LETTERA A SUA SANTITA' PAPA BENEDETTO XVI....
Joseph Ratzinger….
Trento, Città del Concilio, Domenica 22 aprile del 2007
LETTERA A SUA SANTITA’ PAPA BENEDETTO XVI, AL SECOLO JOSEPH RATZINGER.
Santità,
parafrasando a William Shakespeare nel suo Amleto, (Principe danese di Elsinore), credo poter affermare che in quel di Trento, e precisamente dalle parti della Curia e del Palazzo Arcivescovile, “c’è odore di marcio”.
Perché? Risulta che la signora Ivana Merlo, per aver accusato un sacerdote insegnante di religione al locale Liceo Prati, di avere avuto rapporti sessuali con delle studentesse minorenni, è stata condannata e rinchiusa come pazza nel OPG, (Ospedale Psichiatrico Giudiziario), di Castiglione delle Stiviere, (MN).
I fatti risalgono al 2004, dove a seguito delle sue affermazioni è stata denunciata per calunnie, ingiurie e minacce. Si richiese una perizia psichiatrica che fu affidata al Dr. Fabio Bonadiman che arrivò alla conclusione che Ivana Merlo era totalmente incapace di intendere e di volere.
Questo risultato incoraggiò la pm Alessandra Liverani a chiedere l’assoluzione di Ivana Merlo gia davanti al gup Corrado Pascucci.
Avendo fatto ricorso al Tribunale di Sorveglianza, la relativa decisione del giudice Carlo Alberto Agnoli è stata durissima, soprattutto considerando che Ivana Merlo non è mai stata protagonista di atti violenti.
Malgrado ciò, Ivana Merlo è stata condannata a due anni all’OPG, dove sopravvive al fianco di pluriomicide, infanticide e persone colpevoli dei più efferati delitti.
Sarà anche per condanne di questo genere che recentemente il giudice Gherardo Colombo, (protagonista di Mani Pulite e Tangentopoli), ha “tirato la toga alle ortiche”.
Io, Dr. Valerio Tonolli ho incontrato per la prima volta Ivana Merlo in data due aprile del 2007. La signora Merlo è una persona solare, molto gentile ed intelligente, (laureata a pieni voti in teologia), e con una volontà di ferro.
Tra l’altro, mi ha riferito di aver chiesto più volte di essere ricevuta dall’Arcivescovo di Trento, Monsignor Luigi Bressan, che si è sempre rifiutato.
Ivana Merlo, gode al contrario della completa fiducia del sacerdote trentino don Marcello Farina, ( e di altri sacerdoti onesti), che sta cercando di aiutarla.
Don Marcello Farina è un uomo carismatico, che quando lo lasciavano predicare in Duomo, si dovevano spalancare i portoni, perché la folla accorsa ad ascoltarlo, traboccava nelle piazze e strade adiacenti.
Al presente, per insistere nel voler predicare la Verità, a don Marcello Farina non è più permesso di predicare in Duomo. Al suo posto, blatera di cose trite e ritrite, l’Arcivescovo Bressan, e naturalmente quando predica, i portoni del Duomo possono rimanere pacificamente chiusi….
Altro personaggio chiave di questa faccenda trentina, Santità, è il capo del Capitolo, Monsignor Ernesto Menghini, uomo con forti legami e protezioni in Vaticano, e conosciuto per essere, (tra l’altro), molto vendicativo.
Metaforicamente, si può sospettare che Bressan e Menghini stiano cercando di riportare lo spirito della Santa Inquisizione in quel di Trento, col beneplacito e la quasi totale indifferenza dell’opinione pubblica locale.
In una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano ho chiesto di voler ricevere a Ivana Merlo a Roma.
La stessa richiesta la rivolgo a Lei, papa Ratzinger, approfittando che oggi, Domenica 22 aprile del 2007, partono per Roma ben 150 trentini, con l’arcivescovo Monsignor Luigi Bressan in testa e che parteciperanno all’udienza generale in Vaticano, ossia, saranno ricevuti da Lei, papa Benedetto XVI.
Immagino che per tale augusta occasione, farà parte del gruppo anche Monsignor Ernesto Menghini e magari don Ivan Maffeis, Direttore del settimanale trentino, “Vita Trentina”, organo della Curia trentina.
Veda di fare “tris” Santità, e di trovarsi a 8 occhi con quei tre personaggi per sentire di persona cosa ne pensano della condanna al manicomio criminale di Ivana Merlo.
Finito l’incontro a 8 occhi, parli a 4 occhi con Monsignor Menghini e cerchi di farle “svuotare il sacco”, visto che di cose ne avrebbe molte da dire, come mi hanno assicurato in molti.
Fatto questo, e come conclusione, approfitti di questa visita di tre giorni a Roma della comitiva trentina, per far venire in Vaticano a Ivana Merlo. Di tutti quei trentini è senza ombra di dubbio la più bisognosa del Suo aiuto, Santità.
Nel dubbio, si ricordi che “il Buon Pastore”, lascia le 99 pecorelle al sicuro, per andare a cercare e liberare quella rimasta impigliata, prigioniera tra i rovi.
Curioso, starò a vedere se la Verità prevarrà sulla Ragion di Stato, visto che la Chiesa Cattolica Apostolica Romana è maestra storica nel sapersi schierare coi peggiori dittatori, (e le loro malefatte e nefandezze), se questo le conviene non spiritualmente ma temporalmente.
Basti pensare alla velocità olimpionica con la quale il Vaticano corse a firmare il Concordato col Terzo Reich di Adolf Hitler, appena arrivato al Potere nel 1933.
E questo malgrado fossero già in giro milioni di copie del “programma di Governo” di Hitler, il “Mein Kampf”, e peggio ancora sebbene non fossero ancora passati nemmeno 20 anni dal genocidio degli armeni di Turchia, genocidio di due milioni di persone e che servì di modello per l’Olocausto di Hitler.
A volte mi chiedo se sarà forse per “riconoscenza” verso Hitler che il papa Pio XII, (da vero grande codardo), non condannò mai apertamente e chiaramente allo sterminio sistematico, non solo degli ebrei, ma anche degli “zingari”, (Rom e Sint), e di altri oppositori o persone invise al regime satanico di Adolf Hitler.
Senza poi dimenticare, che in quelli stessi anni, (1936), ebbe luogo la tragedia della Guerra Civile Spagnola, e che il sanguinario, crudele e vendicativo “caudillo” Francisco Franco ebbe il totale appoggio delle alte gerarchie ecclesiastiche cattoliche spagnole, vaticane ed internazionali, facendo anche assassinare moltissimi sacerdoti e religiosi qua stavano dalla parte del popolo e del governo spagnolo democraticamente eletto….
“UOMO DELLA PROVVIDENZA”?
Per come la pensa e si comporta Monsignor Angelo Bagnasco, penso che Silvio Berlusconi sarebbe stato il perfetto “uomo della Provvidenza” attuale se fosse riuscito a diventare il Presidente della Repubblica Italiana.
L’altro lato della medaglia di quel “grande ex lider politico della commedia all’italiana” l’abbiamo visto tutti sul settimanale “Oggi” di questi giorni, con sedute sulle ginocchia due gran belle fig….liole.
Una “foto ricordo” degna più di un cafone di bar di periferia che di un ex Capo di Governo che ha diretto “i Destini” d’Italia. Povera Italia….!!!!
ALTRE ZONE FETENTI TRENTINE.
Tuttavia, Santità, se può servirle di alcun sollievo, tenga presente che il fetore trentino non emana solo dalla Curia. Il fetore nauseante si sente anche dalle parti del Comune di Trento, e della Provincia Autonoma di Trento.
Pensi un po’, Santità, che tra i tantissimi esempi, la signora Violetta Plotegher, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trento, mi ha eliminato in forma totalmente discrezionale, (ossia illegittima), al sussidio mensile comunale di 440 euro, col quale pagavo l’affitto di casa , con spese di luce e gas. D’ora in poi dovrò vivere coi 540 euro della mia pensione minima INPS, ossia con cento euro, visto che 440 sono per l’affitto e malgrado noi siamo una famiglia di quattro persone che dormiamo tutti in una stanza di un miniappartamento della Curia….
Perché l’Assessore Violetta Plotegher mi ha cancellato il sussidio? Perché il suo servizio di “intelligence” ha scoperto che oltre che fannullone sono anche furbo….ossia che senza avvisare loro, a Natale mi sono preso perfino la tredicesima di 540 euro ossia, 1080 euro….da vero scaltro “minchione”, come direbbero nella bellissima Sicilia.
Pertanto, per riparare il danno, salomonicamente, la zelante Assessore Violetta Plotegher, (per incominciare), mi ha fatto eliminare i sussidi di gennaio e febbraio. Perciò, ai 1080 euro (INPS) di Natale sono stati detratti gli 880 euro (comunali), dei sussidi cancellati.
Ergo, se l’aritmetica non è un’opinione, a Natale sono rimasto con 200 euro….
….E MI SONO VENDICATO….
Siccome l’Assessore Plotegher, assieme ai suoi altri degni compari, prende ottomila euro puliti di stipendio al mese, più tredicesima e quattordicesima, a Natale ha preso 24.000 euro di solo stipendio, più circa altri 24.000 di extra, vantaggi, agevolazioni, bonus e chi più ne ha più ne metta….per un totale di 48.000 euro!!!….che equivalgono, (sempre se la matematica non è un’opinione), a ben 240 volte di quello che ho preso io con la famiglia a Natale!
CONCLUSIONE PIU CHE EVIDENTE….
E tanto per rimanere nelle simbologia, Santità, mi viene in mente il libro, “La fattoria degli animali”, del geniale scrittore inglese George Orwell.
In quel libro si legge, tra l’altro, che in teoria almeno, tra gli animali di quella fattoria vige la democrazia e che tutti avrebbero gli stessi diritti. Poi si scopre che una certa categoria di animali, I PORCI, di diritti ne hanno ben di più dei comuni mortali.
Ergo, i parlamentari italiani che siedono a Roma, Bruxelles, nelle Province e Regioni, i Sindaci, gli Assessori, i Consiglieri, ecc., ecc.,ecc., tutti loro appartengono alla categoria dei PORCI, sempre con riferimento al libro di Orwell, “La fattoria degli animali”, e di diritti, (ma non altrettanti doveri), ne hanno molti, ma molti di più di noi fessi comuni mortali di terza, quarta, ecc., categoria.
FETORE EMANANTE DALLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO.
Il nostro caro governatore Dellai si è inventato la gran ca….volata, (per non dire peggio), del Festival dell’Economia. E’ un modo non tanto subdolo per farsi propaganda elettorale coi soldi dei contribuenti. Perché la penso così lo spiegherò in altra sede, altrimenti questa lettera diventa un opuscolo.
Tuttavia un solo dettaglio a proposito. Il giorno dell’inaugurazione di tale porcata, a dirigere le musiche varie verrà un DJ doc, che per una sola serata prenderà 10.000 euro, (diecimila). Se a quei diecimila euro ne aggiungiamo altri 560 otteniamo la somma di 10.560 euro, che corrispondono a ben due anni, o 24 mensilità del mio sussidio di 440 euro col quale pago l’affitto e che è stato eliminato….Se Trento non guazza nell’ambiente fognario fetente, me lo dica Lei, Santità.
E tenga conto che sono tutti d’accordo! Pensi che ho fatto notare tali situazioni alla mia assistente sociale, signora Irene Graffer, (che ha “collaborato” anche lei per farmi eliminare il sussidio), la quale mi ha risposto col suo smagliante sorriso di circostanza, che quei soldi, (del DJ e simili), erano molto ben spesi in quanto, “non possiamo stare qui a parlare soltanto di morti di fame”, ossia quelli come me. Quelle parole testuali me le ha dette seduta al tavolo nel suo ufficio, a mio fianco e guardandomi arrogantemente negli occhi….le ha dette a me, Dr. Valerio Tonolli, Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante, ma che per lei sono uno spregevole morto di fame, fannullone, furbo, minchione, e chi più ne ha più ne metta.
MEDIA, (GIORNALI, RADIO E TELEVISIONI), ULTRAFETENTI….
In quanto a disinformare, il settimanale della Curia, “Vita Trentina” è al primo posto! Il suo direttore, don Ivan Maffeis è il tipico cattolico bigotto, ipocrita, baciapile. Per dimostrarLe che è un vero “fariseo” pensi che sono mesi che ho pubblicato un libro in Internet che parla di tante violenze ed ingiustizie sofferte da Nella Ruzz da parte dell’amministrazione comunale di Trento, durante 15 anni. Ne Vita Trentina né gli altri due squallidi giornalucoli da strapazzo locali, l’Adige e Il Trentino vi hanno dedicato neanche una riga. Se questo non è disinformare!
Pensi un po’ papa Benedetto XVI, che Sua Santità Giovanni Paolo II era di tutt’altro avviso a proposito de Nella Ruzz. Se lei fa investigare dai suoi collaboratori vedrà che Nella Ruzz è stata ricevuta da papa Wojtyla in Vaticano, un lunedì di novembre del 1981. Tutto ciò è descritto nel mio libro, “Nella e i suoi cani” e che si trova in Internet al Blog,
blogs.ya.com/nella-e-i-suoi-cani
ODORE DI MARCIO ANCHE DALLE PARTI DELLA DIFENSORE CIVICO….
La sola cosa veramente utile che ha fatto la Difensore Civico, Borgonovo Re, è di aver denunciato l’esistenza delle “MAFIE TRENTINE”.
Per Nella Ruzz non ha mosso un dito ed è per questo che le ho detto che sarebbe più adatta in un altro incarico presso la Provincia Autonoma di Trento.
Nell’augurarLe buona salute, Santità, voglia gradire cordiali saluti.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante
E-mail
tonollivalerio@hotmail.com
La presente lettera si trova in Internet ai Blogs,
blogs.ya.com/informaalternativa
blogs.ya.com/wojtyla-santo-no
blogs.ya.com/lettere-ai-papi
blogs.ya.com/disagio-psichico
blogs.ya.com/genocideindifference
blogs.ya.com/nella-e-i-suoi-cani
Trento, Città del Concilio, Domenica 22 aprile del 2007
LETTERA A SUA SANTITA’ PAPA BENEDETTO XVI, AL SECOLO JOSEPH RATZINGER.
Santità,
parafrasando a William Shakespeare nel suo Amleto, (Principe danese di Elsinore), credo poter affermare che in quel di Trento, e precisamente dalle parti della Curia e del Palazzo Arcivescovile, “c’è odore di marcio”.
Perché? Risulta che la signora Ivana Merlo, per aver accusato un sacerdote insegnante di religione al locale Liceo Prati, di avere avuto rapporti sessuali con delle studentesse minorenni, è stata condannata e rinchiusa come pazza nel OPG, (Ospedale Psichiatrico Giudiziario), di Castiglione delle Stiviere, (MN).
I fatti risalgono al 2004, dove a seguito delle sue affermazioni è stata denunciata per calunnie, ingiurie e minacce. Si richiese una perizia psichiatrica che fu affidata al Dr. Fabio Bonadiman che arrivò alla conclusione che Ivana Merlo era totalmente incapace di intendere e di volere.
Questo risultato incoraggiò la pm Alessandra Liverani a chiedere l’assoluzione di Ivana Merlo gia davanti al gup Corrado Pascucci.
Avendo fatto ricorso al Tribunale di Sorveglianza, la relativa decisione del giudice Carlo Alberto Agnoli è stata durissima, soprattutto considerando che Ivana Merlo non è mai stata protagonista di atti violenti.
Malgrado ciò, Ivana Merlo è stata condannata a due anni all’OPG, dove sopravvive al fianco di pluriomicide, infanticide e persone colpevoli dei più efferati delitti.
Sarà anche per condanne di questo genere che recentemente il giudice Gherardo Colombo, (protagonista di Mani Pulite e Tangentopoli), ha “tirato la toga alle ortiche”.
Io, Dr. Valerio Tonolli ho incontrato per la prima volta Ivana Merlo in data due aprile del 2007. La signora Merlo è una persona solare, molto gentile ed intelligente, (laureata a pieni voti in teologia), e con una volontà di ferro.
Tra l’altro, mi ha riferito di aver chiesto più volte di essere ricevuta dall’Arcivescovo di Trento, Monsignor Luigi Bressan, che si è sempre rifiutato.
Ivana Merlo, gode al contrario della completa fiducia del sacerdote trentino don Marcello Farina, ( e di altri sacerdoti onesti), che sta cercando di aiutarla.
Don Marcello Farina è un uomo carismatico, che quando lo lasciavano predicare in Duomo, si dovevano spalancare i portoni, perché la folla accorsa ad ascoltarlo, traboccava nelle piazze e strade adiacenti.
Al presente, per insistere nel voler predicare la Verità, a don Marcello Farina non è più permesso di predicare in Duomo. Al suo posto, blatera di cose trite e ritrite, l’Arcivescovo Bressan, e naturalmente quando predica, i portoni del Duomo possono rimanere pacificamente chiusi….
Altro personaggio chiave di questa faccenda trentina, Santità, è il capo del Capitolo, Monsignor Ernesto Menghini, uomo con forti legami e protezioni in Vaticano, e conosciuto per essere, (tra l’altro), molto vendicativo.
Metaforicamente, si può sospettare che Bressan e Menghini stiano cercando di riportare lo spirito della Santa Inquisizione in quel di Trento, col beneplacito e la quasi totale indifferenza dell’opinione pubblica locale.
In una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano ho chiesto di voler ricevere a Ivana Merlo a Roma.
La stessa richiesta la rivolgo a Lei, papa Ratzinger, approfittando che oggi, Domenica 22 aprile del 2007, partono per Roma ben 150 trentini, con l’arcivescovo Monsignor Luigi Bressan in testa e che parteciperanno all’udienza generale in Vaticano, ossia, saranno ricevuti da Lei, papa Benedetto XVI.
Immagino che per tale augusta occasione, farà parte del gruppo anche Monsignor Ernesto Menghini e magari don Ivan Maffeis, Direttore del settimanale trentino, “Vita Trentina”, organo della Curia trentina.
Veda di fare “tris” Santità, e di trovarsi a 8 occhi con quei tre personaggi per sentire di persona cosa ne pensano della condanna al manicomio criminale di Ivana Merlo.
Finito l’incontro a 8 occhi, parli a 4 occhi con Monsignor Menghini e cerchi di farle “svuotare il sacco”, visto che di cose ne avrebbe molte da dire, come mi hanno assicurato in molti.
Fatto questo, e come conclusione, approfitti di questa visita di tre giorni a Roma della comitiva trentina, per far venire in Vaticano a Ivana Merlo. Di tutti quei trentini è senza ombra di dubbio la più bisognosa del Suo aiuto, Santità.
Nel dubbio, si ricordi che “il Buon Pastore”, lascia le 99 pecorelle al sicuro, per andare a cercare e liberare quella rimasta impigliata, prigioniera tra i rovi.
Curioso, starò a vedere se la Verità prevarrà sulla Ragion di Stato, visto che la Chiesa Cattolica Apostolica Romana è maestra storica nel sapersi schierare coi peggiori dittatori, (e le loro malefatte e nefandezze), se questo le conviene non spiritualmente ma temporalmente.
Basti pensare alla velocità olimpionica con la quale il Vaticano corse a firmare il Concordato col Terzo Reich di Adolf Hitler, appena arrivato al Potere nel 1933.
E questo malgrado fossero già in giro milioni di copie del “programma di Governo” di Hitler, il “Mein Kampf”, e peggio ancora sebbene non fossero ancora passati nemmeno 20 anni dal genocidio degli armeni di Turchia, genocidio di due milioni di persone e che servì di modello per l’Olocausto di Hitler.
A volte mi chiedo se sarà forse per “riconoscenza” verso Hitler che il papa Pio XII, (da vero grande codardo), non condannò mai apertamente e chiaramente allo sterminio sistematico, non solo degli ebrei, ma anche degli “zingari”, (Rom e Sint), e di altri oppositori o persone invise al regime satanico di Adolf Hitler.
Senza poi dimenticare, che in quelli stessi anni, (1936), ebbe luogo la tragedia della Guerra Civile Spagnola, e che il sanguinario, crudele e vendicativo “caudillo” Francisco Franco ebbe il totale appoggio delle alte gerarchie ecclesiastiche cattoliche spagnole, vaticane ed internazionali, facendo anche assassinare moltissimi sacerdoti e religiosi qua stavano dalla parte del popolo e del governo spagnolo democraticamente eletto….
“UOMO DELLA PROVVIDENZA”?
Per come la pensa e si comporta Monsignor Angelo Bagnasco, penso che Silvio Berlusconi sarebbe stato il perfetto “uomo della Provvidenza” attuale se fosse riuscito a diventare il Presidente della Repubblica Italiana.
L’altro lato della medaglia di quel “grande ex lider politico della commedia all’italiana” l’abbiamo visto tutti sul settimanale “Oggi” di questi giorni, con sedute sulle ginocchia due gran belle fig….liole.
Una “foto ricordo” degna più di un cafone di bar di periferia che di un ex Capo di Governo che ha diretto “i Destini” d’Italia. Povera Italia….!!!!
ALTRE ZONE FETENTI TRENTINE.
Tuttavia, Santità, se può servirle di alcun sollievo, tenga presente che il fetore trentino non emana solo dalla Curia. Il fetore nauseante si sente anche dalle parti del Comune di Trento, e della Provincia Autonoma di Trento.
Pensi un po’, Santità, che tra i tantissimi esempi, la signora Violetta Plotegher, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trento, mi ha eliminato in forma totalmente discrezionale, (ossia illegittima), al sussidio mensile comunale di 440 euro, col quale pagavo l’affitto di casa , con spese di luce e gas. D’ora in poi dovrò vivere coi 540 euro della mia pensione minima INPS, ossia con cento euro, visto che 440 sono per l’affitto e malgrado noi siamo una famiglia di quattro persone che dormiamo tutti in una stanza di un miniappartamento della Curia….
Perché l’Assessore Violetta Plotegher mi ha cancellato il sussidio? Perché il suo servizio di “intelligence” ha scoperto che oltre che fannullone sono anche furbo….ossia che senza avvisare loro, a Natale mi sono preso perfino la tredicesima di 540 euro ossia, 1080 euro….da vero scaltro “minchione”, come direbbero nella bellissima Sicilia.
Pertanto, per riparare il danno, salomonicamente, la zelante Assessore Violetta Plotegher, (per incominciare), mi ha fatto eliminare i sussidi di gennaio e febbraio. Perciò, ai 1080 euro (INPS) di Natale sono stati detratti gli 880 euro (comunali), dei sussidi cancellati.
Ergo, se l’aritmetica non è un’opinione, a Natale sono rimasto con 200 euro….
….E MI SONO VENDICATO….
Siccome l’Assessore Plotegher, assieme ai suoi altri degni compari, prende ottomila euro puliti di stipendio al mese, più tredicesima e quattordicesima, a Natale ha preso 24.000 euro di solo stipendio, più circa altri 24.000 di extra, vantaggi, agevolazioni, bonus e chi più ne ha più ne metta….per un totale di 48.000 euro!!!….che equivalgono, (sempre se la matematica non è un’opinione), a ben 240 volte di quello che ho preso io con la famiglia a Natale!
CONCLUSIONE PIU CHE EVIDENTE….
E tanto per rimanere nelle simbologia, Santità, mi viene in mente il libro, “La fattoria degli animali”, del geniale scrittore inglese George Orwell.
In quel libro si legge, tra l’altro, che in teoria almeno, tra gli animali di quella fattoria vige la democrazia e che tutti avrebbero gli stessi diritti. Poi si scopre che una certa categoria di animali, I PORCI, di diritti ne hanno ben di più dei comuni mortali.
Ergo, i parlamentari italiani che siedono a Roma, Bruxelles, nelle Province e Regioni, i Sindaci, gli Assessori, i Consiglieri, ecc., ecc.,ecc., tutti loro appartengono alla categoria dei PORCI, sempre con riferimento al libro di Orwell, “La fattoria degli animali”, e di diritti, (ma non altrettanti doveri), ne hanno molti, ma molti di più di noi fessi comuni mortali di terza, quarta, ecc., categoria.
FETORE EMANANTE DALLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO.
Il nostro caro governatore Dellai si è inventato la gran ca….volata, (per non dire peggio), del Festival dell’Economia. E’ un modo non tanto subdolo per farsi propaganda elettorale coi soldi dei contribuenti. Perché la penso così lo spiegherò in altra sede, altrimenti questa lettera diventa un opuscolo.
Tuttavia un solo dettaglio a proposito. Il giorno dell’inaugurazione di tale porcata, a dirigere le musiche varie verrà un DJ doc, che per una sola serata prenderà 10.000 euro, (diecimila). Se a quei diecimila euro ne aggiungiamo altri 560 otteniamo la somma di 10.560 euro, che corrispondono a ben due anni, o 24 mensilità del mio sussidio di 440 euro col quale pago l’affitto e che è stato eliminato….Se Trento non guazza nell’ambiente fognario fetente, me lo dica Lei, Santità.
E tenga conto che sono tutti d’accordo! Pensi che ho fatto notare tali situazioni alla mia assistente sociale, signora Irene Graffer, (che ha “collaborato” anche lei per farmi eliminare il sussidio), la quale mi ha risposto col suo smagliante sorriso di circostanza, che quei soldi, (del DJ e simili), erano molto ben spesi in quanto, “non possiamo stare qui a parlare soltanto di morti di fame”, ossia quelli come me. Quelle parole testuali me le ha dette seduta al tavolo nel suo ufficio, a mio fianco e guardandomi arrogantemente negli occhi….le ha dette a me, Dr. Valerio Tonolli, Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante, ma che per lei sono uno spregevole morto di fame, fannullone, furbo, minchione, e chi più ne ha più ne metta.
MEDIA, (GIORNALI, RADIO E TELEVISIONI), ULTRAFETENTI….
In quanto a disinformare, il settimanale della Curia, “Vita Trentina” è al primo posto! Il suo direttore, don Ivan Maffeis è il tipico cattolico bigotto, ipocrita, baciapile. Per dimostrarLe che è un vero “fariseo” pensi che sono mesi che ho pubblicato un libro in Internet che parla di tante violenze ed ingiustizie sofferte da Nella Ruzz da parte dell’amministrazione comunale di Trento, durante 15 anni. Ne Vita Trentina né gli altri due squallidi giornalucoli da strapazzo locali, l’Adige e Il Trentino vi hanno dedicato neanche una riga. Se questo non è disinformare!
Pensi un po’ papa Benedetto XVI, che Sua Santità Giovanni Paolo II era di tutt’altro avviso a proposito de Nella Ruzz. Se lei fa investigare dai suoi collaboratori vedrà che Nella Ruzz è stata ricevuta da papa Wojtyla in Vaticano, un lunedì di novembre del 1981. Tutto ciò è descritto nel mio libro, “Nella e i suoi cani” e che si trova in Internet al Blog,
blogs.ya.com/nella-e-i-suoi-cani
ODORE DI MARCIO ANCHE DALLE PARTI DELLA DIFENSORE CIVICO….
La sola cosa veramente utile che ha fatto la Difensore Civico, Borgonovo Re, è di aver denunciato l’esistenza delle “MAFIE TRENTINE”.
Per Nella Ruzz non ha mosso un dito ed è per questo che le ho detto che sarebbe più adatta in un altro incarico presso la Provincia Autonoma di Trento.
Nell’augurarLe buona salute, Santità, voglia gradire cordiali saluti.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante
tonollivalerio@hotmail.com
La presente lettera si trova in Internet ai Blogs,
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LE STREGHE BRUCIATE DI TRENTO....
LE STREGHE BRUCIATE DI TRENTO.
Trento, Città del Concilio, lunedì 09 aprile del 2007
Questo capitolo è stato scritto in data mercoledì 29 novembre del 2006.
LE STREGHE BRUCIATE DI TRENTO.
Nell’Anno, (del Signore?), 1505 il principe-vescovo di Trento Udalrico IV di Liechtenstein faceva bruciare vive su un enorme rogo un gruppo di povere donne innocenti della valle di Fiemme, (Cavalese), accusate di stregoneria.
Sono passati poco più di 500 anni, più che sufficienti per “dimenticare e perdonare” come direbbe l’ex papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla.
Per me, al contrario, 500 anni sono ben poca cosa. Perché? Vedete, mia madre ne ha cento di anni, e se prima di lei mettiamo “in fila”, altre quattro persone centenarie, arriviamo a 500….veramente poca cosa!
Quanto poi al tanto caro “dimenticare e perdonare” di papa Wojtyla e quelli come lui, mi viene un’altra domanda.
Perdonare chi e perché?
A parte il fatto che io non perdonerei mai a chi abbia torturato atrocemente e poi bruciate vive a delle povere donne innocenti, e che potevano essere a seconda dei casi, nonne, madri, mogli, sorelle, figlie, ecc., tuttavia a chi sia in vena di perdonare chiedo.
Ma il perdono no sottintende il sincero pentimento e ammendamento? E allora? E allora che mi provino se quel criminale di principe-vescovo di Trento, Udalrico IV di Liechtenstein si sia mai ravvisato dei suoi delitti, riconoscendoli come tali anche per iscritto.
E i suoi satanici ispiratori? Che si sappia, si sono mai ravvisati delle loro nefandezze? Sono mai stati sconfessati o rinnegati dalle loro Santità i papi loro successori nella direzione di Santa, Apostolica, Cattolica. Romana Chiesa? Non mi risulta! Sono sempre tutti lì nella lunghissima galleria dei papi.
Di chi sto parlando?
Parlo delle loro Santità il papa Gregorio IX che istituì la Santa Inquisizione e del sadico genovese Sinibaldo Fieschi, ossia Sua Santità Innocenzo IV, che volendolo superare, (con santo zelo?), vi aggiunse la tortura sistematica, d’ufficio o obbligatoria….Che sia stramaledetto!!!!
Ironia della Storia, uno che si fa chiamare Innocenzo e poi è il promotore della tortura sistematica, ossia un abbietto e sadico criminale, peggio ancore degli stessi escrementi di Satana, da lui tanto temuto. Per me che il vero Satana era lui, travestito da Santità, se mi attengo al detto evangelico, “l’albero si riconosce dai suoi frutti”
LA TRAGEDIA DELLE POVERETTE DI CAVALESE.
La tragedia delle poverette della Val di Fiemme, (Cavalese), è stata romanzata dai giornalisti Maria Antonietta Serena e Nino Berruti, che hanno scritto l’interessante libro, “PROCESSO PER MAGIA”.
Sottolineano tuttavia, che tale romanzo o narrazione, “è basata sui verbali originali conservati presso la Biblioteca Comunale di Trento. Gli Autori hanno ricostruito le vicende umane dei personaggi rispettandone nomi, cognomi, luoghi e l’iter processuale consacrato dal notaio-cancelliere.”
E sempre a questo proposito perché, al contrario di Santa Romana Chiesa che non ha mai sconfessato ne rinnegato le loro criminali e sadiche Santità, assieme al vescovo Udalrico, perché la Provincia Autonoma di Trento non fa RIABILITARE tutte quelle povere sventurate, innocente e poi arse vive sul rogo?
E’ il minimo che si possa fare, il riabilitarle, per poi fare erigere un gran monumento sul posto del rogo, per futura memoria.
Che non ci sono i soldi? In Provincia i soldi ci sono sempre, e tanti, se si tratta di aumenti ai vari assessori, o per le consulenze d’oro completamente inutili, o per le tante iniziative strampalate come IL FESTIVAL DELL’ECONOMIA, VERA GRANDE “CAZZATA”, e che a suo dovuto tempo spiegherò il perché.
ACCUSE MOSSE DAI SATANICI TORTURATORI DELLA SANTA INQUISIZIONE ALLE POVERETTE…
Tra l’altro, si dava per scontato che tutte volavano o si trasferivano al posto delle orge, montate su manici di scopa. Naturalmente che avevano avuto non si sa quanti rapporti sessuali con Satana in persona. Un Satana dalle zampe di caprone, grandi corna e molto odorante di zolfo, visto che non usava deodorante.
Ma il sadismo di quei “santi uomini di Dio” non aveva limiti. Nemmeno serviva cercare di resistere ai tormenti della tortura, tanto era completamente inutile. Una di quelle poverette dice; “se confessi sei una strega, ma se non confessi sei una strega lo stesso, perché dicono che è il Diavolo a impedirti di parlare.”
Poi, il “copione o libretto o manuale delle confessioni” doveva essere nello stile di quei sadici, abbietti, degenerati Inquisitori.
UN ESEMPIO TRA I TANTISSIMI….
In una occasione una poveretta, (Ottilia), ammise sotto tortura di avere partecipato alla seguente scena. “Una notte andai con il Diavolo e la sua compagnia de Bartholomeo de Zuan che aveva la moglie in cinta. Il Diavolo estrasse il bambino dal ventre della madre e sul focolare lo arrostì sulle brace e lo mangiammo. Poi il Demonio lo ricomponeva con ossa e tutto e le donne fecero rientrare il bambino come prima, dentro il ventre della madre, ungendola con un unguento.”
E continua; “ Sempre quella notte le streghe fecero morire due mucche, una dello Scario e una del Vicario e al monte di Pampiago mangiammo un bue di un certo Ronka. Alcuni uomini stranieri portarono un gran barile di vino tolto dalla cantina del signor Vigilio. Non ho altro da dire se non che la carne dei bambini è molto dolce.”
MA “CONFESSARE” NON ERA SAUFFICIENTE….
Bisognava, sempre sotto i tormenti della tortura, coinvolgere e denunciare anche altre persone innocenti. E queste persone non potevano essere inventate. I nomi dovevano essere di persone reali conosciute e con le quali si avevano avuti dei contatti, come vicini di casa, parenti ecc.
Proprio così, per (eventualmente), sfuggire alla tortura era necessario diventare bugiardi e calunniatori.
MA I ZELANTI SATANICI CARNEFICI ANDAVANO BEN PIU LONTANO….
Sì, proprio così, i zelanti rappresentanti di Sua Santità Papa Giulio II, arrivavano ben più lontano.
Come nel caso di Orsola che resistette alle torture, continuando a dichiararsi innocente, per giorni.
Orbene, secondo le norme processuali del tempo, avrebbe avuto il diritto di essere prosciolta avendo vittoriosamente sostenuto la prova delle torture, ma né gli Inquisitori e nemmeno i giurati ritennero valida l’ordalia, (giudizio di Dio), e continuarono a tormentarla, visto che la sua resistenza era opera del Demonio. Dopo giorni di tormenti atroci anche l’Orsola cedette e “confessò” tra le tante cose, che si era accoppiata con Satana,…. che con altre donne avevano rapito un bambino, che gli avevano succhiato il sangue…., che un unguento nero spalmato su una panca la fa volare….che un’altra donna arrivava sempre a cavallo di un gatto nero, ossia Satana….che una volta il, Demonio sotto forma di un cane nero la portò su una montagna per una orgia”….ecc., ecc., ecc.,…
Arrestarono anche una mamma molto anziana, (quasi ottantenne), con sua figlia in cinta.
Valeria Zirola morì per le torture e, poveretta, nonostante i suoi 78 anni suonati resistette due giorni alla tortura. Diceva di essersi riunita anche con delle persone che non ricordava il nome e chiedeva scusa a “lor Signori”, perché la memoria non la sorreggeva più tanto.
Alla figlia gravida di Valeria Zirola, ossia Margherita Zirola, come preambolo alle torture ecc., l’Inquisitore disse, (mentendo), che sua madre, in punto di morte, l’aveva accusata di stregoneria. (Non v’è il minor dubbio che gli Inquisitori erano meno che gli stronzi di Satana!)
Margherita cercò di resistere, ma le torture la fecero “confessare.” “Ho rinnegato Dio ed ho promesso al Diavolo di servirlo circa sette anni fa. Mi sono accoppiata con lui venti volte”, e così di seguito….
OBBLIGARE A COINVOLGERE ALTRE INNOCENTI..
Un’altra poveretta, Serafina, su istanza del Vicario e sotto minaccia di altra tortura, coinvolse altre valligiane; Anna Trotter e la Vanzina di Tesero e Dorotea Zini di Predazzo. Dorotea Zini, per compiacere Satana aveva bollito ed arrostito il proprio marito per mangiarlo in allegra compagnia con altre; poi Satana aveva rimesso le ossa nella pelle e lo aveva risuscitato.
Dorotea Zini di ottanta anni morì sotto i tormenti della tortura. “IL DIAVOLO L’HA SOFFOCATA”, sentenziò Virgilio da Firmian. Aveva proprio ragione il Firmian, solo che il Diavolo era lui assieme agli altri Inquisitori.
CAPOLAVORO DEGLI “ESCREMENTI DI SATANA”, OSSIA GLI INQUISITORI….E I PAPI LORO ISPIRATORI….
Barbara Marostiga resistette più di tutte e fu torturata per ben 13 giorni. Morì al tredicesimo giorno di essere torturata, dichiarando poco prima di esalare l’ultimo sospiro. “Male se non mi riconosco colpevole, ma peggio se mi riconosco!”
Margherita Sovèr, vedova Fedrigo, 30 anni, minuta, con la lunga treccia di capelli neri che le scendevano fino alle reni. La più bella di tutte senza ombra di dubbio. Anche per lei le solite accuse….”accoppiamenti col Demonio, voli con la scopa ecc., ecc.
Dopo diversi giorni di torture non cedeva, malgrado il suo aspetto apparentemente fragile.
Siccome, tra l’altro aveva le braccia spezzate, polsi gonfi ecc., e perciò non poteva essere sottomessa ad ulteriori tratti di fune, (ossia tirata in alto con grossi pesi legati ai piedi), si fece appello al “regolamento” stabilito e scritto dallo stesso papa Sua Santità Innocenzo IV, (vero concentrato della merda di Satana), che, “caritatevole e compassionevole” nonché Buon Pastore del Gregge Cristiano affidatogli da Gesù, per tali casi aveva “misericordiosamente” previsto di ricorrere al fuoco.
Detto e fatto. Margherita di Fedrigo fu legata ad una panca e dopo che sulle caviglie e sui piedi le venne spalmato grasso di porco, fu avvicinata alla fiamma….”Dite la verità” le urlava l’Inquisitore Zen alla poveretta che urlava con i piedi in fiamme. Siccome non “confessò” neanche così….”E’ un incanto di Satana diceva furibondo l’Inquisitore. E’ lui, satana, che le impedisce di ammettere la sua sudditanza.”
Malgrado tutto, Margherita Sovèr continuò a dichiarare la sua assoluta estraneità a quanto le veniva imputato. Poi si impiccò alla inferriata della cella di isolamento con una striscia di stoffa strappata dalla gonna.
Da non dimenticare che Margherita Sovèr era quella che aveva più beni di tutti, (casa, stalle, poderi), e che secondo le sagge leggi cristiane dell’epoca, tutto veniva confiscato a favore dell’autorità costituita, ossia il Principe Vescovo di Trento.
Sarebbe una bellissima tesi di laurea se qualcuno facesse le dovute indagini e ricerche per stabilire se nell’attuale patrimonio curiale trentino, (molto, ma molto corposo), non ci sia anche “l’eredità” confiscata a quella poveretta. Se non ci sono più eredi, scorporarla e restituirla a dei bisognosi sarebbe il minimo da fare.
Naturalmente che anche il suicidio di Margherita Sovèr fu la riprova del cinico potere di Satana.
E così fu dettato anche il verbale, che diceva. “Margherita Sovèr, vedova di Zanin di Fedrigo, è morta in carcere per opera di Satana. L’ha uccisa il Diavolo perché non rivelasse le sue malefatte. Del resto è stata riconosciuta dai testimoni come una strega e ne conosciamo i delitti senza la sua ammissione.”
Il suo cadavere minuto martoriato venne introdotto in una piccola botte che venne gettata di notte ed in gran segreto nel fiume Avisio.
ARSE VIVE SUL ROGO….
Per il rogo delle sopravvissute si dovette fare venire il carnefice da Merano, mastro Zillio. Infatti, nessuno della valle aveva voluto prendere il suo ufficio anche se la paga era assai allettante.
Una enorme folla accorsa da tutte le vallate assistette al rogo a Cavalese.
Quando si spense, si raccolsero le ceneri fumanti in un barile ed il boia scese a gettarlo nel fiume Avisio.
Correva l’anno del Signore 1505, (15 marzo).
Tre giorni dopo ricominciò nella vicina Fiemme la caccia alle streghe. Vennero bruciate tre di loro il 20 aprile del 1505.
La terza retata coinvolse altre cinque “colpevoli”
Con loro cinque fu anche arsa viva Margherita Zirola, che come gia visto, era stata processata nel primo procedimento e tenuta in carcere, (per essere in cinta), fino alla nascita del figlio. Che sensibilità e compassione da parte dei rappresentanti di nostra Santa Romana, Cattolica, Apostolica, Madre Chiesa….CHE SIATE STRAMALEDETTI PER L’ETERNITA’….
PERDONARE E DIMENTICARE PERCHE’ ERANO ALTRI TEMPI?
Non è vero, perché in tanti altri Paesi del mondo non succedevano tali nefandezze che la Chiesa Cattolica Romana sosteneva non per la difesa della Fede, ma per la difesa del suo Potere Temporale, ossia ancora una volta per la difesa della “ROBA”.
Senza poi dimenticare che nella Grecia, (pagana?), di Pericle del V secolo avanti Cristo, ossia ben venti secoli prima della Santa Inquisizione, si viveva con molta tolleranza e decenza. O addirittura nella civiltà di Creta, di due mila anni prima di Pericle, ossia ben quattro mila anni prima della Santa Inquisizione, dove anche lì si viveva con tolleranza e parità di diritti anche per le donne.
La lista dei santi cattolici andrebbe rivista e certi santi cancellati da essa, se si pensa che lo stesso San Carlo Borromeo di Milano, (famoso per la sua opera tra gli appestati), difendeva e approvava la Santa Inquisizione con le sue torture ed efferatezze.
Il parossismo degenerato, malvagio, crudele, depravato, delle alte gerarchie ecclesiastiche raggiunse il girone più basso di questo Inferno sulla Terra con un Papa che non ricordo il nome.
Pensate che nel suo abominio, a lui ormai non facevano più nessun effetto le bellissime ragazze o bellissime donne…in quanto, per belle che fossero, praticando il sesso con loro non riusciva a raggiungere l’orgasmo.
E siccome quella Santità, all’orgasmo ci voleva arrivare a tutti i costi, c’era un solo modo per raggiungerlo…
Quale? Dei carnefici dovevano torturare in sua presenza e fino alla morte delle povere vittime innocenti….e solo così quel Santo Padre arrivava all’orgasmo!
PAPA WOJTYLA NON SARA’ MAI SANTO….!!!!
Papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, non può essere santificato perché anche lui è tra quelli che tengono nascosta la verità, facendo di tutto perché certe nefandezze delle alte gerarchie cattoliche non si vengano a sapere….e così facendo da ragione al poeta universale William Shakespeare quando scrive che, “NULLA INCORAGGIA DI PIU AL MALVAGIO NELLA SUA OPERA, CHE LA POSSIBILITA’ DI ESSERE PERDONATO!”
LA CHIESA CATTOLICA ROMANA, COME E’ OGGI,
DEVE SCOMPARIRE!!!
Tante persone di bene durante secoli si sono augurate la scomparsa e distruzione della Chiesa Cattolica così come è organizzata oggi.
Con ragione che certe alte gerarchie ecclesiastiche hanno affermato e risposto che la distruzione della Chiesa Cattolica Romana era impossibile per il semplice fatto che se non erano riusciti a distruggerla dal suo interno certi Papi….dall’esterno era proprio impossibile!
Tuttavia, la Chiesa fondata da Gesù Cristo è scomparsa da secoli ormai. Quello che ne rimane è solo la forma, l’apparenza, la menzogna.
Lo spirito o luce di Gesù che diede vita ed illuminò alla Chiesa primitiva è come la luce di quelle stelle lontanissime….ma ormai spente….e che la loro luce continua ad arrivarci, ma non per sempre….visto che la fonte si è estinta.
Naturalmente che parlo delle alte gerarchie della Chiesa cattolica Romana, che non sono che una piccolissima parte della Chiesa e che la gestiscono da veri dittatori.
L’immenso “gregge” o popolo della Chiesa Cattolica è tutto un altro mondo, compatto e vitale e che andrebbe sostenuto, consolidato e salvato, salvato proprio da tante iniziative suicide delle alte gerarchie ecclesiastiche, che la stanno portando all’abisso.
UNA SIMBOLICA LEVA….
Da qualche parte nella Chiesa Cattolica Romana si nasconde una simbolica leva. Chi riesca a trovare ed azionare quella leva, farà crollare d’un colpo tutta la falsa impalcatura che rappresenta alle alte gerarchie ecclesiastiche.
Crollata quella impalcatura, “il gregge” rimarrà libero di “pascolare i verdi pascoli e di bere alle fonti cristalline” senza quella vera e propria masnada di parassiti che le succhiano in continuazione il sangue e la linfa vitale.
Cardinali e Nunzi, strumenti politici della Chiesa, debbono scomparire assieme allo Stato del Vaticano.
Quella che deve rinascere è la nuova chiesa diretta dai Vescovi, non come Stato temporale, ma come comunità spirituale simile a quella concepita e fondata da Gesù.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante
Questo capitolo è in Internet ai Blogs,
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Trento, Città del Concilio, lunedì 09 aprile del 2007
Questo capitolo è stato scritto in data mercoledì 29 novembre del 2006.
LE STREGHE BRUCIATE DI TRENTO.
Nell’Anno, (del Signore?), 1505 il principe-vescovo di Trento Udalrico IV di Liechtenstein faceva bruciare vive su un enorme rogo un gruppo di povere donne innocenti della valle di Fiemme, (Cavalese), accusate di stregoneria.
Sono passati poco più di 500 anni, più che sufficienti per “dimenticare e perdonare” come direbbe l’ex papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla.
Per me, al contrario, 500 anni sono ben poca cosa. Perché? Vedete, mia madre ne ha cento di anni, e se prima di lei mettiamo “in fila”, altre quattro persone centenarie, arriviamo a 500….veramente poca cosa!
Quanto poi al tanto caro “dimenticare e perdonare” di papa Wojtyla e quelli come lui, mi viene un’altra domanda.
Perdonare chi e perché?
A parte il fatto che io non perdonerei mai a chi abbia torturato atrocemente e poi bruciate vive a delle povere donne innocenti, e che potevano essere a seconda dei casi, nonne, madri, mogli, sorelle, figlie, ecc., tuttavia a chi sia in vena di perdonare chiedo.
Ma il perdono no sottintende il sincero pentimento e ammendamento? E allora? E allora che mi provino se quel criminale di principe-vescovo di Trento, Udalrico IV di Liechtenstein si sia mai ravvisato dei suoi delitti, riconoscendoli come tali anche per iscritto.
E i suoi satanici ispiratori? Che si sappia, si sono mai ravvisati delle loro nefandezze? Sono mai stati sconfessati o rinnegati dalle loro Santità i papi loro successori nella direzione di Santa, Apostolica, Cattolica. Romana Chiesa? Non mi risulta! Sono sempre tutti lì nella lunghissima galleria dei papi.
Di chi sto parlando?
Parlo delle loro Santità il papa Gregorio IX che istituì la Santa Inquisizione e del sadico genovese Sinibaldo Fieschi, ossia Sua Santità Innocenzo IV, che volendolo superare, (con santo zelo?), vi aggiunse la tortura sistematica, d’ufficio o obbligatoria….Che sia stramaledetto!!!!
Ironia della Storia, uno che si fa chiamare Innocenzo e poi è il promotore della tortura sistematica, ossia un abbietto e sadico criminale, peggio ancore degli stessi escrementi di Satana, da lui tanto temuto. Per me che il vero Satana era lui, travestito da Santità, se mi attengo al detto evangelico, “l’albero si riconosce dai suoi frutti”
LA TRAGEDIA DELLE POVERETTE DI CAVALESE.
La tragedia delle poverette della Val di Fiemme, (Cavalese), è stata romanzata dai giornalisti Maria Antonietta Serena e Nino Berruti, che hanno scritto l’interessante libro, “PROCESSO PER MAGIA”.
Sottolineano tuttavia, che tale romanzo o narrazione, “è basata sui verbali originali conservati presso la Biblioteca Comunale di Trento. Gli Autori hanno ricostruito le vicende umane dei personaggi rispettandone nomi, cognomi, luoghi e l’iter processuale consacrato dal notaio-cancelliere.”
E sempre a questo proposito perché, al contrario di Santa Romana Chiesa che non ha mai sconfessato ne rinnegato le loro criminali e sadiche Santità, assieme al vescovo Udalrico, perché la Provincia Autonoma di Trento non fa RIABILITARE tutte quelle povere sventurate, innocente e poi arse vive sul rogo?
E’ il minimo che si possa fare, il riabilitarle, per poi fare erigere un gran monumento sul posto del rogo, per futura memoria.
Che non ci sono i soldi? In Provincia i soldi ci sono sempre, e tanti, se si tratta di aumenti ai vari assessori, o per le consulenze d’oro completamente inutili, o per le tante iniziative strampalate come IL FESTIVAL DELL’ECONOMIA, VERA GRANDE “CAZZATA”, e che a suo dovuto tempo spiegherò il perché.
ACCUSE MOSSE DAI SATANICI TORTURATORI DELLA SANTA INQUISIZIONE ALLE POVERETTE…
Tra l’altro, si dava per scontato che tutte volavano o si trasferivano al posto delle orge, montate su manici di scopa. Naturalmente che avevano avuto non si sa quanti rapporti sessuali con Satana in persona. Un Satana dalle zampe di caprone, grandi corna e molto odorante di zolfo, visto che non usava deodorante.
Ma il sadismo di quei “santi uomini di Dio” non aveva limiti. Nemmeno serviva cercare di resistere ai tormenti della tortura, tanto era completamente inutile. Una di quelle poverette dice; “se confessi sei una strega, ma se non confessi sei una strega lo stesso, perché dicono che è il Diavolo a impedirti di parlare.”
Poi, il “copione o libretto o manuale delle confessioni” doveva essere nello stile di quei sadici, abbietti, degenerati Inquisitori.
UN ESEMPIO TRA I TANTISSIMI….
In una occasione una poveretta, (Ottilia), ammise sotto tortura di avere partecipato alla seguente scena. “Una notte andai con il Diavolo e la sua compagnia de Bartholomeo de Zuan che aveva la moglie in cinta. Il Diavolo estrasse il bambino dal ventre della madre e sul focolare lo arrostì sulle brace e lo mangiammo. Poi il Demonio lo ricomponeva con ossa e tutto e le donne fecero rientrare il bambino come prima, dentro il ventre della madre, ungendola con un unguento.”
E continua; “ Sempre quella notte le streghe fecero morire due mucche, una dello Scario e una del Vicario e al monte di Pampiago mangiammo un bue di un certo Ronka. Alcuni uomini stranieri portarono un gran barile di vino tolto dalla cantina del signor Vigilio. Non ho altro da dire se non che la carne dei bambini è molto dolce.”
MA “CONFESSARE” NON ERA SAUFFICIENTE….
Bisognava, sempre sotto i tormenti della tortura, coinvolgere e denunciare anche altre persone innocenti. E queste persone non potevano essere inventate. I nomi dovevano essere di persone reali conosciute e con le quali si avevano avuti dei contatti, come vicini di casa, parenti ecc.
Proprio così, per (eventualmente), sfuggire alla tortura era necessario diventare bugiardi e calunniatori.
MA I ZELANTI SATANICI CARNEFICI ANDAVANO BEN PIU LONTANO….
Sì, proprio così, i zelanti rappresentanti di Sua Santità Papa Giulio II, arrivavano ben più lontano.
Come nel caso di Orsola che resistette alle torture, continuando a dichiararsi innocente, per giorni.
Orbene, secondo le norme processuali del tempo, avrebbe avuto il diritto di essere prosciolta avendo vittoriosamente sostenuto la prova delle torture, ma né gli Inquisitori e nemmeno i giurati ritennero valida l’ordalia, (giudizio di Dio), e continuarono a tormentarla, visto che la sua resistenza era opera del Demonio. Dopo giorni di tormenti atroci anche l’Orsola cedette e “confessò” tra le tante cose, che si era accoppiata con Satana,…. che con altre donne avevano rapito un bambino, che gli avevano succhiato il sangue…., che un unguento nero spalmato su una panca la fa volare….che un’altra donna arrivava sempre a cavallo di un gatto nero, ossia Satana….che una volta il, Demonio sotto forma di un cane nero la portò su una montagna per una orgia”….ecc., ecc., ecc.,…
Arrestarono anche una mamma molto anziana, (quasi ottantenne), con sua figlia in cinta.
Valeria Zirola morì per le torture e, poveretta, nonostante i suoi 78 anni suonati resistette due giorni alla tortura. Diceva di essersi riunita anche con delle persone che non ricordava il nome e chiedeva scusa a “lor Signori”, perché la memoria non la sorreggeva più tanto.
Alla figlia gravida di Valeria Zirola, ossia Margherita Zirola, come preambolo alle torture ecc., l’Inquisitore disse, (mentendo), che sua madre, in punto di morte, l’aveva accusata di stregoneria. (Non v’è il minor dubbio che gli Inquisitori erano meno che gli stronzi di Satana!)
Margherita cercò di resistere, ma le torture la fecero “confessare.” “Ho rinnegato Dio ed ho promesso al Diavolo di servirlo circa sette anni fa. Mi sono accoppiata con lui venti volte”, e così di seguito….
OBBLIGARE A COINVOLGERE ALTRE INNOCENTI..
Un’altra poveretta, Serafina, su istanza del Vicario e sotto minaccia di altra tortura, coinvolse altre valligiane; Anna Trotter e la Vanzina di Tesero e Dorotea Zini di Predazzo. Dorotea Zini, per compiacere Satana aveva bollito ed arrostito il proprio marito per mangiarlo in allegra compagnia con altre; poi Satana aveva rimesso le ossa nella pelle e lo aveva risuscitato.
Dorotea Zini di ottanta anni morì sotto i tormenti della tortura. “IL DIAVOLO L’HA SOFFOCATA”, sentenziò Virgilio da Firmian. Aveva proprio ragione il Firmian, solo che il Diavolo era lui assieme agli altri Inquisitori.
CAPOLAVORO DEGLI “ESCREMENTI DI SATANA”, OSSIA GLI INQUISITORI….E I PAPI LORO ISPIRATORI….
Barbara Marostiga resistette più di tutte e fu torturata per ben 13 giorni. Morì al tredicesimo giorno di essere torturata, dichiarando poco prima di esalare l’ultimo sospiro. “Male se non mi riconosco colpevole, ma peggio se mi riconosco!”
Margherita Sovèr, vedova Fedrigo, 30 anni, minuta, con la lunga treccia di capelli neri che le scendevano fino alle reni. La più bella di tutte senza ombra di dubbio. Anche per lei le solite accuse….”accoppiamenti col Demonio, voli con la scopa ecc., ecc.
Dopo diversi giorni di torture non cedeva, malgrado il suo aspetto apparentemente fragile.
Siccome, tra l’altro aveva le braccia spezzate, polsi gonfi ecc., e perciò non poteva essere sottomessa ad ulteriori tratti di fune, (ossia tirata in alto con grossi pesi legati ai piedi), si fece appello al “regolamento” stabilito e scritto dallo stesso papa Sua Santità Innocenzo IV, (vero concentrato della merda di Satana), che, “caritatevole e compassionevole” nonché Buon Pastore del Gregge Cristiano affidatogli da Gesù, per tali casi aveva “misericordiosamente” previsto di ricorrere al fuoco.
Detto e fatto. Margherita di Fedrigo fu legata ad una panca e dopo che sulle caviglie e sui piedi le venne spalmato grasso di porco, fu avvicinata alla fiamma….”Dite la verità” le urlava l’Inquisitore Zen alla poveretta che urlava con i piedi in fiamme. Siccome non “confessò” neanche così….”E’ un incanto di Satana diceva furibondo l’Inquisitore. E’ lui, satana, che le impedisce di ammettere la sua sudditanza.”
Malgrado tutto, Margherita Sovèr continuò a dichiarare la sua assoluta estraneità a quanto le veniva imputato. Poi si impiccò alla inferriata della cella di isolamento con una striscia di stoffa strappata dalla gonna.
Da non dimenticare che Margherita Sovèr era quella che aveva più beni di tutti, (casa, stalle, poderi), e che secondo le sagge leggi cristiane dell’epoca, tutto veniva confiscato a favore dell’autorità costituita, ossia il Principe Vescovo di Trento.
Sarebbe una bellissima tesi di laurea se qualcuno facesse le dovute indagini e ricerche per stabilire se nell’attuale patrimonio curiale trentino, (molto, ma molto corposo), non ci sia anche “l’eredità” confiscata a quella poveretta. Se non ci sono più eredi, scorporarla e restituirla a dei bisognosi sarebbe il minimo da fare.
Naturalmente che anche il suicidio di Margherita Sovèr fu la riprova del cinico potere di Satana.
E così fu dettato anche il verbale, che diceva. “Margherita Sovèr, vedova di Zanin di Fedrigo, è morta in carcere per opera di Satana. L’ha uccisa il Diavolo perché non rivelasse le sue malefatte. Del resto è stata riconosciuta dai testimoni come una strega e ne conosciamo i delitti senza la sua ammissione.”
Il suo cadavere minuto martoriato venne introdotto in una piccola botte che venne gettata di notte ed in gran segreto nel fiume Avisio.
ARSE VIVE SUL ROGO….
Per il rogo delle sopravvissute si dovette fare venire il carnefice da Merano, mastro Zillio. Infatti, nessuno della valle aveva voluto prendere il suo ufficio anche se la paga era assai allettante.
Una enorme folla accorsa da tutte le vallate assistette al rogo a Cavalese.
Quando si spense, si raccolsero le ceneri fumanti in un barile ed il boia scese a gettarlo nel fiume Avisio.
Correva l’anno del Signore 1505, (15 marzo).
Tre giorni dopo ricominciò nella vicina Fiemme la caccia alle streghe. Vennero bruciate tre di loro il 20 aprile del 1505.
La terza retata coinvolse altre cinque “colpevoli”
Con loro cinque fu anche arsa viva Margherita Zirola, che come gia visto, era stata processata nel primo procedimento e tenuta in carcere, (per essere in cinta), fino alla nascita del figlio. Che sensibilità e compassione da parte dei rappresentanti di nostra Santa Romana, Cattolica, Apostolica, Madre Chiesa….CHE SIATE STRAMALEDETTI PER L’ETERNITA’….
PERDONARE E DIMENTICARE PERCHE’ ERANO ALTRI TEMPI?
Non è vero, perché in tanti altri Paesi del mondo non succedevano tali nefandezze che la Chiesa Cattolica Romana sosteneva non per la difesa della Fede, ma per la difesa del suo Potere Temporale, ossia ancora una volta per la difesa della “ROBA”.
Senza poi dimenticare che nella Grecia, (pagana?), di Pericle del V secolo avanti Cristo, ossia ben venti secoli prima della Santa Inquisizione, si viveva con molta tolleranza e decenza. O addirittura nella civiltà di Creta, di due mila anni prima di Pericle, ossia ben quattro mila anni prima della Santa Inquisizione, dove anche lì si viveva con tolleranza e parità di diritti anche per le donne.
La lista dei santi cattolici andrebbe rivista e certi santi cancellati da essa, se si pensa che lo stesso San Carlo Borromeo di Milano, (famoso per la sua opera tra gli appestati), difendeva e approvava la Santa Inquisizione con le sue torture ed efferatezze.
Il parossismo degenerato, malvagio, crudele, depravato, delle alte gerarchie ecclesiastiche raggiunse il girone più basso di questo Inferno sulla Terra con un Papa che non ricordo il nome.
Pensate che nel suo abominio, a lui ormai non facevano più nessun effetto le bellissime ragazze o bellissime donne…in quanto, per belle che fossero, praticando il sesso con loro non riusciva a raggiungere l’orgasmo.
E siccome quella Santità, all’orgasmo ci voleva arrivare a tutti i costi, c’era un solo modo per raggiungerlo…
Quale? Dei carnefici dovevano torturare in sua presenza e fino alla morte delle povere vittime innocenti….e solo così quel Santo Padre arrivava all’orgasmo!
PAPA WOJTYLA NON SARA’ MAI SANTO….!!!!
Papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, non può essere santificato perché anche lui è tra quelli che tengono nascosta la verità, facendo di tutto perché certe nefandezze delle alte gerarchie cattoliche non si vengano a sapere….e così facendo da ragione al poeta universale William Shakespeare quando scrive che, “NULLA INCORAGGIA DI PIU AL MALVAGIO NELLA SUA OPERA, CHE LA POSSIBILITA’ DI ESSERE PERDONATO!”
LA CHIESA CATTOLICA ROMANA, COME E’ OGGI,
DEVE SCOMPARIRE!!!
Tante persone di bene durante secoli si sono augurate la scomparsa e distruzione della Chiesa Cattolica così come è organizzata oggi.
Con ragione che certe alte gerarchie ecclesiastiche hanno affermato e risposto che la distruzione della Chiesa Cattolica Romana era impossibile per il semplice fatto che se non erano riusciti a distruggerla dal suo interno certi Papi….dall’esterno era proprio impossibile!
Tuttavia, la Chiesa fondata da Gesù Cristo è scomparsa da secoli ormai. Quello che ne rimane è solo la forma, l’apparenza, la menzogna.
Lo spirito o luce di Gesù che diede vita ed illuminò alla Chiesa primitiva è come la luce di quelle stelle lontanissime….ma ormai spente….e che la loro luce continua ad arrivarci, ma non per sempre….visto che la fonte si è estinta.
Naturalmente che parlo delle alte gerarchie della Chiesa cattolica Romana, che non sono che una piccolissima parte della Chiesa e che la gestiscono da veri dittatori.
L’immenso “gregge” o popolo della Chiesa Cattolica è tutto un altro mondo, compatto e vitale e che andrebbe sostenuto, consolidato e salvato, salvato proprio da tante iniziative suicide delle alte gerarchie ecclesiastiche, che la stanno portando all’abisso.
UNA SIMBOLICA LEVA….
Da qualche parte nella Chiesa Cattolica Romana si nasconde una simbolica leva. Chi riesca a trovare ed azionare quella leva, farà crollare d’un colpo tutta la falsa impalcatura che rappresenta alle alte gerarchie ecclesiastiche.
Crollata quella impalcatura, “il gregge” rimarrà libero di “pascolare i verdi pascoli e di bere alle fonti cristalline” senza quella vera e propria masnada di parassiti che le succhiano in continuazione il sangue e la linfa vitale.
Cardinali e Nunzi, strumenti politici della Chiesa, debbono scomparire assieme allo Stato del Vaticano.
Quella che deve rinascere è la nuova chiesa diretta dai Vescovi, non come Stato temporale, ma come comunità spirituale simile a quella concepita e fondata da Gesù.
Dr. Valerio Tonolli
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ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA....
venerdì Procura della Repubblica.
Trento, venerdì 06 aprile del 2007
Spett.le Procura della Repubblica
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO
ESPOSTO
Io accuso e denuncio alle autorità della Provincia Autonoma di Trento, alle autorità del Comune di Trento, ai media locali, quali i giornali il Trentino, l’Adige, Vita Trentina, con radio e televisioni provinciali, alla Curia di Trento col Vescovo Luigi Bressan e Monsignor Ernesto Menghini, alla Difensore Civico signora Borgonovo Re, io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN), il 17/3/1938 accuso e denuncio a tutti loro per creare intorno a me e alle mie denuncie, il VUOTO TOTALE.
Le prove a sostegno di tali accuse si trovano nella lettera allegata diretta al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.
Si chiede a questa Spett.le Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Dr. Valerio Tonolli
Trento, 06/4/2007
Trento, venerdì 06 aprile del 2007
Spett.le Procura della Repubblica
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO
ESPOSTO
Io accuso e denuncio alle autorità della Provincia Autonoma di Trento, alle autorità del Comune di Trento, ai media locali, quali i giornali il Trentino, l’Adige, Vita Trentina, con radio e televisioni provinciali, alla Curia di Trento col Vescovo Luigi Bressan e Monsignor Ernesto Menghini, alla Difensore Civico signora Borgonovo Re, io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN), il 17/3/1938 accuso e denuncio a tutti loro per creare intorno a me e alle mie denuncie, il VUOTO TOTALE.
Le prove a sostegno di tali accuse si trovano nella lettera allegata diretta al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.
Si chiede a questa Spett.le Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta ricercandone gli eventuali estremi di reato.
Dr. Valerio Tonolli
Trento, 06/4/2007
IO ACCUSO....LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, GIORGIO NAPOLITANO
IO ACCUSO….
Trento, Città del Concilio, venerdì 06 aprile del 2007
LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, GIORGIO NAPOLITANO.
Caro Signor Presidente Giorgio Napolitano,
io Valerio Tonolli accuso e denuncio alle autorità della Provincia Autonoma di Trento, alla autorità del Comune di Trento, ai media locali, quali i giornali Il Trentino, l’Adige, Vita Trentina, con radio e televisioni provinciali, alla Curia di Trento col Vescovo Luigi Bressan e Monsignor Ernesto Menghini, alla Difensore Civico signora Borgonovo Re, io accuso e denuncio a tutti loro di creare intorno a me ed alle mie denuncie, il VUOTO TOTALE.
Noti bene, Signor Presidente, che io non ho fatto solo denuncie, ma per prima cosa ho presentato, quasi un anno fa, un progetto urbanistico di idee per la città di Trento, che è di gran lunga il più grande progetto del genere che sia mai stato presentato. Al riguardo vedere in Internet al Blog,
blogs.ya.com/progetto-trento
Nessuna autorità vi a ha dedicato una sola frase ed i giornali locali, l’Adige, il Trentino, Vita Trentina, neanche tre righe, anche se poi pubblicano centinaia di articoli del genere che “il platano di Pergine sarà illuminato a Natale”, dedicandovi mezza pagina con fotografia annessa.
Se questa non è omertà, ossia “mafia trentina”, come denunciata l’estate scorsa dalla Difensore Civico Borgonovo Re, allora me lo dica Lei, Signor Presidente.
Loro ce la mettono tutta per ignorare ed asfissiare ogni idea che non sia pane del loro forno. E non solo a me!
Metaforicamente, sapessi anche cantare altrettanto bene di Pavarotti o Boccelli, anche così sarei completamente ignorato, mentre un loro starnuto o peggio pernacchia, merita subito un servizio di almeno un’ intera pagina sui giornali locali.
Ora io penso che se uno non informa, disinforma, fornendo così la prova più che evidente. (vera cartina di tornasole), che di mafie trentine si tratta.
Infatti, è stata la stessa Difensore Civico Borgonovo Re a socchiudere questo simbolico vaso di Pandora. Poi, penso le sia stato chiesto di rinchiuderlo ma sono intervenuto io che lo ho afferrato e infranto violentemente per terra.
Come dicevo, con la loro omertà fanno l’impossibile per isolarmi, sperando che un mio “passo falso” dia loro luce verde o carta bianca per farmi applicare magari il TSO o Trattamento Sanitario Obbligatorio.
Basti pensare, che come prova di ciò, negli ultimi dieci anni, i sindaci di Trento, Dellai e Pacher, con l’Assessore De Torre,( focolarina), la funzionaria Tiziana Fritz, il Comandante dei Vigili Urbani della città di Trento Giacomoni, ecc., tutti loro ed altri, hanno provato a più riprese a fare internare in manicomio alla signora Nella Ruzz.
Io ho denunciato tale ingiustizia pubblicando un mio libro in internet al Blog,
blogs.ya.com/nella-e-i-suoi-cani
Se Nella, malgrado gli strenui sforzi di quelle autorità, non è finita al manicomio, è perché i medici psichiatri interpellati in proposito, non hanno voluto essere compiacenti con loro ed hanno dichiarato che Nella Ruzz non era pazza ma solo furba….Per fortuna dunque che le intenzioni medioevali o da Santa Inquisizione delle benpensanti, ipocrite, bigotte autorità baciapile trentine, non sono andate in porto, grazie alla professionalità dei medici.
SE NON SI IMPARA DAGLI ERRORI DELLA STORIA, QUESTI INESORABILMENTE SI RIPETONO.
Sta il fatto, che il Trentino può vantare una “radicata e convinta tradizione” in quanto a far chiudere in manicomio alle persone scomode, anche se non pazze. In questo campo il Trentino non ha niente da insegnare ne alla Cina ne alla Russia o altre Stati repressivi.
Ida Irene Dalser, rappresenta il caso più emblematico!
Nata nel 1880 in seno ad una famiglia benestante di Sopramonte, vicino a Trento, era figlia del sindaco del paese.
Molto intelligente, (ben più intelligente di Benito Mussolini, ma non così scaltra), si diplomò a Parigi in medicina estetica per poi trasferirsi a Milano ed aprire un salone di bellezza di grande successo, che più avanti vendette per finanziare un giornale di Benito Mussolini, e rimanendo così in miseria, quando Mussolini l’abbandonò.
Ida Dalser e Benito Mussolini contrassero matrimonio religioso al che seguì la nascita del loro primo figlio, (11 novembre 1915), Benito Albino Mussolini.
Più avanti Mussolini si risposò civilmente con Rachele Guidi, (17 dicembre 1915) e, arrivato al Potere si adoperò per fare internare nel manicomio di Pergine Valsugana, vicino a Trento, la ormai “inutile e scomoda” Ida.
Essendo riuscita una volta a fuggire dal manicomio di Pergine, fu subito ripresa nel suo paese di Sopramonte ed internata nel più sicuro ed isolato manicomio di San Clemente, che si trovava su un’isoletta della laguna veneziana.
Morì nel 1937 dopo tanti lunghi anni di grandi sofferenze trascorsi in quel luogo.
Il figlio Benito Albino Mussolini, venne educato a Milano dai padri Barnabiti e poi arruolato in marina.
Siccome aveva ereditato il carattere di sua mamma, non sapeva o non si rassegnava a tenere la bocca chiusa, e raccontava in giro di essere il primo figlio di Benito Mussolini.
Per quel “delitto”, e malgrado godesse di perfetta salute, fu fatto internare nel manicomio di Milano Mombello, dove vi morì dopo lunghissimi anni di grandi sofferenze, il 26 agosto del 1942.
La Curia di Trento col Vaticano, sicuramente sapevano di Ida Irene Dalser e di suo figlio, ma siccome le alte gerarchie di Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana sono maestre nel nascondere il marciume che corrode fino al midollo certe sue aree, ecco che invece di denunciare il fatto, meglio “unsero” a Benito Mussolini quale “Uomo della Provvidenza”, firmando con lui il i Patti lateranensi (11 febbraio 1929)….che andrebbero aboliti.
Idem fecero con un altro “Uomo della Provvidenza” del momento, Adolf Hitler che appena arrivato al Potere, (1933) corsero velocissimi anche da lui, (velocità olimpionica), per firmare un altro Concordato col Terzo Reich, e questo malgrado ci fossero gia in giro milioni di copie del “programma di governo” di Hitler, ossia il suo libro Mein Kampf, e sebbene dalla data del genocidio degli armeni, durante la Prima Guerra Mondiale, non fossero passati neanche venti anni.
POTENZIALE “UOMO DELLA PROVVIDENZA” DI OGGI….
L’ex giudice Palermo di qui di Trento, mi dice che il passato governo berlusconiano, ha presentato parecchi progetti di legge per inasprire molto di più tutto quanto riguarda il TSO o Trattamento Sanitario Obbligatorio.
ERRARE E’ UMANO, PERSEVERARE E’ DIABOLICO….
Coi precedenti sopra descritti, possiamo pertanto pacificamente asserire che, non volendo tener conto degli “errori” di Benito Mussolini, verso la sua prima moglie e il suo primo figlio, il governo Berlusconi è stato “diabolico” nel volere inasprire ancora di più tali nefaste misure con riguardo al TSO.
UNA TRAGEDIA EVITATA.
Pensi un po’ Lei, caro Presidente Napolitano, che tragedia per l’Italia intera sarebbe stata, se al posto che occupa tanto “professionalmente” Lei, fosse riuscito ad arrivarci Silvio Berlusconi.
Nella Ruzz, Ivana Merlo, il sottoscritto e tantissimi altri come noi, saremmo finiti dritti, dritti in manicomio.
L’INNEFICACIA DELLA DIFENSORE CIVICO BORGONOVO RE.
Finiti in manicomio anche perché l’ultimo “baluardo” eretto a difesa del cittadino nei confronti delle amministrazioni pubbliche, proprio non funziona e non fa il suo dovere.
Parlo della Difensore Civico di Trento Borgonovo Re che è un portento di ambiguità , per certi casi almeno.
Veda il caso di Nella Ruzz e i suoi animali gia menzionato sopra. Col mio libro ho denunciato tutto e così facendo ho anche svolto il lavoro per la signora Borgonovo Re.
A parte il fatto che non ha mai mosso un dito per aiutare Nella Ruzz, nemmeno ha detto una parola a proposito della mia pubblicazione, ne ha voluto andare con me al Rifugio degli Animali S. Francesco d’Assisi per costatare di persona che tutto quello che avevano raccontato a lei di aver fatto a favore di Nella Ruzz, l’Assessore Violetta Plotegher e la funzionaria Mezzena, erano tutte frottole, e la prova stava lì, sotto gli occhi di tutti e più che evidente!
La Difensore Civico Borgonovo Re si ha “lavato le mani” dicendomi che non aveva tempo anche se per recarsi al Rifugio S. Francesco, ci vogliono solo dieci minuti di macchina, partendo dal suo ufficio.
Quando penso che il Difensore Civico del Costa Rica, (dove ho vissuto per quasi 4 anni), si faceva anche 8-10 ore di macchina per strade impervie ed altrettante ore a piedi o a cavallo, per raggiungere certe comunità indigene isolate, ebbene signora Borgonovo Re penso proprio che anche Lei appartiene al folto gruppo di burocrati che vivono fuori dal tempo e dalla realtà.
Per quello che possa valere la mia opinione, Lei, signora Borgonovo Re sarebbe più adatta in un altro incarico provinciale.
L’unica persona che ha cercato di aiutare a Nella Ruzz è stato il Procuratore Capo della Repubblica a Trento, Dr. Stefano Dragone.
Detto questo, possiamo affermare che anche Berlusconi non sa imparare dagli errori della Storia. E’ da considerare “diabolico” pure lui?
Tuttavia Berlusconi, paragonato a certi ALTRI, è solo un “ragazzaccio” da “strigliare” un poco, per metterlo al suo posto.
Ben peggio di lui sono state le alte gerarchie della Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana, col Vaticano, che col loro continuo intromettersi nelle cose italiane, pretenderebbero essere il vero governo di questo Paese, come era prima della presa di Porta Pia.
COROLARIO O CONCLUSIONE….
Per tanto, osservando la scena politica italiana attuale, possiamo affermare senza la minore ombra di dubbio, che se Silvio Berlusconi fosse riuscito nel suo tentativo di diventare Presidente della Repubblica Italiana, sarebbe l’attuale “Uomo della Provvidenza”, per il Vaticano di Papa Benedetto XVI al secolo, Joseph Ratzinger.
Non è evidente? Ergo, nemmeno le alte gerarchie della chiesa cattolica, malgrado i suoi venti secoli di esperienza, hanno saputo imparare dagli errori della Storia.
Sono da catalogare tra i “diabolici”?
In verità che saprebbero imparare, ma non lo vogliono….perché non conviene loro…perché per loro quello che conta è come appaiono le cose e non come sono, ossia che la forma deve prevalere sulla sostanza, che equivale a dire che la menzogna deve prevalere sulla verità….perché i fini giustificano i mezzi….ecc., ecc., ecc.,
Un esempio di ciò lo abbiamo al presente qui nel ben pensante, bigotto, e baciapile trentino.
Pensi un po’ Lei, caro Presidente Napolitano, che la signora Ivana Merlo è detenuta nell’OPG, (Ospedale Psichiatrico Giudiziario), di Castiglione delle Stiviere (MN), che è la massima e più attrezzata struttura italiana del genere.
Ivana Merlo convive perciò anche con delle pluriomicide, con gente che ha commesso i crimini più efferati.
Quale è la sua colpa? Avrebbe accusato un prete di Denno, vicino a Trento, di comportamenti contrari alla morale e alla Legge.
Fosse anche vero, (ma è ancora tutto da provare), che la signora Ivana Merlo avesse calunniato detto prete, merita di essere “sepolta” in un simile manicomio criminale? Possibile che non ci siano altre alternative più umane?
Vede carissimo Presidente che anche in Trentino non sappiamo imparare dagli errori della Storia e che per tanto, chissà, siamo “diabolici” pure noi…..perché errare è umano, ma perseverare è diabolico!
E qui che per me c’è puzza di bruciato, e chissà centra la lunga mano della Curia trentina col Vescovo Luigi Bressan e Monsignore Ernesto Menghini, che non potendo, (come ai “bei” vecchi tempi della Santa Inquisizione ?), fare incarcerare, torturare e bruciare viva sul rogo a Ivana Merlo, se non altro lasciano e permettono che vada a finire al manicomio criminale.
Lunedì scorso, (02 aprile del 2007), sono andato a trovare la signora Merlo Ivana. E’ una persona solare, simpatica, molto intelligente, (laureata in Teologia), con una volontà di ferro e ASSOLUTAMENTE NON PAZZA…!!
CREARE UN PRECEDENTE….
Lei neanche si immagina Presidente Napolitano, il servizio enorme che renderebbe all’Italia, se invitasse a Roma la signora Ivana Merlo e si rendesse conto di persona come stanno veramente le cose e non come le vogliono fare apparire. Lei farebbe prevalere la verità sulla menzogna.
Lei che è maestro nel sapere “uscire” dal Suo ruolo istituzionale, faccia anche qui una eccezione alla regola, lasci perdere tutte le “correttezze” che Le ricordano i Suoi addetti al protocollo e vada al grano, come lo ha fatto e sta facendo in tante altre situazioni.
In fondo, il caso di Ivana Merlo non rappresenta che la punta dell’iceberg di un immenso sotto mondo d’infamia.
Nel prendere la Sua eventuale decisione in merito, si lasci guidare non tanto dalla ragione, ma dal cuore, cosa non tanto difficile per un napoletano DOC come lo è lei, di nome e di fatto.
Sicuramente che l’estate scorsa all’occasione della commemorazione di Alcide De Gasperi, quando Lei è venuto nel Trentino assieme all’ex Presidente d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, sicuramente che è stato circondato e si è mosso in un ambiente che cercava di farLe sentire al massimo “l’isola felice” che sarebbe il nostro amato Trentino. Non dubito che tante cose funzionino bene da noi, però esistono anche tante zone d’ombra e tanti disagi che andrebbero “illuminati.” Possa servire Lei da metaforico “faro”.
In quella grande festa di questa “isola felice”, non poteva mancare un “astutissimo volpone” della politica italiana, marcato col chip -G.A. classe 1919- e che ha dichiarato recentemente che quelle sono state per lui le più belle giornate di tutta la stagione.
Concludo facendo a Lei i miei migliori auguri di lunga vita e attività presidenziale. Finito questo mandato, possa seguirne un secondo, visto che, malgrado la Sua età, Lei è ancora un “ragazzino” se paragonato alla mia “ragazza” italiana preferita, l’affascinante Rita Levi Montalcini e della quale ho sempre con me una fotografia nel portafoglio.
Nel salutarLa cordialmente, con stima e ammirazione, Le chiedo di AIUTARMI, Signor Presidente Giorgio Napoletano.Tanti auguri di Buona Pasqua.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante.
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Trento, Città del Concilio, venerdì 06 aprile del 2007
LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, GIORGIO NAPOLITANO.
Caro Signor Presidente Giorgio Napolitano,
io Valerio Tonolli accuso e denuncio alle autorità della Provincia Autonoma di Trento, alla autorità del Comune di Trento, ai media locali, quali i giornali Il Trentino, l’Adige, Vita Trentina, con radio e televisioni provinciali, alla Curia di Trento col Vescovo Luigi Bressan e Monsignor Ernesto Menghini, alla Difensore Civico signora Borgonovo Re, io accuso e denuncio a tutti loro di creare intorno a me ed alle mie denuncie, il VUOTO TOTALE.
Noti bene, Signor Presidente, che io non ho fatto solo denuncie, ma per prima cosa ho presentato, quasi un anno fa, un progetto urbanistico di idee per la città di Trento, che è di gran lunga il più grande progetto del genere che sia mai stato presentato. Al riguardo vedere in Internet al Blog,
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Nessuna autorità vi a ha dedicato una sola frase ed i giornali locali, l’Adige, il Trentino, Vita Trentina, neanche tre righe, anche se poi pubblicano centinaia di articoli del genere che “il platano di Pergine sarà illuminato a Natale”, dedicandovi mezza pagina con fotografia annessa.
Se questa non è omertà, ossia “mafia trentina”, come denunciata l’estate scorsa dalla Difensore Civico Borgonovo Re, allora me lo dica Lei, Signor Presidente.
Loro ce la mettono tutta per ignorare ed asfissiare ogni idea che non sia pane del loro forno. E non solo a me!
Metaforicamente, sapessi anche cantare altrettanto bene di Pavarotti o Boccelli, anche così sarei completamente ignorato, mentre un loro starnuto o peggio pernacchia, merita subito un servizio di almeno un’ intera pagina sui giornali locali.
Ora io penso che se uno non informa, disinforma, fornendo così la prova più che evidente. (vera cartina di tornasole), che di mafie trentine si tratta.
Infatti, è stata la stessa Difensore Civico Borgonovo Re a socchiudere questo simbolico vaso di Pandora. Poi, penso le sia stato chiesto di rinchiuderlo ma sono intervenuto io che lo ho afferrato e infranto violentemente per terra.
Come dicevo, con la loro omertà fanno l’impossibile per isolarmi, sperando che un mio “passo falso” dia loro luce verde o carta bianca per farmi applicare magari il TSO o Trattamento Sanitario Obbligatorio.
Basti pensare, che come prova di ciò, negli ultimi dieci anni, i sindaci di Trento, Dellai e Pacher, con l’Assessore De Torre,( focolarina), la funzionaria Tiziana Fritz, il Comandante dei Vigili Urbani della città di Trento Giacomoni, ecc., tutti loro ed altri, hanno provato a più riprese a fare internare in manicomio alla signora Nella Ruzz.
Io ho denunciato tale ingiustizia pubblicando un mio libro in internet al Blog,
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Se Nella, malgrado gli strenui sforzi di quelle autorità, non è finita al manicomio, è perché i medici psichiatri interpellati in proposito, non hanno voluto essere compiacenti con loro ed hanno dichiarato che Nella Ruzz non era pazza ma solo furba….Per fortuna dunque che le intenzioni medioevali o da Santa Inquisizione delle benpensanti, ipocrite, bigotte autorità baciapile trentine, non sono andate in porto, grazie alla professionalità dei medici.
SE NON SI IMPARA DAGLI ERRORI DELLA STORIA, QUESTI INESORABILMENTE SI RIPETONO.
Sta il fatto, che il Trentino può vantare una “radicata e convinta tradizione” in quanto a far chiudere in manicomio alle persone scomode, anche se non pazze. In questo campo il Trentino non ha niente da insegnare ne alla Cina ne alla Russia o altre Stati repressivi.
Ida Irene Dalser, rappresenta il caso più emblematico!
Nata nel 1880 in seno ad una famiglia benestante di Sopramonte, vicino a Trento, era figlia del sindaco del paese.
Molto intelligente, (ben più intelligente di Benito Mussolini, ma non così scaltra), si diplomò a Parigi in medicina estetica per poi trasferirsi a Milano ed aprire un salone di bellezza di grande successo, che più avanti vendette per finanziare un giornale di Benito Mussolini, e rimanendo così in miseria, quando Mussolini l’abbandonò.
Ida Dalser e Benito Mussolini contrassero matrimonio religioso al che seguì la nascita del loro primo figlio, (11 novembre 1915), Benito Albino Mussolini.
Più avanti Mussolini si risposò civilmente con Rachele Guidi, (17 dicembre 1915) e, arrivato al Potere si adoperò per fare internare nel manicomio di Pergine Valsugana, vicino a Trento, la ormai “inutile e scomoda” Ida.
Essendo riuscita una volta a fuggire dal manicomio di Pergine, fu subito ripresa nel suo paese di Sopramonte ed internata nel più sicuro ed isolato manicomio di San Clemente, che si trovava su un’isoletta della laguna veneziana.
Morì nel 1937 dopo tanti lunghi anni di grandi sofferenze trascorsi in quel luogo.
Il figlio Benito Albino Mussolini, venne educato a Milano dai padri Barnabiti e poi arruolato in marina.
Siccome aveva ereditato il carattere di sua mamma, non sapeva o non si rassegnava a tenere la bocca chiusa, e raccontava in giro di essere il primo figlio di Benito Mussolini.
Per quel “delitto”, e malgrado godesse di perfetta salute, fu fatto internare nel manicomio di Milano Mombello, dove vi morì dopo lunghissimi anni di grandi sofferenze, il 26 agosto del 1942.
La Curia di Trento col Vaticano, sicuramente sapevano di Ida Irene Dalser e di suo figlio, ma siccome le alte gerarchie di Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana sono maestre nel nascondere il marciume che corrode fino al midollo certe sue aree, ecco che invece di denunciare il fatto, meglio “unsero” a Benito Mussolini quale “Uomo della Provvidenza”, firmando con lui il i Patti lateranensi (11 febbraio 1929)….che andrebbero aboliti.
Idem fecero con un altro “Uomo della Provvidenza” del momento, Adolf Hitler che appena arrivato al Potere, (1933) corsero velocissimi anche da lui, (velocità olimpionica), per firmare un altro Concordato col Terzo Reich, e questo malgrado ci fossero gia in giro milioni di copie del “programma di governo” di Hitler, ossia il suo libro Mein Kampf, e sebbene dalla data del genocidio degli armeni, durante la Prima Guerra Mondiale, non fossero passati neanche venti anni.
POTENZIALE “UOMO DELLA PROVVIDENZA” DI OGGI….
L’ex giudice Palermo di qui di Trento, mi dice che il passato governo berlusconiano, ha presentato parecchi progetti di legge per inasprire molto di più tutto quanto riguarda il TSO o Trattamento Sanitario Obbligatorio.
ERRARE E’ UMANO, PERSEVERARE E’ DIABOLICO….
Coi precedenti sopra descritti, possiamo pertanto pacificamente asserire che, non volendo tener conto degli “errori” di Benito Mussolini, verso la sua prima moglie e il suo primo figlio, il governo Berlusconi è stato “diabolico” nel volere inasprire ancora di più tali nefaste misure con riguardo al TSO.
UNA TRAGEDIA EVITATA.
Pensi un po’ Lei, caro Presidente Napolitano, che tragedia per l’Italia intera sarebbe stata, se al posto che occupa tanto “professionalmente” Lei, fosse riuscito ad arrivarci Silvio Berlusconi.
Nella Ruzz, Ivana Merlo, il sottoscritto e tantissimi altri come noi, saremmo finiti dritti, dritti in manicomio.
L’INNEFICACIA DELLA DIFENSORE CIVICO BORGONOVO RE.
Finiti in manicomio anche perché l’ultimo “baluardo” eretto a difesa del cittadino nei confronti delle amministrazioni pubbliche, proprio non funziona e non fa il suo dovere.
Parlo della Difensore Civico di Trento Borgonovo Re che è un portento di ambiguità , per certi casi almeno.
Veda il caso di Nella Ruzz e i suoi animali gia menzionato sopra. Col mio libro ho denunciato tutto e così facendo ho anche svolto il lavoro per la signora Borgonovo Re.
A parte il fatto che non ha mai mosso un dito per aiutare Nella Ruzz, nemmeno ha detto una parola a proposito della mia pubblicazione, ne ha voluto andare con me al Rifugio degli Animali S. Francesco d’Assisi per costatare di persona che tutto quello che avevano raccontato a lei di aver fatto a favore di Nella Ruzz, l’Assessore Violetta Plotegher e la funzionaria Mezzena, erano tutte frottole, e la prova stava lì, sotto gli occhi di tutti e più che evidente!
La Difensore Civico Borgonovo Re si ha “lavato le mani” dicendomi che non aveva tempo anche se per recarsi al Rifugio S. Francesco, ci vogliono solo dieci minuti di macchina, partendo dal suo ufficio.
Quando penso che il Difensore Civico del Costa Rica, (dove ho vissuto per quasi 4 anni), si faceva anche 8-10 ore di macchina per strade impervie ed altrettante ore a piedi o a cavallo, per raggiungere certe comunità indigene isolate, ebbene signora Borgonovo Re penso proprio che anche Lei appartiene al folto gruppo di burocrati che vivono fuori dal tempo e dalla realtà.
Per quello che possa valere la mia opinione, Lei, signora Borgonovo Re sarebbe più adatta in un altro incarico provinciale.
L’unica persona che ha cercato di aiutare a Nella Ruzz è stato il Procuratore Capo della Repubblica a Trento, Dr. Stefano Dragone.
Detto questo, possiamo affermare che anche Berlusconi non sa imparare dagli errori della Storia. E’ da considerare “diabolico” pure lui?
Tuttavia Berlusconi, paragonato a certi ALTRI, è solo un “ragazzaccio” da “strigliare” un poco, per metterlo al suo posto.
Ben peggio di lui sono state le alte gerarchie della Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana, col Vaticano, che col loro continuo intromettersi nelle cose italiane, pretenderebbero essere il vero governo di questo Paese, come era prima della presa di Porta Pia.
COROLARIO O CONCLUSIONE….
Per tanto, osservando la scena politica italiana attuale, possiamo affermare senza la minore ombra di dubbio, che se Silvio Berlusconi fosse riuscito nel suo tentativo di diventare Presidente della Repubblica Italiana, sarebbe l’attuale “Uomo della Provvidenza”, per il Vaticano di Papa Benedetto XVI al secolo, Joseph Ratzinger.
Non è evidente? Ergo, nemmeno le alte gerarchie della chiesa cattolica, malgrado i suoi venti secoli di esperienza, hanno saputo imparare dagli errori della Storia.
Sono da catalogare tra i “diabolici”?
In verità che saprebbero imparare, ma non lo vogliono….perché non conviene loro…perché per loro quello che conta è come appaiono le cose e non come sono, ossia che la forma deve prevalere sulla sostanza, che equivale a dire che la menzogna deve prevalere sulla verità….perché i fini giustificano i mezzi….ecc., ecc., ecc.,
Un esempio di ciò lo abbiamo al presente qui nel ben pensante, bigotto, e baciapile trentino.
Pensi un po’ Lei, caro Presidente Napolitano, che la signora Ivana Merlo è detenuta nell’OPG, (Ospedale Psichiatrico Giudiziario), di Castiglione delle Stiviere (MN), che è la massima e più attrezzata struttura italiana del genere.
Ivana Merlo convive perciò anche con delle pluriomicide, con gente che ha commesso i crimini più efferati.
Quale è la sua colpa? Avrebbe accusato un prete di Denno, vicino a Trento, di comportamenti contrari alla morale e alla Legge.
Fosse anche vero, (ma è ancora tutto da provare), che la signora Ivana Merlo avesse calunniato detto prete, merita di essere “sepolta” in un simile manicomio criminale? Possibile che non ci siano altre alternative più umane?
Vede carissimo Presidente che anche in Trentino non sappiamo imparare dagli errori della Storia e che per tanto, chissà, siamo “diabolici” pure noi…..perché errare è umano, ma perseverare è diabolico!
E qui che per me c’è puzza di bruciato, e chissà centra la lunga mano della Curia trentina col Vescovo Luigi Bressan e Monsignore Ernesto Menghini, che non potendo, (come ai “bei” vecchi tempi della Santa Inquisizione ?), fare incarcerare, torturare e bruciare viva sul rogo a Ivana Merlo, se non altro lasciano e permettono che vada a finire al manicomio criminale.
Lunedì scorso, (02 aprile del 2007), sono andato a trovare la signora Merlo Ivana. E’ una persona solare, simpatica, molto intelligente, (laureata in Teologia), con una volontà di ferro e ASSOLUTAMENTE NON PAZZA…!!
CREARE UN PRECEDENTE….
Lei neanche si immagina Presidente Napolitano, il servizio enorme che renderebbe all’Italia, se invitasse a Roma la signora Ivana Merlo e si rendesse conto di persona come stanno veramente le cose e non come le vogliono fare apparire. Lei farebbe prevalere la verità sulla menzogna.
Lei che è maestro nel sapere “uscire” dal Suo ruolo istituzionale, faccia anche qui una eccezione alla regola, lasci perdere tutte le “correttezze” che Le ricordano i Suoi addetti al protocollo e vada al grano, come lo ha fatto e sta facendo in tante altre situazioni.
In fondo, il caso di Ivana Merlo non rappresenta che la punta dell’iceberg di un immenso sotto mondo d’infamia.
Nel prendere la Sua eventuale decisione in merito, si lasci guidare non tanto dalla ragione, ma dal cuore, cosa non tanto difficile per un napoletano DOC come lo è lei, di nome e di fatto.
Sicuramente che l’estate scorsa all’occasione della commemorazione di Alcide De Gasperi, quando Lei è venuto nel Trentino assieme all’ex Presidente d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, sicuramente che è stato circondato e si è mosso in un ambiente che cercava di farLe sentire al massimo “l’isola felice” che sarebbe il nostro amato Trentino. Non dubito che tante cose funzionino bene da noi, però esistono anche tante zone d’ombra e tanti disagi che andrebbero “illuminati.” Possa servire Lei da metaforico “faro”.
In quella grande festa di questa “isola felice”, non poteva mancare un “astutissimo volpone” della politica italiana, marcato col chip -G.A. classe 1919- e che ha dichiarato recentemente che quelle sono state per lui le più belle giornate di tutta la stagione.
Concludo facendo a Lei i miei migliori auguri di lunga vita e attività presidenziale. Finito questo mandato, possa seguirne un secondo, visto che, malgrado la Sua età, Lei è ancora un “ragazzino” se paragonato alla mia “ragazza” italiana preferita, l’affascinante Rita Levi Montalcini e della quale ho sempre con me una fotografia nel portafoglio.
Nel salutarLa cordialmente, con stima e ammirazione, Le chiedo di AIUTARMI, Signor Presidente Giorgio Napoletano.Tanti auguri di Buona Pasqua.
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante.
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