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POST SCRIPTUM ALLA LETTERA AL PAPA BENEDETTO XVI....
POST SCRIPTUM….

Trento, Città del Concilio, venerdì 27 aprile del 2007

Aggiornamento o post scriptum alla lettera a papa Benedetto XVI di Domenica 22 aprile del 2007.

Carissima Ivana,
sperando che tu riesca a tenere duro nel tragico ambiente nel quale ti trovi, (O.P.G. o Ospedale Psichiatrico Giudiziario de Castiglione delle Stiviere (MN), ti scrivo questo aggiornamento quale sostegno morale nella tua impari lotta, augurandomi che tu non possa crollare ed arrenderti.
Su col morale che incomincio a intravedere la fine del tunnel….parola di Valerio Tonolli, che non supplica, ne prega e nemmeno chiede, ma esige che la Legge venga rispettata, la Legge contenuta nella nostra cara Costituzione, come così bene ce lo ricorda l’ex Giudice di Tangentopoli, Gherardo Colombo.

Ho deciso di smettere con lo sciopero della fame. Benché non sia servito praticamente a niente in quanto a sensibilizzare l’opinione pubblica, se non altro è servito come ennesima dimostrazione deduttiva dell’esistenza delle MAFIE TRENTINE. Infatti, nessuno degli squallidi media locali ha detto qualcosa e nessuna autorità istituzionale si è fatta avanti.
Comunque, sono della ferma opinione che presto o tardi dovranno dire qualcosa, come è vero che il Sole sorge al mattino e tramonta alla sera.

Ho bisogno di un po’ di riposo e riflessione anche perché, lavorando da solo giorno e notte, a volte nemmeno riesco a dormire da tanto sono stanco.
Per questo che una pausa è indispensabile per riflettere, fare l’autocritica e cambiare di strategia e tattica. Come minimo va alzato il tiro e, metaforicamente, vanno impiegati proiettili di ben maggior calibro.

Ho chiesto al primario del tuo manicomio, Dr. Gradante, di poter parlare brevemente con te al telefono, mentre lui ascoltava la conversazione. Mi ha risposto che il regolamento lo vieta. Proprio non capisco la “filosofia” dei manicomi. Permettere a uno di far coraggio a una persona in grave disagio è vietato, mentre che se tu chiedi che ti “siringhino” a colpi di mezzi litri di calmante, (flebo) quello va benissimo, anche se non ne hai bisogno….ma che è in linea col regolamento.
Ho anche detto al Dr. Gradante che sicuramente si rispettarono i regolamenti riguardo alla prima moglie di Benito Mussolini, Ida Dalser, col primo figlio di Mussolini, Benito Albino Mussolini. Quei due poveretti, tutti e due sanissimi di mente, sono morti in manicomio, nel rispetto del “regolamento” dopo decenni di crudele e malvagia prigionia….e andrebbero riabilitati!

UNO STRANO SOGNO.

Mi sono sognato che osservavo un piccolo tribunale a forma di emiciclo. Vi sedevano cinque Giudici e tu ti trovavi di fronte a loro.
Dovevano decidere se rimanevi all’OPG o se ti avrebbero trasferita in un’altra struttura meno punitiva per te.
Presiedeva il tribunale Monsignor Ernesto Menghini, Presidente.
Alla sua destra sedevano papa Ratzinger con Monsignor Bagnasco.
Alla sinistra si trovavano Silvio Berlusconi ed il Dr. Gradante.
Monsignor Bagnasco e Berlusconi votarono perché tu rimanessi all’OPG, mentre che il papa Benedetto XVI col Dr. Gradante votarono per il tuo trasferimento.
Di fronte al pareggio è stato decisivo il voto di Monsignor Menghini, che ti ha lasciata all’OPG.

CONTRIBUTI PROVINCIALI.

Per i permessi in Comune, più materiali vari per cartelloni, più centinaia di fotocopie ecc., ho speso circa seicento euro, che li ho pagati, (in parte), con la mia pensione minima INPS di 540 euro.
Ho chiesto varie volte dei contributi a Mamma Provincia, che neanche mi è stata ad ascoltare e questo malgrado abbia fondato ben cinque associazioni con tanto di codice fiscale. Una è quella dedicata al disagio psichico.
Magari provo a chiedere qualcosa in prestito alla Associazione “Unione delle Famiglie Trentine all’Estero”, di piazza Silvio Pellico,12 a Trento, visto che il suo “cervello”, Gianna Copat, alla mia domanda se la Provincia gli stava versando di nuovo i contributi, mi rispose giuliva di sì….e che; “nemmeno riusciamo a spenderli tutti quei soldi!”
Altra scorciatoia o via rapida per ottenere qualche prestito, potrebbero essere i fratellini e genitori dell’Assessore Iva Berasi, che si sono presi ben cinque milioni di euro in contributi agricoli dell’Unione Europea.
Visto che fino a quando non saranno giudicati, sono da considerare innocenti, quei cinque milioncini dovrebbero essere ancora in loro possesso. Ergo, per qualche migliaio di euro che ho urgente bisogno, rappresentano pochi spiccioli per loro.

Mi raccomando Ivana, su col morale e vedi di non lasciarti andare. Ricevi un caro saluto di affetto con un forte abbraccio di solidarietà.

Dr. Valerio Tonolli
Consulente Anticorruzione, Antispreco e Antipotere Arrogante.

Questa lettera si trova in Internet ai Blogs,


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