ESPOSTO CONTRO IL PAPA BENEDETTO XVI PER DIRE A MEDICI E FARMACISTI DI NON DARE LA Ru486
Ru486
Trento, Città del Concilio, 02 novembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore Capo della Repubblica di Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO (Italia)
ESPOSTO
Io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/38 e residente a Trento, accusa e denuncia a Sua Santità Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, di scorretta e dannosa ingerenza nella vita delle cittadine italiane, chiedendo a medici e farmacisti cattolici di non prescrivere e dare la pillola anticoncezionale Ru486 (Mifegyne).
Al limite il Sommo Pontefice che è capo di Stato della Città del Vaticano, può consigliare alle cattoliche di non utilizzare tale prodotto.
Non ha certamente ne il diritto ne la “giurisdizione” per chiedere a medici e farmacisti di non adempiere ai loro impegni professionali. Gli stessi medici cattolici, se lo ritengono opportuno, possono a loro volta sconsigliare l’uso della Ru486, ma non possono negarla a chi la richieda.
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante, e per questa occasione,
Difensore e Garante della Costituzione della Repubblica Italiana
Questa denuncia è in Internet al blog,
blogs.ya.com/lettere-ai-papi
Trento, Città del Concilio, 02 novembre del 2007
Dr. Stefano Dragone
Procuratore Capo della Repubblica di Trento
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO (Italia)
ESPOSTO
Io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/38 e residente a Trento, accusa e denuncia a Sua Santità Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, di scorretta e dannosa ingerenza nella vita delle cittadine italiane, chiedendo a medici e farmacisti cattolici di non prescrivere e dare la pillola anticoncezionale Ru486 (Mifegyne).
Al limite il Sommo Pontefice che è capo di Stato della Città del Vaticano, può consigliare alle cattoliche di non utilizzare tale prodotto.
Non ha certamente ne il diritto ne la “giurisdizione” per chiedere a medici e farmacisti di non adempiere ai loro impegni professionali. Gli stessi medici cattolici, se lo ritengono opportuno, possono a loro volta sconsigliare l’uso della Ru486, ma non possono negarla a chi la richieda.
Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante, e per questa occasione,
Difensore e Garante della Costituzione della Repubblica Italiana
Questa denuncia è in Internet al blog,
blogs.ya.com/lettere-ai-papi





