<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1" ?><rdf:RDF xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:ti="http://purl.org/rss/1.0/modules/textinput/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:co="http://purl.org/rss/1.0/modules/company/" xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns="http://purl.org/rss/1.0/"><channel rdf:about="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/rss20.xml"><title><![CDATA[Lettere ai Papi]]></title><link><![CDATA[http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/rss20.xml]]></link><description><![CDATA[Lettere indirizzate ai  Papi a proposito di certi problemi della Chiesa Cattolica Romana]]></description><dc:publisher><![CDATA[Publisher]]></dc:publisher><dc:creator><![CDATA[creator]]></dc:creator><dc:rights><![CDATA[rights]]></dc:rights><dc:date><![CDATA[12/12/2004]]></dc:date><sy:updatePeriod><![CDATA[hour]]></sy:updatePeriod><sy:updateFrequency><![CDATA[123]]></sy:updateFrequency><sy:updateBase><![CDATA[BASE]]></sy:updateBase><items><rdf:Seq><rdf:li resource="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_13.htm"/><rdf:li resource="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_12.htm"/><rdf:li resource="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_11.htm"/><rdf:li resource="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_10.htm"/><rdf:li resource="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_9.htm"/><rdf:li resource="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_8.htm"/><rdf:li resource="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_7.htm"/><rdf:li resource="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_6.htm"/><rdf:li resource="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_5.htm"/><rdf:li resource="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_4.htm"/></rdf:Seq></items></channel><item rdf:about="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_13.htm"><title><![CDATA[LOTTA ALLA PEDOFILIA CLERICALE ENDEMICA TRENTINA! ESPOSTO CONTRO L'ARCIVESCOVO BRESSAN, LA CURIA ECC.,...]]></title><link><![CDATA[http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_13.htm]]></link><description><![CDATA[Pedofilia clericale trentina<br/><br/>Trento, Città del Concilio, sabato 24 novembre del 2007<br/><br/>Dr. Stefano Dragone<br/>Procuratore Capo della Repubblica in Trento<br/>Largo L. Pigarelli<br/>38100 TRENTO<br/><br/>                                                ESPOSTO<br/><br/>Io, Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/1938 e residente a Trento, accuso e denuncio all’Arcivescovo di Trento, Mons. Luigi Bressan, a Mons. Ernesto Menghini, a Mons. Ivan Maffeis, Direttore del settimanale della Curia trentina “Vita Trentina”, alla Curia di Trento, coi tanti bravi, zelanti, bigotti, ipocriti cattolici che li difendono e sostengono, accuso tutti loro di fare poco, e in certi casi niente, per combattere la pedofilia endemica che si alberga nel seno del clero cattolico trentino.<br/><br/>Questa denuncia è analoga a quella presentata in questa sede contro Sua Santità il Papa Benedetto XVI, e sempre a proposito della pedofilia clericale cattolica, ma a livello ecumenico. La si può leggere in Internet al blog,<br/>blogs.ya.com/lettere-ai-papi<br/><br/>Ricordo e reitero a tutti loro che il Vangelo di Matteo 18 è addirittura per la pena di morte con riferimento alla pedofilia, se si pensa che il mite Gesu dice chiaro e tondo che; “ meglio che scandalizzare anche uno solo di questi piccoli che hanno fiducia in me, sia legato al collo del colpevole una macina di molino, mossa da asino, e gettato negli abissi del mare”<br/>Per richiamare l’attenzione su questo problema e cercare di “sfondare” questo metaforico muro di omertà, ho recentemente fondato l’associazione col nome “Lotta alla clero-pedofilia trentina” e che si trova anche in Internet al blog,<br/>blogs.ya.com/cleropedofiliatrento<br/><br/>Il fatto che mi sprona a decidermi nel prendere questa iniziativa, è la tragedia e distruzione della famiglia trentina di Sara Bolner, del marito Elio Concadoro e della loro figlioletta  di sei anni, Marialisa Concadoro Bolner.<br/><br/>Con riferimento all’uccisione della piccola Marialisa da parte della madre, si sono dette e scritte molte cose, e che anche per mancanza di spazio, non si farà riferimento in questa denuncia.<br/><br/>Tuttavia, circostanze e “dettagli” apparentemente “banali”, in molti casi si rivelano il metaforico cappio della matassa da sbrogliare.<br/><br/>E per forza di cose, anche qui entra in ballo la pedofilia, sicuramente non come certezza, ma senz’altro come possibilità.<br/><br/>Leggo a questo proposito su “l’Adige” del venerdì 09 novembre del 2007, a pagina 30, l’articolo titolato; “I nipoti del prete diffamato, in una lettera: “Pura fantasia”.<br/>Bolner, prima a Borgo e poi in cura ad Arco.<br/>A circa metà articolo si legge:<br/>E mentre per questa mamma si cerca la via migliore per uscire dal dramma interiore, si scopre che c’è ancora tanto dolore attorno alla vicenda. “Sara Bolner, dopo aver ucciso la figlia, dichiara di aver subito abusi sessuali da uno zio sacerdote, ormai defunto, ma perché non parlare prima?” si chiedono in una lettera pubblicata sull’ultimo numero di Vita Trentina, alcuni  nipoti del religioso. “Gli psichiatri la dichiarano “incapace di intendere e volere” per giustificare l’omicidio della figlia, però ritengono vero che abbia subito abusi. Gli altri nipoti del sacerdote però non la pensano così. Egli è sempre stato ed è tuttora un uomo stimato da tutti, con un animo buono, gentile e generoso, di grande cultura, visti anche i suoi successi nella vita scolastica. Sicuramente se fosse ancora in vita, cercherebbe di capire il perché di queste false accuse, rimanendo vicino a Sara”.<br/>I nipoti vorrebbero che i familiari difendessero quest’uomo: “ Se veramente avesse fatto cose così terribili – impossibili secondo noi – come hanno fatto, la madre, le sorelle e i fratelli di Sara, ad accoglierlo in casa, ammirarlo, stimarlo e lodarlo per tutti quegli anni? Perché se sapevano non denunciare tutto prima? Perché questo non è emerso nel 1994 quando Sara è stata ricoverata nel reparto di psichiatria dell’ospedale rotaliano? Abbiamo cercato invano con loro dei chiarimenti. C’è solo una risposta a tutti questi perché….perché questa è solo fantasia di una povera mamma, disperata per aver ucciso a coltellate la figlia”.<br/><br/>“Ma perché non parlare prima” si chiedono i parenti del prete in questione. Come se parlare fosse così facile, specialmente nel seno di una società farisaica ed ipocrita come quella trentina. <br/>Infatti, il dramma della stragrande maggioranza degli abusati è che, o non hanno il coraggio di parlare, o che hanno paura di farlo, per svariate ragioni.<br/><br/>Continuano i parenti; “ se veramente avesse fatto cose così terribili – impossibili secondo noi - ….”<br/>Se quei parenti si lasciassero guidare dall’umiltà, potrebbero almeno dire…” improbabili secondo noi” <br/>No! Loro hanno la certezza assoluta (divina?) dell’innocenza del prete “diffamato”. Un tale modo di pensare mi immagino sarà (per deduzione logica?) condiviso anche  dell’Arcivescovo Bressan, i monsignori Ernesto Meneghini, Ivàn Maffeis, il Papa Benedetto XVI, in conserva coi cattolici farisaici e bigotti.<br/><br/>E tale modo di fare, piaccia o non piaccia, va smesso! Dobbiamo smetterla di guardare dall’altra parte di fronte a tante tragedie….a volte evitabili!<br/><br/>Da non dimenticare poi, che la legislazione italiana, nei confronti della pedofilia, è veramente “di manica larga”. Basti pensare che per una condanna fino a tre anni, esiste la sospensione condizionale della pena.<br/>E per illustrare in concreto cosa significhi una tale “leggerezza”, leggiamo un altro articoletto, pubblicato sempre su “l’Adige” del venerdì 16 novembre 2007, a pag. 5.<br/><br/>TEOLOGO DI BRESSANONE. (Teologo!?!?!?) Pedofilia: prete condannato.<br/><br/>“Siracusa. Nell’ambito della mega-inchiesta “Video privè”, che nel 2005 coinvolse 186 indagati, il Tribunale di Siracusa ha ieri condannato alla pena di un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa) e a 2000 euro di multa uno dei tre sacerdoti indagati per pedofilia, don Rigger Hansjorg, decano dello studio teologico accademico di Bressanone, dove è professore ordinario. Il sito scoperto dall’inchiesta conteneva films di abusi e torture su bambine tra i 4 e gli 8 anni.”<br/><br/>Avete letto bene. Un simile delinquente è tranquillamente in giro o in casa a guardare su Internet tali nefandezze. Chissà come sarà dispiaciuto di non essere vissuto qualche secolo fa e di aver potuto fare parte dei Tribunali della Santa Inquisizione che, tra l’altro, torturavano sistematicamente o “d’ufficio” visto che se le povere vittime confessavano era il Demonio che le consigliava, mentre che se non confessavano era sempre il Demonio…. IN QUANTO AI TORTURATORI DI BAMBINE DI 4 E 8 ANNI POI, PENA DI MORTE SU TUTTA LA TERRA! E’ il monito dello stesso Gesù Cristo!<br/>Ma per tornare a Sara Bolner, il minimo che si dovrebbe fare è,<br/>a)&#9;rivelare il nome di quel prete<br/>b)&#9;indagare se ci sono state altre vittime e trarne le dovute conclusioni.<br/><br/>Vale anche fare presente il caso di Ivana Merlo, condannata al carcere-manicomio di Castiglione delle Stiviere (MN), “quale persona pericolosa”.<br/> L’accusa per tale condanna era di aver calunniato un sacerdote professore di religione al Liceo Prati di Trento, che avrebbe abusato sessualmente di varie studentesse minorenni. Recentemente la signora Merlo è stata assolta. <br/>Nella primavera scorsa (2007) chi denuncia o il sottoscritto, ha manifestato, nel pieno centro città di Trento,  per ben tre settimane, con cartelli giganti, raccolta di firme, ecc., contro tale abuso da parte della nostra giustizia.<br/>Ho anche scritto una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e una a Sua Santità Benedetto XVI. Silenzio (istituzionale?) totale!<br/>Cosa chiedevo? Visto che Ivana Merlo è una persona che si vede subito al primo incontro, che non può fare male a una mosca, cha da “pericolosa” si spostasse dal manicomio criminale unico in Italia di Castiglione delle Siviere, dove sono rinchiuse donne condannate per infanticidio ecc., ecc., che si spostasse la signora Merlo a una delle tante strutture alternative disponibili in Trentino, mantenendole l’accusa di calunnia se si voleva…ma non accusarla di “pericolosità”. <br/><br/>Per me che in quella severissima crudele e ingiusta condanna ci entrava la mano lunga della Curia trentina, che mandava un esplicito avviso a chi si azzardava ad “infangare” la cristallina innocenza del clero nostrano…che come nel recente “scaricamento” del Monsignore gay Tommaso Stenico, il Vescovo Luigi Bressan, asseriva che lui (Stenico) non era dei nostri (perché lavora a Roma)….e che “il clero trentino era a posto”.<br/> E si, che per essere originario della Valle di Fassa, Monsignor Stenico è altrettanto trentino DOC come lo può essere un buon piatto di polenta con crauti e lucaniche.<br/> <br/>Devo anche dire che non capisco il grande scandalo sollevato dai giornali locali circa l’essere gay di monsign. Stenico. Che si sappia ha avuto a che fare con persone di maggiore età e consenzienti, per motivi economici o altri. Mica è un pedofilo!<br/><br/>Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.<br/>Si desidera altresì di essere informato ai sensi dell’articolo CPP della richiesta di archiviazione della presente.<br/><br/><br/><br/>Dr. Valerio Tonolli<br/>Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante.<br/><br/>Questa denuncia è in Internet ai blogs,<br/>blogs.ya.com/cleropedofiliatrento<br/>blogs.ya.com/lettere-ai-papi<br/><br/>]]></description></item><item rdf:about="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_12.htm"><title><![CDATA[LA PEDOFILIA STRUTTURALE CLERICALE VA COMBATTUTA. ESPOSTO CONTRO BENEDETTO XVI...]]></title><link><![CDATA[http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_12.htm]]></link><description><![CDATA[Pedofilia<br/><br/>Trento, Città del Concilio, venerdì 16 novembre del 2007<br/><br/>Dr. Stefano Dragone<br/>Procuratore Capo della Repubblica in Trento<br/>Largo L. Pigarelli<br/>38100 TRENTO (Italia)<br/><br/>                                                   ESPOSTO<br/><br/>Io, Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/1938 e residente a Trento, accuso e denuncio a Sua Santità il Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, di ipocrisia, indifferenza, ambiguità, connivenza, omertà e di poca chiarezza e determinazione nel condannare chiaramente e apertamente, dirigendosi a tutto il mondo cattolico (urbis et orbis?), i casi di pedofilia che si verificano in continuazione in seno alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana ecumenica o universale, e precisamente nelle parrocchie, scuole e ambienti vari, dove preti, suore e laici cattolici  sono in contatto con bambini ed adolescenti.<br/>In questo contesto, “i fatti giudiziari finora affiorati (a livello mondiale) evidenziano una chiara, tragica e triste realtà, ossia, che non si tratta di casi singoli (isolati?), bensì di un vero iceberg di molestie e violenze sessuali perpetrate da preti, suore e laici cattolici su scolari e studenti, minori e non, di orfanotrofi, scuole e seminari da loro gestiti”.<br/>Questo ed altro è quanto si riassume e si può leggere nella gran bella ed illustrativa lettera al direttore di Piergiorgio Odifreddi, da vedere  in Internet, cercando su GOOGLE la voce – Pedofilia e pretofilia. Tale lettera è allegata alla presente denuncia.<br/><br/>Con riferimento alla puntata ANNOZERO del 31 maggio 2007 diretta da Michele Santoro, il signor Odifreddi ci ricorda, tra l’altro, che;<br/>a)&#9;al contrario di quanto afferma monsignor Fisichella (mastino guardiano di papa Ratzinger?) il caso dei preti, suore e laici cattolici pedofili non si riduce (purtroppo!) a “quattro delinquenti isolati”, ma a un “quattro per cento” di tutti i religiosi e laici cattolici.<br/>b)&#9;Di conseguenza, questa innegabile e dimostrata constatazione evidenzia il fatto che la pedofilia nel seno del simbolico “sale della Terra” cattolico, apostolico, romano non è un fenomeno epidemico (o congiunturale) ma bensì endemico o strutturale (fisiologico?).<br/>c)&#9;Le denuncie e violenze sessuali in generale, e sui minori in particolare, riguardano solo una piccola parte dei crimini che vengono invece commessi (è soltanto la punta di un’enorme iceberg).<br/>d)&#9;“E’ poi singolare che, di fronte a un fenomeno di proporzioni appunto fenomenali, monsignor Fisichella  e il Vaticano abbiano preferito chiudersi in una difesa cavillosa, invece di aprirsi a un mea culpa evangelico: soprattutto per quanto riguarda la sistematica connivenza coi colpevoli, in molti casi semplicemente trasferiti ad altre istituzioni ( cioè, in pratica, a nuovi vivai per le loro malversazioni”. Chi denuncia, ossia il sottoscritto, aggiunge che, in poche parole, “il lupo o lupi” invece di venire isolati perché non continuino a sbranare le malcapitate pecorelle di turno (sacrifici fisiologici inevitabili?), come detto, i “lupi” sono sapientemente, saggiamente, ipocritamente, “omertamente”, criminalmente, ecc., ecc., spostati ad altri “ovili”, perché continuino indisturbati la loro opera satanica con la tolleranza delle alte autorità (Papi compresi), di sua santa Cattolica Apostolica Romana Chiesa. Che schifo!<br/>e)&#9;Si legge ancora….”E qui arriviamo alla pietra dello scandalo del video trasmesso da ANNOZERO, che più che il delitto di lesa infanzia  da parte del clero è stata l’accusa di lesa maestà addirittura  a Benedetto XVI da parte del filmato. In trasmissione monsignor Fisichella  ha bollato il coinvolgimento del Papa come “gratuito”, e il giorno dopo il portavoce vaticano padre Federico Lombardi l’ha descritto come “gravemente ingiusto”, ma entrambi hanno dimenticato (o finto di dimenticare) che l’accusa non era affatto giornalistica, bensì giudiziale”. Come mai?<br/>f)&#9;Perché….”l’allora cardinale Ratzinger era stato infatti incriminato agli inizi del 2005 in Texas (USA) per aver ostacolato la giustizia e aver cospirato con l’arcidiocesi di Houston nella copertura degli abusi sessuali del clero locale, in una causa civile intentata nella Contea di Harris da tre vittime  contro un molestatore  appartenente  al seminario locale”. Il sottoscritto, chi denuncia, fa presente che negli USA “ostacolare la giustizia” è considerato un delitto gravissimo, al punto che, anche su tale presupposto può essere chiesto niente di meno che “l’empeachement” (dimissioni e abbandono della carica) dello stesso Presidente USA di turno. (Vedere caso empeachement dell’ex Presidente USA, Richard Nixon).<br/><br/>Siccome ci si potrebbe dilungare all’infinito, memori anche delle teologiche e sagge discussioni circa “quanti angeli possano stare sulla punta di uno spillo”, in certi casi meglio ricorrere alla proverbiale saggezza salomonica o all’altrettanta sbrigativa soluzione del taglio con la spada del famoso ed intricatissimo nodo gordiano da parte di Alessandro Magno, nel 333 a. C.<br/><br/>In che modo? Semplice ed elementare! Basta cercare ispirazione ed insegnamento nel vangelo…e precisamente in quello secondo Matteo, scritto intorno al 70-80 d. C.<br/><br/>A questo proposito ci ricorda Lino Pedron che il vangelo di Matteo risulta particolarmente vivo ed attuale perché prende posizione di fronte ai casi della vita come il matrimonio, le ricchezze, l’autorità, e di fronte alle divisioni, ai peccati e agli scandali che affiorano continuamente nella comunità dei credenti.<br/><br/>Ma ascoltiamo ed impariamo dal vangelo secondo Matteo 18.<br/>“In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesu dicendo. Chi dunque è il pìù grande nel regno dei cieli? Allora Gesu chiamò a se un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse. In verità vi dico; se non vi convertirete e diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli……Più avanti continua Gesu…. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa  al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare”.<br/><br/>Va bene, sono d’accordo che i “consigli” e “rimedi” proposti nel Vangelo secondo Matteo, siano senz’altro drastici, anche quando consiglia di tagliarsi una mano, un piede, cavarsi un occhio e di buttarli via, se fossero motivo di scandalo.<br/><br/>Tuttavia, la saggezza (si dice) sta nel mezzo.<br/>E allora? Allora, che tra la pretesa di monsignor Fisichella di ridurre tale macroscopico  fenomeno circa le perversioni sessuali del clero a “quattro delinquenti”, e quanto affermato da Gesu, secondo il vangelo di Matteo, “di legare una macina d’asino al collo…” bisognerebbe cercare di trovare un giusto compromesso o via di mezzo.<br/> <br/>Va subito chiarito che un tale eventuale compromesso è teoricamente irraggiungibile  se si tiene conto che monsignor Fisichella (monsignor Coraggio?) è fortemente sostenuto dalle legioni di falsi o pseudo cattolici benpensanti, bigotti, ipocriti, spregevoli, arroganti, bugiardi, indifferenti, e chi più ne ha più ne metta, secondo i quali, come l’ha scritto Lucia Annunziata su “La Stampa”, il loro carissimo monsignore è “ Fisichella, il volto della Chiesa che scalda il cuore dei laici”, o meglio ancora, come lo titola Aldo Grasso sul “Corriere della Sera”, “Elogio di Fisichella Monsignor Coraggio”. Roba da pazzi! Parola mia che se si azzardasse a tornare in Terra Gesu Cristo, non lo lascerebbero predicare per ben tre anni, ma in meno di tre mesi o sarebbe assassinato o lo rinchiuderebbero in un manicomio criminale.<br/><br/>Personalmente, a monsignor Fisichella e a quelli come lui, (Papi, cardinali, vescovi, clero, giornalisti vari, “maîtres à penser”, ecc.,) che condividono le sue idee consiglio vivamente di prendere in considerazione il consiglio di Gesu circa la “macina girata da asino…” <br/>Prenderla in considerazione non equivale a che lo facciano.<br/> <br/>Tuttavia, non dimentichino tutti loro che di fronte ad una tale possibilità, il mite Gesù è propenso o favorevole alla pena di morte….che non è cosa da poco!<br/><br/>Che fare? Meditare e prendere le dovute misure. Altro che voltarsi dall’altra parte per non vedere! <br/>Da non dimenticare poi un dettaglio tecnico o di ordine logistico. Deve reperire le migliaia e migliaia di potenziali “macine girate da asini” eventualmente necessarie?<br/>A parte in qualche museo, non ce ne sono più.<br/> Penso che si potrebbe ricorrere alle traversine ferroviarie in cemento armato….ma questo, ancora una volta è un mio suggerimento puramente metaforico (ma non inconcepibile, sempre secondo il vangelo di Matteo) per invitare a meditare seriamente sulla faccenda pedofilia ed a prendere le dovute (drastiche) misure per combatterla. <br/><br/>Nel dubbio, non dimentichiamo che il MALE (in questo caso le azioni dei pedofili), non rappresenta il peggio ne è la cosa più grave, in quanto, se lo vogliamo, lo possiamo combattere ed anche vincere.<br/> Infatti anche i religiosi sono uomini di carne ed ossa soggetti a passioni che li possono far deviare e che proprio per questo vanno segnalati e messi in grado di non nuocere. Altro che cambiarli di posto!<br/><br/> Al contrario, l’INDIFFERENZA, condivisa da Fisichella ed i cattolici falsi che lo sostengono, coi papi Retzinger e Wojtyla, ecc., è inespugnabile, perché contro l’INDIFFERENZA UMANA siamo totalmente inermi ed impotenti. Ergo, diamoci una mossa!<br/><br/>Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.<br/>Si desidera altresì di essere informato ai sensi dell’articolo 408 CPP della richiesta di archiviazione della presente.<br/><br/><br/><br/>Dr. Valerio Tonolli<br/>Consulente Anticorruzione, Antispreco, e Antipotere Arrogante.<br/><br/>Questa denuncia è in Internet ai blogs,<br/>blogs.ya.com/lettere-ai-papi<br/>blogs.ya.com/wojtyla-santo-no<br/><br/><br/>]]></description></item><item rdf:about="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_11.htm"><title><![CDATA[SECONDO ESPOSTO CONTRO IL CAPO DI STATO DELLA CITTA' DEL VATICANO, SUA SANTITA' IL PAPA BENEDETTO XVI]]></title><link><![CDATA[http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_11.htm]]></link><description><![CDATA[ITALIANO – GENOCIDIO IDEOLOGICO – RELIGIOSO, ABUSO DI POTERE E DIFFUSIONE SISTEMATICA DI DATI FALSI.<br/><br/>Trento, Città del Concilio, venerdì 09 novembre del 2007<br/><br/>Dr. Stefano Dragone<br/>Procuratore Capo della Repubblica di Trento<br/>Largo L. Pigarelli<br/>38100 TRENTO<br/><br/>                                          ESPOSTO<br/><br/>Io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/1938 e residente a Trento, denuncia e accusa a Sua Santità Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, di diffondere sistematicamente e reiteratamente dati scientificamente falsi circa la non utilità dei preservativi nella protezione contro l'AIDS. <br/>Trattandosi di vita o di morte per milioni di persone, il Sommo Pontefice potrebbe sì, esprimere o mantenere il proprio punto di vista, ma solo a titolo personale, per poi lasciare che ognuno decida in coscienza e buona fede. <br/>Come documentazione a sostegno di questa denuncia faccio seguire quella presentata il 20 ottobre del 2004 presso i tre Tribunali Internazionali per i Diritti Umani, ed alla quale non ho mai ottenuto risposta o riscontro di ricevimento. <br/><br/>Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.<br/><br/>Dr. Valerio Tonolli<br/><br/>Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante e per questa occasione,<br/>Solidario Cittadino del Mondo.<br/><br/>Questa denuncia è in Internet ai blogs,<br/>blogs.ya.com/lettere-ai-papi<br/>blogs.ya.com/wojtyla-santo-no<br/><br/><br/>ALLE COMMISSIONI E TRIBUNALI INTERNAZIONALI  PER I DIRITTI UMANI.<br/><br/>A)<br/>&#9;Tribunale Europeo dei Diritti Umani, Consiglio d’Europa, Strasburgo – Francia.<br/><br/>B)<br/>&#9;Commissione e Corte Africana dei Diritti Umani, Banjul – Gambia<br/><br/>C)<br/>&#9;Commissione Interamericana dei Diritti Umani, Washington, D.C., USA<br/><br/>Considerando il carattere ecumenico della Chiesa Cattolica, si appella ai tre tribunali esistenti per i Diritti Umani, essendo che le persone responsabili dei fatti denunciati, (come pure le vittime) vivono nel mondo intero.<br/><br/>REFERENZA: DENUNCIA CIRCA LA VIOLAZIONE DI DIRITTI UMANI.<br/><br/>San José de Costa Rica, mercoledí 20 ottobre del 2004.<br/><br/>Chi presenta la denuncia.<br/><br/>Nome: Valerio Tonolli, di nazionalitá italiana.<br/>Si omette indirizzo, telefono ecc., per ovvie ragioni.<br/>Ai Tribunali interpellati si invieranno questi dati a parte.<br/><br/>Nome degli affettati.<br/>Milioni de anonimi cattolici sparsi in tutto il momdo.<br/><br/>Stato contro il quale si presenta la denuncia.<br/>Lo Stato della Città del Vaticano, Roma. Italia<br/><br/>Fatti denunciati.<br/><br/>E' evidente che affermando che i preservativi non servono, Sua Santitá il papa Giovanni Paolo II, con cardinali, vescovi, sacerdoti, suore e fedeli in genere, sono responsabili di diffondere dati e informazioni falsi e che per niente corrispondono alla veritá.<br/> <br/>Quelle idee, oltre ad essere molto pericolose, sono, da un certo punto di vista, “criminali”, essendo che basandosi su di esse si condanna a morte certa a milioni di persone.<br/>Capisco che il Papa non é nessun criminale, tutto il contrario, tuttavia certe situazioni vanno definite per il loro contenuto sostanziale, non fosse che per chiamare maggiormente l’attenzione su di esse.<br/><br/>Ricordando alcuni fatti.<br/><br/>Secondo cifre delle Nazioni Unite, soltanto nel continente africano, ci sono undici milioni di bambini orfani per colpa dell’Aids. Due milioni di bambini sono contagiati e mezzo milione di loro morirono, dovuto all’Aids, nel 2003.<br/>A livello mondiale, ogni anno muoiono un milione e mezzo di donne e bambini a causa della cattiva salute riproduttiva, secondo il Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA). <br/>Si informa pure che duecento milioni di donne non hanno ancora accesso ai metodi contracettivi. <br/>Tuttavia, é riconosciuto da tutto il mondo scientifico che l’uso del preservativo é l’unico metodo noto per ridurre l’estensione dell’Aids e altre malattie relative alla riproduzione e all’attivitá sessuale.<br/><br/>Per questo che, se quelle piú di duecento milioni di donne avessero accesso ai metodi contracettivi moderni, nel mondo povero (o in via di sviluppo), si salverebbero, ogni anno, un milione e mezzo di vite, si eviterebbero cinquanta due milioni di gravidanze non desiderate, si impedirebbero venti tre milioni di aborti indotti, venti tre milioni di nascite non pianificate, 1,4 milioni di morte di bambini, 142.000 decessi relazionati con gravidanze e si eviterebbe che un mezzo milione di minori perdano le loro madri, questo, si ripete, ogni anno!<br/><br/>Nel luglio del 2004 un resoconto del Programma Congiunto delle Nazioni Unite circa VIH / AIDS, (ONUAIDS o ONUSIDA) indica que piú di venti milioni di persone di tutto il mondo sono morte a causa dell’Aids, dal 1981.<br/>Attualmente, circa 38 milioni di persone sono portatrici del virus e si pronostica che per l’anno 2010 ci saranno cento milioni di contagiati.<br/><br/>Enumerato tutto questo, va sottolineata l’intransigenza del Papa, del Vaticano e della Chiesa Cattolica che la pensano come Sua Santitá, riguardo alla sessualitá umana.<br/>Quí non si tratta di princípi, ma di vita o di morte...e le vittime mortali, reali e potenziali sono milioni!<br/>Come giá scritto in altra sede, Sua Santitá Giovanni Paolo II sostenuto dal Suo enorme potere spirituale, morale e politico, nel dichiararsi contro l’uso del preservativo, condanna a morte certa a milioni di persone, specialmente nei paesi africani al Sud del Sahara.<br/>Per Sua Santitá non é vero che la migliore medicina é quella preventiva.<br/><br/>La Chiesa Cattolica Apostolica Romana coi suoi Papi si é sbagliata moltissime volte nel trascorso della sua lunga storia...ed essendo che non ha saputo imparare da quelle esperienze, é condannata a tornare a commettere piú errori, dovuto principalmente al fatto, (sbagliato) di credersi la depositaria della Unica Veritá, (allo stesso modo di quei rabbini d’Israele, que in questi giorni di distruzione e morte nella frangia di Gaza, dicono ai coloni abusivi e invasori di non abbandonare le loro colonie, contravvenendo gli ordini del loro governo).<br/><br/>Sua Santitá Giovanni Paolo II assomiglia a un Giudice Supremo al cui giudizio non si puó fare appello. <br/>Questo é una chiara mancanza di caritá oltre che d’umiltá. Trattandosi di vita o di morte di milioni di esseri umani, dovrebbe dubitare delle Sua certezza, e, pur mantenendo Lui il Suo punto di vista a titolo personale, dovrebbe lasciare ad ognuno di scegliere in coscienza. <br/>E sopratutto non affermare che il preservativo non serve!<br/><br/>Siccome il suo postulato si basa sul fatto che é meglio perdere la vita terrena che quella eterna (commettendo un peccato mortale, ossia usando il preservativo), non si rende conto che, in una ottica e situazione diversa si comporta come i carnefici della Santa Inquisizione che facevano morire sotto la tortura a chi non riconosceva il primato papale. <br/>E a quei poveri infelici, nelle loro ultime convulsioni prima di morire, si estorceva, se possibile, un estremo e ultimo pentimento, perché non andassero all’Inferno....ossia per il loro bene. Quante aberrazioni, incongruenze, pazzie e stupiditá!<br/><br/>Parafrasando a Galileo Galilei, costretto a rinnegare e abbiurare una veritá evidente e matematicamente dimostrata, quando disse, “eppur si muove”, con riferimento alla Terra che gira invece di essere il centro immobile, come imponeva la Scrittura, parafrasando a Galileo, oggi possiamo dire che; “eppur o malgrado” (le affermazioni papali), “ é evidente che serve”, (il preservativo).<br/><br/>Naturalmente che c’é un abisso enorme tra quello di Galileo e l’uso del preservativo per il fatto che, se facendo tacere Galileo nessuno moriva, al contrario, proibendo il preservativo si alimenta un vero e proprio genocidio ideologico-religioso o strage degli innocenti.<br/><br/>Di vita ne abbiamo una sola e bisogna fare il possibile per conservarla.<br/>Perció non si capisce come un cattolico possa perdere il Paradiso e meritare l’Inferno per il solo fatto di utilizzare in buona fede un preservativo, una semplice barriera fisica, che tra l’altro, gli puó evitare malattie, figli non voluti, aborti, ecc., ...e la morte.<br/><br/> E' assurdo!<br/><br/>E nemmeno vale la scusa che secondo il Papa gli esseri umani devrebbero astenersi in certe occasioni dall’avere rapporti sessuali. Quella é la teoria, peró se guardiamo alla cruda realtá giornaliera, quello non succede e il risultato é quello che tutti conosciamo.<br/><br/>Non c’é dubbio che al Papa non si possa impedire di pensare come Papa. Peró, per essere anche Capo di Stato, non puó usare del suo potere per influenzare piú di tanto ai cattolici, in una scelta cosí trascendentale, o lo si potrebbe accusare di abuso di potere.<br/><br/>Nemmeno dobbiamo dimenticare che l’atteggiamento del Papa verso la sessualitá umana é maggiormente discriminatoria e condannevole per rivolgersi a popolazioni povere e ignoranti, che anche per il fatto di essere mal informate, sono facilmente influenzabili e accettano docilmente quanto le grandi autoritá carismatiche le dicono di fare, come comportarsi o di quello che é corretto.<br/><br/>Ai sostenitori dei princípi ad oltranza, ricordo che a volte gli estremi si congiungono.<br/><br/>Con in mente questo, potrebbe succedere che dovendo decidere, dei giurati o giuría, in un ipotetico processo nel Paradiso, potrebbero trovarsi di fronte al seguente dilemma.<br/><br/>Devono essere giudicati due malfattori. I due sono colpevoli di aver violato a due giovinette. Il primo, malgrado sapere di assere ammalato di Aids, non si é preoccupato di niente  e oltre a violare alla giovane gli ha trasmesso l’Aids, a lei e alla creatura che ha concepito, conseguenza della violazione. <br/><br/>Il secondo, con ancora un’ ombra di coscienza, sapendosi anche lui ammalato di Aids, utilizza il preservativo, evitando cosí, almeno, maggiori conseguenze alla sua vittima.<br/><br/>Secondo i sostenitori dei princípi ad oltranza, (compresi i Papi) qui é maggiormente condannabile? Quello che non utilizzó il preservativo o l’altro?<br/><br/>E nelle guerre di tutti i giorni, sempre secondo i sostenitori dei princípi ad oltranza, (compresi i Papi) chi sono piú riprovevoli? I violatori che eventualmente usassero il preservativo o gli altri?<br/><br/>Detto questo, spero non essere frainteso e preso per un propulsore del libertinaggio, ecc. <br/>Propio il contrario, essendo che si deve sperare che la grandissima maggioranza dei preservativi siano utilizzati da coppie fisse. Tuttavia, e senza volere essere cinico, agli eventuali peccatori, ripeto quanto affermato nel dicembre scorso (2003) dall’allora Sindaco principale di Bogotá (Colombia) Antanas Mockus, che raccomandó, “che se si decide  di peccare, meglio farlo col preservativo.”<br/><br/>Non ho mai presentato alcun reclamo relativo al contenuto di questa denuncia al Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite o altro organismo internazionale.<br/><br/>Ringraziando per la Vostra attenzione, saluta attentamente,<br/><br/><br/>Dr. Valerio Tonolli<br/><br/>Questa denuncia sará spedita ai rispettivi Tribunali via e-mail e per raccomandata. V. T.<br/><br/><br/><br/>]]></description></item><item rdf:about="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_10.htm"><title><![CDATA[ESPOSTO CONTRO IL PAPA BENEDETTO XVI PER DIRE A MEDICI E FARMACISTI DI NON DARE LA Ru486]]></title><link><![CDATA[http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_10.htm]]></link><description><![CDATA[Ru486<br/><br/>Trento, Città del Concilio, 02 novembre del 2007<br/><br/>Dr. Stefano Dragone<br/>Procuratore Capo della Repubblica di Trento<br/>Largo L. Pigarelli<br/>38100 TRENTO (Italia)<br/><br/>                                                 ESPOSTO<br/><br/><br/>Io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/38 e residente a Trento, accusa e denuncia a Sua Santità Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, di scorretta e dannosa ingerenza nella vita delle cittadine italiane, chiedendo a medici e farmacisti cattolici di non prescrivere e dare la pillola anticoncezionale Ru486 (Mifegyne).<br/><br/>Al limite il Sommo Pontefice che è capo di Stato della Città del Vaticano, può consigliare alle cattoliche di non utilizzare tale prodotto. <br/><br/>Non ha certamente ne il diritto ne la “giurisdizione” per chiedere a medici e farmacisti di non adempiere ai loro impegni professionali. Gli stessi medici cattolici, se lo ritengono opportuno, possono a loro volta sconsigliare l’uso della Ru486, ma non possono negarla a chi la richieda.<br/><br/>Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.<br/><br/><br/><br/>Dr. Valerio Tonolli<br/><br/>Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante, e per questa occasione,<br/>Difensore e Garante della Costituzione della Repubblica Italiana<br/><br/>Questa denuncia è in Internet al blog,<br/>blogs.ya.com/lettere-ai-papi<br/>]]></description></item><item rdf:about="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_9.htm"><title><![CDATA[ESPOSTO ALL'ARCIVESCOVO DI TRENTO, MONS. LUIGI BRESSAN]]></title><link><![CDATA[http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_9.htm]]></link><description><![CDATA[Referendum<br/>Trento, Città del Concilio, martedì 25 settembre del 2007<br/><br/>Dr. Stefano Dragone<br/>Procuratore della Repubblica di Trento<br/>Largo L. Pigarelli<br/>38100  TRENTO<br/>                                            ESPOSTO<br/><br/>Io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/38 e residente a Trento, accuso e denuncio all’Arcivescovo di Trento, Mons. Luigi Bressan di incitare i cittadini trentini ad astenersi di votare per il referendum indetto per Domenica 30 settembre 2007.<br/>Mons. Bressan ha tutto il diritto di invitare a votare NO, ma non ha il diritto di dire ai cittadini di disertare le urne.<br/>Facendo ciò, si discosta dallo spirito della Costituzione italiana.<br/>Infatti, come ci ricorda Roberto Dorigatti, il grande giurista Costantino Mortati attribuisce al referendum una funzione pedagogica e di argine alle degenerazioni del Potere. Di tali degenerazioni il libro “La Casta” ne è pieno. Per Norberto Bobbio poi, il referendum è il “GIOIELLO DELLA DEMOCRAZIA”!<br/>Incitando a non votare, l’Arcivescovo Bressan fa dell’antipolitica vera e propria e promuove il qualunquismo. Altro che accusare di fare ciò a Beppe Grillo!<br/><br/>Visto l’ atteggiamento poco democratico di Mons. Bressan, chiedo a qualcuno che lo conosce bene, che mi tolga un dubbio che mi preoccupa, corrode ed attanaglia da tempo ormai, cosa da impedirmi a prendere sonno, di notte!<br/>Non sarà mica che anche l’Arcivescovo Bressan appartiene alla MAFIE TRENTINE denunciate dalla Difensore Civico Borgonovo Re? Dio non lo voglia e mi affretto a fare il segno della Croce per scacciare tale sacrilego pensiero.<br/><br/>Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.<br/><br/><br/>Dr. Valerio Tonolli<br/><br/>Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante,<br/>e, Aspirante Capo Controllore dei Controllanti<br/><br/>Questa lettera è in Internet ai blogs,<br/>blogs.ya.com/lettere-ai-papi<br/>blogs.ya.com/informaalternativa<br/>blogs.ya.com/la-casta-trentina<br/>]]></description></item><item rdf:about="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_8.htm"><title><![CDATA[ESPOSTO CONTRO L'ARCHIVESCOVO DI TRENTO, MONS. LUIGI BRESSAN]]></title><link><![CDATA[http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_8.htm]]></link><description><![CDATA[Referendum<br/>Trento, Città del Concilio, martedì 25 settembre del 2007<br/><br/>Dr. Stefano Dragone<br/>Procuratore della Repubblica di Trento<br/>Largo L. Pigarelli<br/>38100  TRENTO<br/>                                            ESPOSTO<br/><br/>Io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/38 e residente a Trento, accuso e denuncio all’Archivescovo di Trento, Mons. Luigi Bressan di incitare i cittadini trentini ad astenersi di votare per il referendum indetto per Domenica 30 settembre 2007.<br/>Mons. Bressan ha tutto il diritto di invitare a votare NO, ma non ha il diritto di dire ai cittadini di disertare le urne.<br/>Facendo ciò, si discosta dallo spirito delle Costituzione italiana.<br/>Infatti, come ci ricorda Roberto Dorigatti, il grande giurista Costantino Mortati attribuisce al referendum una funzione pedagogica e di argine alle degenerazioni del Potere. Di tali degenerazioni il libro “La Casta” ne è pieno.<br/>Incitando a non votare, l’Archivescovo Bressan fa dell’antipolitica vera e propria e promuove il qualunquismo. Altro che accusare di fare ciò a Beppe Grillo!<br/><br/>Visto l’ atteggiamento poco democratico di Mons. Bressan, chiedo a qualcuno che lo conosce bene, che mi tolga un dubbio che mi preoccupa, corrode ed attanaglia da tempo ormai. <br/>Non sarà mica che anche l’Archivescovo Bressan appartiene alla MAFIE TRENTINE denunciate dalla Difensore Civico Borgonovo Re? Dio non lo voglia e mi affretto a fare il segno della Croce!<br/><br/>Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta, ricercandone gli eventuali estremi di reato.<br/><br/><br/>Dr. Valerio Tonolli<br/><br/>Consulente Anticorruzione, Antispreco, Antipotere Arrogante,<br/>e, Aspirante Capo Controllore dei Controllanti<br/><br/>Questa lettera è in Internet ai blogs,<br/>blogs.ya.com/lettere-ai-papi<br/>blogs.ya.com/informaalternativa<br/>blogs.ya.com/la-casta-trentina<br/>]]></description></item><item rdf:about="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_7.htm"><title><![CDATA[IIª LETTERA A PAPA RATZINGER....]]></title><link><![CDATA[http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_7.htm]]></link><description><![CDATA[IIª lettera a Joseph Ratzinger….<br/><br/>Trento, Città del Concilio, martedì 04 settembre del 2007<br/><br/>IIª LETTERA A SUA SANTITA’ PAPA BENEDETTO XVI, AL SECOLO JOSEPH RATZINGER.<br/><br/>Santità,<br/>            non vi è il minor dubbio che i nobili pensieri espressi da Lei nel recente raduno giovanile di Loreto, hanno dato veramente nel segno. Più espliciti, concreti e coerenti di così, proprio non si può! Veramente lodevole! <br/>Lei ha anche saputo sentirsi umanamente coinvolto, col suo paterno abbraccio, ai problemi familiari di Ilaria, ragazza di Roma.<br/>Tre l’altro, ha detto ai giovani di non sentirsi ai margini della società, in quanto il progetto di Dio non conosce periferie.<br/>E tutto questo va lodato! Tuttavia, chiedo a Lei di essere altrettanto esplicito e coerente riguardo a un altro aspetto. Quale? Premetto che qui nel Trentino abbiamo un proverbio che dice che chi dà un consiglio, se ne ha la possibilità, metta allo stesso tempo anche la mano al portafoglio. Quale portafoglio? Nel caso del Trentino e della città di Trento a quello della Curia Arcivescovile e del Capitolo del Duomo della città di Trento.<br/>Per quale ragione e finalità? La ragione è che qui a Trento si mormora che la Curia ed il Capitolo sarebbero proprietarie di ben tremila appartamenti. Personalmente, a me sembrano troppi. Saranno solo la metà, ossia mille e cinquecento, o meno? Soltanto la Curia lo sa. Ergo, che lo faccia sapere pubblicamente attraverso la stampa locale se ci tiene a precisare o correggere certe, eventuali, esagerazioni.<br/>A quale fine? Recentemente una indagine rivelava che a Trento centro città, ci sono centinaia di appartamenti sfitti per via del canone troppo caro. Gran parte di quegli appartamenti “fantasma” sfitti appartengono alla Curia Arcivescovile di Trento ed al Capitolo del Duomo.<br/>Gli affitti praticati da tali “Sante Istituzioni”, sono quelli di mercato, ossia da strozzini. <br/>Perché Lei, Papa Ratzinger, così sensibile ai problemi dei giovani, non ci mette una parola e dice a Mons. Luigi Bressan, Arcivescovo di Trento ed a Mons. Ernesto Meneghini, Capo del Capitolo, di “calmierare” a  una buona parte di quegli appartamenti vuoti o sfitti, per renderli “accessibili” a tante giovani coppie intenzionate a mettere su famiglia?<br/><br/>AugurandoLe buona salute, voglia gradire cordiali saluti.<br/><br/><br/>Dr. Valerio Tonolli<br/><br/><br/>Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante,<br/>nonché, Aspirante Capo Controllore dei Controllanti<br/><br/>La presente lettera è in Internet ai blogs,<br/>blogs.ya.com/lettere-ai-papi<br/>blogs.ya.com/informaalternativa<br/>blogs.ya.com/trentopolimanosporca<br/><br/>]]></description></item><item rdf:about="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_6.htm"><title><![CDATA[POST SCRIPTUM ALLA LETTERA AL PAPA BENEDETTO XVI....]]></title><link><![CDATA[http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_6.htm]]></link><description><![CDATA[POST SCRIPTUM….<br/><br/>Trento, Città del Concilio, venerdì 27 aprile del 2007<br/><br/>Aggiornamento o post scriptum alla lettera a papa Benedetto XVI di Domenica 22 aprile del 2007.<br/><br/>Carissima Ivana,<br/>                           sperando che tu riesca a tenere duro nel tragico ambiente nel quale ti trovi, (O.P.G. o Ospedale Psichiatrico Giudiziario de Castiglione delle Stiviere (MN), ti scrivo questo aggiornamento quale sostegno morale nella tua impari lotta, augurandomi che tu non possa crollare ed arrenderti.<br/>Su col morale che incomincio a intravedere la fine del tunnel….parola di Valerio Tonolli, che non supplica, ne prega e nemmeno chiede, ma esige che la Legge venga rispettata, la Legge contenuta nella nostra cara Costituzione, come così bene ce lo ricorda l’ex Giudice di Tangentopoli, Gherardo Colombo.<br/><br/>Ho deciso di smettere con lo sciopero della fame. Benché non sia servito praticamente a niente in quanto a sensibilizzare l’opinione pubblica, se non altro è servito come ennesima dimostrazione deduttiva dell’esistenza delle MAFIE TRENTINE. Infatti, nessuno degli squallidi media locali ha detto qualcosa e nessuna autorità istituzionale si è fatta avanti. <br/>Comunque, sono della ferma opinione che presto o tardi dovranno dire qualcosa, come è vero che il Sole sorge al mattino e tramonta alla sera.<br/><br/>Ho bisogno di un po’ di riposo e riflessione anche perché, lavorando da solo giorno e notte, a volte nemmeno riesco a dormire da tanto sono stanco.<br/>Per questo che una pausa è indispensabile per riflettere, fare l’autocritica e cambiare di strategia e tattica. Come minimo va alzato il tiro e, metaforicamente, vanno impiegati proiettili di ben maggior calibro.<br/><br/>Ho chiesto al primario del tuo manicomio, Dr. Gradante, di poter parlare brevemente con te al telefono, mentre lui ascoltava la conversazione. Mi ha risposto che il regolamento lo vieta. Proprio non capisco la “filosofia” dei manicomi. Permettere a uno di far coraggio a una persona in grave disagio è vietato, mentre che se tu chiedi che ti “siringhino” a colpi di mezzi litri di calmante, (flebo) quello va benissimo, anche se non ne hai bisogno….ma che è in linea col regolamento.<br/>Ho anche detto al Dr. Gradante che sicuramente si rispettarono i regolamenti riguardo alla prima moglie di Benito Mussolini, Ida Dalser, col primo figlio di Mussolini, Benito Albino Mussolini. Quei due poveretti, tutti e due sanissimi di mente, sono morti in manicomio, nel rispetto del “regolamento” dopo decenni di crudele e malvagia prigionia….e andrebbero riabilitati!<br/><br/>                              UNO STRANO SOGNO.<br/><br/>Mi sono sognato che osservavo un piccolo tribunale a forma di emiciclo. Vi sedevano cinque Giudici e tu ti trovavi di fronte a loro.<br/>Dovevano decidere se rimanevi all’OPG o se ti avrebbero trasferita in un’altra struttura meno punitiva per te.<br/>Presiedeva il tribunale Monsignor Ernesto Menghini, Presidente.<br/>Alla sua destra sedevano papa Ratzinger con Monsignor Bagnasco.<br/>Alla sinistra si trovavano Silvio Berlusconi ed il Dr. Gradante.<br/>Monsignor Bagnasco e Berlusconi votarono perché tu rimanessi all’OPG, mentre che il papa Benedetto XVI col Dr. Gradante votarono per il tuo trasferimento.<br/>Di fronte al pareggio è stato decisivo il voto di Monsignor Menghini, che ti ha lasciata all’OPG.<br/><br/>                                    &#9;CONTRIBUTI PROVINCIALI.<br/><br/>Per i permessi in Comune, più materiali vari per cartelloni, più centinaia di fotocopie ecc., ho speso circa seicento euro, che li ho pagati, (in parte), con la mia pensione minima INPS di 540 euro.<br/>Ho chiesto varie volte dei contributi a Mamma Provincia, che neanche mi è stata ad ascoltare e questo malgrado abbia fondato ben cinque associazioni con tanto di codice fiscale. Una è quella dedicata al disagio psichico.<br/>Magari provo a chiedere qualcosa in prestito alla Associazione “Unione delle Famiglie Trentine all’Estero”, di piazza Silvio Pellico,12 a Trento, visto che il suo “cervello”, Gianna Copat, alla mia domanda se la Provincia gli stava versando di nuovo i contributi, mi rispose giuliva di sì….e che; “nemmeno riusciamo a spenderli tutti quei soldi!”<br/>Altra scorciatoia o via rapida per ottenere qualche prestito, potrebbero essere i fratellini e genitori dell’Assessore Iva Berasi, che si sono presi ben cinque milioni di euro in contributi agricoli dell’Unione Europea.<br/>Visto che fino a quando non saranno giudicati, sono da considerare innocenti, quei cinque milioncini dovrebbero essere ancora in loro possesso. Ergo, per qualche migliaio di euro che ho urgente bisogno, rappresentano pochi spiccioli per loro.<br/><br/>Mi raccomando Ivana, su col morale e vedi di non lasciarti andare. Ricevi un caro saluto di affetto con un forte abbraccio di solidarietà. <br/><br/>Dr. Valerio Tonolli<br/>Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante.<br/>Questa lettera si trova in Internet ai Blogs,<br/>blogs.ya.com/informaalternativa<br/>blogs.ya.com/disagio-psichico<br/>blogs.ya.com/solidarietà-trentina<br/>blogs.ya.com/lettere-ai-papi<br/><br/><br/>]]></description></item><item rdf:about="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_5.htm"><title><![CDATA[MISCELLANEA DI NELLA RUZZ....]]></title><link><![CDATA[http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_5.htm]]></link><description><![CDATA[Miscellanea di Nella Ruzz….<br/><br/>Trento, Città del Concilio, mercoledì 02 maggio del 2007<br/><br/>ALCUNI DATI A PROPOSITO DI NELLA RUZZ.<br/><br/>Come si è visto, Nella Ruzz è nata ad Aldeno, (TN), nel 1925. I Ruzz abitavano in una casa propria che persero all’incanto per aver garantito una terza persona, (inadempiente),  presso la Cassa Rurale locale.<br/><br/>Per questo che dovettero trasferirsi dalla ex casa propria di famiglia di Aldeno, ad una in affitto a Mattarello, (TN).<br/>Correva l’anno del Signore 1933, e Nella aveva otto anni. <br/><br/>Passarono gli anni, e nel 1944-45, Nella andò a Pellizzano in Val di Sole, dove lavorò part-time in comune.<br/>Poi ritornò a Mattarello e nel 1948- 49 andò per la prima volta in Svizzera dove si occupò quale dama di compagnia, (o “badante” odierna), presso la moglie di un senatore svizzero, a Zurigo.<br/><br/>Coi soldi risparmiati in quegli anni, comperò una macchina manuale da maglieria con la quale lavorava in casa a Mattarello, una volta ritornata in Italia. Quella macchina era costata più di una automobile, ma Nella aveva molto lavoro e guadagnava bene.<br/>Nel 1951 le si ammalò la mamma, Virginia. Siccome all’Ospedale Santa Chiara di Trento erano poco attrezzati per i tumori, la portò a Milano, a sue spese, dove, dopo quattro mesi di ottime attenzioni mediche fu operata e guarì. Siccome non aveva tutti i soldi, il Comune di Milano la aiutò con un prestito, che poi rimborsò. Durante la fase cruciale di quei 4 mesi, Nella rimase accanto a sua mamma per quaranta giorni, potendo alloggiare presso una cugina che si era stabilita a Milano.<br/>Suo fratello non gli diede neanche una lira, (e poteva farlo), per la cura della mamma. <br/><br/>Nel 1952 lesse sul giornale un’inserzione che richiedeva di una magliaia in Svizzera.<br/>Ritornò per la seconda volta in Svizzera, e precisamente a  Lensburg. <br/>Lavorò per l’imprenditore industriale von Felter e sua sorella. Avevano una fabbrica laboratorio con grosse macchine industriali per maglieria.<br/><br/>Dopo due anni in Svizzera, Nella tornò in Italia nel 1954, per sposarsi. Tuttavia, dopo qualche mese, decise di ritornare per la terza volta di nuovo in Svizzera perché presso la casa dei suoceri di Romagnano (TN), bisognava lavarsi all’aperto, con la pompa dell’acqua a mano, anche d’inverno, quando il termometro andava sotto zero di diversi gradi.<br/><br/><br/><br/>Essendo che  Nella, gia alla prima esperienza, si era rivelata presto la migliore delle operaie,  fu per questo che i signori von Felter decisero di aprire una filiale in Italia, a Parma, e della quale incaricarono a Nella per la gestione. <br/>Nella era la sola responsabile. Oltre a dirigere la produzione, teneva la contabilità, pagava le operaie e dava  lavoro a domicilio anche a delle  collaboratrici esterne. <br/>La materia prima, (filati), arrivava dalla Svizzera, e tutta la produzione veniva spedita in Svizzera. Erano indumenti di qualità per bambini.<br/>Potendo abitare nella stessa fabbrica-laboratorio, risparmiava tutto lo stipendio, che era molto buono.<br/>Visto l’esito con Nella, i signori von Felter decisero di iniziare  due altre attività. Una fabbrica di formaggi e una di salsa di pomodoro e sempre a Parma. <br/>Il primo figlio di Nella, Dario, nacque il 28 ottobre del 1955.<br/><br/>Nella, in quel di Romagnano, (TN),  dovette convivere per ben sette tristissimi e lunghissimi anni coi suoceri, visto che il marito, Giulio Mosna, (tipica “crapa” trentina dei più bassi livelli), non voleva trasferirsi a lavorare a Parma, ne con lei, ne in una delle altre due attività dei signori von Felter, e obbligando così a Nella ad andare avanti e indietro tra Parma e Trento.<br/>Nella  comperò la sua prima casa a Mattarello, nel 1961. Benché molto intelligente, fu sempre succube della nostra strana mentalità cattolica-bigotta trentina, che, tra l’altro, insegna che sia come sia, (imbecille, cretino, stupido o no), chi comanda in casa è l’uomo e, coerente con ciò, intestò la casa appena acquistata a suo marito soltanto! Che più che marito era (ed è), più una specie di mostro cavernicola, ignorante, crudele, ecc.<br/>Se non altro, (magra consolazione!), il comportamento di Nella, circa la visione della famiglia, era in linea col pensiero retrograda di Monsignor Angelo Bagnasco, dei tempi presenti.<br/><br/>Osservando a Giulio Mosna sono arrivato alla conclusione che tra la razza umana c’è un buon numero di individui che sono ben al disotto degli animali. Caratteristica generale degli animali è che vogliono bene ai loro piccoli. Gli curano, gli alimentano con grandi sacrifici e gli preparano pazientemente alla vita. <br/>Giulio Mosna è stato tutto il contrario di ciò. Seguono alcuni esempi!<br/><br/>Quando nacque il suo primo figlio, disse a Nella, “barea”, (che schifo!), “te l’ai basà”, (lo hai baciato….). <br/>Il piccolo Dario, crescendo,  si affezionò molto al cane da caccia del “papà” Giulio, e quando  Dario aveva solo tre anni, “papà” Giulio portò il fedele Bobi in riva al fiume Adige e lo ammazzò con una fucilata….gettandone il corpo nel fiume.<br/>Il povero Dario si disperò piangente per un buon tempo, nell’essere informato che il caro Bobi era stato “venduto”.<br/><br/>                               NELLA RUZZ IN MANICOMIO!!!<br/><br/>In una occasione, i suoceri di Nella, d’accordo con un cognato (figlio), andarono dal medico condotto di Mattarello perché rilasciasse loro un certificato medico che diceva che Nella aveva bisogno di una perizia psichiatrica. La ragione? Era pericolosa ad altri e a se stessa. Perché? Aveva tentato di suicidarsi gettandosi dal balcone dove viveva!<br/>Detto e fatto. Col certificato, quei criminali, vanno dai Carabinieri, che prelevano Nella in casa sua. Salgono tutti in macchina e passano alla FRO di Trento, dove lavora “il marito” Giulio, che controfirma l’ordine di internamento al manicomio di Pergine. <br/>Arrivano a Pergine, lo psichiatra di turno visita Nella, (completamente sana) e ne ordina l’internamento. Sebbene sia di giorno, e il manicomio disponga di un enorme e bellissimo parco alberato, la obbligano ad andare a letto….in una camerata, assieme ad altri venti tre matti! (Quelli erano matti davvero!)<br/>Nella disperata non tocca cibo. Dopo tre giorni il medico ordina l’alimentazione forzata a mezzo sonda. Interviene la Madre Superiora delle suore che la convince a bere una tazza di caffelatte. <br/>Gli fanno anche indossare la camicia di forza, tanto per rispettare il “copione” di prammatica. Ma Nella è una persona pratica e si da da fare aiutando nei vari lavori di pulizie, stirare biancheria ecc. <br/><br/>Passa il tempo e dopo 21 giorni, Nella piangente, chiede alla Madre Superiora di lasciarla andare a casa perché il suo bambino Dario di tre anni ha bisogno di lei. (Dario, rimasto solo, si addormentava, piangendo anche lui, sullo zerbino fuori dalla porta della stanza da letto della mamma.)<br/>Da non dimenticare che alla mamma di Nella, Virginia, nell’apprendere dell’internamento  di sua figlia in manicomio, gli venne una paresi e rimase parzialmente paralizzata.<br/>La Madre Superiora parlò col primario e questi parlò con Nella. Gli chiese la ragione del tentato suicidio….e Nella a rispondere che non era vero, in quanto lei abitava nel piano rialzato della casa dei suoceri….Il dottore primario rimase interdetto. Ma cosa mi stai raccontando, chiese! Ma si, dottore, pensi che quando ho fretta e per fare più presto, semplicemente scavalco la finestra della mia cucina e sono nell’orto a prendere ciò di cui ho bisogno….<br/>Il primario telefonò subito ai Carabinieri perché andassero a verificare se ciò era vero, cosa che confermarono e Nella fu dimessa immediatamente e tornò dal suo bambino.<br/>Tuttavia, prima che se ne andasse, il primario raccomandò vivamente a Nella di abbandonare il marito, per essere lui la persona veramente pericolosa e perché proprio non la meritava. Anche qui, non c’è dubbio che Monsignor Angelo Bagnasco non sarebbe stato d ‘accordo col consiglio dello psichiatra.<br/> <br/>                            OLTRE AL DANNO LE BEFFE.<br/><br/>Visto che quell’internamento era il frutto di una menzogna, giustamente, l’amministrazione del manicomio disse che loro non erano lì per mantenere a “villeggianti” vittime di calunnie, e che per tanto la retta andava pagata….e fu salatissima per quei tempi. Più di cento trenta mila lire.<br/>Naturalmente che i colpevoli, (suoceri, cognato), neanche si sognarono di pagare e quella “villeggiatura” si pagò coi risparmi di mamma Virginia, che, tra l’altro,  guarì presto dalla paralisi, una volta vista libera sua figlia. <br/><br/>Malgrado tutto questo non è che la famiglia Mosna, (suoceri, cognato, marito), facessero proposito di comportarsi meglio. Tutto il contrario! In una occasione, la suocera, lanciò dal primo piano, un secchio di acqua bollente, sopra Nella con Dario in braccio, ustionandoli abbastanza gravemente. Ai nostri giorni, quella strega si prenderebbe qualche anno di meritata galera…la “nonna” del ca….volo!<br/>Un’altra volta, avendo Nella appena steso ad asciugare il bucato, con lenzuola ecc., viene la vecchiaccia quella e le svuota giù dal balcone soprastante, un sacchetto di fuliggine nero pece….e a quel tempo non c’erano le lavatrici, in Italia almeno.<br/><br/>SBAGLIARE E’ UMANO, PERSEVERARE E’ DIABOLICO….<br/><br/>Quando Dario aveva 5 anni, nacque la sua sorellina Lorenza. Tanto per rispettare il copione dei Mosna di Romagnano, la suocera disse subito a Nella che sicuramente Lorenza non era figlia del suo Giulietto, visto che lei, (suocera), aveva generato solo maschi!<br/>Che famiglia! E neanche per sogno che mancassero una sola volta alla Santa Messa della Domenica!<br/>Il giorno del parto, (al mattino), venne la “mamana”, (levatrice), e poi Nella si arrangiò da sola per il resto della giornata. Verso sera, esausta e senza la ben minima collaborazione da parte del marito, si sistemò alla meglio nel letto matrimoniale con a un lato la neonata e dall’altro Dario di 5 anni. La bambina si mise a piangere e anche Dario stava poco bene. Arrivò “papà” Giulio e si accostò pure lui. Dopo un po’, molesto dal frignare o vagire, esclamò! Vedi che si tranquillizzino altrimenti “i buto tuti doi sul mucio de la grasa”<br/>(li butto tutti e due sul mucchio del letame della stalla sottostante). <br/><br/>Penso che per oggi basti così. Ho voluto scrivere questo capitolo per dimostrare che Nella non è in nessun modo la “pazza da mettere al manicomio”, come sostengono in molti presso il Comune di Trento.<br/>Nella, nel suo piccolo ed a modo suo è stata ed è una impresaria. Che poi lei abbia “investito” i suoi soldi in cani e gatti, sono affari suoi.<br/>In tanti anni di durissimo lavoro e dedicazione aveva, ( coi suoi soldi), organizzato un rifugio per animali all’avanguardia per il Trentino. In questo campo Nella è stata pioniera, organizzando un canile quando non c’era ancora la legge che obbligava i comuni a organizzarne uno.  <br/>Basti pensare che coi molti soldi dell’assicurazione ricevuti per via dell’incidente stradale, comperò il terreno dove si trova attualmente il Rifugio degli Animali S.Francesco d’Assisi e che, una volta pagato quello in contanti, sul suo conto in banca aveva ancora cento milioni di lire, (100.000.000). Quello stesso terreno, intestato a suo figlio Dario, vale oggi almeno 750.000,00 euro, (settecento cinquanta mila).<br/><br/>Dopo tutto quel lavoro, quella dedicazione, quei soldi, ecc., arrivano le varie autorità istituzionali del Comune di Trento, e gli spaccano e distruggono tutto!!! Roba de pazzi!<br/>Un simile comportamento si può solo capire se si tiene in conto che quelle “autorità” sono dei burocrati che sanno solo “amministrare” i soldi guadagnati dagli altri, ossia dai contribuenti. Ergo, quei soldi non sono sudati e se ne disconosce il vero valore. Allora, non sapendo dare un vero valore a quei soldi, (per non essere sudati), si fa lo stesso anche con le cose comperate dagli altri, anche se quelle sono state acquistate coi soldi sudati, sudati sì, ma da altri!<br/>Conclusione? Se tante di quelle “autorità” si trovassero a competere sullo stesso piano e terreno di Nella, sarebbero spinte immediatamente al margine e messe in disparte da gente come Nella….<br/><br/><br/>Dr. Valerio Tonolli<br/>Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante.<br/><br/><br/>Questo scritto si trova in Internet, ai Blogs,<br/>blogs.ya.com/nella-e-i-suoi-cani<br/>blogs.ya.com/informaalternativa<br/>blogs.ya.com/disagio-psichico<br/>blogs.ya.com/lettere-ai-papi<br/>blogs.ya.com/solidarietà-trentina<br/><br/><br/><br/><br/><br/>]]></description></item><item rdf:about="http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_4.htm"><title><![CDATA[LETTERA A TUTTE LE DONNE DEL MONDO....]]></title><link><![CDATA[http://blogs.ya.com/lettere-ai-papi/c_4.htm]]></link><description><![CDATA[Lettera alle donne di tutto il mondo….<br/><br/>Trento, Città del Concilio, lunedì 30 aprile del 2007<br/><br/>Colgo l’occasione della data di domani, Primo Maggio 2007, Festa Internazionale del Lavoro, per dichiarare una breve tregua alla mia “offensiva di primavera” e dedicare questa mia lettera a tutte le donne del mondo<br/><br/>Questa lettera l’avevo preparata il 10/11/2006 per essere pubblicata l’8 marzo del 2007, giorno internazionale delle donne, ossia la giornata più importante dell’anno.<br/><br/>ALLE CARE E CORAGGIOSE DONNE,<br/>                                                                    il futuro è donna! Perché? Perché, tra l’altro, il passato è stato in “ostaggio” dell’uomo che col suo “machismo” o maschilismo  esacerbato ha portato il mondo sull’orlo dell’estinzione.<br/><br/>L’uomo per sostenere “diritti”, (e privilegi), ha utilizzato ed utilizza furbescamente l’alibi delle “tradizioni e verità millenarie ed eterne.” Tali tradizioni sono in gran parte un puro distillato dell’egoismo umano.<br/><br/>In questo modo, in nome delle “tradizioni e verità eterne”, la donna è stata messa da parte o, al massimo, (che magnanimità!), è servita e serve solo in funzione dell’uomo, dell’uomo o di Dio, (“uomo” anche Lui).<br/><br/>Se il mondo sopravviverà e continuerà ad andare avanti, sarà solo per l’incisivo maggior ruolo della donna in un nuovo “ordinamento ecumenico.”<br/><br/>La donna deve diventare sempre più protagonista della nostra “avventura umana.” Ignorare o far finta di non vedere la metà del genere umano, oltre che insensato è anche suicida.<br/><br/>Il Dio, (uomo), della Bibbia è un “pargoletto” vecchio di poche migliaia di anni. Al contrario, la “memoria” della Dea Mamma Terra, che presiede su tutte le società e religioni “primitive”, si inabissa, con le tradizioni orali, nella notte dei tempi, in quella specie di cosmo preistorico vecchio di centinaia di migliaia di anni…<br/><br/>Quelle società, chiamate a sproposito “primitive”, con i loro, (sempre a sproposito), “falsi Dei”, sono vissute in simbiosi ed armonia con la natura tutta, flora e fauna, sotto lo sguardo benevolo della Dea Mamma Terra.<br/><br/>In quelle “società primitive”, l’Essere umano, non era o è il centro o “Re del creato”, ma semplicemente una piccolissima parte, (cosciente), di esso e dove gli animali e le piante erano e sono suoi “pari”. <br/><br/>Molto probabilmente, la storia della mela di Eva, che mangiandola avrebbe rovinato tutto, potrebbe essere una gran bugia, ossia l’alibi o la scusa per metterla definitivamente da parte, (la donna e la Dea Mamma Terra), ed in soggezione, visto che osava parlare e ricevere informazioni, opinioni ecc., da “estranei”.<br/><br/>Il “trucco” consistette nel sostituire alla Dea Madre Terra, vecchia di centinaia di migliaia di anni, con un “pargoletto” Dio uomo, quello della Bibbia e simili, che in fondo non era che figlio di lei. Improvvisamente, la Dea Madre Terra si trovò spossessata e messa da parte. <br/>Il primato della donna era finito, sostituito dal primato dell’uomo, e con questo, una volta auto nominatosi l’uomo, “Re del Creato” ebbe inizio il  forsennato e “criminale” sfruttamento dell’intero Creato a suo vantaggio, e senza nessun riguardo per tutto il resto. <br/>L’uomo, nel nome del Dio uomo, si auto concesse “la licenza o permesso” di asservire il Tutto al suo volere, ai suoi capricci, e alla sua malvagità ed egoismo. D’ora in poi non si avrebbe “lavorato” più per soddisfare i fabbisogni quotidiani, ma per “guadagnare”, soggiogare, schiavizzare, sfruttare, ecc., ….nascevano le “Grandi Civiltà”.<br/><br/>La venerata vecchia e saggia Dea Mamma Terra, che si era sempre voluta mamma di tutte le forme di vita, era relegata in un angolo ed il “vero” nuovo Dio esigeva di essere non venerato, ma adorato, perché, quel vero Dio, nel più profondo dell’animo umano fuorviato, non sarebbe stato quello dei Dieci Comandamenti….ma il Vitello d’Oro! Non per niente Mosè infranse la Tavole della Legge!<br/><br/>E per ritornare ad Eva a alla famosa mela, potrebbe anche darsi che quella “orribile e viscida serpe” alla quale si doveva schiacciare la testa, fosse tutt’altro.<br/>Magari era una simpaticissima ed inoffensiva biscia d’acqua  a caccia di rane, in uno stagno fiabesco. <br/>Potrebbe darsi benissimo che quella pacifica biscia non incoraggiò per niente ad Eva a voler saperne più di Dio.<br/> Semplicemente avrebbe potuto suggerire, educatamente ed in buona fede a Eva, (che poi stava a lei decidere), che avendo osservato  i due, Adamo ed Eva, (dopo il colpo di Stato o cambio di Governo, da matriarcale a patriarcale), che era arrivata alla conclusione che Adamo era un po’ imbranato o nelle nuvole e chissà che Eva, (ossia le donne o la Dea Mamma Terra), avrebbero continuato a gestire meglio al meraviglioso Paradiso Terrestre, tenuto conto del loro maggior innato e naturale buon senso pratico….<br/><br/>Dr. Valerio Tonolli<br/>Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante.<br/>Questa lettera è in Internet ai Blogs,<br/>blogs.ya.com/informaalternativa<br/>blogs.ya.com/lettere-ai-papi<br/>]]></description></item></rdf:RDF>
