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Nella Ruzz, una vita con gli animali.
Le angherie sofferte da Nella Ruzz dalle autorità comunali e provinciali trentine.
Sindicación
 
PROVE DELL'ESISTENZA DELLE "MAFIE TRENTINE"
Trento, Città del Concilio, Domenica 28 gennaio del 2007

Alla Difensore Civico Donata Borgonovo Re
Trento

Gentile Dott.ssa Borgonovo Re,
a Lei va riconosciuto il merito di aver socchiuso il coperchio del metaforico “vaso di Pandora trentino”, lasciando, (tra l’altro), fuoriuscire l’esistenza delle “Mafie Trentine”.

A me, Dr. Valerio Tonolli, va riconosciuto il merito di avere dimostrato tale esistenza, in due fasi.

A) La prima fase dimostrativa è stata soltanto deduttiva, per il fatto di aver ignorato totalmente, le varie autorità trentine, il mio progetto urbanistico, PROGETTO TRENTO VALTON, pubblicato quasi cinque mesi fa in Internet al Blog,
http://blogs.ya.com/progetto-trento

B) La seconda fase dimostrativa è una vera e propria prova tangibile dell’esistenza delle “Mafie Trentine”.
Chi lo dubitasse, può informarsi in merito, sempre su Internet, al Blog,
http://blogs.ya.com/nella-e-i-suoi-cani

o semplicemente cercare in GOOGLE di Internet a, nella ruzz

E per rafforzare quanto sopra, vedere anche il Blog,
http://blogs.ya.com/informaalternativa


Cordiali saluti.

Dr. Valerio Tonolli
E-mail
tonollivalerio@hotmail.com
 
CURRICULUM VITAE DI NELLA RUZZ....
Curriculum vitae de Nella Ruzz

Trento, venerdì 12 gennaio del 2007

CURRICULUM VITAE DI NELLA RUZZ.

Spettabile e volonterosa “Giuria”.

Arrivato a questo punto della “storia” debbo, per forza di cose, fare una parentesi chiarificatrice.
Quale e perché?
Succede che quasi tutte le persone con le quali ho parlato a proposito di Nella Ruzz, subito, hanno tenuto a farmi notare e precisare, che tutto, o quasi, quello che racconta Nella Ruzz, sono frottole e bugie inventate da lei.
Siccome io, Valerio Tonolli, ( trentino DOC da secoli ormai o chissà da sempre), ho 68 anni e che nel Trentino vi sono vissuto solo fino ai quattordici anni, per poi essere andato in Cile, (10 anni), Germania,(2 anni), Francia, (4 anni), Belgio, (un anno), Milano, (12 anni), Verona, (9 anni), Rep. Dominicana, (12 anni), e nel Costa Rica, (4 anni), considerati tutti questi spostamenti, dal Trentino sono stato assente per ben 54 anni!
Risultato?
Sono tornato nella mia terra da forestiero e digiuno di tutto.
Allora, ascoltando quello che mi raccontava Nella, (rimanendone più che schifato), se proprio non lo mettevo in dubbio, mi lasciava incredulo e perplesso.
Per me, riguardo alla mia Patria, il Trentino, era proprio il caso di parafrasare l’Amleto di Shakespeare, mettendo al posto di Helsinore, a Trento, Città del Concilio, risultando così che….”dalle parti di Trento, qualcosa puzza!”
Però, a forza di mettere a confronto versioni diverse, da più di un anno ormai, ne ho tratto una “media”, col risultato che quello che racconta Nella, nel suo insieme, mi sembra credibile e veritiero.
Basti un caso, tra i tantissimi, per sostenere la mia tesi.
Tra le tante persone che negano completamente quello che racconta Nella, c’è la signora Rosaria.
Recentemente, incontrandola durante una passeggiata, accennando io a Nella Ruzz, mi disse di conoscerla e di essere, (tra l’altro), in totale disaccordo nel modo in cui accudisce i suoi cani, (di Nella).
Per esempio Nella, invece di comperare (con quali soldi?) i mangimi preparati e bilanciati in vendita nei vari negozi, prepara ai suoi cani, “una schifosa, antigienica e orribile brodaglia….”, secondo la signora Rosaria. Ora io, tale “brodaglia….”, la ho vista tante volte, e proprio non ha niente di “brodaglia”.
Si tratta del normale mangiare che per secoli e millenni, le famiglie con cani hanno da sempre preparato per i loro animali, dieta simile o derivata da quello che mangia la famiglia.
Nella non ce la farebbe affatto se non fosse aiutata da sempre da tante persone di buona volontà. Le regalano in continuazione, pane vecchio, riso, pasta, polli, ossa con carne, ecc.
In una occasione ho visto da lei in due bidoni, circa un quintale di bei pezzi di speck, scartati, ma in ottimo stato. Ho scelto il migliore tra loro e me lo sono mangiato in una quindicina di giorni. Buono come quello del supermercato! Anche Nella mi ha assicurato che a volte si mangia un bel piatto della stessa minestra preparata per i suoi cani.
Per la cronaca, Nella completa la dieta dei suoi animali con mangime, (per i cani), e scatolette, (per i gatti), e che deve acquistare e pagare di tasca propria, visto che la Dott.ssa Tiziana Fritz le nega il diritto ai contributi comunali, al contrario di d’Ingiullo col suo canile di Rovereto.
Io comunque lascio perdere e non rispondo niente alla signora Rosaria circa la “brodaglia”.
Accenno però a tutte le violenze che ha subito Nella. “Tutte menzogne!”, mi interrompe Rosaria. “Nella è una attrice nata e appena vede arrivare un (o una) vigile urbano, si mette a piangere e fa finta di svenire, così che i vigili, (impietositi?), lasciano perdere e se ne vanno.
Non rispondo nemmeno a questo ed accenno ai tre riconoscimenti, (internazionali e nazionali), avuti da Nella per la sua opera….”tutte invenzioni e balle della solita Nella”, interviene fulminea Rosaria.
Lascio perdere anche qui, facendo però notare alla signora Rosaria che Nella, sempre per via della sua dedicazione agli animali, è stata ricevuta anche da Sua Santità il Papa Giovanni Paolo II, in Vaticano.
Mi guarda esterrefatta Rosaria e quasi impallidisce, e mi dice, “Nella dal Papa? Ecco questa è la più grande bugia che Nella possa aver mai raccontato!”
Debbo lasciar perdere anche qui, e continuo….”e le fotografie ricordo, signora Rosaria? Guardi che ci sono anche quelle!”, faccio io. “Fotografie?”, mi risponde velocissima Rosaria. “Tutte fotomontaggi, falsità ecc., ecc.”, continua.
A questo punto lascio perdere davvero e continuo la mia passeggiata.

ALCUNI DATI RIGUARDO NELLA RUZZ.

Nella Ruzz è nata ad Aldeno (TN) nel 1925, come dire che si avvicina agli 82 anni. Ha ancora i suoi denti. I capelli sono appena, appena brizzolati, nemmeno “sale e pepe”. Ha una memoria di ferro. Come prova, ha in mente qualche dozzina di numeri telefonici, che nel bisogno me li dà senza andare a controllare l’agenda….e sempre sono giusti. Ricorda tante date di molti anni fa, (anno, mese, giorno, ora), con riferimento ad eventi accaduti a lei, con tutti i vari nomi e cognomi dei “personaggi” o “attori” rispettivi.
Ha una volontà incrollabile e una energia impensabile per una persona dichiarata invalida al 100%, (con certificato medico).
Per difendere i suoi animali, si farebbe ammazzare cento e più volte.
Come tutti ha anche i suoi difetti, però, per tanto che si possa dire di Nella Ruzz, una cosa è certa, ed è che in nessun modo può essere considerata pazza, parola di Valerio Tonolli.
Qui ha perfettamente ragione il Dottor De Stefani, (psichiatra), quando afferma che Nella Ruzz “è furba, ma non pazza”. Personalmente devo ammettere che Nella non è furba ma…molto, molto furba!

In modo che, le persone come la De Torre e altre come lei, magari se la facciano loro una visitina dallo psichiatra, o almeno dallo psicologo, perché le chiarisca certe cose in merito.
Altro che volersi sostituire ai professionisti della salute mentale, banda di arroganti, gretti e ignoranti, che sembrate usciti dal Medioevo più oscuro, ma senz’altro ben pensanti per appartenere, (in certi casi), ai focolarini.

ALCUNE DATE.

Anno 1927. Ai due anni, Nella ha il suo primo cane, “Dingo”, e la sua prima gattina, “Nani”.
Da bambina e adolescente si è sempre preoccupata degli animali randagi con, ( spesso), grande disperazione della mamma, per trovarsi in casa certi ospiti non invitati.
All’inizio degli anni sessanta, Nella, (sposata), si trasferì da Romagnano (TN), (dove viveva coi suoceri che le facevano la vita impossibile in combutta col marito), per andare a Matterello in una casa sua comperata coi risparmi messi da parte lavorando in Svizzera, come magliaia.
Finalmente era a casa sua e comandava lei! Cosa non da poco per un tipo come Nella!

1961.

Nella diviene volontaria dell’ENPA, (Ente Nazionale Protezione Animali), che a quel tempo era a Trento in via delle Orne.
Lì, con altre volontarie, portavano gli animali trovati randagi, dove venivano curati e accuditi fino a che si trovava loro un nuovo “padrone”.
Nella partecipava a questo volontariato, un giorno sì e un giorno no.
Questa situazione durò fino che visse la bravissima Presidente dell’ENPA di Trento, signora Giulia Lorenzoni.
Poi, morta lei, cambiò tutto! Perché? Successe che la nuova Presidente dell’ENPA trentina, signora Gabriella Winkler, nemmeno voleva sentire parlare che si portassero cani e gatti randagi nel suo ufficio, (dell’ENPA), e proibì nel modo più assoluto di fare ciò.
Siccome quella era l’unica “struttura” esistente, si bloccò l’opera dell’ENPA di Trento.
Fu così che allora Nella improvvisò un rifugio per cani e gatti randagi nella sua casa di Matterello, in via Stazione, 14, con le comprensibili, (a volte esagerate), proteste dei vicini.

1975.

Nella andò avanti così per diversi anni….poi soffrì un grave incidente nel 1975.
Mentre andava a prendere un gatto da ospitare a casa sua, fu investita da un camion. Fedele e coerente con se stessa, dopo dieci giorni di coma, nello “svegliarsi”….chiese al figlio presente, “e il gatto?” Fu rasserenata dallo stesso figlio, che le disse che per il momento, il gatto ce l’aveva la signora che aveva visto l’incidente e che aveva chiamato l’ambulanza.

Nella Ruzz ricevette una grossa somma di denaro dall’assicurazione e con quei soldi acquistò un terreno di quattromila metri quadrati, (con casa), a Ghiaie di Gardolo, (TN).

1976.

Nella trasferì il suo rifugio per animali da Matterello a Ghiaie de Gardolo, e guarda caso, senza che nessun vicino si lamentasse.
Andò avanti per vari anni e vi organizzò un vero rifugio per animali, con tutte le attrezzature necessarie all’avanguardia.

1981.

In quell’anno, (primavera), Nella ebbe un altro gravissimo incidente stradale e sempre col suo motorino.
Il rimorchio di un camion sbandò, colpendola duramente. Rimase per ben sessanta giorni con tutto il busto ingessato, più l’avambraccio destro, per essere stata operata anche ai tendini della mano destra.
I vigili urbani Leonardelli e Baldessari fecero un verbale falso, asserendo di aver visto Nella sorpassando il camion, ossia che la colpa era di Nella.

L’Avvocato Vanni Ceola li convocò in Tribunale e, sotto giuramento, dissero la verità, ossia che Nella era ferma sul suo motorino sull’aiuola divisoria spartitraffico e che, ripartito il camion, il rimorchio sbandò e colpì fortemente Nella che cadde svenuta e non ricorda niente di quel momento.

In verità che quanto segue, io, (Valerio Tonolli), non lo capisco. Che cosa?
Sempre lo stesso Avv. Ceola in Tribunale mostrò al Giudice il verbale falso, ma senza farle anche vedere quello corretto o giusto. Perciò il Giudice sentenziò che a Nella non aspettava niente, e l’assicurazione non sborsò neanche una lira.
Nella rimase in ospedale per vari mesi, però la cosa più grave di quell’incidente era che a Nella era come passata la voglia di vivere.

Infatti, nel risvegliarsi dall’operazione, ben sette medici non riuscirono a interessarla a qualche cosa. Solo nel vedere suo figlio si rincuorò un po’.

Fu trasferita a Villa Igea ed un professore le diagnosticò la sedia a rotelle per il resto della vita. Nella si depresse in modo massimo, pensando ai suoi animali che rimanevano soli. (Durante la degenza fu suo figlio ad occuparsene).
Nel frattempo, nella Parrocchia San Rocco di Venezia, Monsignor Fusaro venne informato di ciò. Sempre per via degli animali, Mons. Fusaro conosceva ed apprezzava Nella da parecchi anni. Da notare anche che, nella sua Parrocchia di San Rocco, aveva un piccolo cimitero per i suoi animali.
Monsignor Fusaro viaggiò a Trento per trovare Nella. La trovò depressa e nella più profonda disperazione.
Nella ricorda ancora che nel vederlo arrivare, fu come se fosse apparso un taumaturgo. Infatti riuscì a scuoterla e farla uscire dal suo torpore e stato d’animo dicendole; “ Nella, devi avere fede nella Provvidenza! Non scoraggiarti in questo modo! Animati! Hai una missione da portare avanti, che è assistere, proteggere e difendere i tuoi cari animali! Oltre che per te stessa, devi voler guarire anche per loro e,….una volta ristabilita, ti faccio una solenne promessa, ti porto a Roma perché ti riceva Sua Santità il Papa Giovanni Paolo II.
Da Villa Igea Nella fu trasferita a Villa Rosa, e si ristabilì.
Monsignor Fusaro mantenne la promessa e un lunedì di novembre del 1981, d’accordo con lui, Nella prese a Trento il treno per Verona, mentre Monsignor Fusaro lo prendeva contemporaneamente a Venezia. Si riunirono a Verona e proseguirono insieme alla volta di Roma.
Tutto fu molto veloce e si sviluppò in un solo giorno.
Arrivarono a Roma nella prima mattinata e furono ricevuti in udienza da Sua Santità Giovanni Paolo II, verso le 11 del mattino.
Nella ancora ricorda che per lei fu qualcosa di incredibile, veramente meraviglioso e, come dice lei; “non degno della sua persona”.
Di fronte al Papa, con sempre al suo fianco Monsignor Fusaro, Nella, molto emozionata riuscì a balbettare; “Santità, sono i miei bambini, (gli animali). Il Papa rispose; “come ti chiami?” Nella, risposi. Poi, correggendomi, mi disse, “non sono i tuoi bambini ma, come dice San Francesco d’Assisi, sono i nostri fratelli più piccoli, ti ammiro, prosegui con questa missione”. Mi prese il volto tra le mani accarezzandomi leggermente. Mi inginocchiai , anche se il Papa cercò di impedirmelo e, con dietro di me Monsignor Fusaro, mi impartì la sua benedizione.

Nelle tristissime vicende che seguirono negli anni successivi, quel ricordo è stato la mia arma di difesa, la mia tavola di salvezza, per non lasciarmi andare e finire nella disperazione più nera.

A mezzogiorno pranzammo in Vaticano, con seduto a un lato Monsignor Fusaro e dall’altro un Cardinale.
Uscita dal Vaticano volli togliermi una grandissima soddisfazione. Comperai una bella cartolina e la spedì, coi relativi saluti, al Primo Cittadino di Trento, il sindaco Adriano Goio, informandolo che ero appena stata ricevuta dal Papa Giovanni Paolo II.

Da notare che a quel tempo, (1981), a Trento non esisteva un Canile Municipale, ( e mi sembra, in nessuna altra parte del Trentino), e che perciò gli stessi Vigili Urbani portavano da Nella i cani randagi o abbandonati, alle Ghiaie di Gardolo, No 166, ossia il suo rifugio per Animali S. Francesco d’Assisi, mentre il sindaco Adriano Goio, coerente con la sua saggia e giusta amministrazione, (salomonica), non solo non dava nessun contributo comunale a Nella Ruzz, ma addirittura le faceva pagare la tassa municipale per ogni cane che gli stessi Vigili Urbani le portavano, assieme agli altri lasciati da lei o abbandonati da estranei.

Per chi scrive, le autorità comunali di Trento, in molte occasioni, sono ben più furbe dei napoletani col loro Pulcinella. Abbiate pazienza, ma vogliate riflettere, volonterosi “Giurati”, e ci tengo a richiamare la Vostra attenzione su questo. Rifletteteci un po’, il Comune di Trento, non solo non contribuisce….ma addirittura ci guadagna!!!, con la tassa comunale sui cani fatta pagare a Nella! E poi dicono che i siciliani, (oltre ai napoletani), sono scaltri! Ma allora, noi siamo i “siciliani e napoletani delle Alpi”!

Negli anni che seguirono, Nella Ruzz ricevette solo “pesci in faccia” dalle autorità comunali e provinciali trentine, benpensanti e baciapile.

Al contrario, fuori provincia ricevette ben tre riconoscimenti. Uno internazionale e due nazionali.

I due riconoscimenti nazionali gli ricevette dalla civilissima città di Trieste.
Per la cronaca, all’occasione del primo riconoscimento, Nella presente, fu invitata a parlare davanti alla grande assemblea lì riunitasi. Tra le tante cose e problemi, senza darle maggiore importanza, Nella riferì circa la tassa comunale dei cani che doveva pagare al Comune di Trento, oltre a mantenere di tasca propria ai cani abbandonati. Ne seguì un generale e sonoro mormorio di sorpresa, incredulità e scandalo. Rientrata a Trento, dopo alcuni giorni la chiamarono dal Comune perché passasse da loro. Ci andò e le fecero vedere un gran pacco di lettere arrivate da ogni parte d’Italia che protestavano contro l’Amministrazione comunale di Trento.
La tassa venne abolita però non rimborsate quelle già pagate.
A parte questo dettaglio, non si deliberò o decise nessun contributo per gli animali del Rifugio S. Francesco d’Assisi.

Il riconoscimento internazionale, Nella Ruzz, lo ricevette in Liguria, a San Rocco di Camogli. Per l’occasione, la presentatrice fu niente di meno che Sabina Salerno, mentre Nella, seduta al suo fianco, era al centro dell’attenzione generale e la videro in tutta Italia. Tuttavia, la più coccolata fu una cagnetta cucciolo di Nella….che se la passò sempre in braccio a Sabina Salerno.

1989-1990.

Durante questo periodo, Nella chiese un incontro col Giudice di Pace, Dr. Anesi, per via di una discarica abusiva che si trovava sul Consorzio Irriguo che confinava con la sua proprietà.
Presente all’incontro col Giudice di Pace, Dr. Anesi, c’era anche l’Assessore Comunale Iva Berasi.
L’accordo raggiunto fu che sarebbe stata eliminata la discarica abusiva, con successive pulizie, derattizzazione e disinfezione. Sarebbe stato anche posto un cancello per impedire l’accesso di estranei al luogo.

Dopo tale incontro, non successe nulla!!!
Passato un anno….Nella si rivolse al Difensore Civico, Dr. Enrico Bolognani, che la ascoltò e attese molto garbatamente. Tuttavia, alla sua lettera di risposta a Nella Ruzz, aggiunse anche una lettera ricevuta dal sindaco di quel tempo, Lorenzo Dellai. In quella lettera, il Primo Cittadino metteva in dubbio e discussione le richieste di Nella Ruzz, in quanto, sempre secondo lui, la discarica abusiva in questione consisteva in soltanto due materassi pieni di pulci e pochi stracci. Sempre in quella lettera si faceva notare che l’accesso a quel posto era ostruito da un casotto abusivo.
Si noti che tale casotto abusivo non era di proprietà di Nella, ma del proprietario della campagna circostante dove era eretto.

Non corrispondendo ciò al vero, Nella Ruzz invitò sia i Carabinieri che la Questura perché potessero costatare di persona la verità di Nella, ossia che invece di due materassi pieni di pulci e alcuni stracci, c’erano camion e camion di immondizie varie.
Questura e Carabinieri collaborarono e confermarono quanto asserito da Nella.
Allora, forte di questa testimonianza delle stesse forze dell’ordine, Nella Ruzz presentò un esposto, denunciando la falsità di Dellai.
Passati quindici giorni, arrivarono i dipendenti comunali che, dopo aver abbattuto e sgomberato il casotto abusivo che ostruiva l’accesso alla discarica, caricarono e portarono via vari camion di spazzatura. (Il proprietario del casotto abusivo, negli anni successivi, si riferì sempre a Nella Ruzz come; “la ruganta dei cagni”, o “maiala dei cani”.

Il vigile urbano Rolando Baldessari, che controllò lo sgombero, disse a Nella che dal camion che fece più viaggi, saltarono giù ben 25 enormi ratti che si diressero all’adiacente Rifugio per gli Animali S. Francesco d’Assisi di Nella e che da allora è sempre stato infestato di ratti di ogni grandezza.

Campa cavallo,…. che l’erba cresce!!!

Perché questo vecchio proverbio? Perché la relativa derattizzazione e disinfezione la fecero….sei anni dopo, ossia nel 1996!!!
Quale curiosità dentro la curiosità, da notare che tale operazione, (derattizzazione, disinfezione e pulizia finale), si fece in soli trenta cinque minuti, come da verbale dell’addetto!
E da non dimenticare la spettacolarità della quale non può fare a meno il Comune di Trento in ogni suo intervento con Nella.
Sì, perchè gli addetti ai lavori arrivarono come se si trattasse di una nuova Chernobil. Tutti con le tute ermetiche bianche, mascherine di rigore, scarpe speciali ecc., ecc.
Puntuale, (come potrebbe essere altrimenti?) il giorno dopo, il giornale “l’Adige”, pubblicò un grande servizio con, tra le varie fotografie, anche quella della povera Nella disperata.

La sorella di Nella, Anna, le telefonò spaventata da Matterello per chiedere notizie, mentre stava vedendo e leggendo l’Adige, con le foto della gloriosa operazione, Nella disperata compresa.

Quello stesso giorno, sulla sera, trovarono ad Anna morta, seduta con ancora il giornale l’Adige in mano, (sulle ginocchia), aperto alla pagina con le foto di Nella disperata.

1992

Finalmente nel 1992, il Comune di Trento fondò il Canile Municipale al Maso Sembenotti in Campo Trentino, frazione della città.
Conseguenza logica? Nella col suo Rifugio per Animali San Francesco d’Assisi non servivano più e peggio, entravano in concorrenza col Comune. Da quella data incominciarono le lamentele dei vicini e altri, nonché le angherie, persecuzioni e violenze varie nei confronti de Nella e il suo rifugio San Francesco, da parte delle autorità comunali trentine.

Strano, ma certo, per ben sedici anni, nessuno si era accorto di niente, mentre Nella faceva da serva al Comune di Trento, gratis (come lavoro), e pagando di tasca propria per il mantenimento degli animali.

Corollario? Il nuovo sindaco di Trento, Lorenzo Dellai, fedele alla tradizione benpensante e baciapile trentina, nonché coerente e continuatore con la filosofia dell’altro sindaco, Adriano Goio, ebbe una idea geniale, ben più geniale di quella dell’estate scorsa col suo “Festival dell’Economia”.
Quale?
Ordinò a Nella Ruzz di portare fuori provincia, (al più presto), e a sue spese, (di Nella), tutti i suoi animali, cani e gatti. Nell’ambito religioso trentino, penso si possa dire che siamo di fronte ad un vero “scherzo da prete”!

Nella fece ricorso al TAR, (Tribunale Amministrativo Regionale), e vinse!
I cani, (e gatti), trentini non vennero “deportati” o “espatriati” e rimasero in Trentino.

Da non dimenticare, come gia accennato, che per il 1992, Nella aveva fatto da serva al Comune di Trento per ben 16, (sedici), anni, e tutto di tasca propria!
Nel frattempo il veterinario del Comune di Trento, Dr. Bertolini, si adoperò comunque per trovare altrove una sistemazione ai cari protetti di Nella o “suoi datori di lavoro” come anche li chiama.
Un canile veronese si offerse di prenderne cinquanta di cani della Nella, se lei pagava per il mantenimento. (In quel momento, Nella aveva 130 cani e 70 gatti).
Nella avrebbe anche accettato, ma per caso lesse sul giornale locale veronese “l’Indipendente”, cha da Verona partivano i cani per la Germania, dove venivano utilizzati per sperimentazioni e per la vivisezione.
Forse fu anche per quello che a quel tempo arrivarono a casa sua i dottori veterinari Bruno Sebastiani e Alberto Mengon, equipaggiati per fare i prelievi del sangue, ( per le successive analisi), ai cani da portare a Verona. Nella non permise loro di farlo, e si tenne gli animali.

Sempre per la cronaca, vale ricordare anche il fatto che per la gestione del nuovo Canile Municipale Maso Sembenotti, non si indette regolare concorso di appalto pubblico.
“Comandando” l’Assessore Iva Berasi, discrezionalmente, (e non istituzionalmente, ossia secondo la Legge), “decretò” che tale gestione era dovuta al suo grande amico, Verde pure lui, Claudio d’Ingiullo, e così fece.
Due anni dopo, (1994), essendo troppo esosi gli aumenti richiesti da d’Ingiullo per la stessa gestione, si indette il regolare concorso pubblico, che lo vinse Nella Ruzz.
All’occasione dell’ultimo concorso pubblico di appalto, non è stato permesso a Nella Ruzz di parteciparvi, anche se ne aveva fatto richiesta e ne aveva tutti i diritti! “Lex (trentina),dura Lex”!




1994.

Poi, apparentemente una schiarita. Nel 1994, Nella vinse l’appalto per la gestione del Canile Comunale Maso Sembenotti. Come spiegherò più avanti, quel posto, al visitarlo mi è parso semplicemente orribile, degno di un lager per animali. Secondo Nella, fu l’Assessore Iva Berasi a trovarlo!

Vincendo quell’appalto, l’intenzione di Nella, quale Presidente della Associazione Amici degli Animali S.Francesco d’Assisi, era di sistemarvi gli animali de tale associazione, i suoi, 130 cani e 70 gatti, come si è visto.

Purtroppo, all’interno del Comune di Trento se la intendevano con Enrico Costanzo, (pregiudicato e attualmente sembra che di nuovo in galera, senza dimenticare che il papà di Costanzo Enrico è stato in prigione per ben trenta anni e che anche una sorella di lui è stata in prigione).

Il “collegamento”, ( o “link” come si dice in Internet), di Enrico Costanzo con il Comune di Trento era principalmente per mezzo o tramite i seguenti “attori” o “personaggi”.
Dottor veterinario Roberto Nascimbeni, l’impiegato comunale Duiella, l’ex Assessore Verde-come la Berasi-, Claudio d’Ingiullo, la Dott.ssa Fritz Tiziana, l’Assessore Iva Berasi e il papà del sindaco Lorenzo Dellai, Bruno Dellai, al quale Costanzo ci teneva a “pagare sempre da bere” e che a volte diceva a Nella, di essere stanco di pagare da bere, “a quel embriagòn”, ossia “a quell’ubriacone”.

All’insaputa di Nella, diedero una seconda chiave del Canile Municipale a Costanzo che si trasformò di fatto nel Gran Pascià del Maso Sembenotti, come gia ampliamente descritto nella lettera inviata alla Dott.ssa Tiziana Fritz in data 12 settembre del 2006.

A prova di queste strane e poco chiare intese, (roba da bassifondi della Mala, o di una versione trentina dell’”Opera di Tre Soldi” di Bertolt Brecht), basti pensare che anche quando Enrico Costanzo fu cacciato dallo stesso Comune di Trento, dal Canile Municipale Maso Sembenotti, ( in quell’occasione, la stessa Tiziana Fritz riconobbe a Nella che Costanzo era un delinquente), malgrado tutto ciò, fu a lui che, sempre il Comune di Trento, “liquidò” magnanimamente con dieci milioni di lire, (£ 10.000.000), un vero e gran bel “regalo”.

A onore del vero e per futura memoria, le “liquidazioni” furono due.
Come sarebbe a dire?
Sarebbe a dire che di questa faccenda se ne occupò il dottor veterinario Roberto Nascimbeni, (ironia del caso, Nascimbeni o, Nato Bene!)
In che modo?
Siccome l’ammontare dei contributi comunali da dare al Canile Municipale Maso Sembenotti, per il primo semestre 1995 era di 35 milioni di lire, (35.000.000), ed essendosi ritirata Nella Ruzz dalla sua gestione, (vedere descrizione dettagliata nella lettera gia menzionata, diretta a Tiziana Fritz, in data 12 settembre del 2006), Nascimbeni “sistemò” la faccenda col bravo Costanzo, gia cacciato via, ma pur sempre “interlocutore valido”, (interlocutore istituzionale?)

Allora il nato bene Nascimbeni, anche lui, “salomonicamente”, fece quanto segue.
Disse al responsabile che autorizza i pagamenti nel Comune di Trento, (chi sarà stato?), che invece di versare sul conto di Nella Ruzz, incaricata responsabile del Canile Municipale Maso Sembenotti, che invece di fare quello, che si versassero tali contributi sul suo conto personale, (di Nascimbeni o nato bene).
E sempre salomonicamente, il nato bene Nascimbeni, si mise in tasca ben venticinque milioni, (25.000.000), (prima “liquidazione”),e ne diede dieci di milioni, (10.000.000), al caro amico Enrico Costanzo, (seconda “liquidazione”). Tutto qui!!!
Non proprio tutto, in quanto Nella Ruzz protestò e andò a parlare col Segretario Generale del Comune di Trento, Dr. Gaio, che la consigliò di citarli dal Giudice di Pace, che li convocò. Costanzo si presentò ma disse di aver finiti quei soldi e di non avere niente. Il nato bene Nascimbeni, lo stanno ancora aspettando, visto che non si presentò!
Va da sé che Nella pagò, (ancora una volta), di tasca propria per le spese del Canile Municipale Maso Sembenotti, sostenute durante il primo semestre del 1995.

Onorati “Giurati”, e Signora Difensore Civico, Borgonovo Re, se questa non è, non la prova deduttiva dell’esistenza delle “MAFIE TRENTINE”, ma una vera e propria “cartina di tornasole” che ne prova tale esistenza, allora ditemelo Voi!

ALTRA TIPICA “GENIALE” IDEA DELLE AUTORITA ISTITUZIONALI COMUNALI E PROVINCIALI TRENTINE.

Come si è gia detto, secondo Nella Ruzz, fu l’Assessore comunale Iva Berasi a trovare il posto per il nuovo Canile Municipale, ossia al Maso Sembenotti.
Nella si dichiarò totalmente contraria nella scelta di un simile disgraziato luogo, ma chi comandava era la Berasi, e così si fece.
Sarebbe anche interessante che la stessa Berasi dicesse qualche cosa in proposito, anche per chiarire se la “geniale” idea fu tutta sua o anche di altri. Chi?
Chiarire perché? Perché, avendo visitato quel posto, (chi scrive), ne rimasi, (nuovamente), “arcischifato”.
Si trova in un posto orribile, incastrato tra due vie di grandissimo traffico, (autostrada + superstrada). Dunque, massimo grado di inquinamento, sia acustico che per i gas di scarico dei veicoli che sfrecciano numerosissimi, giorno e notte!
Un vero schifo dentro lo schifo, è proprio il caso di dirlo! Non potendo dire con certezza se anche questa “salomonica” decisione fu presa dalla brava Berasi, va tuttavia precisata una cosa. Che sia stata lei o altra persona, facendo ciò, dimostrano di avere la sensibilità di una pietra, o se ce l’anno, di averla “sotto le suole delle scarpe”.

Quel posto non è degno di un canile, ma piuttosto di “un lager canile”!
I cani, Assessore Berasi, hanno i sensi ben più sviluppati di noi uomini, “creature supreme e predilette del Creato”, secondo la Bibbia.
Il fiuto ce l’anno molte, ma molte volte più acuto e sensibile del nostro, e idem per l’udito. Ergo, aria viziata e rumori disturbano molto di più a loro che a noi, “prediletti” da Dio.
Siccome faccio parecchie passeggiate, (a piedi e in bicicletta), per Trento e dintorni, non vi è ombra di dubbio che di posti enormemente migliori del Maso Sembenotti ce ne sono, non a dozzine, ma a centinaia, e mi darò da fare per trovarne uno, Assessore Berasi, le piaccia o non le piaccia, comandi o non comandi lei!

1999.

Nel 1999 d’Ingiullo chiese a Nella copia dello statuto della Associazione Amici degli Animali S. Francesco d’Assisi, per servirsene come modello per fondare il PANEPPA, assieme al ragioniere Pellegrini.
A proposito del rag. Pellegrini, Nella dice che quando ha parlato con lui sempre le dice la battuta, “Pellegrini sborsa e d’Ingiullo intasca”!

Dopo questo “elenco di prodezze” da parte di certe autorità comunali e provinciali trentine benpensanti, Signori “Giurati”, penso potrete facilmente dedurre e arrivare alla conclusione, che nel mondo, a volte molto squallido, che gira intorno al “miglior amico dell’uomo”, non è che regni uno spirito di ricambiato amore o amicizia, ma piuttosto che prevalgano bassi e meschini interessi pecuniari.
Evidentemente, che a farne le spese sono i poveri cani!

Qui, invece di parafrasare all’Amleto di Shakespeare, tenendo conto dei tanti “attori” di questo dramma o “commedia”, sarebbe meglio pensare e proporre, (come gia scritto), a qualche cosa di simile all’”Opera di Tre Soldi” di Bertolt Brecht. Amen.

Nella Ruzz è molto riconoscente al procuratore capo della Repubblica, Dr. Stefano Dragone. Dopo che lui si è interessato a Nella , le angherie, violenze e persecuzioni nei suoi confronti sono finite.

Grazie Dr. Dragone!



 
TEDDY....
TEDDY

Trento, sabato 06 gennaio del 2007

( I dati relativi a questo capitolo, mi sono stati dettati da Nella Ruzz in data Primo Maggio, -Festa Internazionale del Lavoro- del 2006).
Dr. Valerio Tonolli

Il sette febbraio del 2002, la Signora Letizia De Torre, convinta focolarina, (circa i focolarini e la loro fondatrice Chiara Lubich, vedere in Internet su GOOGLE), come dicevo la Signora De Torre, Assessore alle Attività Sociali della Provincia Autonoma di Trento, (e che probabilmente avrà un incarico nel prossimo Governo Prodi), indette una riunione per trattare a proposito del “problema o situazione” di Nella Ruzz.
La Signora Nella Ruzz, non essendo stata invitata, fu informata “ufficiosamente” di questa riunione da amici e perciò chiese di essere ammessa alla stessa.
Ed infatti, il giorno sette febbraio del 2002 si presentò alla riunione, ma non la lasciarono entrare.
Alla riunione era presente anche Monsignor Ernesto Menghini, che è a capo della Curia Arcivescovile di Trento.
Finita la riunione, Nella Ruzz parla col segretario della stessa, Dr. Lorenzo Andreatta, chiedendoli di mettere a verbale cosa abbiano deciso in merito e di inviarle copia dello scritto a casa sua Ghiaie di Gardolo, frazione di Trento.
Sempre da amici, (Monsignor Menghini?), Nella seppe che in quella stessa riunione, tra l’altro, si era deciso di farla ricoverare in manicomio, allo stesso tempo che si portavano via tutti i cani della sua Associazione San Francesco d’Assisi.

Avete letto bene, gentili “Giurati”, nella ben pensante città di Trento, (eventualmente), a spedire in manicomio i malati di mente, (Reparto Psichiatrico dell’Ospedale Santa Chiara), non sono gli addetti ai lavori, ossia i vari medici psichiatri, (alcuni, anche molto bravi e competenti), ma le Autorità comunali!!!!!!

Quello che invece ricevette Nella per posta, fu una lettera che la informava
che avrebbero effettuato una disinfezione- derattizzazione con relative pulizie, con l’ausilio di alcuni volontari dell’Associazione “La Nuvola”.

Il venerdì 8 marzo del 2002, l’Assessore Letizia De Torre invita Nella Ruzz nel suo ufficio per parlare e mettersi d’accordo circa i cani e gatti.
Arrivata Nella nel suo ufficio, la De Torre, per fare maggiore pressione su Nella, fa anche venire il Comandante dei Vigili Urbani di Trento, Lino Giacomoni.
Nella, per ovvie ragioni che si descriveranno più avanti, si nega a parlare con lui, che se ne va.
Nella fece presente alla De Torre, che essendo stata costretta ad abbandonare il Canile Municipale di Trento, che presiedeva, per gravissime divergenze col “vice-presidente” dello stesso, (Costanzo), ora chiedeva di poter trasferire lì i suoi cani, visto che a Ghiaie di Gardolo, (casa sua e dell’Associazione San Francesco d’Assisi), nessuno li voleva.
L’Assessore De Torre, non rispose niente, si alzò e se ne andò. Non vedendola più tornare, dopo aver aspettato un bel po’ di tempo, Nella se ne andò pure lei.

Il martedì 12 marzo del 2002, senza nessun preavviso, si presentò la consueta “forza d’urto” che viene impiegata contro Nella Ruzz in simili circostanze. Uno spiegamento impressionante per una persona invalida di 76 anni!
I Vigili Urbani sono agli ordini di Marco Zattelli, avvocato. Tuttavia, quale Generale e Capo Operazioni, c’è, niente di meno che la zelantissima focolarina Letizia De Torre.
Tra i tanti, è anche presente il medico dei matti, vari accalappiacani, l’ambulanza della Croce Rossa, ecc., ecc.

La De Torre ordina a Nella di portare cani al Canile Municipale.

Nella risponde; “no Assessore, Lei venerdì scorso non è più tornata a darmi una risposta ed io gradirei una dichiarazione scritta, e non solo chiacchere, circa quale sarà il futuro destino dei miei amati protetti.
La De Torre se ne tornò in ufficio insieme al Dr. Zattelli, per scrivere la dichiarazione da me richiesta.

Andata via la De Torre, subito si fa avanti il Dottor De Stefani, (che più tardi seppi che era il Primario del Centro Mentale dell’Ospedale), e mi dice che lui è medico e che gli posso spiegare i miei problemi di salute.

Molto gentilmente mi ascoltò e, tornata la De Torre riuscì a capire che le diceva, “che io (Nella Ruzz), non ero pazza, ma solo furba”, e che pertanto non c’era bisogno di ricoverarmi al Centro Mentale o manicomio, come si diceva una volta.

La De Torre mi consegnò la dichiarazione richiesta e io, immediatamente, caricai i primi 12 cani sul furgone municipale per essere trasferiti al canile del comune. Per convincere i cani a salire con le buone sul furgone, salì io
per prima sullo stesso, mantenendoli così tranquilli.

C’era comunque un gran trambusto, con tutti gli altri cani che abbaiavano pure loro, di modo che, prima di partire, gridai dal furgone agli accalappiacani di assicurarsi che il cancello di casa mia rimanesse ben chiuso, per impedire che gli altri cani scappassero.

Al mio ritorno dal Canile Municipale, (se ne erano andati via tutti), trovai il cancello di casa spalancato e con tutti gli altri cani per strada. Li ho chiamati, e loro, ubbidienti, sono subito rientrati.

Lo stesso giorno 12 marzo, nel pomeriggio, ritornai, (forte della dichiarazione scritta della De Torre), ritornai per portare da mangiare ai miei ex cani, (ossia i cani dell’Associazione per la Protezione degli Animali, San Francesco d’Assisi),
Malgrado facessi vedere la dichiarazione della De Torre, consegnatami quella mattina, al vice-presidente del PANEPA, (Protezione Animali e Ambiente), Dr. Claudio d’Ingiullo, questi, non mi permise di entrare al Canile Municipale da lui diretto.

Allora telefonai alla De Torre, dicendole che se non mi permettevano di alimentarli e seguirli, non ne avrei trasferiti altri di cani, in quanto si mancava agli impegni e promesse da lei stessa sottoscritti. Nei giorni successivi andai al Canile Municipale, sempre con lo stesso scopo, e mai D’Ingiullo mi permise di entrare.

Il giorno 25 marzo del 2002, anche questa volta senza preavviso, si presentò a casa mia e all’Associazione per la Protezione degli Animali, San Francesco d’Assisi, la infervorata focolarina Letizia De Torre. Come da copione veniva accompagnata dal solito seguito o “forza d’urto” di prammatica, ossia, tra gli altri, il Dr. Zattelli a capo dei Vigili Urbani, il gentile Dottor De Stefani, Primario del Centro Mentale, l’ambulanza della Croce Rossa, ecc., ecc., ecc,

La “Generalessa” De Torre mi intimò, “firma questa carta”, che dobbiamo portar via tutti i cani. Onestamente il suo tono, più che da focolarina mi sembrò da “mussoliniana”.
Altro dettaglio circa la mentalità di certe benpensanti autorità istituzionali trentine nel sostituirsi (con le relative decisioni in merito), ai professionisti, (istituzionali), della salute, è il seguente.
La “Generalessa” De Torre, a proposito delle SUA ferma decisione di far ricoverare in manicomio a Nella, non lasciò niente al caso.
In che modo?
A Nella, da tempo ormai le veniva portato a domicilio dalla mensa comunale, il pasto di mezzogiorno. La zelante focolarina Assessore De Torre, (lodevolmente parsimoniosa, che non spreca niente), telefonò di persona alla mensa dicendo agli incaricati di non portare più i pasti a Nella, visto che, dove la avrebbero portata di lì a poco, (in manicomio), i pasti erano compresi e serviti lì!

Risposi che l’avrei fatto ma che, stando ai patti, mi dovevano permettere di portare da mangiare ai miei ex cani, (e della Associazione San Francesco d’Assisi), nonché di seguirli.
Non ebbi nessuna risposta!
A continuazione si fece arrivare un camion pieno di operai e si procedette a bloccare tutti gli accessi stradali per casa mia.
La “Generalessa” De torre ordinò di tagliare il cancello e tutti entrarono a casa mia, azione assolutamente illegale o contro la Legge!
Spaventata, ho risalito velocemente le scale e mi sono chiusa in casa mia.

Ascoltando il gran abbaiare e guaire dei cani ho telefonato al 112, (Carabinieri), ma mi risposero che non potevano venire.
Allora, esasperata e fuori di me, ho gridato al telefono; “ ma voi siete Carabinieri o al contrario fate parte delle Brigate Rosse, della Mafia o della Gestapo? Mi dissero di stare attenta….ed io a urlarli di nuovo: “volete che ve lo metta per iscritto?”
Speravo vivamente che offendendoli , sarebbero venuti, ma neanche così vennero.

Quando, sempre di mattina, se ne andarono, e smisi di udire i lamenti strazianti dei miei poveri cani, (e dell’Associazione San Francesco d’Assisi), guardinga e timidamente mi affacciai alla finestra.
Non potevo credere a quello che vedevo! La strada di fronte a casa mia sembrava un mattatoio. Scesi le scale velocemente. La mia cara cagnetta Fortunella, giaceva sul terreno, apparentemente morta. Dopo un po’ trovai un’altra cagna, Lessie, con un orecchio strappato a penzoloni. Un altro cagnetto, apparentemente morto pure lui, risultò con le coste rotte. Molti altri cani con grosse ferite. Uno trafitto da un pezzo di metallo del cancello. Sangue dappertutto!

MA NON ERA FINITA…..

Verso le due del pomeriggio di quella indimenticabile giornata nera, arrivò il vigile urbano Girardini che vedendomi sulle scale di casa, mi ordinò di uscire sulla strada. Mi negai.

Allora mi minacciò di entrare e di prendermi per un braccio per trascinarmi giù dalle scale.

Spaventatissima, risalì di corsa le scale e mi chiusi in casa. Girardini mi seguì e davanti alla porta del primo piano, mi minacciò di sfondarla.

Dopo un po’ se ne andò e arrivò il dottor veterinario Alberto Mengon che telefonò dalla mia cucina alla De Torre, informandola che ero disposta a firmare la carta di consenso se mi permettevano di andare a dar da mangiare ai miei ex cani, (e dell’Associazione san Francesco d’Assisi), al Canile Municipale, e che poi avrei portati anche tutti gli altri cani, dentro della data pattuita.
Il Dr. Mengon mi assicurò che in questo modo tutto era a posto….ma, ancora una volta mi ingannarono.

Infatti, con la scusa che la carta da firmare l’aveva l’ispettore vigile Zattelli, mi disse di andare da lui.
Orbene, con questo sotterfugio dovetti uscire di casa mia, perché l’ispettore Zattelli si trovava sulla strada a circa due, tre cento metri da casa mia, in un punto che non si vedeva.
Mentre parlavo con Zattelli, il resto della “banda” o “commando”, salì le scale di casa mia, sfondarono la porta della mia camera da letto, che trovai irriconoscibile. Anche questo penso sia contro la Legge, trattandosi di una violazione di domicilio vera e propria.

E, FINALMENTE, ECCOCI ARRIVATI AL POVERO TEDDY!

Da tempo ormai, nella mia stanza da letto avevo sempre con me un affezionatissimo cane di nome Teddy, già avanti negli anni, (12), e con un occhio difettoso.
Trovai il materasso del mio letto matrimoniale, con un enorme buco nel mezzo, mentre Teddy era sparito! Forse quell’enorme buco lo fece Teddy cercando di sfuggire ai suoi aguzzini.

Chiesi al dottor veterinario Alberto Mengon, dov’era finito il mio carissimo Teddy. Mi rispose che, con tutta probabilità era scappato per la paura.
Per ben due mesi mi sono alzata alle tre e quattro del mattino per cercarlo nelle campagne circostanti.
E sentite questa! Dopo due mesi, sempre lo stesso esemplare dottor veterinario Alberto Mengon, (anni fa ricevette una bella “tirata di orecchi”, quando lavorava in Valsugana, ma poi fu “perdonato”, per avere dei protettori in alto loco), come dicevo, dopo due mesi è lo stesso Dr. Mengon che mi dice di smettere di cercare, perché lui, lo stesso 25 marzo, ossia il giorno che sfondarono la porta della mia stanza da letto, aveva visto Teddy tenuto al guinzaglio da Claudio d’Ingiullo, responsabile del Canile Municipale e vice presidente del PANEPA o Associazione Protezione Animali e Ambiente.
Sempre il veterinario Mengon, mi riferì che in quella stessa occasione aveva fatto notare a d’Ingiullo, che Teddy aveva una zampa rotta.

Messa al corrente di ciò, mi recai immediatamente al Canile Comunale per rivedere e riavere il mio amato Teddy.
Mai me lo lasciarono vedere e solo lo intravidi da lontano, tenuto al guinzaglio da d’Ingiullo e, COSA DA PAZZI!!!sempre zoppicando con la zampa rotta a penzoloni e benchè fossero passati più di due mesi da quando gliela avevano rotta.
Finalmente, dopo circa altri tre mesi di tanto insistere da parte mia, (e pensare che mi si accusa di cocciutaggine!), riuscì a riavere il mio carissimo Teddy.
Lo portai immediatamente dal bravissimo veterinario Diego Sebastiani che, costatato il cattivo stato della zampa di Teddy, (dopo cinque mesi di essere stata rotta e non curata), mi disse che si poteva curare ma che l’operazione sarebbe costata molto cara, circa mille euro, al che io risposi subito; “anche due mila se fosse necessario!”
L’operazione durò ben cinque ore e poi il Dr. Sebastiani Diego volle tenerlo in osservazione e rimase con lui tutta la notte nell’ambulatorio.
Teddy guarì ed il conto da pagare erano settecento euro per l’intervento, più cento quaranta euro per le medicine, ossia, un totale di 840 euro, che io Nella Ruzz pagai di tasca mia.
Infatti, quei 840 euro sono quelli di cui si parla nella PRE - PREMESSA, di questo libro e con riferimento alla Dott.ssa Fritz Tiziana.
Quella signora, che ha il dente avvelenato con me, in malafede, si nega a rimborsarmi quei 840 euro, con la scusa che la mia versione dei fatti è totalmente falsa e campata in aria, mentre quella veritiera sarebbe quella dei Vigili Urbani che, sempre secondo loro, sarei stata io a rompere la zampa a Teddy.

Giudicate un po’ Voi, gentili e volonterosi Giurati, chi o quali, al contrario di Nella Ruzz, dovrebbero essere visitati da uno psichiatra!

 
PRE-PRE-PREMESSA....DI NELLA E I SUOI CANI, GATTI, ECC.
Nella e i suoi cani

Trento, Città del Concilio, lunedì primo gennaio del 2007.

Come promesso recentemente, vi presento la mia “Strenna Trentina Natalizia e Nuovo Anno 2007”
Buon Anno 2007 e buona lettura.

PRE – PRE - PREMESSA.

Tanti anni fa, (+ di 30), leggendo un bellissimo libro del sociologo ed economista Raymond Aron, (per certi anche il più grande commentatore politico che la Francia abbia conosciuto), fui attratto da una sua riflessione. Infatti, di tutto quel voluminoso libro è la sola cosa che mi è rimasta impressa nella memoria.
Quale?
Più meno diceva che, “l’uomo, con il suo modo di essere, a volte, pur di non rinunciare (di buon grado o, condividere con altri), fosse anche un solo uno per cento di quello che possedeva, preferiva lottare e….(a volte), perderlo tutto, anche se poi, caduto nell’abisso, nel tentativo di uscirne, dimostrava delle doti ammirevoli e inaspettate”.

Sempre da tanti anni ormai, mi pongo la domanda, “ ma, da dove e quando inizia il Male”?
Con il seguente esempio pratico, (tra i tantissimi), mi chiedevo, ai tempi della Presidenza di Sandro Pertini, come faceva un galantuomo coerente come lui, a stare in continuazione a fianco di tanti politici, senatori, deputati, ecc., veri e propri mafiosi, corrotti, ecc., ecc.
Ossia, semplificando e schematizzando un po’, Pertini, il Bene, al fianco di loro, il Male. Dove si trovava l’obbligata linea di congiunzione-divisione?
Non mi soddisfa l’espressione attribuita a San Paolo che; “ anche se non la pensiamo e ci comportiamo allo stesso modo, (nella vita), possiamo pur sempre fare la strada insieme”.
E allora?

Con un altro esempio ancora più concreto, cercherò se non altro di avvicinarmi alla mia preoccupazione.

Credo fosse nel 1972, in un viaggio per l’America del Sud, percorsi anche l’altopiano andino che va da La Paz, (Bolivia), al Cusco, (Perù).
A Puno, (sul Lago Titicaca), si prende il treno per raggiungere la citta di Cusco.
Per strada, (era una splendida giornata di Sole), il treno dovette fermarsi per un po’, essendovi un impedimento momentaneo per poter proseguire.
Scendemmo tutti in aperta campagna, o pascoli per i camelidi locali.
In quel tratto della ferrovia e quasi parallelo con essa, scorreva un limpido ruscello, che si poteva scavalcare tranquillamente con un passo.
Mi dissero che quello era l’origine, l’inizio, del fiume con la maggior portata d’acqua del mondo….il Rio delle Amazzoni.
Al contrario, quando si osserva il Rio delle Amazzoni, vicino alla foce, (Belèm), neanche si riesce a distinguere l’altra sponda, da tanto è largo il fiume.
E anche in questo caso mi sono sempre chiesto dove finiva il ruscello ed iniziava il fiume?

PRE-PREMESSA.

Leggendo il mio libro circa le vicissitudini di Nella e i suoi animali, si capirà meglio il perché di quanto sopra.
Per il momento, quale riferimento, (collegamento), o punta di “iceberg” simbolico di questa faccenda, mi riferirò soltanto alla Dott.ssa Tiziana Fritz, dirigente al Servizio Ambientale del Comune di Trento, il cui responsabile è il dott. Giovanni Segatta, suo superiore.
Quella, a dir poco, arrogante signora la conobbi il giovedì 17 novembre del 2005.
Andai da lei su incarico di Nella Ruzz, per chiedere il rimborso delle spese veterinarie operatorie del cane Teddy, di Nella, e che ammontavano a 840 euro.
La Dr.sa Fritz ci tenne subito a precisarmi che tutto quello che raccontava Nella Ruzz erano menzogne campate in aria, e che diversi funzionari e personale nell’ambito comunale e provinciale, erano concordi nel ritenere che l’unico posto adatto per la Nella era….al Manicomio, o Reparto Psichiatrico all’Ospedale, come si dice oggi.
Aggiunse anche, che la precisa ragione per non rimborsarle quei 840 euro era che i Vigili Urbani, (Comandante Lino Giacomoni), erano di tutt’altro avviso.
Me ne andai, e fino ad oggi, (più di un anno ormai), mi occupai di quella faccenda. Tornai dalla Dr.sa Fritz diverse volte, e sempre a mandarmi da “Erode a Pilato”.
In estate, volli anche chiarire la faccenda coi Vigili Urbani. Il Comandante Giacomoni disse personalmente a Nella, che loro proprio non centravano per niente e che se era per lui, la Dr.sa Fritz poteva rimborsare quei soldi a Nella Ruzz. Allora la Dr.sa Fritz con il benestare del dott. Segatta, trovò altre scuse e non dettero niente a Nella.

Ora voi, gentili lettrici e lettori avrete il ruolo di Giurati in questo simbolico giudizio.
Visto che, almeno in teoria, viviamo in democrazia, ( sebbene la categoria dei Porci della “Fattoria degli Animali” del geniale scrittore George Orwell, di “diritti” ne abbiano molti più dei comuni cittadini, (animali), siccome dicevo, siamo in democrazia, ed ognuno è libero di avere la propria opinione, chiedo a Voi, gentili Giurati di voler esprimere il Vostro parere in merito, dopo il dovuto e ponderato esame del mio “rapporto” o “espediente”, che sottopongo alla Vostra cortese attenzione a continuazione. Buon lavoro!

PREMESSA.

Lo scrittore francese Victor Hugo a proposito del Male, scrive, tra l’altro, quanto segue. “Avendo la possibilità di osservarlo, come apparirebbe l’animo del malvagio se, avendo avuto, (V. Hugo), l’occasione di “affacciarmi” all’animo di una persona per bene, retrocedetti spaventato!”
Più di un amico trentino, al sentire i miei ragionamenti, mi ha detto: “ Stai attento, che le streghe le bruciano ancora!”
Infatti, è proprio per questo che ascoltando le miserie sofferte da Nella Ruzz, mi è subito venuta in mente l’idea che per fortuna non era vissuta cinque secoli fa.
Perché? Perché, per quei tempi era il prototipo perfetto della persona diversa, contro corrente, eccellente capro espiatorio del popolino ben pensante, che dà libera via alla sua componente sadica e, quale “diversa” la dichiara “strega”, ….cha va processata, torturata e finalmente bruciata.
Ad onore del vero, diversamente da altre situazioni, in questo caso almeno, l’accusa di “stregoneria”, mossa a Nella non sarebbe partita dalle autorità ecclesiastiche, ma dal popolino benpensante, crudele, stupido e ignorante.
Tuttavia, per “calmare le acque” ed eventuali tumulti, l’Autorità religiosa avrebbe dovuto cedere per accontentare….ed il rogo per nella ci sarebbe stato comunque, magari in Piazza Duomo.

La sola, (probabile) variante in questo rogo, sarebbe stata l’esistenza dei cani e gatti di Nella. Mi immagino che anche loro avrebbero “pagato” per essere stati accuditi amorevolmente, ossia “contagiati” da lei. Senza poi contare che i più malati di mente dei benpensanti avrebbero testimoniato (sotto giuramento), averla vista essere posseduta carnalmente da chissà quanti cani, che per l’occasione si trasformavano o camuffavano con zampe di caproni, lunghe corna e tutti “incipriati” e odorosi di zolfo.
Accusati di tali infamie i poveri animali sarebbero stati messi, chi in gabbia, chi legati e posti sopra la grande, (extra grande, per l’occasione), catasta di buona legna secca.
Poi nell’essere bruciate, quelle povere bestie innocenti avrebbero lanciato dei lamenti atroci, lancinanti, che, assieme agli occhi che gli uscivano dalle orbite dal terrore e dolore, avrebbero fornito le prove irrefutabili, (e probatorie), della loro “colpevolezza associativa” con Nella….che costituiva a sua volta la connessione sicura col Demonio. Amen!

 
LETTERA ALLA DOTTORESSA TIZIANA FRITZ....
Tiziana Fritz
Trento, 12 settembre del 2006

Dott.ssa Tiziana Fritz e Dr. Giovanni Segatta
Servizio Ambiente Ufficio Ecologia Urbana
Via Ghiaie, 58 – Maso Smalz –
38100 TRENTO

e, p. c.
Comando dei Vigili Urbani
Difensore Civico
Sindaco di Trento
Presidente della Provincia A. di Trento
Assessore all’Ambiente, Sport e pari opportunita
Comando Provinciale Carabinieri
Redazioni di:
L’Adige
Il Trentino
Vita Trentina

Dott.ssa Fritz,
Non avendo ottenuto risposta alla mia lettera del 27 agosto del 2006, e tanto per rimanere sempre in tema, o chiarire maggiormente questo caso, a continuazione Le rivolgo alcune domande in merito.
1- Perche Lei ha il “dente avvelenato” con me? Il Suo accanimento nei miei confronti come pure contro tutto quello che sostengo e rappresento, come l’Associazione Amici degli Animali S. Francesco, e a dir poco proverbiale!
2- Perche Lei negli anni passati non ha mai risposto alle mie lettere?
3- Perche, quale presidente della Associazione Amici degli Animali S. Francesco, Lei non mi riconosce il diritto ai contributi comunali per i gatti della stessa Associazione? A questo proposito la Sua arroganza o maleducazione mi fa pensare alle dichiarazioni della Difensore Civico riguardo alla “maffie comunali trentine”. Perche? Perche in un’occasione nella quale mandai al Dr. Valerio Tonolli a chiederle perche non mi dava tali contributi, visto che la Provincia mi riconosceva tale diritto, Lei, senza mezzi termini e sarcasticamente rispose che se la Provincia era del parere che io ricevessi i contributi per i gatti, che mi rivolgessi pure alla Provincia e non a Lei dott.ssa Fritz che lavora al Servizio Ambiente del Comune.
4- Perche, quando nel 1996 Lei ha fatto portare via 130 - cento trenta- cani dal Rifugio S. Francesco ( su ordine del Sindaco Dellai), ha fatto pubblicare sul giornale, tra l’altro, che un cane era magro, ossia tenuto male? Perche tale cocciuta ed ingiustificata denigrazione nei miei confronti?
5- Perche, nel giro di pochi mesi, ne furono eliminati 83 (ottantatre) di quei 130 cani?
6- Perche Lei difese sempre a spada tratta (affermando che era bravissimo) ad Enrico Costanzo. E inutile che Lei si difenda asserendo che fui io ad accettare Costanzo nell’Associazione S. Francesco. La verita era, e Lei lo sapeva, che Enrico Costanzo doveva scontare tre anni di galera. Allora io, per pura carita cristiana, lo accettai nell’Associazione S. Francesco in quanto, quale volontario evitava in quel modo il carcere, sostituito da un lavoro di utilita sociale. Purtroppo non mi immaginavo in che cosa mi stessi mettendo e nemmeno pensai al vecchio adagio che dice: “che il lupo perde il pelo ma non il vizio”. E cosi accadde, in quanto il bravo Costanzo Enrico, forse per ringraziarmi a modo suo di avergli evitata la galera, mi chiese uno stipendio (in nero) di due milioni di lire mensili, per un totale di 26 milioni annui, visto che mi esigeva anche la tredicesima....Questo, Costanzo lo affermo e me lo chiese in malo modo alla presenza del mio avvocato Gianni Margoni. Naturalmente che io mi rifiutai!
7- Allora il prode Costanzo dovette escogitare un’altra via per raggiungere il suo proposito pecuniario. Certo che da solo non ci sarebbe mai arrivato.
8- E qui, entrano chissa di nuovo in ballo le “maffie comunali trentine” di cui sopra. Perche? Perche malgrado tutti fossero al corrente del “curriculum vitae” di Enrico Costanzo, ancora oggi mi chiedo chi mai autorizzo l’ing. Girola del Comune di Trento a consegnare una copia della chiave del Canile Municipale a Costanzo Enrico, e senza dirmi niente.
9- Cosi facendo, Costanzo diventava di fatto il “vero Presidente” e padrone del Canile Municipale di Trento, e Lei Dott.ssa Fritz era al corrente di tutto e sempre difese l’operato di Costanzo Enrico. Per la cronaca Costanzo millantava il titolo di vice-presidente del Canile Municipale, anche se tale titolo non esiste nello statuto della Associazione Amici degli Animali S. Francesco.
10- In questo modo, sia per conto suo (di Costanzo) e con l’accordo di Duiella (impiegato comunale), prendeva cani a pensione (su pagamento), naturalmente senza dirmi niente o registrare tali entrate, vendeva cani, faceva il tesseramento, intascandosi personalmente le quote e lo stesso valeva per tutte le offerte fatte al canile. Senza registrazione, tutto finiva nelle ampie tasche di Costanzo! Basti un esempio di questo modo di fare. In un’occasione il dr. veterinario Pezzani mi disse di aver dato a Costanzo cento mila lire quale contributo per un cane di suo fratello consegnato al Canile Municipale di Trento.
11- Io Nella Ruzz, che, almeno sulla carta figuravo come la Presidente del Canile Municipale, ero ridotta a fare la serva, mentre Enrico Costanzo si esibiva qual Vice- Presidente allungato su un gran divano che si era fatto portare in ufficio.
12- L’effetto che questo “trattamento”, durato 17 mesi, ebbe su di me, fu che dimagri di ben venti chili con la conseguente desidratazione quasi totale.
13- Come indicato, per ben 17 mesi si ando avanti cosi, e Lei Dott.ssa Fritz ne era perfettamente al corrente. Non facendocela piu per la stanchezza, in un’occasione ricordo che non sentendomi piu in grado di andare personalmente in macchina (giornalmente) a ritirare due grandi secchi di buonissima pappa avanzata alla mensa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Trento, dissi al maresciallo di servizio che avrei mandato Costanzo Enrico al mio posto a ritirarli....e lui velocissimo a dire che neanche per sogno, in quanto era inpensabile che Costanzo Enrico entrasse li!
14- Siccome ogni cosa arriva al suo fine, (o la goccia che fece traboccare il bicchiere), successe che in uno dei suoi abituali eccessi di ira, Costanzo mi ridusse in fin di vita a calci (io per terra) e fu con una pedata che mi ruppe le costole e dovetti essere portata in ospedale per rimanervi una quindicina di giorni.
Bravo Enrico Costanzo fanullone e ladro, lui trentenne che se la prende con me, settantenne!!!!

15- Naturalmente Lei Dott.ssa Fritz diede ragione a Costanzo che continuo indisturbato al suo posto.


16- Pero, dice un’altro proverbio, (saggio) “che non si puo avere la bottiglia piena e la moglie ubbriaca”. Cosa centra questo? Centra per il fatto che la mia assenza al Canile Municipale si rivelo come la provvidenziale cartina di tornasole della reale situazione del Canile Municipale, che Lei sapeva ma non voleva riconoscere, Dott.ssa Fritz. Mancando io, Nella Ruzz, col mio incessante darmi da fare, il Canile Municipale entro in crisi a grande velocita, col risultato che a Voi non rimase altra alternativa di mandare via Enrico Costanzo. E pensare che questo “interregno assoluto” (senza Nella) di Costanzo duro solo 31 giorni, ossia dal 14 aprile al 15 maggio del 1996. Siccome Costanzo era inviso anche ai lavoratori del Canile Municipale, quando sgomberarono l’ufficio dalle sue cose, buttarono tutto fuori come si trattasse di spazzatura e cosi anche il grande divano da gran Pascia sul quale abituava allungarsi o sdraiarsi, il quale non fu messo fuori con attenzione, ma buttato rovesciato sopra tutto il resto quale “segno di stima e apprezzo” verso il suo propietario.
17- E sempre a proposito del lupo che perde il pelo....qualcuno mi ha assicurato che Enrico Costanzo, Suo grande protetto e favorito di un tempo, Dott.ssa Fritz, sia di nuovo in galera....
18- Detto tutto quanto sopra e per concludere mi permetto di ritornare alla domanda numero uno di questa lettera, ossia, perche Lei Dott.ssa Fritz ha il “dente avvelenato” con me?

Distinti saluti

Nella Ruzz
 
NELLA E I SUOI CANI E GATTI....
Nella e i suoi cani

Trento, Città del Concilio, lunedì primo gennaio del 2007.

Come promesso recentemente, vi presento la mia “Strenna Trentina Natalizia e Nuovo Anno 2007”
Buon Anno 2007 e buona lettura.

PRE – PRE - PREMESSA.

Tanti anni fa, (+ di 30), leggendo un bellissimo libro del sociologo ed economista Raymond Aron, (per certi anche il più grande commentatore politico che la Francia abbia conosciuto), fui attratto da una sua riflessione. Infatti, di tutto quel voluminoso libro è la sola cosa che mi è rimasta impressa nella memoria.
Quale?
Più meno diceva che, “l’uomo, con il suo modo di essere, a volte, pur di non rinunciare (di buon grado o, condividere con altri), fosse anche un solo uno per cento di quello che possedeva, preferiva lottare e….(a volte), perderlo tutto, anche se poi, caduto nell’abisso, nel tentativo di uscirne, dimostrava delle doti ammirevoli e inaspettate”.

Sempre da tanti anni ormai, mi pongo la domanda, “ ma, da dove e quando inizia il Male”?
Con il seguente esempio pratico, (tra i tantissimi), mi chiedevo, ai tempi della Presidenza di Sandro Pertini, come faceva un galantuomo coerente come lui, a stare in continuazione a fianco di tanti politici, senatori, deputati, ecc., veri e propri mafiosi, corrotti, ecc., ecc.
Ossia, semplificando e schematizzando un po’, Pertini, il Bene, al fianco di loro, il Male. Dove si trovava l’obbligata linea di congiunzione-divisione?
Non mi soddisfa l’espressione attribuita a San Paolo che; “ anche se non la pensiamo e ci comportiamo allo stesso modo, (nella vita), possiamo pur sempre fare la strada insieme”.
E allora?

Con un altro esempio ancora più concreto, cercherò se non altro di avvicinarmi alla mia preoccupazione.

Credo fosse nel 1972, in un viaggio per l’America del Sud, percorsi anche l’altopiano andino che va da La Paz, (Bolivia), al Cusco, (Perù).
A Puno, (sul Lago Titicaca), si prende il treno per raggiungere la citta di Cusco.
Per strada, (era una splendida giornata di Sole), il treno dovette fermarsi per un po’, essendovi un impedimento momentaneo per poter proseguire.
Scendemmo tutti in aperta campagna, o pascoli per i camelidi locali.
In quel tratto della ferrovia e quasi parallelo con essa, scorreva un limpido ruscello, che si poteva scavalcare tranquillamente con un passo.
Mi dissero che quello era l’origine, l’inizio, del fiume con la maggior portata d’acqua del mondo….il Rio delle Amazzoni.
Al contrario, quando si osserva il Rio delle Amazzoni, vicino alla foce, (Belèm), neanche si riesce a distinguere l’altra sponda, da tanto è largo il fiume.
E anche in questo caso mi sono sempre chiesto dove finiva il ruscello ed iniziava il fiume?

PRE-PREMESSA.

Leggendo il mio libro circa le vicissitudini di Nella e i suoi animali, si capirà meglio il perché di quanto sopra.
Per il momento, quale riferimento, (collegamento), o punta di “iceberg” simbolico di questa faccenda, mi riferirò soltanto alla Dott.ssa Tiziana Fritz, dirigente al Servizio Ambientale del Comune di Trento, il cui responsabile è il dott. Giovanni Segatta, suo superiore.
Quella, a dir poco, arrogante signora la conobbi il giovedì 17 novembre del 2005.
Andai da lei su incarico di Nella Ruzz, per chiedere il rimborso delle spese veterinarie operatorie del cane Teddy, di Nella, e che ammontavano a 840 euro.
La Dr.sa Fritz ci tenne subito a precisarmi che tutto quello che raccontava Nella Ruzz erano menzogne campate in aria, e che diversi funzionari e personale nell’ambito comunale e provinciale, erano concordi nel ritenere che l’unico posto adatto per la Nella era….al Manicomio, o Reparto Psichiatrico all’Ospedale, come si dice oggi.
Aggiunse anche, che la precisa ragione per non rimborsarle quei 840 euro era che i Vigili Urbani, (Comandante Lino Giacomoni), erano di tutt’altro avviso.
Me ne andai, e fino ad oggi, (più di un anno ormai), mi occupai di quella faccenda. Tornai dalla Dr.sa Fritz diverse volte, e sempre a mandarmi da “Erode a Pilato”.
In estate, volli anche chiarire la faccenda coi Vigili Urbani. Il Comandante Giacomoni disse personalmente a Nella, che loro proprio non centravano per niente e che se era per lui, la Dr.sa Fritz poteva rimborsare quei soldi a Nella Ruzz. Allora la Dr.sa Fritz con il benestare del dott. Segatta, trovò altre scuse e non dettero niente a Nella.

Ora voi, gentili lettrici e lettori avrete il ruolo di Giurati in questo simbolico giudizio.
Visto che, almeno in teoria, viviamo in democrazia, ( sebbene la categoria dei Porci della “Fattoria degli Animali” del geniale scrittore George Orwell, di “diritti” ne abbiano molti più dei comuni cittadini, (animali), siccome dicevo, siamo in democrazia, ed ognuno è libero di avere la propria opinione, chiedo a Voi, gentili Giurati di voler esprimere il Vostro parere in merito, dopo il dovuto e ponderato esame del mio “rapporto” o “espediente”, che sottopongo alla Vostra cortese attenzione a continuazione. Buon lavoro!

PREMESSA.

Lo scrittore francese Victor Hugo a proposito del Male, scrive, tra l’altro, quanto segue. “Avendo la possibilità di osservarlo, come apparirebbe l’animo del malvagio se, avendo avuto, (V. Hugo), l’occasione di “affacciarmi” all’animo di una persona per bene, retrocedetti spaventato!”
Più di un amico trentino, al sentire i miei ragionamenti, mi ha detto: “ Stai attento, che le streghe le bruciano ancora!”
Infatti, è proprio per questo che ascoltando le miserie sofferte da Nella Ruzz, mi è subito venuta in mente l’idea che per fortuna non era vissuta cinque secoli fa.
Perché? Perché, per quei tempi era il prototipo perfetto della persona diversa, contro corrente, eccellente capro espiatorio del popolino ben pensante, che dà libera via alla sua componente sadica e, quale “diversa” la dichiara “strega”, ….cha va processata, torturata e finalmente bruciata.
Ad onore del vero, diversamente da altre situazioni, in questo caso almeno, l’accusa di “stregoneria”, mossa a Nella non sarebbe partita dalle autorità ecclesiastiche, ma dal popolino benpensante, crudele, stupido e ignorante.
Tuttavia, per “calmare le acque” ed eventuali tumulti, l’Autorità religiosa avrebbe dovuto cedere per accontentare….ed il rogo per nella ci sarebbe stato comunque, magari in Piazza Duomo.

La sola, (probabile) variante in questo rogo, sarebbe stata l’esistenza dei cani e gatti di Nella. Mi immagino che anche loro avrebbero “pagato” per essere stati accuditi amorevolmente, ossia “contagiati” da lei. Senza poi contare che i più malati di mente dei benpensanti avrebbero testimoniato (sotto giuramento), averla vista essere posseduta carnalmente da chissà quanti cani, che per l’occasione si trasformavano o camuffavano con zampe di caproni, lunghe corna e tutti “incipriati” e odorosi di zolfo.
Accusati di tali infamie i poveri animali sarebbero stati messi, chi in gabbia, chi legati e posti sopra la grande, (extra grande, per l’occasione), catasta di buona legna secca.
Poi nell’essere bruciate, quelle povere bestie innocenti avrebbero lanciato dei lamenti atroci, lancinanti, che, assieme agli occhi che gli uscivano dalle orbite dal terrore e dolore, avrebbero fornito le prove irrefutabili, (e probatorie), della loro “colpevolezza associativa” con Nella….che costituiva a sua volta la connessione sicura col Demonio. Amen!