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Nella Ruzz, una vita con gli animali.
Le angherie sofferte da Nella Ruzz dalle autorità comunali e provinciali trentine.
Sindicación
 
CORTE DI APPELLO DI TRENTO, DELEGA....
CORTE DI APPELLO DI TRENTO, DELEGA….


Trento, lunedì 23 aprile del 2007

CORTE DI APPELLO DI TRENTO
Palazzo di Giustizia di Trento
Via Largo Pigarelli, 1
38100 TRENTO

DELEGA

Con la presente, io sottoscritta Nella Ruzz, nata ad Aldeno (TN) il 23 luglio del 1925 e residente a Ghiaie di Gardolo, 166 (Trento), delego ed autorizzo il Dr. Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17 marzo del 1938 e residente a Trento, a rappresentarmi presso la Corte di Appello di Trento.


In fede, Ghiaie di Gardolo, (TN) lunedì 23 aprile del 2007


Nella Ruzz
 
DIFENSORE CIVICO, DELEGA....
DIFENSORE CIVICO, DELEGA….

Trento, giovedì 18 gennaio del 2007


Ufficio del Difensore Civico
Galleria Garbari, 9
38100 TRENTO

DELEGA

Con la presente, io sottoscritta Nella Ruzz, nata ad Aldeno (TN) il 23 luglio del 1925 e residente a Ghiaie di Gardolo, 166 (Trento), delego ed autorizzo il Dr. Valerio Tonolli, nato ad Albiano, (TN) il 17 marzo del 1938 e residente a Trento, a rappresentarmi presso il Difensore Civico di Trento.

In fede, Ghiaie di Gardolo (TN), giovedì 18/01/2007


Nella Ruzz
 
GIOUDICE DI PACE, DELEGA....
GIUDICE DI PACE, DELEGA….

Trento, giovedì 18 gennaio del 2007

Giudice di Pace – Corte di Appello di Trento
Via Diaz, 15
38100 TRENTO


DELEGA

Con la presente, io sottoscritta Nella Ruzz, nata ad Aldeno (TN) il 23 luglio del 1925 e residente a Ghiaie di Gardolo, 166 (TRENTO) delego ed autorizzo il Dr. Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17 marzo del 1938 e residente a Trento, a rappresentarmi presso il Giudice di Pace di Trento.

In fede, Ghiaie di Gardolo, (TN) giovedì 18/01/2007


Nella Ruzz
 
PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA, DELEGA....
Procura della Repubblica, delega….

Trento, giovedì 18 gennaio del 2007

Procura Generale della Repubblica
Via Largo Pigarelli, 1
38100 TRENTO


DELEGA

Con la presente, io sottoscritta Nella Ruzz, nata ad Aldeno (TN) il 23 luglio del 1925 e residente a Ghiaie di Gardolo, 166 (Trento), delego ed autorizzo al Dr. Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17 marzo del 1938 e residente a Trento, a rappresentarmi presso la Procura Generale della Repubblica.

In fede, Ghiaie di Gardolo (TN), giovedì 18 gennaio del 2007

Nella Ruzz
 
COMUNE DI TRENTO, INCARICO ED AUTORIZZAZIONE....
Comune di Trento, incarico ed autorizzazione….

Ghiaie di Gardolo (TN) mercoledì 17 gennaio del 2007

Io sottoscritta Nella Ruzz, nata al Aldeno (TN) il 23 luglio del 1925 e residente a Ghiaie di Gardolo (Trento), al no 166, quale Presidente della Associazione Amici degli Animali S. Francesco d’Assisi, dichiaro ed autorizzo al Dr. Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/38 e residente a Trento, a chiedere in tutte le situazioni che lo creda opportuno, a richiedere il risarcimento dei danni causati a me ed all’Associazione Amici degli Animali S. Francesco d’Assisi da parte del Comune di Trento e suoi rappresentanti istituzionali. Reitero e sottolineo che può fare ciò a nome mio per tutte le volte od occasioni nelle quali il Dr. Valerio Tonolli stabilisca le prove evidenti di tali danni, siano essi materiali, verso di me e l’Associazione Amici degli Animali S. Francesco d’Assisi, più quelli psicologici e fisici nei confronti della mia salute.

In fede,

Nella Ruzz

Ghiaie di Gardolo (TN)
Mercoledì, 17 gennaio 2007


 
ALBERTO NASCIMBENI, INCARICO....
Alberto Nascimbeni, incarico….

Ghiaie di Gardolo, (Trento), Domenica 14 gennaio del 2007

Io sottoscritta Nella Ruzz, nata ad Aldeno, (TN) il 23 luglio del 1925 e residente a Ghiaie di Gardolo (TN), Via Località Ghiaie, 166 quale Presidente dell’Associazione Amici degli Animali S. Francesco d’Assisi, dichiaro che, nel caso il Dr. Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN), e residente a Trento, e che considero di mia completa fiducia , dichiaro che nel caso riuscisse, col suo interessamento generale nei miei confronti, a farmi avere i contributi di 35.000.000 di Lire (trentacinquemilioni), corrispondenti alla gestione da parte mia del Canile Municipale Sembenotti per il primo semestre del 1995 e fraudolentemente sottrattimi dal Dr. Veterinario Alberto Nascimbeni, come dicevo sopra, dichiaro che se per l’interessamento del Dr. Valerio Tonolli tramite anche il suo libro pubblicato in Internet, al Blog,
blogs.ya.com/nella-e-i-suoi-cani riuscissi ad avere quei contributi, darò il totale importo degli stessi al Dr. Valerio Tonolli.

In fede,
Nella Ruzz

Ghiaie di Gardolo (TN)
Domenica, 14 gennaio del 2007
 
DR. TIZIANA FRITZ, INCARICO....
Tiziana Fritz, incarico….

Trento, 16/5/2006

Dr. Tiziana Fritz
Comune di Trento

Con la presente gradirei mi informasse il perché della Sua negativa a pagarmi la fattura dell’operazione di Teddy, di euro 840 , (ottocentoquaranta), effettuata nell’agosto del 2002, come pure a pagarmi i contributi per i gatti.
Per essere più precisi, Le ricordo che le inviai ben due lettere a questo proposito, ossia nel 1999 e nel 2003, alle quali mai ho avuto risposta.
Perché tali contributi vengono erogati al Centro Felix ed al PANEPPA? Perché Lei discrimina i gatti di Nella Ruzz o della Associazione Amici per gli Animali S. Francesco d’Assisi di Ghiaie di Gardolo, 166 (Trento)?

Il portatore della presente, Dr. Valerio Tonolli è il candidato a futuro presidente della Associazione Amici degli Animali S. Francesco d’Assisi e gode della mia intera stima e fiducia.

Nell’attesa della Sua risposta, che spero sollecita al contrario delle altre due menzionate, ringrazio e saluto attentamente.

Nella Ruzz
 
DELEGHE ED AUTORIZZAZIONI....
DELEGHE ED AUTORIZZAZIONI….

Trento, venerdì 25 maggio del 2007

Assessore Violetta Plotegher
38100 Trento
e per conoscenza:
A) Al Procuratore capo della Repubblica Italiana Dr. Stefano Dragone
B) Al Collegio degli Avvocati di Trento

Signora Assessore,
lunedì scorso, (21/5/2007), ho parlato brevemente con la Dott.ssa Mezzena a proposito di Nella Ruzz.
Desideravo saperne di più circa le Vostre intenzioni di far sistemare la casa di Nella Ruzz a Ghiaie di Gardolo, 166 (Trento).
La dottoressa Mezzena mi ha riferito di non saperne niente in quanto, di tale faccenda, se ne occupava Lei personalmente Assessore Plotegher.

Desidero tuttavia informarLa che benchè abbia sempre difeso “a spada tratta” a Nella Ruzz, sono totalmente contrario a che Lei faccia sistemare la casa di Nella a spese del Comune di Trento, ossia, coi soldi dei contribuenti.

Porti pazienza, ma io credo in quello che faccio, e mi sforzo di portarlo avanti “contro vento e marea”.
E, coerente con ciò, non posso da un lato firmarmi,
Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante,
e dall’altro lasciare perdere su certe cose.

Lei, Assessore Plotegher, non può far sistemare la casa di Nella Ruzz alle Ghiaie di Gardolo, 166 (Trento), per il semplice fatto che quella casa non è di Nella Ruzz.
Quella casa, col relativo terreno, è intestata da sempre al figlio Mosna Dario.
Siccome, quella proprietà, oggi come oggi, ha un valore minimo di ben 750.000,00
euro, (settecentocinquantamila), mi sembra più che giusto cha anche il caro figlioletto Dario si dia una mossa e faccia sistemare lui, a sue spese, la casa che la mamma gli ha generosamente dato, oltre a dargli anche la vita.

Qualche mese fa, osservando ed ascoltando a Nella in un momento di maggiore disperazione, telefonai al figlio Dario Mosna per vedere se tutti assieme non potevamo tirarla fuori dalla “fogna” nella quale si trova Nella.
Mi rispose la moglie che informò il marito, che rispose che non voleva parlare con me, e poi disse alla moglie, (potevo udire), di dirmi di lasciare perdere, che la Nella, (loro mamma e suocera), stava benissimo così, e che non aveva proprio bisogno di niente. Allibito misi giù il telefono ed ancora una volta non potei impedirmi di esclamare: “che famiglia!!!”

In allegato ben sette (7), deleghe ed autorizzazioni a nome mio per rappresentare alla signora Nella Ruzz presso,
1) Procura generale della Repubblica Italiana del 18/01/2007
2) Corte di Appello di Trento del 30 aprile del 2007
3) Giudice di Pace del 18/01/2007
4) Difensore Civico del 18/01/2007
5) Dott. Veterinario Alberto Nascimbeni del 14/01/2007
6) Comune di Trento del 17/01/2007
7) Dott. Veterinario Alberto Nascimbeni del 20/01/2007

Quello che senz’altro trovo giusto che dovrebbe fare il Comune di Trento, è invece sistemare y recinti e strutture varie che albergano i cani e gatti della Associazione Rifugio per gli Animali S. Francesco d’Assisi.

Attentamente,


Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante

Questa lettera è in Internet al Blog,
blogs.ya.com/nella-e-i-suoi-cani

 
ESPOSTO E SEGNALAZIONE AL PROCURATORE CAPO DELLA REP. S. DRAGONE
Procuratore Capo….

Trento, venerdì 18 maggio del 2007

Al Procuratore Capo della Repubblica, Dott. Stefano Dragone
Palazzo di Giustizia
Via Largo Pigarelli,1
38100 Trento

e per con.
Ordine degli Avvocati di Trento
Palazzo di Giustizia

ESPOSTO

Gentile Dott. Dragone,
io sottoscritto Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN) il 17/3/1938 e residente a Trento desidero segnalare un fatto che a me sembra gravissimo, ma che comunque lascio a Lei decidere se è da prendere in considerazione o no.

Trattasi dell’udienza relativa a Nella Ruzz, nata ad Aldeno (TN) il 23/07/1925 e residente a Trento loc. Ghiaie di Gardolo n. 166, selettivamente domiciliata presso l’avv. Bertamini Michele di Trento via Grazioli n. 84, con la citazione che ordina a comparire all’udienza in Camera di Consiglio – Sez. Penale nel Palazzo di Giustizia di Trento – Via Largo Pigarelli, 1 il giorno 04/05/2007 ore 09:30.

Succede che nell’ottobre del 2005 ritornai dai Caraibi e dal Costa Rica dove ero vissuto negli ultimi 14 anni.
Siccome in Costa Rica mi ero anche occupato di cani randagi, pensai di dare una mano a Nella Ruzz, in lavori manuali gratis, nei giorni di fine settimana di sabato e domenica.
Fu a seguito di questo che venni a sapere delle tristi esperienze di Nella coi suoi animali, specialmente cani e gatti, ma in un’occasione anche con dei cuccioli di tigre.

Più avanti mi diede anche altri incarichi, come reclamare una spesa veterinaria alla funzionaria comunale Dott.ssa Tiziana Fritz, portare certi documenti al suo avvocato di fiducia Michele Bertamini, riordinare la sua voluminosa corrispondenza più che ventennale ed in grande disordine, ecc., ecc.

A quel tempo Nella era disperata e pensò di fare pubblicare a pagamento sul quotidiano l’Adige un suo articolo.
Fece il contratto col Signor Corrado della Manzoni Pubblicità, per un costo di 1.200,00 (milleduecento) euro.
Quando seppi di ciò, gli dissi che non sarebbe servito a niente in quanto il suo caso era “politico” e che perciò neanche tutti gli avvocati del Trentino avrebbero potuto (e voluto) trovarvi una soluzione, tanto era ingarbugliata e compromettente la situazione.

Gli dissi che l’unica strada da seguire era quella di richiamare l’attenzione pubblica sul suo caso, per mezzo di Internet.
Pertanto la scongiurai di non fare pubblicare quell’articolo e coi mille duecento euro risparmiati acquistare un computer col quale io potessi lavorare al suo caso.
In un primo momento accettò e mi autorizzò ad andare dal Signor Corrado della Manzoni Pubblicità per ritirare l’assegno di mille duecento euro. Il Signor Corrado si disse d’accordo e telefonò a Nella per la conferma. Nella conversazione che ne seguì, sembra convinse Nella dell’utilità dell’articolo. Nella cambiò ancora parere e sempre al telefono mi disse, con la sua proverbiale maleducazione, che i soldi erano suoi, e che ne faceva quello che gli pareva! Insomma, vinse la sua vanità.
Tra l’altro, un suo nipote di 21 anni e che fa l’operaio alla Trentino Servizi, gli disse che l’Internet non lo leggeva nessuno e che la volevo imbrogliare.

Più avanti, venne pubblicato l’articolo a pagamento e Nella non ricevette nemmeno una telefonata e dovette ammettere che quei mille duecento euro erano stati buttati via.

Qualche mese più avanti comperai un computer a rate ed iniziai a scrivere la sua storia.
Dissi a Nella che sarebbe stato bene stabilire per iscritto detto incarico, sia per limitare la mia responsabilità che per mettere nero su bianco il compenso per me.
Mi rispose, sempre col suo stile maleducato e grossolano, che non era mica scema! Se mi andava bene, che scrivessi pure, ma che in quanto a soldi me gli avrebbe dati solamente quando avesse visto i risultati….visto che erano in tanti quelli che l’avevano fregata…

Ed in questo modo passò un anno e mezzo ed un po’ alla volta mi dettò e scrissi il libro in Internet che si trova al Blog,
blogs.ya.com/nella-e-i-suoi-cani

Quando chiedevo qualche soldo a Nella, sempre faceva orecchie da mercante o cambiava discorso.
Ad dire la verità mi disse che se riuscivo a farmi pagare dalla Dott.ssa Tiziana Fritz dell’Ufficio Ambiente del Comune di Trento, ottocento quaranta euro per l’operazione di Teddy, mi avrebbe lasciato quei soldi. Ma siccome la Fritz non pagò, non ricevetti niente.
In un’altra occasione, quando pubblicai il capitolo del libro, “Curriculum vitae di Nella Ruzz” al punto 1994 dello stesso, descrissi lo strano comportamento del Dott. Veterinario Roberto Nascimbeni
Essendo, che secondo Nella Ruzz, Roberto Nascimbeni, in combutta con Enrico Costanzo, si spartirono i contributi comunali dovuti a lei, Nella mi disse anche in quella occasione che se riuscivo a farmeli dare, quei soldi erano per me.
Anche qui però, ancora una volta, la solita sfacciata ambiguità di Nella che, vedendomi partire dal suo Rifugio per gli Animali S. Francesco d’Assisi, diretto all’ambulatorio del dott. Nascimbeni, per reclamargli quei soldi mal avuti, mi fece con un sorriso beffardo; “va pure se vuoi, ma guarda che non è mica scemo a darti quei soldi”. gli risposi che provare non costava niente.
Infatti, il bravo dott. Nascimbeni non mi diede niente.

In questo modo, furbescamente e disonestamente, Nella Ruzz aveva l’alibi e la scusa per non darmi niente per il mio lavoro.
Senza poi dimenticare che quel suo “sorriso beffardo” stava a dire che, fosse stata lei, Nella Ruzz, al posto di Nascimbeni, avrebbe fatto altrettanto.
E questo mi conferma che in Trentino il Dio Soldo domina e presiede su tutto. In Trentino il Dio Denaro o Vitello d’Oro biblico, viene prima della stessa propria famiglia, della parola data, della solidarietà, ecc., ecc.
Purtroppo scrittori della tempra del russo Dostoevskij Fedor Michajlovic (1821-1881) non ne nascono più. Solo uno come lui, maestro nell’indagare e scandagliare i minimi meandri dell’animo e della malvagità umana, saprebbe descrivere questo comportamento diffuso trentino e magari stabilirne una formula matematica, tanto è evidente!

In una occasione successe che mi si ruppero tutti e due i computers. Dissi a Nella che, metaforicamente, ero come il militare mitragliere al fronte che improvvisamente era rimasto senza munizioni.
Comprese il problema, e siccome era nel suo interesse, senza fiatare mi diede un assegno di cinquecento euro per farli riparare.

Quando pubblicai la storia di Nella ed i suoi cani in Internet, lei ne rimase molto soddisfatta e non stava nella pelle dalla felicità. Informò telefonicamente a molti conoscenti che la congratularono e gli fecero tanti auguri.

Anche il Comune di Trento, per mezzo dell’Assessore Violetta Plotegher e la funzionaria Mezzena si sono dichiarati disposti a sistemargli la casa dove vive assieme a dozzine di cani, casa trasformata in antro arcischifoso ed antigienico, per la sporcizia e il degrado.
Una volta sistemata la casa, finalmente Nella potrà ritornare a vivere in maniera normale e decente, lei da una parte ed i cani nei loro recinti. Anche i recinti sono da sistemare.

E tutto questo Nella lo deve al mio libro! Ora, malgrado i “risultati” da lei richiesti a suo tempo siano più che evidenti, si nega a pagarmi il mio dovuto, perché dice lei, non c’è niente di scritto ed arriva persino a negare che sia per merito mio che sia avvenuto un tale capovolgimento nella sua situazione.

In data 13/5/2007 sono andato a casa sua per cercare di parlare con lei e mi ha detto che non voleva più vedermi.

Il mio compenso lo valuto in 10.000.00 (diecimila) euro. Solo in computers e materiali vari ho speso più di tremila euro. Ci sono poi centinaia di ore di lavoro fatte in questo anno e mezzo. I viaggi a casa sua sono dozzine e dozzine, anche per il fatto che non si decide ad acquistare un telefono portatile, così che il più delle volte, anche per un semplice chiarimento, non riesco a comunicarmi con lei, per trovarsi ad accudire i suoi animali, e devo fare un viaggio per una sola domanda.

A nella Ruzz piace fare bella figura. Per Natale, alla nuora (insegnante) regala mille euro. Per una cresima della nipote, altri mille euro e così via.
Al nipote che dice che l’Internet non serve a niente, ha regalato 8.000,00 (ottomila) euro. A suo figlio Dario Mosna (Forestale), ha intestato la proprietà dove vive coi cani, valutata come minimo in 750.000,00 (settecentocinquantamila euro).
Alla figlia ha intestato la sua casa di Mattarello, che vale intorno ai 150-200 mila euro (centocinquanta-duecentomila). Ha appena ereditato una porzione di una casa con vigneto a Besenello per 20.000,00 (ventimila) euro.
Ha regalato ad un altro nipote un terreno agricolo a Romagnano.
Ha due (o tre?) pensioni. Quella del marito Giulio Mosna che incassa ed amministra lei, la sua, e credo abbia anche una pensione d’invalidità.
Possiede un discreto conto in banca di qualche decina di migliaia di euro….ma soldi per Valerio Tonolli non ce ne sono!

Ennesima scusa per non darmi niente.

Malgrado “i risultati” prodotti dal mio libro siano più che evidenti, Nella Ruzz ha una nuova scusante o alibi per negarmi qualsiasi compenso. Quale?

Lo strano e misterioso comportamento nei miei confronti da parte dei legali ed avvocati di fiducia di Nella Ruzz, avv. Bertamini Michele di Trento Via Grazioli 84 e avv. Morani Mirco di Trento Via Mazzini 14.

Da mesi ormai ho cercato di parlare con l’avvocato Bertamini Michele . Non mi ha mai voluto ricevere anche se gli ho riferito telefonicamente, e detto a voce anche alla sua segretaria, che ero in possesso di varie deleghe da parte di Nella Ruzz, per rappresentarla in Procura, presso la Corte d’Appello, dal Giudice di Pace e dal Difensore Civico.
Sempre su incarico di Nella Ruzz sono andato a parlare un paio di mesi fa con l’avv. Morani Mirco. Ho cercato di parlare nuovamente con lui, varie volte, ma non mi ha mai voluto ricevere.

Il giorno precedente all’udienza del 04/05/2007 ore 09:30 , ossia il giovedì 03 maggio del 2007, ho portato a Nella Ruzz il mio libro aggiornato (Nella e i suoi cani),perché se ne servisse all’indomani in Tribunale quando, alla fine dell’udienza il signor Giudice gli chiedesse se aveva qualcosa da dire o aggiungere.
Io non ero presente a quella udienza, ma ho saputo che Nella Ruzz è stata condannata. Ergo, ne posso dedurre che l’avvocato di fiducia o difensore di Nella Ruzz non ha accennato ai fatti ampliamente descritti nel mio libro. Perché? Questo non lo posso sapere!
Tuttavia, sempre il giorno giovedì 03 maggio del 2007, Nella Ruzz mi raccontò di aver chiesto a suo nipote, l’avv. Paolo Mosna di Bolzano, di assistere pure lui il giorno successivo alla sua udienza. L’avv. Mosna Paolo si negò, adducendo che se fosse stato presente e testimoniato, allora l’avv. Michele Bertamini sarebbe finito in galera….
La ragione di ciò non la posso sapere anche perché Nella Ruzz è molto furba e ambigua nelle sue cose. In un’altra occasione mi disse che l’avv. Bertamini Michele aveva affermato il falso nei suoi confronti.

Essendo che Nella Ruzz non vuole più parlare con me, (per non pagarmi niente), non so nemmeno chi l’abbia difesa nell’udienza del 04/05/2007. Infatti, in Corte d’Appello non mi possono dare una copia della sentenza in quanto assieme alla delega di Nella Ruzz non posso esibire anche la fotocopia della sua carta d’identità.

Al presente esposto allego,
a) il mio libro aggiornato, “Nella e i suoi cani”.
b) Delega per rappresentarla presso la Corte d’Appello


Nel ringraziarLa per l’attenzione data al presente esposto, voglia gradire, Dott. Dragone, i miei cordiali saluti.


Dr. Valerio Tonolli
 
DENUNCIA DELLA DIFENSORE CIVICO DONATA BORGONOVO RE....
ESPOSTO….

Trento, venerdì 04 maggio del 2007

Spettabile Procura della Repubblica
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO

ESPOSTO

Io sottoscritto Tonolli Valerio, nato ad Albiano (TN) il 17/3/1938 e domiciliato a Trento, accuso e denuncio alla Difensore Civico di Trento Dott. Avv. Donata Borgonovo Re, con ufficio in via Manci/Galleria Garbari, di non adempiere ai suoi doveri istituzionali nei confronti della signora Nella Ruzz, nata ad Aldeno (TN) il 23 luglio del 1925 e residente a Ghiaie di Gardolo, 166 (Trento).

La mia denuncia è sostenuta dalla documentazione allegata.

A) Un libro di 66 pagine che descrive le vicissitudini di Nella Ruzz, datato 12 settembre del 2006.
B) Lettera, “Offensiva primaverile….” Del venerdì 23 marzo del 2007. (7 pagine)
C) Esposto presso la Procura della Repubblica di Trento del 06 aprile del 2007, (7 pagine).
D) Lettera mia personale, con allegata delega, diretta alla Difensore Civico Borgonovo Re in data 11 marzo del 2007, ( 2 pagine).
E) Risposta alla mia lettera indicata al punto sopra D, da parte della Difensore Civico Dott. Avv. Borgonovo Re, (una pagina).

Si chiede a questa Spettabile Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta ricercandone gli eventuali estremi de reato.



Dr. Valerio Tonolli

Trento, venerdì 04 maggio del 2007
 
MISCELLANEA DI NELLA RUZZ....
Miscellanea di Nella Ruzz….

Trento, Città del Concilio, mercoledì 02 maggio del 2007

ALCUNI DATI A PROPOSITO DI NELLA RUZZ.

Come si è visto, Nella Ruzz è nata ad Aldeno, (TN), nel 1925. I Ruzz abitavano in una casa propria che persero all’incanto per aver garantito una terza persona, (inadempiente), presso la Cassa Rurale locale.

Per questo che dovettero trasferirsi dalla ex casa propria di famiglia di Aldeno, ad una in affitto a Mattarello, (TN).
Correva l’anno del Signore 1933, e Nella aveva otto anni.

Passarono gli anni, e nel 1944-45, Nella andò a Pellizzano in Val di Sole, dove lavorò part-time in comune.
Poi ritornò a Mattarello e nel 1948- 49 andò per la prima volta in Svizzera dove si occupò quale dama di compagnia, (o “badante” odierna), presso la moglie di un senatore svizzero, a Zurigo.

Coi soldi risparmiati in quegli anni, comperò una macchina manuale da maglieria con la quale lavorava in casa a Mattarello, una volta ritornata in Italia. Quella macchina era costata più di una automobile, ma Nella aveva molto lavoro e guadagnava bene.
Nel 1951 le si ammalò la mamma, Virginia. Siccome all’Ospedale Santa Chiara di Trento erano poco attrezzati per i tumori, la portò a Milano, a sue spese, dove, dopo quattro mesi di ottime attenzioni mediche fu operata e guarì. Siccome non aveva tutti i soldi, il Comune di Milano la aiutò con un prestito, che poi rimborsò. Durante la fase cruciale di quei 4 mesi, Nella rimase accanto a sua mamma per quaranta giorni, potendo alloggiare presso una cugina che si era stabilita a Milano.
Suo fratello non gli diede neanche una lira, (e poteva farlo), per la cura della mamma.

Nel 1952 lesse sul giornale un’inserzione che richiedeva di una magliaia in Svizzera.
Ritornò per la seconda volta in Svizzera, e precisamente a Lensburg.
Lavorò per l’imprenditore industriale von Felter e sua sorella. Avevano una fabbrica laboratorio con grosse macchine industriali per maglieria.

Dopo due anni in Svizzera, Nella tornò in Italia nel 1954, per sposarsi. Tuttavia, dopo qualche mese, decise di ritornare per la terza volta di nuovo in Svizzera perché presso la casa dei suoceri di Romagnano (TN), bisognava lavarsi all’aperto, con la pompa dell’acqua a mano, anche d’inverno, quando il termometro andava sotto zero di diversi gradi.



Essendo che Nella, gia alla prima esperienza, si era rivelata presto la migliore delle operaie, fu per questo che i signori von Felter decisero di aprire una filiale in Italia, a Parma, e della quale incaricarono a Nella per la gestione.
Nella era la sola responsabile. Oltre a dirigere la produzione, teneva la contabilità, pagava le operaie e dava lavoro a domicilio anche a delle collaboratrici esterne.
La materia prima, (filati), arrivava dalla Svizzera, e tutta la produzione veniva spedita in Svizzera. Erano indumenti di qualità per bambini.
Potendo abitare nella stessa fabbrica-laboratorio, risparmiava tutto lo stipendio, che era molto buono.
Visto l’esito con Nella, i signori von Felter decisero di iniziare due altre attività. Una fabbrica di formaggi e una di salsa di pomodoro e sempre a Parma.
Il primo figlio di Nella, Dario, nacque il 28 ottobre del 1955.

Nella, in quel di Romagnano, (TN), dovette convivere per ben sette tristissimi e lunghissimi anni coi suoceri, visto che il marito, Giulio Mosna, (tipica “crapa” trentina dei più bassi livelli), non voleva trasferirsi a lavorare a Parma, ne con lei, ne in una delle altre due attività dei signori von Felter, e obbligando così a Nella ad andare avanti e indietro tra Parma e Trento.
Nella comperò la sua prima casa a Mattarello, nel 1961. Benché molto intelligente, fu sempre succube della nostra strana mentalità cattolica-bigotta trentina, che, tra l’altro, insegna che sia come sia, (imbecille, cretino, stupido o no), chi comanda in casa è l’uomo e, coerente con ciò, intestò la casa appena acquistata a suo marito soltanto! Che più che marito era (ed è), più una specie di mostro cavernicola, ignorante, crudele, ecc.
Se non altro, (magra consolazione!), il comportamento di Nella, circa la visione della famiglia, era in linea col pensiero retrograda di Monsignor Angelo Bagnasco, dei tempi presenti.

Osservando a Giulio Mosna sono arrivato alla conclusione che tra la razza umana c’è un buon numero di individui che sono ben al disotto degli animali. Caratteristica generale degli animali è che vogliono bene ai loro piccoli. Gli curano, gli alimentano con grandi sacrifici e gli preparano pazientemente alla vita.
Giulio Mosna è stato tutto il contrario di ciò. Seguono alcuni esempi!

Quando nacque il suo primo figlio, disse a Nella, “barea”, (che schifo!), “te l’ai basà”, (lo hai baciato….).
Il piccolo Dario, crescendo, si affezionò molto al cane da caccia del “papà” Giulio, e quando Dario aveva solo tre anni, “papà” Giulio portò il fedele Bobi in riva al fiume Adige e lo ammazzò con una fucilata….gettandone il corpo nel fiume.
Il povero Dario si disperò piangente per un buon tempo, nell’essere informato che il caro Bobi era stato “venduto”.

NELLA RUZZ IN MANICOMIO!!!

In una occasione, i suoceri di Nella, d’accordo con un cognato (figlio), andarono dal medico condotto di Mattarello perché rilasciasse loro un certificato medico che diceva che Nella aveva bisogno di una perizia psichiatrica. La ragione? Era pericolosa ad altri e a se stessa. Perché? Aveva tentato di suicidarsi gettandosi dal balcone dove viveva!
Detto e fatto. Col certificato, quei criminali, vanno dai Carabinieri, che prelevano Nella in casa sua. Salgono tutti in macchina e passano alla FRO di Trento, dove lavora “il marito” Giulio, che controfirma l’ordine di internamento al manicomio di Pergine.
Arrivano a Pergine, lo psichiatra di turno visita Nella, (completamente sana) e ne ordina l’internamento. Sebbene sia di giorno, e il manicomio disponga di un enorme e bellissimo parco alberato, la obbligano ad andare a letto….in una camerata, assieme ad altri venti tre matti! (Quelli erano matti davvero!)
Nella disperata non tocca cibo. Dopo tre giorni il medico ordina l’alimentazione forzata a mezzo sonda. Interviene la Madre Superiora delle suore che la convince a bere una tazza di caffelatte.
Gli fanno anche indossare la camicia di forza, tanto per rispettare il “copione” di prammatica. Ma Nella è una persona pratica e si da da fare aiutando nei vari lavori di pulizie, stirare biancheria ecc.

Passa il tempo e dopo 21 giorni, Nella piangente, chiede alla Madre Superiora di lasciarla andare a casa perché il suo bambino Dario di tre anni ha bisogno di lei. (Dario, rimasto solo, si addormentava, piangendo anche lui, sullo zerbino fuori dalla porta della stanza da letto della mamma.)
Da non dimenticare che alla mamma di Nella, Virginia, nell’apprendere dell’internamento di sua figlia in manicomio, gli venne una paresi e rimase parzialmente paralizzata.
La Madre Superiora parlò col primario e questi parlò con Nella. Gli chiese la ragione del tentato suicidio….e Nella a rispondere che non era vero, in quanto lei abitava nel piano rialzato della casa dei suoceri….Il dottore primario rimase interdetto. Ma cosa mi stai raccontando, chiese! Ma si, dottore, pensi che quando ho fretta e per fare più presto, semplicemente scavalco la finestra della mia cucina e sono nell’orto a prendere ciò di cui ho bisogno….
Il primario telefonò subito ai Carabinieri perché andassero a verificare se ciò era vero, cosa che confermarono e Nella fu dimessa immediatamente e tornò dal suo bambino.
Tuttavia, prima che se ne andasse, il primario raccomandò vivamente a Nella di abbandonare il marito, per essere lui la persona veramente pericolosa e perché proprio non la meritava. Anche qui, non c’è dubbio che Monsignor Angelo Bagnasco non sarebbe stato d ‘accordo col consiglio dello psichiatra.

OLTRE AL DANNO LE BEFFE.

Visto che quell’internamento era il frutto di una menzogna, giustamente, l’amministrazione del manicomio disse che loro non erano lì per mantenere a “villeggianti” vittime di calunnie, e che per tanto la retta andava pagata….e fu salatissima per quei tempi. Più di cento trenta mila lire.
Naturalmente che i colpevoli, (suoceri, cognato), neanche si sognarono di pagare e quella “villeggiatura” si pagò coi risparmi di mamma Virginia, che, tra l’altro, guarì presto dalla paralisi, una volta vista libera sua figlia.

Malgrado tutto questo non è che la famiglia Mosna, (suoceri, cognato, marito), facessero proposito di comportarsi meglio. Tutto il contrario! In una occasione, la suocera, lanciò dal primo piano, un secchio di acqua bollente, sopra Nella con Dario in braccio, ustionandoli abbastanza gravemente. Ai nostri giorni, quella strega si prenderebbe qualche anno di meritata galera…la “nonna” del ca….volo!
Un’altra volta, avendo Nella appena steso ad asciugare il bucato, con lenzuola ecc., viene la vecchiaccia quella e le svuota giù dal balcone soprastante, un sacchetto di fuliggine nero pece….e a quel tempo non c’erano le lavatrici, in Italia almeno.

SBAGLIARE E’ UMANO, PERSEVERARE E’ DIABOLICO….

Quando Dario aveva 5 anni, nacque la sua sorellina Lorenza. Tanto per rispettare il copione dei Mosna di Romagnano, la suocera disse subito a Nella che sicuramente Lorenza non era figlia del suo Giulietto, visto che lei, (suocera), aveva generato solo maschi!
Che famiglia! E neanche per sogno che mancassero una sola volta alla Santa Messa della Domenica!
Il giorno del parto, (al mattino), venne la “mamana”, (levatrice), e poi Nella si arrangiò da sola per il resto della giornata. Verso sera, esausta e senza la ben minima collaborazione da parte del marito, si sistemò alla meglio nel letto matrimoniale con a un lato la neonata e dall’altro Dario di 5 anni. La bambina si mise a piangere e anche Dario stava poco bene. Arrivò “papà” Giulio e si accostò pure lui. Dopo un po’, molesto dal frignare o vagire, esclamò! Vedi che si tranquillizzino altrimenti “i buto tuti doi sul mucio de la grasa”
(li butto tutti e due sul mucchio del letame della stalla sottostante).

Penso che per oggi basti così. Ho voluto scrivere questo capitolo per dimostrare che Nella non è in nessun modo la “pazza da mettere al manicomio”, come sostengono in molti presso il Comune di Trento.
Nella, nel suo piccolo ed a modo suo è stata ed è una impresaria. Che poi lei abbia “investito” i suoi soldi in cani e gatti, sono affari suoi.
In tanti anni di durissimo lavoro e dedicazione aveva, ( coi suoi soldi), organizzato un rifugio per animali all’avanguardia per il Trentino. In questo campo Nella è stata pioniera, organizzando un canile quando non c’era ancora la legge che obbligava i comuni a organizzarne uno.
Basti pensare che coi molti soldi dell’assicurazione ricevuti per via dell’incidente stradale, comperò il terreno dove si trova attualmente il Rifugio degli Animali S.Francesco d’Assisi e che, una volta pagato quello in contanti, sul suo conto in banca aveva ancora cento milioni di lire, (100.000.000). Quello stesso terreno, intestato a suo figlio Dario, vale oggi almeno 750.000,00 euro, (settecento cinquanta mila).

Dopo tutto quel lavoro, quella dedicazione, quei soldi, ecc., arrivano le varie autorità istituzionali del Comune di Trento, e gli spaccano e distruggono tutto!!! Roba de pazzi!
Un simile comportamento si può solo capire se si tiene in conto che quelle “autorità” sono dei burocrati che sanno solo “amministrare” i soldi guadagnati dagli altri, ossia dai contribuenti. Ergo, quei soldi non sono sudati e se ne disconosce il vero valore. Allora, non sapendo dare un vero valore a quei soldi, (per non essere sudati), si fa lo stesso anche con le cose comperate dagli altri, anche se quelle sono state acquistate coi soldi sudati, sudati sì, ma da altri!
Conclusione? Se tante di quelle “autorità” si trovassero a competere sullo stesso piano e terreno di Nella, sarebbero spinte immediatamente al margine e messe in disparte da gente come Nella….


Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante.


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