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ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA....
venerdì Procura della Repubblica.

Trento, venerdì 06 aprile del 2007

Spett.le Procura della Repubblica
Largo L. Pigarelli
38100 TRENTO

ESPOSTO

Io accuso e denuncio alle autorità della Provincia Autonoma di Trento, alle autorità del Comune di Trento, ai media locali, quali i giornali il Trentino, l’Adige, Vita Trentina, con radio e televisioni provinciali, alla Curia di Trento col Vescovo Luigi Bressan e Monsignor Ernesto Menghini, alla Difensore Civico signora Borgonovo Re, io Valerio Tonolli, nato ad Albiano (TN), il 17/3/1938 accuso e denuncio a tutti loro per creare intorno a me e alle mie denuncie, il VUOTO TOTALE.
Le prove a sostegno di tali accuse si trovano nella lettera allegata diretta al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.

Si chiede a questa Spett.le Procura della Repubblica di esaminare la fattispecie esposta ricercandone gli eventuali estremi di reato.


Dr. Valerio Tonolli

Trento, 06/4/2007
 
IO ACCUSO....LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, GIORGIO NAPOLITANO
IO ACCUSO….

Trento, Città del Concilio, venerdì 06 aprile del 2007

LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, GIORGIO NAPOLITANO.

Caro Signor Presidente Giorgio Napolitano,
io Valerio Tonolli accuso e denuncio alle autorità della Provincia Autonoma di Trento, alla autorità del Comune di Trento, ai media locali, quali i giornali Il Trentino, l’Adige, Vita Trentina, con radio e televisioni provinciali, alla Curia di Trento col Vescovo Luigi Bressan e Monsignor Ernesto Menghini, alla Difensore Civico signora Borgonovo Re, io accuso e denuncio a tutti loro di creare intorno a me ed alle mie denuncie, il VUOTO TOTALE.

Noti bene, Signor Presidente, che io non ho fatto solo denuncie, ma per prima cosa ho presentato, quasi un anno fa, un progetto urbanistico di idee per la città di Trento, che è di gran lunga il più grande progetto del genere che sia mai stato presentato. Al riguardo vedere in Internet al Blog,
blogs.ya.com/progetto-trento

Nessuna autorità vi a ha dedicato una sola frase ed i giornali locali, l’Adige, il Trentino, Vita Trentina, neanche tre righe, anche se poi pubblicano centinaia di articoli del genere che “il platano di Pergine sarà illuminato a Natale”, dedicandovi mezza pagina con fotografia annessa.
Se questa non è omertà, ossia “mafia trentina”, come denunciata l’estate scorsa dalla Difensore Civico Borgonovo Re, allora me lo dica Lei, Signor Presidente.
Loro ce la mettono tutta per ignorare ed asfissiare ogni idea che non sia pane del loro forno. E non solo a me!
Metaforicamente, sapessi anche cantare altrettanto bene di Pavarotti o Boccelli, anche così sarei completamente ignorato, mentre un loro starnuto o peggio pernacchia, merita subito un servizio di almeno un’ intera pagina sui giornali locali.

Ora io penso che se uno non informa, disinforma, fornendo così la prova più che evidente. (vera cartina di tornasole), che di mafie trentine si tratta.
Infatti, è stata la stessa Difensore Civico Borgonovo Re a socchiudere questo simbolico vaso di Pandora. Poi, penso le sia stato chiesto di rinchiuderlo ma sono intervenuto io che lo ho afferrato e infranto violentemente per terra.

Come dicevo, con la loro omertà fanno l’impossibile per isolarmi, sperando che un mio “passo falso” dia loro luce verde o carta bianca per farmi applicare magari il TSO o Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Basti pensare, che come prova di ciò, negli ultimi dieci anni, i sindaci di Trento, Dellai e Pacher, con l’Assessore De Torre,( focolarina), la funzionaria Tiziana Fritz, il Comandante dei Vigili Urbani della città di Trento Giacomoni, ecc., tutti loro ed altri, hanno provato a più riprese a fare internare in manicomio alla signora Nella Ruzz.
Io ho denunciato tale ingiustizia pubblicando un mio libro in internet al Blog,
blogs.ya.com/nella-e-i-suoi-cani

Se Nella, malgrado gli strenui sforzi di quelle autorità, non è finita al manicomio, è perché i medici psichiatri interpellati in proposito, non hanno voluto essere compiacenti con loro ed hanno dichiarato che Nella Ruzz non era pazza ma solo furba….Per fortuna dunque che le intenzioni medioevali o da Santa Inquisizione delle benpensanti, ipocrite, bigotte autorità baciapile trentine, non sono andate in porto, grazie alla professionalità dei medici.

SE NON SI IMPARA DAGLI ERRORI DELLA STORIA, QUESTI INESORABILMENTE SI RIPETONO.

Sta il fatto, che il Trentino può vantare una “radicata e convinta tradizione” in quanto a far chiudere in manicomio alle persone scomode, anche se non pazze. In questo campo il Trentino non ha niente da insegnare ne alla Cina ne alla Russia o altre Stati repressivi.

Ida Irene Dalser, rappresenta il caso più emblematico!
Nata nel 1880 in seno ad una famiglia benestante di Sopramonte, vicino a Trento, era figlia del sindaco del paese.
Molto intelligente, (ben più intelligente di Benito Mussolini, ma non così scaltra), si diplomò a Parigi in medicina estetica per poi trasferirsi a Milano ed aprire un salone di bellezza di grande successo, che più avanti vendette per finanziare un giornale di Benito Mussolini, e rimanendo così in miseria, quando Mussolini l’abbandonò.

Ida Dalser e Benito Mussolini contrassero matrimonio religioso al che seguì la nascita del loro primo figlio, (11 novembre 1915), Benito Albino Mussolini.

Più avanti Mussolini si risposò civilmente con Rachele Guidi, (17 dicembre 1915) e, arrivato al Potere si adoperò per fare internare nel manicomio di Pergine Valsugana, vicino a Trento, la ormai “inutile e scomoda” Ida.
Essendo riuscita una volta a fuggire dal manicomio di Pergine, fu subito ripresa nel suo paese di Sopramonte ed internata nel più sicuro ed isolato manicomio di San Clemente, che si trovava su un’isoletta della laguna veneziana.
Morì nel 1937 dopo tanti lunghi anni di grandi sofferenze trascorsi in quel luogo.

Il figlio Benito Albino Mussolini, venne educato a Milano dai padri Barnabiti e poi arruolato in marina.
Siccome aveva ereditato il carattere di sua mamma, non sapeva o non si rassegnava a tenere la bocca chiusa, e raccontava in giro di essere il primo figlio di Benito Mussolini.

Per quel “delitto”, e malgrado godesse di perfetta salute, fu fatto internare nel manicomio di Milano Mombello, dove vi morì dopo lunghissimi anni di grandi sofferenze, il 26 agosto del 1942.

La Curia di Trento col Vaticano, sicuramente sapevano di Ida Irene Dalser e di suo figlio, ma siccome le alte gerarchie di Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana sono maestre nel nascondere il marciume che corrode fino al midollo certe sue aree, ecco che invece di denunciare il fatto, meglio “unsero” a Benito Mussolini quale “Uomo della Provvidenza”, firmando con lui il i Patti lateranensi (11 febbraio 1929)….che andrebbero aboliti.
Idem fecero con un altro “Uomo della Provvidenza” del momento, Adolf Hitler che appena arrivato al Potere, (1933) corsero velocissimi anche da lui, (velocità olimpionica), per firmare un altro Concordato col Terzo Reich, e questo malgrado ci fossero gia in giro milioni di copie del “programma di governo” di Hitler, ossia il suo libro Mein Kampf, e sebbene dalla data del genocidio degli armeni, durante la Prima Guerra Mondiale, non fossero passati neanche venti anni.

POTENZIALE “UOMO DELLA PROVVIDENZA” DI OGGI….

L’ex giudice Palermo di qui di Trento, mi dice che il passato governo berlusconiano, ha presentato parecchi progetti di legge per inasprire molto di più tutto quanto riguarda il TSO o Trattamento Sanitario Obbligatorio.

ERRARE E’ UMANO, PERSEVERARE E’ DIABOLICO….

Coi precedenti sopra descritti, possiamo pertanto pacificamente asserire che, non volendo tener conto degli “errori” di Benito Mussolini, verso la sua prima moglie e il suo primo figlio, il governo Berlusconi è stato “diabolico” nel volere inasprire ancora di più tali nefaste misure con riguardo al TSO.

UNA TRAGEDIA EVITATA.

Pensi un po’ Lei, caro Presidente Napolitano, che tragedia per l’Italia intera sarebbe stata, se al posto che occupa tanto “professionalmente” Lei, fosse riuscito ad arrivarci Silvio Berlusconi.
Nella Ruzz, Ivana Merlo, il sottoscritto e tantissimi altri come noi, saremmo finiti dritti, dritti in manicomio.

L’INNEFICACIA DELLA DIFENSORE CIVICO BORGONOVO RE.

Finiti in manicomio anche perché l’ultimo “baluardo” eretto a difesa del cittadino nei confronti delle amministrazioni pubbliche, proprio non funziona e non fa il suo dovere.
Parlo della Difensore Civico di Trento Borgonovo Re che è un portento di ambiguità , per certi casi almeno.
Veda il caso di Nella Ruzz e i suoi animali gia menzionato sopra. Col mio libro ho denunciato tutto e così facendo ho anche svolto il lavoro per la signora Borgonovo Re.
A parte il fatto che non ha mai mosso un dito per aiutare Nella Ruzz, nemmeno ha detto una parola a proposito della mia pubblicazione, ne ha voluto andare con me al Rifugio degli Animali S. Francesco d’Assisi per costatare di persona che tutto quello che avevano raccontato a lei di aver fatto a favore di Nella Ruzz, l’Assessore Violetta Plotegher e la funzionaria Mezzena, erano tutte frottole, e la prova stava lì, sotto gli occhi di tutti e più che evidente!
La Difensore Civico Borgonovo Re si ha “lavato le mani” dicendomi che non aveva tempo anche se per recarsi al Rifugio S. Francesco, ci vogliono solo dieci minuti di macchina, partendo dal suo ufficio.

Quando penso che il Difensore Civico del Costa Rica, (dove ho vissuto per quasi 4 anni), si faceva anche 8-10 ore di macchina per strade impervie ed altrettante ore a piedi o a cavallo, per raggiungere certe comunità indigene isolate, ebbene signora Borgonovo Re penso proprio che anche Lei appartiene al folto gruppo di burocrati che vivono fuori dal tempo e dalla realtà.
Per quello che possa valere la mia opinione, Lei, signora Borgonovo Re sarebbe più adatta in un altro incarico provinciale.

L’unica persona che ha cercato di aiutare a Nella Ruzz è stato il Procuratore Capo della Repubblica a Trento, Dr. Stefano Dragone.

Detto questo, possiamo affermare che anche Berlusconi non sa imparare dagli errori della Storia. E’ da considerare “diabolico” pure lui?

Tuttavia Berlusconi, paragonato a certi ALTRI, è solo un “ragazzaccio” da “strigliare” un poco, per metterlo al suo posto.

Ben peggio di lui sono state le alte gerarchie della Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana, col Vaticano, che col loro continuo intromettersi nelle cose italiane, pretenderebbero essere il vero governo di questo Paese, come era prima della presa di Porta Pia.

COROLARIO O CONCLUSIONE….

Per tanto, osservando la scena politica italiana attuale, possiamo affermare senza la minore ombra di dubbio, che se Silvio Berlusconi fosse riuscito nel suo tentativo di diventare Presidente della Repubblica Italiana, sarebbe l’attuale “Uomo della Provvidenza”, per il Vaticano di Papa Benedetto XVI al secolo, Joseph Ratzinger.

Non è evidente? Ergo, nemmeno le alte gerarchie della chiesa cattolica, malgrado i suoi venti secoli di esperienza, hanno saputo imparare dagli errori della Storia.
Sono da catalogare tra i “diabolici”?

In verità che saprebbero imparare, ma non lo vogliono….perché non conviene loro…perché per loro quello che conta è come appaiono le cose e non come sono, ossia che la forma deve prevalere sulla sostanza, che equivale a dire che la menzogna deve prevalere sulla verità….perché i fini giustificano i mezzi….ecc., ecc., ecc.,

Un esempio di ciò lo abbiamo al presente qui nel ben pensante, bigotto, e baciapile trentino.

Pensi un po’ Lei, caro Presidente Napolitano, che la signora Ivana Merlo è detenuta nell’OPG, (Ospedale Psichiatrico Giudiziario), di Castiglione delle Stiviere (MN), che è la massima e più attrezzata struttura italiana del genere.
Ivana Merlo convive perciò anche con delle pluriomicide, con gente che ha commesso i crimini più efferati.
Quale è la sua colpa? Avrebbe accusato un prete di Denno, vicino a Trento, di comportamenti contrari alla morale e alla Legge.
Fosse anche vero, (ma è ancora tutto da provare), che la signora Ivana Merlo avesse calunniato detto prete, merita di essere “sepolta” in un simile manicomio criminale? Possibile che non ci siano altre alternative più umane?

Vede carissimo Presidente che anche in Trentino non sappiamo imparare dagli errori della Storia e che per tanto, chissà, siamo “diabolici” pure noi…..perché errare è umano, ma perseverare è diabolico!

E qui che per me c’è puzza di bruciato, e chissà centra la lunga mano della Curia trentina col Vescovo Luigi Bressan e Monsignore Ernesto Menghini, che non potendo, (come ai “bei” vecchi tempi della Santa Inquisizione ?), fare incarcerare, torturare e bruciare viva sul rogo a Ivana Merlo, se non altro lasciano e permettono che vada a finire al manicomio criminale.

Lunedì scorso, (02 aprile del 2007), sono andato a trovare la signora Merlo Ivana. E’ una persona solare, simpatica, molto intelligente, (laureata in Teologia), con una volontà di ferro e ASSOLUTAMENTE NON PAZZA…!!

CREARE UN PRECEDENTE….

Lei neanche si immagina Presidente Napolitano, il servizio enorme che renderebbe all’Italia, se invitasse a Roma la signora Ivana Merlo e si rendesse conto di persona come stanno veramente le cose e non come le vogliono fare apparire. Lei farebbe prevalere la verità sulla menzogna.

Lei che è maestro nel sapere “uscire” dal Suo ruolo istituzionale, faccia anche qui una eccezione alla regola, lasci perdere tutte le “correttezze” che Le ricordano i Suoi addetti al protocollo e vada al grano, come lo ha fatto e sta facendo in tante altre situazioni.
In fondo, il caso di Ivana Merlo non rappresenta che la punta dell’iceberg di un immenso sotto mondo d’infamia.
Nel prendere la Sua eventuale decisione in merito, si lasci guidare non tanto dalla ragione, ma dal cuore, cosa non tanto difficile per un napoletano DOC come lo è lei, di nome e di fatto.

Sicuramente che l’estate scorsa all’occasione della commemorazione di Alcide De Gasperi, quando Lei è venuto nel Trentino assieme all’ex Presidente d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, sicuramente che è stato circondato e si è mosso in un ambiente che cercava di farLe sentire al massimo “l’isola felice” che sarebbe il nostro amato Trentino. Non dubito che tante cose funzionino bene da noi, però esistono anche tante zone d’ombra e tanti disagi che andrebbero “illuminati.” Possa servire Lei da metaforico “faro”.
In quella grande festa di questa “isola felice”, non poteva mancare un “astutissimo volpone” della politica italiana, marcato col chip -G.A. classe 1919- e che ha dichiarato recentemente che quelle sono state per lui le più belle giornate di tutta la stagione.

Concludo facendo a Lei i miei migliori auguri di lunga vita e attività presidenziale. Finito questo mandato, possa seguirne un secondo, visto che, malgrado la Sua età, Lei è ancora un “ragazzino” se paragonato alla mia “ragazza” italiana preferita, l’affascinante Rita Levi Montalcini e della quale ho sempre con me una fotografia nel portafoglio.

Nel salutarLa cordialmente, con stima e ammirazione, Le chiedo di AIUTARMI, Signor Presidente Giorgio Napoletano.Tanti auguri di Buona Pasqua.

Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante.

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SUPPLICA DI IVANA MERLO....
SUPPLICA….

Trento, Città del Concilio, martedì 03 aprile del 2007

A continuazione trascrivo la SUPPLICA della Signora Ivana Merlo, scritta il due marzo del 2007.

Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante


Castiglione delle Stiviere, (MN), 02/03/2007

SUPPLICA

Al Magistrato di Sorveglianza, Dott.ssa Marina Azzimi. Tribunale di Mantova, fax 037 633 98 49
Per l’informazione:
1) Gazzetta di Mantova Fax 037 630 32 63
2) l’Adige via fax
3) Trentino via Fax
4) Corriere del Trentino
5) Quotidiani Nazionali

Dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario:

Dal 2 dicembre 2006, per tutto il tempo del mio ricovero in manicomio, ho mantenuti costanti l’equilibrio e la serenità, non ho mai manifestato idee che non fossero più che normali; i medici e soprattutto gli infermieri che mi seguono costantemente, possono testimoniare che la mia condotta è sempre stata ed è assolutamente tranquilla, positiva ed aperta al dialogo e all’amicizia con il personale e con le altre internate.

Anche quando l’ambiente si fa minaccioso, e succede frequentemente per le risse, le minacce di morte, gli scoppi d’ira, le crisi d’isteria e il panico, tali da far intervenire gli uomini con dosi massicce di calmanti e all’occorrenza con le corde, anche in questi casi riesco ad impormi la calma necessaria per non farmi sopraffare dalla paura, perché l’autocontrollo è nel mio carattere. Per questa mia totale assenza di aggressività e di ansia e per il REATO COMMESSO, (AVER SCRITTO LETTERE “SCOMODE”), non mi è mai stata imposta alcuna terapia, se non inizialmente come consiglio, comprensibile dal fatto che negli ospedali le cure sono obbligatorie.
Infatti, TUTTE le mie sventurate compagne, povere malate di mente, ladre schizofreniche pericolose, tossicodipendenti e nella quasi totalità assassine, ricevono dal primo giorno del loro arrivo, forti dosi di psicofarmaci, senza la loro approvazione o il loro consenso. A me, invece, sono stati offerti come optional, dato che non si conosce ancora UNA TERAPIA PER “NON SCRIVERE”, optional che ho gentilmente declinato, provvedendo invece subito a far pervenire al mio legale di fiducia la mia VOLONTA’ DI RINUNCIARE ad inviare ulteriori scritti, soprattutto come atto di carità verso la mia famiglia, angosciata e paralizzata dallo sgomento per l’improvviso ricovero ed ora terrorizzata al pensiero di un possibile esito infausto della sentenza appena avvenuta (27 febbraio 2007).

Il mio direttore spirituale, ha approvato di cuore questa scelta, incoraggiandomi a trattenere gli scritti sul quaderno e ad affidarli al suo discernimento ed alla sua guida. A questo padre che si fa garante della mia parola e al quale debbo completa obbedienza, mi sembra doveroso accordare fiducia, perché egli è riconosciuto come un sacerdote dotato di grande intelligenza, carità e buonsenso.

Per 2 mesi ho visto gli psichiatri soltanto per un veloce “buongiorno”, non ho mai incontrata la psicologa, occupata con i veri pazienti, ma in compenso ho sofferto indicibilmente per la separazione dei miei cari, in particolare dai miei tre figli e dalla mia anziana e malata madre.

All’avvicinarsi dell’udienza del 27 febbraio, i medici del reparto sono giunti a propormi-impormi una terapia antipsicotica PER ASSICURARMI L’USCITA DAL MANICOMIO. Alla mia legittima domanda del perché dovessi ora assumere dei farmaci che agiscono sul cervello e sul sistema nervoso, la risposta è stata la seguente: “ Se non la prende la terapia, noi stileremo una relazione “ZOPPICANTE” e in parte negativa, chiedendo la sua permanenza ad oltranza da noi e IL GIUDICE DECIDERA’ DI LASCIARLA ALL’O.P.G., (Ospedale Psichiatrico Giudiziario), ci dia retta, noi conosciamo i giudici.
Anche i Servizi Sociali del Territorio, che per legge devono caricarsi di un ex – internato, esigono che il paziente esca con una terapia già in corso.

Eppure all’epoca del Natale, solo dopo una ventina di giorni di osservazione, gli stessi medici avevano assicurato a me e al mio avvocato, che avrebbero steso una relazione assolutamente positiva, una relazione in cui avrebbero dichiarato che questo ambiente non era e non è per nulla adatto a me.

Gli antipsicotici sono certo utili per chi ha impugnato la pistola o il coltello, colpito i figli o i congiunti, o per chi ha alzato con violenza le mani sopra il prossimo, ma io HO IMPUGNATO SOLO LA PENNA!
Ebbene, per questo sono considerata socialmente pericolosa, AL PARI dei pluriomicidi, obbligata a stanziare in un manicomio per furiosi criminali, lontana dalla mia famiglia e dai miei figli adolescenti, che soffrono moltissimo e risentono particolarmente della mancanza della loro mamma. Anche per loro io ho dovuto rifiutare dei medicinali che hanno degli effetti collaterali ACCERTATI e sempre MOLTO INVALIDANTI, giustificabili per chi ha commesso e può commettere violenza a sé e agli altri

Poiché mi è stata prospettata una “impossibile” Libertà, perché non mi sono piegata al compromesso, ho ritenuto opportuno informare la stampa di quello che può succedere e succede in queste STRUTTURE NATE E FINANZIATE PER TUTELARE LA SALUTE dei cittadini.

Prego il Magistrato di Sorveglianza di considerare con umanità e compassione La Supplica di una donna e madre, alla quale sono già stati tolti tre mesi di vita, (in data di oggi, 03 aprile 2007, QUATTRO MESI!- nota di Valerio Tonolli), di affetti familiari e probabilmente di legalità.

Riconoscente ringrazio e porgo distinti saluti.

Ivana Merlo

Dr. Antonino Calogero
Direttore OPG di Castiglione d. S. (MN)

Gentile Dottor Calogero,
la presente lettera per trovarsi su Internet è potenzialmente accessibile a centinaia di milioni di internauti sparsi per tutto il mondo.
Tanto vale perciò, che ne sia messa al corrente anche la diretta interessata, la signora Ivana Merlo
Le sarò molto grato se ne farà stampare una copia per consegnarla alla signora Merlo, coi miei auguri e saluti.

La ringrazio per la Sua cortesia e porgo cordiali saluti.


Dr. Valerio Tonolli

Carissima Ivana,
sperandoti se non proprio bene ma almeno speranzosa, come vedi sono stato di parola ed ho pubblicate le tue lettere.
Su col morale e non dimenticare che qualche secolo fa, con la SANTA INQUISIZIONE, saresti stata incarcerata, torturata e bruciata viva sul rogo, con la SANTA benedizione “apostolica” del Principe Vescovo di Trento di turno.
Almeno così successe alle poverette di Cavalese, che erano assolutamente innocenti dalle accuse di stregoneria mossegli e che non sono mai state riabilitate dai successori di quei preti ed alte autorità ecclesiastiche criminali che le condannarono ingiustamente all’atroce fine.
Tieni pertanto duro che i tuoi giorni all’ OPG sono contati, parola di Valerio Tonolli, che non supplica, ne prega, ne chiede, ma semplicemente esige che venga rispettata la LEGGE.
Domenica scorsa, (primo marzo del 2007), Domenica delle Palme, ho pubblicato la mia posizione perché Papa Karol Wojtyla non può essere fatto santo ed una delle ragioni di ciò è che anche lui teneva nascoste le miserie di Santa Cattolica Romana Chiesa, anche se, comportandosi così, ci andavano di mezzo degli innocenti.


Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante



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