorità (Papi compresi), di sua santa Cattolica Apostolica Romana Chiesa. Che schifo!
e) Si legge ancora….”E qui arriviamo alla pietra dello scandalo del video trasmesso da ANNOZERO, che più che il delitto di lesa infanzia da parte del clero è stata l’accusa di lesa maestà addirittura a Benedetto XVI da parte del filmato. In trasmissione monsignor Fisichella ha bollato il coinvolgimento del Papa come “gratuito”, e il giorno dopo il portavoce vaticano padre Federico Lombardi l’ha descritto come “gravemente ingiusto”, ma entrambi hanno dimenticato (o finto di dimenticare) che l’accusa non era affatto giornalistica, bensì giudiziale”. Come mai?
f) Perché….”l’allora cardinale Ratzinger era stato infatti incriminato agli inizi del 2005 in Texas (USA) per aver ostacolato la giustizia e aver cospirato con l’arcidiocesi di Houston nella copertura degli abusi sessuali del clero locale, in una causa civile intentata nella Contea di Harris da tre vittime contro un molestatore appartenente al seminario locale”. Il sottoscritto, chi denuncia, fa presente che negli USA “ostacolare la giustizia” è considerato un delitto gravissimo, al punto che, anche su tale presupposto può essere chiesto niente di meno che “l’empeachement” (dimissioni e abbandono della carica) dello stesso Presidente USA di turno. (Vedere caso empeachement dell’ex Presidente USA, Richard Nixon).
Siccome ci si potrebbe dilungare all’infinito, memori anche delle teologiche e sagge discussioni circa “quanti angeli possano stare sulla punta di uno spillo”, in certi casi meglio ricorrere alla proverbiale saggezza salomonica o all’altrettanta sbrigativa soluzione del taglio con la spada del famoso ed intricatissimo nodo gordiano da parte di Alessandro Magno, nel 333 a. C.
In che modo? Semplice ed elementare! Basta cercare ispirazione ed insegnamento nel vangelo…e precisamente in quello secondo Matteo, scritto intorno al 70-80 d. C.
A questo proposito ci ricorda Lino Pedron che il vangelo di Matteo risulta particolarmente vivo ed attuale perché prende posizione di fronte ai casi della vita come il matrimonio, le ricchezze, l’autorità, e di fronte alle divisioni, ai peccati e agli scandali che affiorano continuamente nella comunità dei credenti.
Ma ascoltiamo ed impariamo dal vangelo secondo Matteo 18.
“In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesu dicendo. Chi dunque è il pìù grande nel regno dei cieli? Allora Gesu chiamò a se un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse. In verità vi dico; se non vi convertirete e diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli……Più avanti continua Gesu…. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare”.
Va bene, sono d’accordo che i “consigli” e “rimedi” proposti nel Vangelo secondo Matteo, siano senz’altro drastici, anche quando consiglia di tagliarsi una mano, un piede, cavarsi un occhio e di buttarli via, se fossero motivo di scandalo.
Tuttavia, la saggezza (si dice) sta nel mezzo.
E allora? Allora, che tra la pretesa di monsignor Fisichella di ridurre tale macroscopico fenomeno circa le perversioni sessuali del clero a “quattro delinquenti”, e quanto affermato da Gesu, secondo il vangelo di Matteo, “di legare una macina d’asino al collo…” bisognerebbe cercare di trovare un giusto compromesso o via di mezzo.
Va subito chiarito che un tale eventuale compromesso è teoricamente irraggiungibile se si tiene conto che monsignor Fisichella (monsignor Coraggio?) è fortemente sostenuto dalle legioni di falsi o pseudo cattolici benpensanti, bigotti, ipocriti, spregevoli, arroganti, bugiardi, indifferenti, e chi più ne ha più ne metta, secondo i quali, come l’ha scritto Lucia Annunziata su “La Stampa”, il loro carissimo monsignore è “ Fisichella, il volto della Chiesa che scalda il cuore dei laici”, o meglio ancora, come lo titola Aldo Grasso sul “Corriere della Sera”, “Elogio di Fisichella Monsignor Coraggio”. Roba da pazzi! Parola mia che se si azzardasse a tornare in Terra Gesu Cristo, non lo lascerebbero predicare per ben tre anni, ma in meno di tre mesi o sarebbe assassinato o lo rinchiuderebbero in un manicomio criminale.
Personalmente, a monsignor Fisichella e a quelli come lui, (Papi, cardinali, vescovi, clero, giornalisti vari, “maîtres à penser”, ecc.,) che condividono le sue idee consiglio vivamente di prendere in considerazione il consiglio di Gesu circa la “macina girata da asino…”
Prenderla in considerazione non equivale a che lo facciano.
Tuttavia, non dimentichino tutti loro che di fronte ad una tale possibilità, il mite Gesù è propenso o favorevole alla pena di morte….che non è cosa da poco!
Che fare? Meditare e prendere le dovute misure. Altro che voltarsi dall’altra parte per non vedere!
Da non dimenticare poi un dettaglio tecnico o di ordine logistico. Deve reperire le migliaia e migliaia di potenziali “macine girate da asini” eventualmente necessarie?
A parte in qualche museo, non ce ne sono più.
Penso che si potrebbe ricorrere alle traversine ferroviarie in cemento armato….ma questo, ancora una volta è un mio suggerimento puramente metaforico (ma non inconcepibile, sempre secondo il vangelo di Matteo) per invitare a meditare seriamente sulla faccenda pedofilia ed a prendere le dovute (drastiche) misure per combatterla.
Nel dubbio, non dimentichiamo che il MALE (in questo caso le azioni dei pedofili), non rappresenta il peggio ne è la cosa più grave, in quanto, se lo vogliamo, lo possiamo combattere ed anche vincere.
Infatti anche i religiosi sono uomini di carne ed ossa soggetti a passioni che li possono far deviare e che proprio per questo vanno segnalati e messi in grado di non nuocere. Altro che cambiarli di posto!
Al contrario, l’INDIFFERENZA, condivisa da Fisichella ed i cattolici falsi che lo sostengono, coi papi Retzinger e Wojtyla, ecc., è inespugnabile, perché contro l’INDIFFERENZA UMANA siamo totalmente inermi ed impotenti. Ergo, diamoci una mossa!
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Si desidera altresì di essere informato ai sensi dell’articolo 408 CPP della richiesta di archiviazione della presente.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, e Antipotere Arrogante.
Questa denuncia è in Internet ai blogs,
blogs.ya.com/lettere-ai-papi
blogs.ya.com/wojtyla-santo-no
Trento, Città del Concilio, venerdì 16 novembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore Capo della Repubblica in Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO (Italia)
ESPOSTO
Io, Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/1938 e residente a Trento, accuso e denuncio a Sua Santità il Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, di ipocrisia, indifferenza, ambiguità, connivenza, omertà e di poca chiarezza e determinazione nel condannare chiaramente e apertamente, dirigendosi a tutto il mondo cattolico (urbis et orbis?), i casi di pedofilia che si verificano in continuazione in seno alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana ecumenica o universale, e precisamente nelle parrocchie, scuole e ambienti vari, dove preti, suore e laici cattolici sono in contatto con bambini ed adolescenti.
In questo contesto, “i fatti giudiziari finora affiorati (a livello mondiale) evidenziano una chiara, tragica e triste realtà, ossia, che non si tratta di casi singoli (isolati?), bensì di un vero iceberg di molestie e violenze sessuali perpetrate da preti, suore e laici cattolici su scolari e studenti, minori e non, di orfanotrofi, scuole e seminari da loro gestiti”.
Questo ed altro è quanto si riassume e si può leggere nella gran bella ed illustrativa lettera al direttore di Piergiorgio Odifreddi, da vedere in Internet, cercando su GOOGLE la voce – Pedofilia e pretofilia. Tale lettera è allegata alla presente denuncia.
Con riferimento alla puntata ANNOZERO del 31 maggio 2007 diretta da Michele Santoro, il signor Odifreddi ci ricorda, tra l’altro, che;
a) al contrario di quanto afferma monsignor Fisichella (mastino guardiano di papa Ratzinger?) il caso dei preti, suore e laici cattolici pedofili non si riduce (purtroppo!) a “quattro delinquenti isolati”, ma a un “quattro per cento” di tutti i religiosi e laici cattolici.
b) Di conseguenza, questa innegabile e dimostrata constatazione evidenzia il fatto che la pedofilia nel seno del simbolico “sale della Terra” cattolico, apostolico, romano non è un fenomeno epidemico (o congiunturale) ma bensì endemico o strutturale (fisiologico?).
c) Le denuncie e violenze sessuali in generale, e sui minori in particolare, riguardano solo una piccola parte dei crimini che vengono invece commessi (è soltanto la punta di un’enorme iceberg).
d) “E’ poi singolare che, di fronte a un fenomeno di proporzioni appunto fenomenali, monsignor Fisichella e il Vaticano abbiano preferito chiudersi in una difesa cavillosa, invece di aprirsi a un mea culpa evangelico: soprattutto per quanto riguarda la sistematica connivenza coi colpevoli, in molti casi semplicemente trasferiti ad altre istituzioni ( cioè, in pratica, a nuovi vivai per le loro malversazioni”. Chi denuncia, ossia il sottoscritto, aggiunge che, in poche parole, “il lupo o lupi” invece di venire isolati perché non continuino a sbranare le malcapitate pecorelle di turno (sacrifici fisiologici inevitabili?), come detto, i “lupi” sono sapientemente, saggiamente, ipocritamente, “omertamente”, criminalmente, ecc., ecc., spostati ad altri “ovili”, perché continuino indisturbati la loro opera satanica con la tolleranza delle alte autorità (Papi compresi), di sua santa Cattolica Apostolica Romana Chiesa. Che schifo!
e) Si legge ancora….”E qui arriviamo alla pietra dello scandalo del video trasmesso da ANNOZERO, che più che il delitto di lesa infanzia da parte del clero è stata l’accusa di lesa maestà addirittura a Benedetto XVI da parte del filmato. In trasmissione monsignor Fisichella ha bollato il coinvolgimento del Papa come “gratuito”, e il giorno dopo il portavoce vaticano padre Federico Lombardi l’ha descritto come “gravemente ingiusto”, ma entrambi hanno dimenticato (o finto di dimenticare) che l’accusa non era affatto giornalistica, bensì giudiziale”. Come mai?
f) Perché….”l’allora cardinale Ratzinger era stato infatti incriminato agli inizi del 2005 in Texas (USA) per aver ostacolato la giustizia e aver cospirato con l’arcidiocesi di Houston nella copertura degli abusi sessuali del clero locale, in una causa civile intentata nella Contea di Harris da tre vittime contro un molestatore appartenente al seminario locale”. Il sottoscritto, chi denuncia, fa presente che negli USA “ostacolare la giustizia” è considerato un delitto gravissimo, al punto che, anche su tale presupposto può essere chiesto niente di meno che “l’empeachement” (dimissioni e abbandono della carica) dello stesso Presidente USA di turno. (Vedere caso empeachement dell’ex Presidente USA, Richard Nixon).
Siccome ci si potrebbe dilungare all’infinito, memori anche delle teologiche e sagge discussioni circa “quanti angeli possano stare sulla punta di uno spillo”, in certi casi meglio ricorrere alla proverbiale saggezza salomonica o all’altrettanta sbrigativa soluzione del taglio con la spada del famoso ed intricatissimo nodo gordiano da parte di Alessandro Magno, nel 333 a. C.
In che modo? Semplice ed elementare! Basta cercare ispirazione ed insegnamento nel vangelo…e precisamente in quello secondo Matteo, scritto intorno al 70-80 d. C.
A questo proposito ci ricorda Lino Pedron che il vangelo di Matteo risulta particolarmente vivo ed attuale perché prende posizione di fronte ai casi della vita come il matrimonio, le ricchezze, l’autorità, e di fronte alle divisioni, ai peccati e agli scandali che affiorano continuamente nella comunità dei credenti.
Ma ascoltiamo ed impariamo dal vangelo secondo Matteo 18.
“In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesu dicendo. Chi dunque è il pìù grande nel regno dei cieli? Allora Gesu chiamò a se un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse. In verità vi dico; se non vi convertirete e diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli……Più avanti continua Gesu…. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare”.
Va bene, sono d’accordo che i “consigli” e “rimedi” proposti nel Vangelo secondo Matteo, siano senz’altro drastici, anche quando consiglia di tagliarsi una mano, un piede, cavarsi un occhio e di buttarli via, se fossero motivo di scandalo.
Tuttavia, la saggezza (si dice) sta nel mezzo.
E allora? Allora, che tra la pretesa di monsignor Fisichella di ridurre tale macroscopico fenomeno circa le perversioni sessuali del clero a “quattro delinquenti”, e quanto affermato da Gesu, secondo il vangelo di Matteo, “di legare una macina d’asino al collo…” bisognerebbe cercare di trovare un giusto compromesso o via di mezzo.
Va subito chiarito che un tale eventuale compromesso è teoricamente irraggiungibile se si tiene conto che monsignor Fisichella (monsignor Coraggio?) è fortemente sostenuto dalle legioni di falsi o pseudo cattolici benpensanti, bigotti, ipocriti, spregevoli, arroganti, bugiardi, indifferenti, e chi più ne ha più ne metta, secondo i quali, come l’ha scritto Lucia Annunziata su “La Stampa”, il loro carissimo monsignore è “ Fisichella, il volto della Chiesa che scalda il cuore dei laici”, o meglio ancora, come lo titola Aldo Grasso sul “Corriere della Sera”, “Elogio di Fisichella Monsignor Coraggio”. Roba da pazzi! Parola mia che se si azzardasse a tornare in Terra Gesu Cristo, non lo lascerebbero predicare per ben tre anni, ma in meno di tre mesi o sarebbe assassinato o lo rinchiuderebbero in un manicomio criminale.
Personalmente, a monsignor Fisichella e a quelli come lui, (Papi, cardinali, vescovi, clero, giornalisti vari, “maîtres à penser”, ecc.,) che condividono le sue idee consiglio vivamente di prendere in considerazione il consiglio di Gesu circa la “macina girata da asino…”
Prenderla in considerazione non equivale a che lo facciano.
Tuttavia, non dimentichino tutti loro che di fronte ad una tale possibilità, il mite Gesù è propenso o favorevole alla pena di morte….che non è cosa da poco!
Che fare? Meditare e prendere le dovute misure. Altro che voltarsi dall’altra parte per non vedere!
Da non dimenticare poi un dettaglio tecnico o di ordine logistico. Deve reperire le migliaia e migliaia di potenziali “macine girate da asini” eventualmente necessarie?
A parte in qualche museo, non ce ne sono più.
Penso che si potrebbe ricorrere alle traversine ferroviarie in cemento armato….ma questo, ancora una volta è un mio suggerimento puramente metaforico (ma non inconcepibile, sempre secondo il vangelo di Matteo) per invitare a meditare seriamente sulla faccenda pedofilia ed a prendere le dovute (drastiche) misure per combatterla.
Nel dubbio, non dimentichiamo che il MALE (in questo caso le azioni dei pedofili), non rappresenta il peggio ne è la cosa più grave, in quanto, se lo vogliamo, lo possiamo combattere ed anche vincere.
Infatti anche i religiosi sono uomini di carne ed ossa soggetti a passioni che li possono far deviare e che proprio per questo vanno segnalati e messi in grado di non nuocere. Altro che cambiarli di posto!
Al contrario, l’INDIFFERENZA, condivisa da Fisichella ed i cattolici falsi che lo sostengono, coi papi Retzinger e Wojtyla, ecc., è inespugnabile, perché contro l’INDIFFERENZA UMANA siamo totalmente inermi ed impotenti. Ergo, diamoci una mossa!
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Si desidera altresì di essere informato ai sensi dell’articolo 408 CPP della richiesta di archiviazione della presente.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, e Antipotere Arrogante.
Questa denuncia è in Internet ai blogs,
blogs.ya.com/lettere-ai-papi
blogs.ya.com/wojtyla-santo-no
SECONDO ESPOSTO CONTRO IL CAPO DI STATO DELLA CITTA' DEL VATICANO, SUA SANTITA' IL PAPA BENEDETTO XVI
ITALIANO – GENOCIDIO IDEOLOGICO – RELIGIOSO, ABUSO DI POTERE E DIFFUSIONE SISTEMATICA DI DATI FALSI.
Trento, Città del Concilio, venerdì 09 novembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore Capo della Repubblica di Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO
ESPOSTO
Io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/1938 e residente a Trento, denuncia e accusa a Sua Santità Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, di diffondere sistematicamente e reiteratamente dati scientificamente falsi circa la non utilità dei preservativi nella protezione contro l'AIDS.
Trattandosi di vita o di morte per milioni di persone, il Sommo Pontefice potrebbe sì, esprimere o mantenere il proprio punto di vista, ma solo a titolo personale, per poi lasciare che ognuno decida in coscienza e buona fede.
Come documentazione a sostegno di questa denuncia faccio seguire quella presentata il 20 ottobre del 2004 presso i tre Tribunali Internazionali per i Diritti Umani, ed alla quale non ho mai ottenuto risposta o riscontro di ricevimento.
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante e per questa occasione,
Solidario Cittadino del Mondo.
Questa denuncia è in Internet ai blogs,
blogs.ya.com/lettere-ai-papi
blogs.ya.com/wojtyla-santo-no
ALLE COMMISSIONI E TRIBUNALI INTERNAZIONALI PER I DIRITTI UMANI.
A)
Tribunale Europeo dei Diritti Umani, Consiglio d’Europa, Strasburgo – Francia.
B)
Commissione e Corte Africana dei Diritti Umani, Banjul – Gambia
C)
Commissione Interamericana dei Diritti Umani, Washington, D.C., USA
Considerando il carattere ecumenico della Chiesa Cattolica, si appella ai tre tribunali esistenti per i Diritti Umani, essendo che le persone responsabili dei fatti denunciati, (come pure le vittime) vivono nel mondo intero.
REFERENZA: DENUNCIA CIRCA LA VIOLAZIONE DI DIRITTI UMANI.
San José de Costa Rica, mercoledí 20 ottobre del 2004.
Chi presenta la denuncia.
Nome: Valerio Tonolli, di nazionalitá italiana.
Si omette indirizzo, telefono ecc., per ovvie ragioni.
Ai Tribunali interpellati si invieranno questi dati a parte.
Nome degli affettati.
Milioni de anonimi cattolici sparsi in tutto il momdo.
Stato contro il quale si presenta la denuncia.
Lo Stato della Città del Vaticano, Roma. Italia
Fatti denunciati.
E' evidente che affermando che i preservativi non servono, Sua Santitá il papa Giovanni Paolo II, con cardinali, vescovi, sacerdoti, suore e fedeli in genere, sono responsabili di diffondere dati e informazioni falsi e che per niente corrispondono alla veritá.
Quelle idee, oltre ad essere molto pericolose, sono, da un certo punto di vista, “criminali”, essendo che basandosi su di esse si condanna a morte certa a milioni di persone.
Capisco che il Papa non é nessun criminale, tutto il contrario, tuttavia certe situazioni vanno definite per il loro contenuto sostanziale, non fosse che per chiamare maggiormente l’attenzione su di esse.
Ricordando alcuni fatti.
Secondo cifre delle Nazioni Unite, soltanto nel continente africano, ci sono undici milioni di bambini orfani per colpa dell’Aids. Due milioni di bambini sono contagiati e mezzo milione di loro morirono, dovuto all’Aids, nel 2003.
A livello mondiale, ogni anno muoiono un milione e mezzo di donne e bambini a causa della cattiva salute riproduttiva, secondo il Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA).
Si informa pure che duecento milioni di donne non hanno ancora accesso ai metodi contracettivi.
Tuttavia, é riconosciuto da tutto il mondo scientifico che l’uso del preservativo é l’unico metodo noto per ridurre l’estensione dell’Aids e altre malattie relative alla riproduzione e all’attivitá sessuale.
Per questo che, se quelle piú di duecento milioni di donne avessero accesso ai metodi contracettivi moderni, nel mondo povero (o in via di sviluppo), si salverebbero, ogni anno, un milione e mezzo di vite, si eviterebbero cinquanta due milioni di gravidanze non desiderate, si impedirebbero venti tre milioni di aborti indotti, venti tre milioni di nascite non pianificate, 1,4 milioni di morte di bambini, 142.000 decessi relazionati con gravidanze e si eviterebbe che un mezzo milione di minori perdano le loro madri, questo, si ripete, ogni anno!
Nel luglio del 2004 un resoconto del Programma Congiunto delle Nazioni Unite circa VIH / AIDS, (ONUAIDS o ONUSIDA) indica que piú di venti milioni di persone di tutto il mondo sono morte a causa dell’Aids, dal 1981.
Attualmente, circa 38 milioni di persone sono portatrici del virus e si pronostica che per l’anno 2010 ci saranno cento milioni di contagiati.
Enumerato tutto questo, va sottolineata l’intransigenza del Papa, del Vaticano e della Chiesa Cattolica che la pensano come Sua Santitá, riguardo alla sessualitá umana.
Quí non si tratta di princípi, ma di vita o di morte...e le vittime mortali, reali e potenziali sono milioni!
Come giá scritto in altra sede, Sua Santitá Giovanni Paolo II sostenuto dal Suo enorme potere spirituale, morale e politico, nel dichiararsi contro l’uso del preservativo, condanna a morte certa a milioni di persone, specialmente nei paesi africani al Sud del Sahara.
Per Sua Santitá non é vero che la migliore medicina é quella preventiva.
La Chiesa Cattolica Apostolica Romana coi suoi Papi si é sbagliata moltissime volte nel trascorso della sua lunga storia...ed essendo che non ha saputo imparare da quelle esperienze, é condannata a tornare a commettere piú errori, dovuto principalmente al fatto, (sbagliato) di credersi la depositaria della Unica Veritá, (allo stesso modo di quei rabbini d’Israele, que in questi giorni di distruzione e morte nella frangia di Gaza, dicono ai coloni abusivi e invasori di non abbandonare le loro colonie, contravvenendo gli ordini del loro governo).
Sua Santitá Giovanni Paolo II assomiglia a un Giudice Supremo al cui giudizio non si puó fare appello.
Questo é una chiara mancanza di caritá oltre che d’umiltá. Trattandosi di vita o di morte di milioni di esseri umani, dovrebbe dubitare delle Sua certezza, e, pur mantenendo Lui il Suo punto di vista a titolo personale, dovrebbe lasciare ad ognuno di scegliere in coscienza.
E sopratutto non affermare che il preservativo non serve!
Siccome il suo postulato si basa sul fatto che é meglio perdere la vita terrena che quella eterna (commettendo un peccato mortale, ossia usando il preservativo), non si rende conto che, in una ottica e situazione diversa si comporta come i carnefici della Santa Inquisizione che facevano morire sotto la tortura a chi non riconosceva il primato papale.
E a quei poveri infelici, nelle loro ultime convulsioni prima di morire, si estorceva, se possibile, un estremo e ultimo pentimento, perché non andassero all’Inferno....ossia per il loro bene. Quante aberrazioni, incongruenze, pazzie e stupiditá!
Parafrasando a Galileo Galilei, costretto a rinnegare e abbiurare una veritá evidente e matematicamente dimostrata, quando disse, “eppur si muove”, con riferimento alla Terra che gira invece di essere il centro immobile, come imponeva la Scrittura, parafrasando a Galileo, oggi possiamo dire che; “eppur o malgrado” (le affermazioni papali), “ é evidente che serve”, (il preservativo).
Naturalmente che c’é un abisso enorme tra quello di Galileo e l’uso del preservativo per il fatto che, se facendo tacere Galileo nessuno moriva, al contrario, proibendo il preservativo si alimenta un vero e proprio genocidio ideologico-religioso o strage degli innocenti.
Di vita ne abbiamo una sola e bisogna fare il possibile per conservarla.
Perció non si capisce come un cattolico possa perdere il Paradiso e meritare l’Inferno per il solo fatto di utilizzare in buona fede un preservativo, una semplice barriera fisica, che tra l’altro, gli puó evitare malattie, figli non voluti, aborti, ecc., ...e la morte.
E' assurdo!
E nemmeno vale la scusa che secondo il Papa gli esseri umani devrebbero astenersi in certe occasioni dall’avere rapporti sessuali. Quella é la teoria, peró se guardiamo alla cruda realtá giornaliera, quello non succede e il risultato é quello che tutti conosciamo.
Non c’é dubbio che al Papa non si possa impedire di pensare come Papa. Peró, per essere anche Capo di Stato, non puó usare del suo potere per influenzare piú di tanto ai cattolici, in una scelta cosí trascendentale, o lo si potrebbe accusare di abuso di potere.
Nemmeno dobbiamo dimenticare che l’atteggiamento del Papa verso la sessualitá umana é maggiormente discriminatoria e condannevole per rivolgersi a popolazioni povere e ignoranti, che anche per il fatto di essere mal informate, sono facilmente influenzabili e accettano docilmente quanto le grandi autoritá carismatiche le dicono di fare, come comportarsi o di quello che é corretto.
Ai sostenitori dei princípi ad oltranza, ricordo che a volte gli estremi si congiungono.
Con in mente questo, potrebbe succedere che dovendo decidere, dei giurati o giuría, in un ipotetico processo nel Paradiso, potrebbero trovarsi di fronte al seguente dilemma.
Devono essere giudicati due malfattori. I due sono colpevoli di aver violato a due giovinette. Il primo, malgrado sapere di assere ammalato di Aids, non si é preoccupato di niente e oltre a violare alla giovane gli ha trasmesso l’Aids, a lei e alla creatura che ha concepito, conseguenza della violazione.
Il secondo, con ancora un’ ombra di coscienza, sapendosi anche lui ammalato di Aids, utilizza il preservativo, evitando cosí, almeno, maggiori conseguenze alla sua vittima.
Secondo i sostenitori dei princípi ad oltranza, (compresi i Papi) qui é maggiormente condannabile? Quello che non utilizzó il preservativo o l’altro?
E nelle guerre di tutti i giorni, sempre secondo i sostenitori dei princípi ad oltranza, (compresi i Papi) chi sono piú riprovevoli? I violatori che eventualmente usassero il preservativo o gli altri?
Detto questo, spero non essere frainteso e preso per un propulsore del libertinaggio, ecc.
Propio il contrario, essendo che si deve sperare che la grandissima maggioranza dei preservativi siano utilizzati da coppie fisse. Tuttavia, e senza volere essere cinico, agli eventuali peccatori, ripeto quanto affermato nel dicembre scorso (2003) dall’allora Sindaco principale di Bogotá (Colombia) Antanas Mockus, che raccomandó, “che se si decide di peccare, meglio farlo col preservativo.”
Non ho mai presentato alcun reclamo relativo al contenuto di questa denuncia al Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite o altro organismo internazionale.
Ringraziando per la Vostra attenzione, saluta attentamente,
Dr. Valerio Tonolli
Questa denuncia sará spedita ai rispettivi Tribunali via e-mail e per raccomandata. V. T.
Trento, Città del Concilio, venerdì 09 novembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore Capo della Repubblica di Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO
ESPOSTO
Io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/1938 e residente a Trento, denuncia e accusa a Sua Santità Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, di diffondere sistematicamente e reiteratamente dati scientificamente falsi circa la non utilità dei preservativi nella protezione contro l'AIDS.
Trattandosi di vita o di morte per milioni di persone, il Sommo Pontefice potrebbe sì, esprimere o mantenere il proprio punto di vista, ma solo a titolo personale, per poi lasciare che ognuno decida in coscienza e buona fede.
Come documentazione a sostegno di questa denuncia faccio seguire quella presentata il 20 ottobre del 2004 presso i tre Tribunali Internazionali per i Diritti Umani, ed alla quale non ho mai ottenuto risposta o riscontro di ricevimento.
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante e per questa occasione,
Solidario Cittadino del Mondo.
Questa denuncia è in Internet ai blogs,
blogs.ya.com/lettere-ai-papi
blogs.ya.com/wojtyla-santo-no
ALLE COMMISSIONI E TRIBUNALI INTERNAZIONALI PER I DIRITTI UMANI.
A)
Tribunale Europeo dei Diritti Umani, Consiglio d’Europa, Strasburgo – Francia.
B)
Commissione e Corte Africana dei Diritti Umani, Banjul – Gambia
C)
Commissione Interamericana dei Diritti Umani, Washington, D.C., USA
Considerando il carattere ecumenico della Chiesa Cattolica, si appella ai tre tribunali esistenti per i Diritti Umani, essendo che le persone responsabili dei fatti denunciati, (come pure le vittime) vivono nel mondo intero.
REFERENZA: DENUNCIA CIRCA LA VIOLAZIONE DI DIRITTI UMANI.
San José de Costa Rica, mercoledí 20 ottobre del 2004.
Chi presenta la denuncia.
Nome: Valerio Tonolli, di nazionalitá italiana.
Si omette indirizzo, telefono ecc., per ovvie ragioni.
Ai Tribunali interpellati si invieranno questi dati a parte.
Nome degli affettati.
Milioni de anonimi cattolici sparsi in tutto il momdo.
Stato contro il quale si presenta la denuncia.
Lo Stato della Città del Vaticano, Roma. Italia
Fatti denunciati.
E' evidente che affermando che i preservativi non servono, Sua Santitá il papa Giovanni Paolo II, con cardinali, vescovi, sacerdoti, suore e fedeli in genere, sono responsabili di diffondere dati e informazioni falsi e che per niente corrispondono alla veritá.
Quelle idee, oltre ad essere molto pericolose, sono, da un certo punto di vista, “criminali”, essendo che basandosi su di esse si condanna a morte certa a milioni di persone.
Capisco che il Papa non é nessun criminale, tutto il contrario, tuttavia certe situazioni vanno definite per il loro contenuto sostanziale, non fosse che per chiamare maggiormente l’attenzione su di esse.
Ricordando alcuni fatti.
Secondo cifre delle Nazioni Unite, soltanto nel continente africano, ci sono undici milioni di bambini orfani per colpa dell’Aids. Due milioni di bambini sono contagiati e mezzo milione di loro morirono, dovuto all’Aids, nel 2003.
A livello mondiale, ogni anno muoiono un milione e mezzo di donne e bambini a causa della cattiva salute riproduttiva, secondo il Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA).
Si informa pure che duecento milioni di donne non hanno ancora accesso ai metodi contracettivi.
Tuttavia, é riconosciuto da tutto il mondo scientifico che l’uso del preservativo é l’unico metodo noto per ridurre l’estensione dell’Aids e altre malattie relative alla riproduzione e all’attivitá sessuale.
Per questo che, se quelle piú di duecento milioni di donne avessero accesso ai metodi contracettivi moderni, nel mondo povero (o in via di sviluppo), si salverebbero, ogni anno, un milione e mezzo di vite, si eviterebbero cinquanta due milioni di gravidanze non desiderate, si impedirebbero venti tre milioni di aborti indotti, venti tre milioni di nascite non pianificate, 1,4 milioni di morte di bambini, 142.000 decessi relazionati con gravidanze e si eviterebbe che un mezzo milione di minori perdano le loro madri, questo, si ripete, ogni anno!
Nel luglio del 2004 un resoconto del Programma Congiunto delle Nazioni Unite circa VIH / AIDS, (ONUAIDS o ONUSIDA) indica que piú di venti milioni di persone di tutto il mondo sono morte a causa dell’Aids, dal 1981.
Attualmente, circa 38 milioni di persone sono portatrici del virus e si pronostica che per l’anno 2010 ci saranno cento milioni di contagiati.
Enumerato tutto questo, va sottolineata l’intransigenza del Papa, del Vaticano e della Chiesa Cattolica che la pensano come Sua Santitá, riguardo alla sessualitá umana.
Quí non si tratta di princípi, ma di vita o di morte...e le vittime mortali, reali e potenziali sono milioni!
Come giá scritto in altra sede, Sua Santitá Giovanni Paolo II sostenuto dal Suo enorme potere spirituale, morale e politico, nel dichiararsi contro l’uso del preservativo, condanna a morte certa a milioni di persone, specialmente nei paesi africani al Sud del Sahara.
Per Sua Santitá non é vero che la migliore medicina é quella preventiva.
La Chiesa Cattolica Apostolica Romana coi suoi Papi si é sbagliata moltissime volte nel trascorso della sua lunga storia...ed essendo che non ha saputo imparare da quelle esperienze, é condannata a tornare a commettere piú errori, dovuto principalmente al fatto, (sbagliato) di credersi la depositaria della Unica Veritá, (allo stesso modo di quei rabbini d’Israele, que in questi giorni di distruzione e morte nella frangia di Gaza, dicono ai coloni abusivi e invasori di non abbandonare le loro colonie, contravvenendo gli ordini del loro governo).
Sua Santitá Giovanni Paolo II assomiglia a un Giudice Supremo al cui giudizio non si puó fare appello.
Questo é una chiara mancanza di caritá oltre che d’umiltá. Trattandosi di vita o di morte di milioni di esseri umani, dovrebbe dubitare delle Sua certezza, e, pur mantenendo Lui il Suo punto di vista a titolo personale, dovrebbe lasciare ad ognuno di scegliere in coscienza.
E sopratutto non affermare che il preservativo non serve!
Siccome il suo postulato si basa sul fatto che é meglio perdere la vita terrena che quella eterna (commettendo un peccato mortale, ossia usando il preservativo), non si rende conto che, in una ottica e situazione diversa si comporta come i carnefici della Santa Inquisizione che facevano morire sotto la tortura a chi non riconosceva il primato papale.
E a quei poveri infelici, nelle loro ultime convulsioni prima di morire, si estorceva, se possibile, un estremo e ultimo pentimento, perché non andassero all’Inferno....ossia per il loro bene. Quante aberrazioni, incongruenze, pazzie e stupiditá!
Parafrasando a Galileo Galilei, costretto a rinnegare e abbiurare una veritá evidente e matematicamente dimostrata, quando disse, “eppur si muove”, con riferimento alla Terra che gira invece di essere il centro immobile, come imponeva la Scrittura, parafrasando a Galileo, oggi possiamo dire che; “eppur o malgrado” (le affermazioni papali), “ é evidente che serve”, (il preservativo).
Naturalmente che c’é un abisso enorme tra quello di Galileo e l’uso del preservativo per il fatto che, se facendo tacere Galileo nessuno moriva, al contrario, proibendo il preservativo si alimenta un vero e proprio genocidio ideologico-religioso o strage degli innocenti.
Di vita ne abbiamo una sola e bisogna fare il possibile per conservarla.
Perció non si capisce come un cattolico possa perdere il Paradiso e meritare l’Inferno per il solo fatto di utilizzare in buona fede un preservativo, una semplice barriera fisica, che tra l’altro, gli puó evitare malattie, figli non voluti, aborti, ecc., ...e la morte.
E' assurdo!
E nemmeno vale la scusa che secondo il Papa gli esseri umani devrebbero astenersi in certe occasioni dall’avere rapporti sessuali. Quella é la teoria, peró se guardiamo alla cruda realtá giornaliera, quello non succede e il risultato é quello che tutti conosciamo.
Non c’é dubbio che al Papa non si possa impedire di pensare come Papa. Peró, per essere anche Capo di Stato, non puó usare del suo potere per influenzare piú di tanto ai cattolici, in una scelta cosí trascendentale, o lo si potrebbe accusare di abuso di potere.
Nemmeno dobbiamo dimenticare che l’atteggiamento del Papa verso la sessualitá umana é maggiormente discriminatoria e condannevole per rivolgersi a popolazioni povere e ignoranti, che anche per il fatto di essere mal informate, sono facilmente influenzabili e accettano docilmente quanto le grandi autoritá carismatiche le dicono di fare, come comportarsi o di quello che é corretto.
Ai sostenitori dei princípi ad oltranza, ricordo che a volte gli estremi si congiungono.
Con in mente questo, potrebbe succedere che dovendo decidere, dei giurati o giuría, in un ipotetico processo nel Paradiso, potrebbero trovarsi di fronte al seguente dilemma.
Devono essere giudicati due malfattori. I due sono colpevoli di aver violato a due giovinette. Il primo, malgrado sapere di assere ammalato di Aids, non si é preoccupato di niente e oltre a violare alla giovane gli ha trasmesso l’Aids, a lei e alla creatura che ha concepito, conseguenza della violazione.
Il secondo, con ancora un’ ombra di coscienza, sapendosi anche lui ammalato di Aids, utilizza il preservativo, evitando cosí, almeno, maggiori conseguenze alla sua vittima.
Secondo i sostenitori dei princípi ad oltranza, (compresi i Papi) qui é maggiormente condannabile? Quello che non utilizzó il preservativo o l’altro?
E nelle guerre di tutti i giorni, sempre secondo i sostenitori dei princípi ad oltranza, (compresi i Papi) chi sono piú riprovevoli? I violatori che eventualmente usassero il preservativo o gli altri?
Detto questo, spero non essere frainteso e preso per un propulsore del libertinaggio, ecc.
Propio il contrario, essendo che si deve sperare che la grandissima maggioranza dei preservativi siano utilizzati da coppie fisse. Tuttavia, e senza volere essere cinico, agli eventuali peccatori, ripeto quanto affermato nel dicembre scorso (2003) dall’allora Sindaco principale di Bogotá (Colombia) Antanas Mockus, che raccomandó, “che se si decide di peccare, meglio farlo col preservativo.”
Non ho mai presentato alcun reclamo relativo al contenuto di questa denuncia al Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite o altro organismo internazionale.
Ringraziando per la Vostra attenzione, saluta attentamente,
Dr. Valerio Tonolli
Questa denuncia sará spedita ai rispettivi Tribunali via e-mail e per raccomandata. V. T.
ESPOSTO CONTRO IL PAPA BENEDETTO XVI PER DIRE A MEDICI E FARMACISTI DI NON DARE LA Ru486
Ru486
Trento, Città del Concilio, 02 novembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore Capo della Repubblica di Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO (Italia)
ESPOSTO
Io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/38 e residente a Trento, accusa e denuncia a Sua Santità Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, di scorretta e dannosa ingerenza nella vita delle cittadine italiane, chiedendo a medici e farmacisti cattolici di non prescrivere e dare la pillola anticoncezionale Ru486 (Mifegyne).
Al limite il Sommo Pontefice che è capo di Stato della Città del Vaticano, può consigliare alle cattoliche di non utilizzare tale prodotto.
Non ha certamente ne il diritto ne la “giurisdizione” per chiedere a medici e farmacisti di non adempiere ai loro impegni professionali. Gli stessi medici cattolici, se lo ritengono opportuno, possono a loro volta sconsigliare l’uso della Ru486, ma non possono negarla a chi la richieda.
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante, e per questa occasione,
Difensore e Garante della Costituzione della Repubblica Italiana
Questa denuncia è in Internet al blog,
blogs.ya.com/lettere-ai-papi
Trento, Città del Concilio, 02 novembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore Capo della Repubblica di Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO (Italia)
ESPOSTO
Io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/38 e residente a Trento, accusa e denuncia a Sua Santità Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, di scorretta e dannosa ingerenza nella vita delle cittadine italiane, chiedendo a medici e farmacisti cattolici di non prescrivere e dare la pillola anticoncezionale Ru486 (Mifegyne).
Al limite il Sommo Pontefice che è capo di Stato della Città del Vaticano, può consigliare alle cattoliche di non utilizzare tale prodotto.
Non ha certamente ne il diritto ne la “giurisdizione” per chiedere a medici e farmacisti di non adempiere ai loro impegni professionali. Gli stessi medici cattolici, se lo ritengono opportuno, possono a loro volta sconsigliare l’uso della Ru486, ma non possono negarla a chi la richieda.
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante, e per questa occasione,
Difensore e Garante della Costituzione della Repubblica Italiana
Questa denuncia è in Internet al blog,
blogs.ya.com/lettere-ai-papi
ESPOSTO ALL'ARCIVESCOVO DI TRENTO, MONS. LUIGI BRESSAN
Referendum
Trento, Città del Concilio, martedì 25 settembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore della Repubblica di Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO
ESPOSTO
Io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/38 e residente a Trento, accuso e denuncio all’Arcivescovo di Trento, Mons. Luigi Bressan di incitare i cittadini trentini ad astenersi di votare per il referendum indetto per Domenica 30 settembre 2007.
Mons. Bressan ha tutto il diritto di invitare a votare NO, ma non ha il diritto di dire ai cittadini di disertare le urne.
Facendo ciò, si discosta dallo spirito della Costituzione italiana.
Infatti, come ci ricorda Roberto Dorigatti, il grande giurista Costantino Mortati attribuisce al referendum una funzione pedagogica e di argine alle degenerazioni del Potere. Di tali degenerazioni il libro “La Casta” ne è pieno. Per Norberto Bobbio poi, il referendum è il “GIOIELLO DELLA DEMOCRAZIA”!
Incitando a non votare, l’Arcivescovo Bressan fa dell’antipolitica vera e propria e promuove il qualunquismo. Altro che accusare di fare ciò a Beppe Grillo!
Visto l’ atteggiamento poco democratico di Mons. Bressan, chiedo a qualcuno che lo conosce bene, che mi tolga un dubbio che mi preoccupa, corrode ed attanaglia da tempo ormai, cosa da impedirmi a prendere sonno, di notte!
Non sarà mica che anche l’Arcivescovo Bressan appartiene alla MAFIE TRENTINE denunciate dalla Difensore Civico Borgonovo Re? Dio non lo voglia e mi affretto a fare il segno della Croce per scacciare tale sacrilego pensiero.
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante,
e, Aspirante Capo Controllore dei Controllanti
Questa lettera è in Internet ai blogs,
blogs.ya.com/lettere-ai-papi
blogs.ya.com/informaalternativa
blogs.ya.com/la-casta-trentina
Trento, Città del Concilio, martedì 25 settembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore della Repubblica di Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO
ESPOSTO
Io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/38 e residente a Trento, accuso e denuncio all’Arcivescovo di Trento, Mons. Luigi Bressan di incitare i cittadini trentini ad astenersi di votare per il referendum indetto per Domenica 30 settembre 2007.
Mons. Bressan ha tutto il diritto di invitare a votare NO, ma non ha il diritto di dire ai cittadini di disertare le urne.
Facendo ciò, si discosta dallo spirito della Costituzione italiana.
Infatti, come ci ricorda Roberto Dorigatti, il grande giurista Costantino Mortati attribuisce al referendum una funzione pedagogica e di argine alle degenerazioni del Potere. Di tali degenerazioni il libro “La Casta” ne è pieno. Per Norberto Bobbio poi, il referendum è il “GIOIELLO DELLA DEMOCRAZIA”!
Incitando a non votare, l’Arcivescovo Bressan fa dell’antipolitica vera e propria e promuove il qualunquismo. Altro che accusare di fare ciò a Beppe Grillo!
Visto l’ atteggiamento poco democratico di Mons. Bressan, chiedo a qualcuno che lo conosce bene, che mi tolga un dubbio che mi preoccupa, corrode ed attanaglia da tempo ormai, cosa da impedirmi a prendere sonno, di notte!
Non sarà mica che anche l’Arcivescovo Bressan appartiene alla MAFIE TRENTINE denunciate dalla Difensore Civico Borgonovo Re? Dio non lo voglia e mi affretto a fare il segno della Croce per scacciare tale sacrilego pensiero.
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante,
e, Aspirante Capo Controllore dei Controllanti
Questa lettera è in Internet ai blogs,
blogs.ya.com/lettere-ai-papi
blogs.ya.com/informaalternativa
blogs.ya.com/la-casta-trentina





